Ospitiamo l’accorato intervento di Audrey D’Aguanno, una cittadina italo-francese che lungamente ha vissuto a Marsiglia toccando con mano per anni la realtà di cui ci parla con competenza e cognizione di causa. Spazio alle sue parole……
“E’ sicuramente vero, l’attentato mancato di qualche settimane fa a Milano è l’atto di un forsennato, il “caso isolato” di un immigrato finora “ben integrato nella società italiana” ma con “problemi psichici”, volontariamente saltato in aria urlando parole in arabo.
Le famiglie delle vittime degli attentati della metropolitana di Madrid o dell’AZF di Tolosa sono certamente state molto sollevate nel sapere che il loro figlio, la loro moglie, il loro fratello non sono stati uccisi da una rete terrorista organizzata islamica, bensì da “forsennati” musulmani isolati con “problemi psichici”.
Tuttavia c’e un grave problema al riguardo: l’Europa pullula di questi cosiddetti “forsennati con problemi psichici”, altrove chiamati mujaheddin, nutriti dei discorsi bellici degli Imam della moschea accanto. Sarebbe ora di ASCOLTARE le loro prediche che non nascondono più.
Ricordiamo inoltre che gli attacchi terroristici cospargono le pagine del Corano e la storia della diffusione dell’Islam che ha sempre preferito questa tecnica di lotta al contatto diretto e militare.
Sarebbe ora di studiare la STORIA.
Mi risponderete che è un fatto d’integrazione mancata.
E’ difficile pensare però che tutte le popolazioni in guerra siano composte da dei poveri sradicati non integrati. Il 90% delle guerre in atto nel mondo sono il frutto dell’Islam belligerante contro una popolazione non musulmana : albanesi-musulmani contro serbi, turchi contro greci, pakistani contro indiani, ceceni contro russi, palestinesi contro ebrei, scontri tra cattolici e musulmani nelle Filippine, in Nigeria, in Costa d’Avorio, ecc…
Pertanto, a mio avviso, questi atti di terrorismo che verranno necessariamente a moltiplicarsi – organizzati o “atti isolati” – sono il male minore.
Il pericolo è molto più grave e irreversibile degli attentati: la diffusione dell’Islam sul nostro suolo da infiltrazioni demografiche (immigrazione e nascite). Come dice G. Faye – uno dei più sconvolgenti scrittori ad aver studiato a fondo i pericoli dell’islamizzazione delle nostre società – “non sono le bombe né le azioni armate ad abbattere i popoli. È la sommersione etnica.” Ovvero non dobbiamo più pensare oggi le conquiste di territorio come processi accompagnati necessariamente da guerra, conflitto, sangue, ecc… Bastano le pance feconde delle migranti e le orde di immigrati che varcano le soglie del nostro continente.
Dal 1988 la crescita demografica in Europa risulta maggiormente dell’immigrazione che delle nascite però, allo stesso tempo, per citare un esempio, su 10 bambini che nascono in Belgio, 7 hanno un nome arabo. Mohammed è il primo nome, per frequenza, tra i neonati maschi della provincia di Bruxelles.
Stiamo vivendo una vera colonizzazione.
Parallelamente, credere nella moderazione della religione con la diffusione più veloce nel mondo è molto attraente per le nostre menti occidentali impregnate di Diritti dell’Uomo e di altruismo cristiano.
L’Altro può essere buono, senza volontà di dominazione, aperto e tollerante. Tutto quello che non è l’Islam. E basta leggere il Corano per convincersi!
Possiamo continuare ad accettare l’invasione sperando che quest’Altro rispetterà la Repubblica, il nostro modo di vivere, le nostre tradizioni, ma stiamo però ignorando la natura propria dell’Islam con la sua colonna centrale di proselitismo.
In Francia le ragazze non portano più la gonna, segno di provocazione in certi quartieri, non si mangia più maiale nelle mense scolastiche, non si studiano più certi periodi della storia per “non offendere la fede dei musulmani”. E tante altre costrizioni imposte moderatamente dal’”Islam moderato”.
La Francia, che conta più luoghi di culto musulmano del Marocco, ha superato gli Stati Uniti in termine d’insicurezza. E i media italiani osano parlare del “modello d’integrazione francese”… Cari giornalisti, basta scrivere al caldo delle vs dimore, siete tutti invitati in Francia!
Gli italiani dovrebbero rivolgere lo sguardo altrove in Europa. E se pensate che “vi salverete” perché, dopo tutto, “qui è diverso” e che la Francia e il suo 35% di giovani di origine africana e nord-africana “paga il pegno del suo colonialismo”, osserverete la situazione svedese con il suo milione di immigrati musulmani (senza mai avere avuto colonie), o ancora vi ricorderete del Kossovo, ancora serbo negli anni ’60, prima che la sua popolazione venisse sostituita dai migranti albanesi musulmani che si riproducono di più. Il fatto in chiaro: basta mezzo secolo per sostituire la popolazione di un paese.
Ora si tratta soltanto di scegliere se vogliamo un’Europa musulmana; se, nel rispetto di angeliche teorie sulla bontà umana vogliamo correre il rischio – già in atto – di essere sottomessi alla legge di Allah.
Avrete ragione dicendo che non tutti i musulmani sono fanatici, ma le regole delle nostre Repubbliche saranno sempre sottomesse alle regole di Dio, in questo senso l’Islam è una teocrazia che non può in nessun caso adattarsi alle nostre democrazie occidentali.
Nessun comportamento fuori degli insegnamenti e delle regole del Corano sono tollerati, la fede si confonde totalmente con la legge, perche la legge è detta da Dio.
Se quindi qualche musulmano – che non obbedisce al principio di prudenza e d’ipocrisia detto dal Corano – mi leggesse, vorrei che mi illuminasse sul come fare coabitare le regole delle società occidentali con gli imperativi della “sharìa”.
Anche moderato il mondo deve diventare “Dar-al Islam”, il regno dell’Islam. Che sia con la sciabola o la demografia il risultato finale è il medesimo.
Ma io non ci sto.
Audrey D’Aguanno
