In questi giorni un pericoloso atteggiamento populista e forcaiolo si sta imponendo nei media sulla vicenda dell’uso di droga da parte di personaggi politici.
Addirittura l’on. Carlo Giovanardi ha organizzato un test per i parlamentari che vogliano dimostrare la loro negatività, in base al principio che chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere dal test. A prima vista il ragionamento fila e infatti molti parlamentari si sono affrettati a dare la loro disponibilità a qualsiasi tipo di test, ma a ben guardare la vicenda è molto diversa dall’apparenza e nasconde un pensiero molto pericoloso. Vediamo perché.
Il diritto al buon nome, al rispetto e all’onore è un diritto inviolabile dell’uomo, viene prima di qualsiasi legge positiva dello Stato. Se un uomo ha condotto una vita onesta, risulta incensurato e non esistono sospetti motivati da qualche suo comportamento o frequentazione che inducano a ragionevoli dubbi circa la sua onorabilità, egli ha il sacrosanto diritto che la sua parola sia creduta, poiché in qualsiasi democrazia fondata sul diritto la presunzione d’innocenza è un pilastro fondamentale per l’ordine e la salute pubblica.
Se invece facciamo passare l’idea che anche le persone oneste debbano sottoporsi a verifiche, tests, analisi e controlli per dimostrare l’estraneità a ogni bizzarrìa o porcheria che diventa di moda, allora passiamo nel pericoloso regime della presunzione di colpevolezza, nella quale ogni cittadino è ritenuto un potenziale criminale sul quale pesa l’onere della prova contraria. Praticamente instauriamo il clima del Terrore giacobino, oppure quello che esisteva in Germania Est ai tempi del Muro e della Stasi, la famigerata polizia segreta di cui chiunque poteva teoricamente far parte all’insaputa degli altri.
In particolare verso i parlamentari è dovuto il rispetto istituzionale, che serve per accrescere la coscienza civica del cittadino; per questo vengono chiamati “onorevoli” e per questo bisogna avere il massimo rispetto nei loro confronti. Chi commette qualche reato deve essere cacciato dalla politica immediatamente, ma la maggior parte che è quasi la totalità dei parlamentari è gente onesta, nonostante la propaganda diffamatoria e demagogico-populista di agitatori anarchici come Beppe Grillo o mestatori di umori inconfessabili come il pericoloso Di Pietro, novello aspirante Robespierre de noantri.
Anche perché (la si prenda come una battuta triviale, ma fino a un certo punto) se il “caso Marrazzo” diventasse un caso emblematico per avviare questa stupida deriva, dopo il test per dimostrare la negatività alla droga qualcuno potrebbe chiedere di dimostrare di non aver avuto rapporti con dei trans… Sinceramente, non abbiamo lo stomaco per sopportare un ispezione in diretta TV dell’integrità rettale di Casini, Bersani o chicchessìa.