Zaia: sul Crocifisso sentenza vergognosa

“In attesa di conoscere le motivazioni non posso che schierarmi con tutti coloro, credenti e non, religiosi e non, cristiani e non, che si sentono offesi da una sentenza astratta e fintamente democratica”. Così il ministro delle politiche agricole Luca Zaia interviene in merito alla notizia della sentenza. “Chi offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo è senza dubbio la Corte di Strasburgo. Senza identità non ci sono popoli, e senza cristianesimo non ci sarebbe l’Europa. Che destino paradossale: proprio coloro che dovrebbero tutelare il senso comune si danno da fare per scardinare la nostra civiltà. Si vergognino!”.

Noi di seguito riportiamo quanto già scritto alcune settimane fa sullo stesso argomento. Nei prossimi giorni contiamo di ritornarci, per delineare i contorni veri della questione.

“Davanti al popolo leghista radunato a Venezia il Ministro Zaia ha ricordato l’importanza imprescindibile dell’affissione del Crocifisso nei pubblici uffici e nelle scuole.

Bisogna chiarire il motivo di tanta importanza: quel simbolo, che è certo importante per i credenti, deve stare nei luoghi dove si svolgono i pubblici uffici per la sua capacità di riunire in sé anche tutti valori laici che stanno alla base della convivenza civile e delle regole essenziali della democrazia. Facciamo alcuni esempi.

L’aula di tribunale? L’immagine di un innocente condannato ingiustamente a morte è un monito per i giudici ad essere giusti e clementi, un esempio per gli imputati ad essere pazienti davanti all’immagine di un uomo che ha sopportato una tale ingiustizia senza rivoltarsi e offrendo il suo perdono, un richiamo ai colpevoli a farsi un esame di coscienza ricordando che esistono condanne peggiori della detenzione.

L’ospedale? Per i medici è l’invito a usare misericordia verso chi soffre e, forse, che dietro la sofferenza più atroce può celarsi la speranza; per i malati è un invito alla pazienza e un esempio di come si può accettare la sofferenza senza farsi vincere dall’odio.

Gli uffici pubblici? La vicenda del Nazareno è esemplare di come la coerenza a un ideale di servizio agli altri può venire percorsa fino alle estreme conseguenze, con dedizione e abnegazione; l’ingiustizia rappresentata da quella storica esecuzione invita invece alla pazienza e al rispetto delle regole anche chi subisce dei torti dal pubblico potere.

A scuola? L’insegnamento di fraternità, libertà e uguaglianza nella dignità di ogni uomo predicato da Gesù di Nazareth è la base del sistema democratico; esso si è diffuso dopo la sua morte ed ha minato le fondamenta della civiltà Greco-Romana fondata sulla forza e sulla prevaricazione, sulla schiavitù e sulla conquista di un popolo e sulla sottomissione degli altri popoli. I fondamenti della nostra società sono racchiusi in quel simbolo che deve servire come messaggio chiaro anche ai figli dei nuovi arrivati che un giorno avranno la responsabilità della cittadinanza e, pertanto, dovranno conoscerne il significato.

Infine, il Crocifisso è un grande simbolo di umiltà: se quell’uomo era solo un uomo, nulla ha fatto per sobillare la rivolta dei suoi seguaci, accettando su di sé le conseguenze dell’invidia, dell’odio, della calunnia e dell’ingiustizia. Ma se fosse stato davvero la seconda persona della Trinità, il Figlio Eterno del Padre Eterno, Dio fattosi uomo… Quale grandezza inconcepibile per l’uomo è l’umiltà di un Dio che vince la morte facendosi uccidere, che trionfa sul potere subendo la sconfitta, che distrugge l’odio perdonando i persecutori!

Anche queste, se non solo queste, sono le tanto citate e non sempre conosciute “radici cristiane dell’Occidente”.”crocifisso in tribunale

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