La Corea del Nord minaccia la Corea del Sud di adottare “misure forti”, fino alla “guerra generale”, se Seul dovesse promuovere anche a livello internazionale l’adozione di nuove sanzioni, in scia ai risultati del comitato di inchiesta sull’affondamento della corvetta Cheonan.
L’agenzia Yonhap cita un comunicato della Commissione nazionale di difesa, letto dalla radio di Stato, in cui si nega ogni responsabilità nella tragedia costata la vita a 46 marinai. Un portavoce non identificato della Commissione nazionale di difesa ha aggiunto che il Nord avrebbe risposto con un “colpo di forza fisica senza pietà” anche contro un attacco di rappresaglia minore. “E’ giusto che la Corea del Sud si ricordi che non debba essere lasciato il minimo dubbio presentando le sue prove di accusa”, ha aggiunto. Seul, tra gli elementi a supporto delle responsabilità di Pyongyang, ha presentato parti di un siluro trovate sul luogo del naufragio, nel mar Giallo, su cui è stato possibile anche ritrovare un numero di serie.
Naturalmente la lettura dei fatti riguardanti la zona coreana non può prescindere dalla consapevolezza che dietro alle due Coree ci sono Cina e USA, impegnate già da tempo in una lotta senza quartiere per il dominio planetario futuro e responsabili – almeno in parte – anche delle tensioni finanziarie mondiali che stanno aveno l’effetto politico di marginalizzare il ruolo dell’UE bloccandone il processo di integrazione, destabilizzando l’Euro e limitando i contatti di avvicinamento (politico, economico, strategico, culturale) con la Russia. Non è detto che la tensione nell’area coreana sia più pericolosa che in passato, comunque merita attenzione anche perché non va mai dimenticato che la Corea del Nord era inserita nella lista degli “Stati canaglia” di Bush jr per l’Enduring Freedom, l’operazione militare di 20 anni annunciata sulle ceneri di Ground Zero il 16 Settembre 2001, e che occupava addirittura il 4° posto dopo Afghanistan (fatto), Iraq (fatto), Iran (in preparazione da tempo) e prima di Siria (sotto controllo) e Sudan (in lavorazione).
Possiamo far qualcosa? No. Solo leggere la realtà senza le lenti distorte della propaganda televisiva e sforzandosi di ragionare con la propria testa.
