L’importanza di unificare l’Europa “dall’Atlantico agli Urali”, come diceva anche Charles De Gaulle, è una delle convinzioni politiche più importanti della linea editoriale di questo giornale. Finora constatiamo l’esistenza di enormi resistenze fomentate in particolar modo dalle ingerenze degli USA, che vorrebbero invece un Europa debole, litigiosa e allargata alla Turchia, e che
Vaticano e Russia stabiliranno pieni rapporti diplomatici. E’ la decisione più importante della visita che il presidente russo Dmitri Medvedev ha compiuto in Vaticano, dove è stato ricevuto da Benedetto XVI.
L’annuncio conclude una strada che si era aperta con la visita compiuta da Mickail Gorbaciov il primo dicembre 1989 a Giovanni Paolo II. In quella storica occasione fu infatti deciso di aprire un rapporto tra Santa Sede e l’allora Unione Sovietica, con l’invio di un rappresentante del presidente. Ma non si trattava di pieni rapporti diplomatici. Alla decisione odierna ha certamente contribuito il miglioramento dei rapporti tra il Vaticano e il Patriarcato di Mosca.
L’annuncio era stato in qualche modo anticipato dallo stesso Medvedev che a luglio sul sito internet del Cremlino aveva affermato: “Posso solo dire che abbiamo relazioni con il Vaticano, ci sono missioni di rappresentanza da entrambe le parti, e stiamo discutendo se passare questa relazione ad un livello più alto, ossia se cambiare la nostra in una relazione caratterizzata da ambasciata e relazioni diplomatiche. Mi sembra che sarebbe perfettamente normale”.
Un comunicato diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede informa che “nel corso dei colloqui è stato espresso compiacimento, da entrambe le Parti, per i cordiali rapporti esistenti e si è concordato di stabilire piene relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Federazione Russa”.
“Dopo uno scambio di opinioni sulla situazione economica e politica internazionale, anche alla luce dell’Enciclica ‘Caritas in Veritate’, di cui il Santo Padre ha offerto al Presidente un esemplare in lingua russa, ci si è soffermati sulle attuali sfide alla sicurezza ed alla pace. Quindi si è parlato di temi culturali e sociali di comune interesse, come il valore della famiglia, e del contributo dei credenti alla vita della Russia”.