Tremonti informa che non c’è trippa per gatti…

«Sia chiaro, io sono disponibile ad ascoltare tutte le richieste», spiega secco Tremonti. «Ma qui è un miracolo se non siamo costretti ad alzare le tasse. Non possiamo spendere più di quel che abbiamo, né permetterci passi falsi. E voi per primi dovete impegnarvi ad evitare agguati ed assalti alla diligenza».
Così il Ministro Tremonti rivolgendosi ai rappresentanti del PdL nella “Consulta per la politica economica” del partito di maggioranza.

La crisi sta mordendo le famiglie, ma ha cominciato inevitabilmente a farsi sentire sui conti pubblici. Solo la classe politica sembra non aver capito le dimensioni di quello che stiamo vivendo, probabilmente perché si tratta di persone agiate abituate a parlare di crisi come se fosse una categoria filosofica anziché un insieme di effetti reali e tangibili. Come avevamo largamente preannunciato in passato, i conti dello Stato sarebbero stati gli ultimi a venire toccati dalla crisi economica che per prima fu rilevata da professionisti e dettaglianti ancora due anni e mezzo or sono. Non abbiamo sotto mano i dati del bilancio dello Stato per suggerire rimedi, ma capiamo benissimo i timori del Ministro Tremonti che paventa addirittura un crac del Paese se non si capisce che il taglio alle spese è una questione di vita o di morte.

Resta da vedere se lo capiranno gli altri ministri, o se preferiranno far piombare l’Italia nell’ennesima crisi politica. Purtroppo, la storia della Repubblica non dà molte garanzie e tutta la vicenda sembra il remake di un film già visto.

Di una sola cosa possono stare certi i ministri, i parlamentari, i lettori, i cittadini, tutti: nel 2010 i conti dello Stato peggioreranno drasticamente come effetto di un 2009 decisamente difficile per l’economia reale, nel 2011 ci sarà un assestamento e per il futuro non è possibile fare previsioni. Ma il timore, purtroppo, è che la recessione debba ancora finire di manifestarsi poiché i segnali macroeconomici sono tutti in questa direzione, al di là della propaganda mediatica che si scatena ogni volta che in mezzo a dieci indici negativi ce n’è uno di positivo. Il cielo è ancora nebuloso e non promette niente di buono per ancora qualche anno, cioè il tempo di assorbire gli effetti dannosi della bolla finanziaria che ha gonfiato i prezzi in molti settori trainanti, in primis quello immobiliare che al momento risulta del tutto paralizzato sul nuovo e appena vitale sull’usato.Tremonti preoccupato

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