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	<title>L&#039;altra Campana &#187; lega nord</title>
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		<title>La secessione è un dovere storico</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 23:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una notizia di cronaca da Napoli, aggiunta ai fatti di Rosarno in Calabria e ai ripetuti episodi di violenza sessuale verso minorati psichici in Puglia, riporta alla mente &#8220;il grave problema di quella parte del mondo che è l&#8217;Italia meridionale&#8221;, dove gli episodi di inciviltà e brutalità si succedono da sempre e non possono essere più scusati, né venire attribuiti a qualcuno sì e a qualcuno no. Non è più possibile fare dei distinguo, a questo punto.</p>
<p>L&#8217;episodio narra della scoperta dell&#8217;ennesima truffa ai danni dello Stato commessa da 400 persone assolutamente normali, sia fisicamente che psichicamente che socialmente (a parte il fatto di essere dei ladri). Cosa hanno fatto? Hanno percepito per anni la pensione come matti, come malati psichici. Pensione pagata da me, da te che leggi queste righe, da tutti quelli che lavorano e pagano le tasse a prezzo di grandi sacrifici, dato che quei soldi starebbero ben volentieri nelle mie tasche, nelle tue, in quelle di chi lavora, piuttosto che darli a uno Stato depredato in continuazione dal &#8220;grande problema che affligge quella parte di mondo che è l&#8217;Italia meridionale&#8221;.</p>
<p>Da 20 anni, in misura sempre crescente, la gente delle colonie dell&#8217;Italia, il Veneto e la Lombardia, si è stufata di avere la cittadinanza e vivere in condizioni di sottomissione rispetto al &#8220;grande problema che affligge quella parte di mondo che è l&#8217;Italia meridionale&#8221;. </p>
<p>La gente si sta compattando sempre più attorno a un movimento identitario, che mira alla secessione e all&#8217;indipendenza, la Lega Nord. La pretesa è sacrosanta, in linea con il diritto universale all&#8217;autodeterminazione dei popoli, ma la strada è lunga e tortuosa, ricca d&#8217;insidie, di trappole. Le accuse di razzismo rivolte agli &#8220;schiavi che si ribellano&#8221; sono sempre rinnovate, la cattiveria e il rancore montano in misura direttamente proporzionale con la presa di coscienza della sua diversa identità da parte del popolo della regione a Sud delle Alpi e a Nord dell&#8217;Italia. </p>
<p>Ma il ripetersi incessante, martellante, perpetuo di comportamenti vergognosi e turpi da parte di &#8220;quel grande problema che affligge quella parte di mondo che è l&#8217;Italia meridionale&#8221; non può che rafforzare i propositi di distacco. La convivenza tra il popolo civile, laborioso, tollerante, onesto, accogliente verso gli stranieri, produttivo, sano delle regioni dell&#8217;Europa subalpina e &#8220;il grande problema che affligge quella parte di mondo che è l&#8217;Italia meridionale&#8221; ormai è insopportabile; l&#8217;esperimento francese di formare uno stato chiamato Italia è fallito, come fallisce un matrimonio sbagliato. Bisogna solo sperare che la separazione avvenga in tempi brevi e in modi ragionevoli, non oltre la prossima generazione.</p>
<p>Solo allora lo standard della vita del popolo subalpino raggiungerà quello di Svizzera, Austria e Baviera, ma anche Slovenia e Alpi Francesi, cioè del popolo residente nel resto della regione geografica. Solo allora anche noi potremo assaporare il gusto di osservare perplessi, a metà tra il divertito e l&#8217;indignato, quello che accade laggiù, in Italia, come fanno nel resto dell&#8217;Europa civile. E penseremo allo strano disegno della Provvidenza, che ha messo una terra così bella come l&#8217;Italia meridionale a disposizione di &#8220;quel grande problema che la affligge&#8221;: la gente che la abita.</p>
<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/01/secessione-nord-italia-150x150.png" alt="secessione nord italia" title="secessione nord italia" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2728" /></p>
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		<title>Benvenute!&#8230; Le nuove Leghe d&#8217;Oltralpe</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 12:36:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/Ligue-du-Sud-150x150.jpg" alt="Ligue du Sud" title="Ligue du Sud" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2392" />La notizia è arrivata dalla Francia : sul modello di radicamento locale della Lega Nord &#8211; che incarna “per tutti i movimenti popolari di Europa un simbolo di riuscita” &#8211; sono nate La Ligue du Sud e La Ligue du midi rispettivamente nel Sudest e Sudovest dell’Esagono. </p>
<p>Queste due liste di aggregazione popolare costituite da dissidenti dei vecchi partiti politici e da insoddisfatti del panorama dei partiti esistenti,  si sono formate in vista delle prossime elezioni regionali francesi di Marzo 2010. Poiché la situazione di degrado sociale in Francia è estrema, La Ligue du Midi si definisce come il raduno di “donne e uomini che hanno preso coscienza che il nostro paese è in grave pericolo di scomparsa”.</p>
<p>E’ soprattutto in materia di regionalismo e di radicamento locale, voce sempre crescente in tutta l’Europa, che le Ligues francesi si avvicinano alla Lega Nord. Per contrastare la manomissione giacobinista di Parigi su tutto il paese, i loro programmi presentano numerose proposte di ri-localizzazione delle attività economiche, di sostegno alle piccole imprese e all’artigianato locali, di difesa del patrimonio locale e insegnamento delle tradizioni e lingue regionali, misure contro il racket fiscale e le delocalizzazioni che svuotano le terre francesi di lavoro e ricchezza, e chiedono più potere alle Regioni in materia di sicurezza; in breve, difendono un posizionamento localista.</p>
<p>E la parola d’ordine è: Identità! </p>
<p>In Francia, la società multiculturale ha portato i suoi frutti sfociando nella società multi-razzista, e le élites politiche e mediatiche inneggiano oramai alla sparizione dell’identità francese, come prima lo avevano fatto per le identità locali. Mentre per N. Sarkozy  “l’obiettivo è vincere la sfida del meticciato” perche “la consanguineità ha sempre provocato la fine delle civiltà e delle società” gli Identitari e les Ligues si fanno portavoce del popolo, pronti a difendere la propria cultura e la propria identità, perché la Francia non è sempre stata una terra di melting-pot africano-europeo! </p>
<p> “Maitre chez nous” (Padroni a casa nostra) slogan della Ligue du Midi, chiama alla ripresa della sovranità del suo popolo, contro i politici che non rappresentano il volere del cittadino, contro i tecnocrati di Bruxelles che impongono le loro leggi negando le specificità di ogni paese e di ogni regione, contro l’islamizzazione crescente e contro questi allogeni (ormai giuridicamente francesi grazie allo JUS LOCI o &#8220;diritto del suolo&#8221;) che seminano terrore presso “i piccoli francesi” , finanziati dagli innumerevoli sussidi dello Stato erogati affinché non creino “ulteriori disagi sociali” mentre godono di una scandalosa impunità. </p>
<p>Contro quest’insopportabile insicurezza, vera piaga in Francia, le ligues intendono battersi con efficienza al contrario dell’ immobilismo dei precedenti governi, e la loro vana politica di ”integrazione”. </p>
<p>Ormai, da Trieste all’Atlantico le idee identitarie, comunitariste e localiste hanno rappresentanza in politica. Seguiremo da vicino la loro evoluzione e auguriamo alla Ligue du Sud e la Ligue du Midi un gran successo, almeno pari a quello della Lega Nord in Italia, affinché le nuove idee (finalmente davvero democratiche) possano travolgere come un&#8217;onda montante la finta democrazia che sta avvilendo l&#8217;Occidente e uccidendo la libertà dei popoli che lo hanno civilizzato.</p>
<p>Audrey D&#8217;Aguanno</p>
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		<title>Immigrati: i cristiani si integrano meglio.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapporto sull&#8217;integrazione degli immigrati in Italia presentato dalla fondazione ISMU conferma la bontà delle idee della Lega Nord in materia di immigrazione, che riprenderemo dopo aver letto i dati del rapporto che ci dicono alcune cose molto interessanti. Le &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/immigrati-i-cristiani-si-integrano-meglio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto sull&#8217;integrazione degli immigrati in Italia presentato dalla fondazione ISMU conferma la bontà delle idee della Lega Nord in materia di immigrazione, che riprenderemo dopo aver letto i dati del rapporto che ci dicono alcune cose molto interessanti.</p>
<p>Le donne con figli, soprattutto se coniugate con un italiano, sono le più integrate secondo un&#8217;indagine specifica coordinata dalla fondazione Ismu su un campione di 12 mila immigrati; istruzione e reddito elevato, uniti a una vita con i familiari in abitazioni autonome, gli altri fattori che favoriscono l&#8217;integrazione. Più semplice adattarsi all&#8217;Italia per gli stranieri provenienti dall&#8217;America Latina, cui la ricerca assegna un punteggio medio di 0,54 su una scala che va da 0 (assenza di integrazione) a 1 (livello massimo), con i brasiliani in cima alla classifica dei più integrati (0,57); all&#8217;opposto, gli asiatici chiudono la classifica (0,47).</p>
<p>Dal punto di vista economico, i redditi crescono di pari passo con l&#8217;aumentare degli anni di presenza in Italia: tra gli uomini, la percentuale di chi guadagna tra 1.500 e 2.00 euro passa dall&#8217;1,2% tra chi vive in Italia da due anni al 14% tra quelli residenti da oltre 10 anni. La crisi economica ha fatto sentire invece il suo peso sulle rimesse, con gli invii di denaro calati per la prima volta del 4,7% nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, per un ammontare complessivo di 1,48 miliardi; crescono le rimesse verso le Filippine (+34,6% tra 2007 e 2008), mentre la Cina dopo il record tra 2006 e 2007 (+140%) registra una battuta d&#8217;arresto (-8,7% tra 2007 e 2008).</p>
<p>Sul fronte criminalità, tra le principali cause di devianza, secondo i dati raccolti dall&#8217;Ismu, ci sono basso reddito unito a lavori non qualificati e irregolari e alla presenza di organizzazioni criminali straniere. Il 21,9% dei detenuti stranieri proviene dal Marocco, il 12,4% dalla Romania e il 12,1% dall&#8217;Albania; seguono Tunisia (11,6%), Algeria (5,6%) e Nigeria (4,5%). </p>
<p>Da tutto questo si evince come l&#8217;idea di favorire l&#8217;immigrazione dai Paesi di cultura omogenea alla nostra sia pienamente fondata. Considerando che le richieste di immigrazione in Italia dai Paesi Sudamericani sono in numero elevatissimo, in larga parte da persone che potrebbero ottenere velocemete la cittadinanza perché figli o nipoti di italiani emigrati, da persone che parlano già la nostra lingua oppure una lingua simile, non si vede perché si continuino a favorire gli ingressi provenienti dal Nordafrica o dall&#8217;Asia, che creano tensioni sociali, culturali e religiose.</p>
<p>O meglio: si capisce benissimo che chi vuole sradicare la nostra millenaria cultura in nome di un multiculturalismo ideologico e di un anticristianesimo viscerale di fondo proponga un modello di immigrazione mirato al perseguimento del meticciato culturale, mentre chi vuole difendere la nostra tradizione e la nostra cultura, magari per diffonderla anche all&#8217;estero (l&#8217;esatto contrario, dunque!) deve mirare all&#8217;incoraggiamento dell&#8217;immigrazione proveniente da quei Paesi che più ci sono simili. Ricordando il principio aureo di stabilire delle quote rigorose di immigrazione, stabilite dopo una precisa analisi della domanda di manodopera e della disponibilità di abitazioni.</p>
<p>Finora solo la Lega Nord ha parlato chiaro su questi temi, subendo l&#8217;accusa di razzismo per il solo fatto di proporre un modello ideologico alternativo e molto più funzionale di quello imposto dalle élites culturali progressiste. Speriamo che la permanenza al Governo di questa forza comunitarista e identitaria permetta di far passare nell&#8217;opinione pubblica le sue idee, pragmatiche e all&#8217;insegna del buon senso, senza la censura preventiva e il marchio tanto infamante quanto bugiardo di &#8220;razzismo&#8221; con cui vengono bollate.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/immigrati-ucraini-150x150.jpg" alt="immigrati ucraini" title="immigrati ucraini" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2319" /></p>
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		<title>La massoneria denuncia la Lega Nord: accade a Vicenza</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:32:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco che ci siamo! Cominciano anche da noi! Chi? I &#8220;musulmani moderati&#8221;, naturalmente! Spalleggiati dalla massoneria, che vede nella Lega Nord la minaccia alla sua egemonia politica. A Vicenza accade che la Lega Nord riesca a far desistere, con una &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-massoneria-denuncia-la-lega-nord-accade-a-vicenza/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco che ci siamo! Cominciano anche da noi! Chi? I &#8220;musulmani moderati&#8221;, naturalmente! Spalleggiati dalla massoneria, che vede nella Lega Nord la minaccia alla sua egemonia politica.</p>
<p>A Vicenza accade che la Lega Nord riesca a far desistere, con una azione civile di pressione mediatica, gli organizzatori del &#8220;Festival Islamico&#8221; dal proposito di fare tappa a Vicenza il giorno domenica 6 Dicembre. La Lega aveva organizzato un presidio da tenersi vicino al capannone dove avrebbero dovuto presentarsi alcuni predicatori molto noti del mondo islamico jihadista europeo, un presidio al quale avrebbero partecipato molte migliaia di persone. Gli organizzatori hanno dovuto inventare una indisposizione del predicatore più atteso, noto per le sue posizioni in tutta Europa e in Medio Oriente, per giustificare la soppressione dell&#8217;evento. Uno smacco tremendo, tanto più perché inflitto con armi tipiche del civile scontro democratico: la pressione mediatica, la mobilitazione, la dialettica, il coinvolgimento della società civile.</p>
<p>Ma ecco che il signor Buffarini, massone dichiarato da anni, uno che ha sbandierato la sua adesione alla massoneria su tutti i giornali locali decine di volte e che da un anno ha dichiarato la sua conversione all&#8217;islam (anche questo è logico, come presto questo giornale dimostrerà), ecco &#8211; dicevamo &#8211; che il massone-islamico sporge denuncia contro Alessio Sandoli (segretario della sezione cittadina di Vicenza della Lega Nord) e contro il Senatore Paolo Franco, Segretario provinciale e leader politico del movimento leghista a Vicenza (nella foto). Il motivo? Istigazione all&#8217;odio e &#8220;islamofobia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Islamofobia&#8221;: una parola con la quale dovremo imparare a convivere, perché nel resto d&#8217;Europa è diventata il grimaldello per dare il potere alla comunità musulmana. Grazie, naturalmente, a quei magistrati che ne spalleggiano l&#8217;avanzata perchè come il sig. Buffarini, diciamo così, hanno certe idee.</p>
<p>La vicenda giudiziaria va liquidata così: solo un giudice massone può accogliere questa denuncia infondata, distorcendo i più elementari diritti d&#8217;espressione della nostra democrazia. Ma giudici massoni ne esistono, dunque vedremo.</p>
<p>Più che altro va ricordato Gramsci: una cultura dominante tende a instaurare la sua &#8220;egemonia&#8221;, e questo ha fatto la cultura massonica negli ultimi 150 anni in Occidente. Tale egemonia perdura fin tanto che la classe dominante riesce ad esprimere una classe dirigente in grado di interpretare le istanze della società civile e trasformarle in azione politica. Per fare ciò, la classe dominante offre alla società civile i suoi modelli culturale e cerca di indirizzare il pensiero comune verso i propri obiettivi, dipingendo come blasfemo tutto quello che contrasta con la propaganda ufficiale.<br />
Finché propaganda ufficiale e sentire comune non si discostano, il gioco riesce. Ma quando la classe dirigente espressa dalla classe dominante non riesce più a capire il popolo, ecco che l&#8217;egemonia vacilla e si creano i presupposti per il rovesciamento dei rapporti di forza.<br />
Questo sta accadendo oggi in Italia: la Lega Nord è interprete di un nuovo modo di sentire della società civile, mentre il pensiero massonico-illuminista è giunto al capolinea. Naturalmente i comportamenti reazionari di chi tende alla conservazione dei propri privilegi saranno durissimi e si moltiplicheranno, ma il processo in atto è ineluttabile perché il sentimento del popolo è già cambiato e, per ora, solo la Lega Nord lo sta interpretando anche se non mancano le storture, le esagerazioni, le stupidaggini e gli errori.</p>
<p>La denuncia di Buffarini va letta dunque in quest&#8217;ottica: egli è un massone, convertito all&#8217;islam dove trova nuova linfa per le sue idee mondialiste, che combatte l&#8217;emergente forza politica comunitarista, anti-mondialista e laicamente cristiana che contrasta il suo modello di riferimento, fino a ieri egemone e oggi apertamente in crisi.</p>
<p>Nella piccola Vicenza si apre una partita ideologica che connoterà il futuro europeo nei prossimi 20 anni e che sarà decisa da due fattori: primo, il fattore demografico con le relative politiche a esso connesse, con la &#8220;vecchia Europa&#8221; che spinge per l&#8217;immigrazione e la &#8220;Nuova Europa&#8221; che spinge per incentivare la famiglia e la natalità dei cittadini indigeni; secondo, lo spazio che verrà dato agli intellettuali della politica per contrastare l&#8217;egemonia degli economisti, che più o meno inconsapevolmente sono la quinta colonna della conservazione dell&#8217;egemonia dell&#8217;attuale classe dominante. Se il pensiero mutato troverà i suoi esegeti, la Nuova Europa vincerà e si riprodurrà; se continueranno a parlare i guardiani della Vecchia Europa, beh&#8230; I vecchi muoiono e l&#8217;Europa cadrà in mano a chi se la prende. Lo scontro è sia generazionale che epocale, ma soprattutto è uno scontro eminentemente ideologico.</p>
<p>Se qualche giovane ha letto queste righe, le rilegga per capirle meglio e approfondisca i temi trattati. Un giovane che intenda combattere per cambiare le cose in meglio deve sapere da che parte si è rivoluzionari, e da che parte invece si crede di esserlo ma si è solo conservatori funzionali al sistema.</p>
<p>(articolo di Davide Lovat)<br />
<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/paolo-franco-150x150.jpg" alt="paolo franco" title="paolo franco" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2222" /></p>
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		<title>La Lega in Parlamento tutela i prodotti nostrani</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:28:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Bitonci &#8211; Quello del Made in Italy è un tema storico e molto caro alla Lega Nord che da sempre si batte per l’impiego di un sistema di etichettatura di origine dei prodotti, che tuteli imprese e consumatori &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-lega-in-parlamento-tutela-i-prodotti-nostrani/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Massimo Bitonci &#8211;<br />
Quello del Made in Italy è un tema storico e molto caro alla Lega Nord che da sempre si batte per l’impiego di un sistema di etichettatura di origine dei prodotti, che tuteli imprese e consumatori dal dilagare dei fenomeni di contraffazione. La crisi che ha colpito alcuni settori strategici dell’economia italiana tra cui il manifatturiero, ed in particolare l’industria e l’artigianato tessile, ha riacceso il dibattito sull’opportunità di introdurre nel nostro ordinamento norme a tutela dei prodotti  italiani di qualità; un dibattito che oggi, diversamente dal passato, ha tutti i presupposti per trasformarsi in una concreta azione di difesa e di valorizzazione dei prodotti Made in Italy</p>
<p>Un primo segnale è individuabile nella rapidità con cui la Commissione di merito ha lavorato per portare all’esame dell’Aula un testo sul quale vi è stata un’ampia convergenza di vedute da parte  dei diversi schieramenti politici.  Le mutate posizioni che l’Unione europea ha recentemente espresso sul tema rappresentano poi un altro, se non il più importante, segnale di cambiamento, che sarà determinante per l’esame e l’ approvazione della presente proposta di legge. Nonostante l’Unione europea nel passato abbia sempre osteggiato l’adozione di misure volte ad introdurre nell’ordinamento italiano un marchio di origine dei prodotti, giudicandole lesive della concorrenza e di ostacolo alla libera circolazione dei prodotti e delle merci tra gli Stati membri, proprio in questi giorni, con l’adozione da parte del Parlamento europeo della risoluzione per l’introduzione del marchio di origine, è stato raggiunto un grande risultato che fa ben sperare sulla possibilità di vedere concretamente realizzata la tutela dei prodotti italiani.  </p>
<p>E’ in queste circostanze, dunque, che deve essere esaminata la presente proposta di legge a cui si riconosce il merito di aver creato un contesto normativo in grado di offrire alle imprese che producono in Italia adeguati strumenti per difendersi dalla concorrenza di chi senza scrupoli immette sul mercato prodotti di qualità estremamente bassa e dannosi per la salute umana, facendoli passare come Made in Italy anche se prodotti interamente all’estero.</p>
<p>Il provvedimento introduce, quindi, in linea con quanto avviene in altri Paesi, come USA, Giappone e India, un sistema di etichettatura obbligatoria per la valorizzazione dei prodotti del comparto tessile, pelletteria e calzaturiero che consente alle imprese di qualificare la propria produzione attraverso l’indicazione sull’origine e le fasi di lavorazione del prodotto e ai consumatori di avere maggiori informazioni sulla qualità e la sicurezza delle merci acquistate.</p>
<p>L’impiego della denominazione Made in Italy viene concesso solo per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione abbiano avuto prevalentemente luogo nel territorio italiano. La tutela del Made in Italy diventa, allora, fondamentale per restituire una maggiore competitività alle imprese, costituendo un punto di forza sui cui è necessario puntare per riagganciare la ripresa. Le produzioni italiane sono, infatti, la storia manifatturiera del Paese e rappresentano un motivo di vanto dell’economia italiana. Questa eccellenza, che ci rappresenta in tutto il mondo, passa nelle mani di oltre 450.000 mila artigiani e i piccoli imprenditori che, producendo in Italia, danno lavoro a 1.800.000 addetti e realizzano un valore aggiunto di 58 miliardi. Sono queste imprese il traino della nostra economia ed è quindi necessario che, proprio in questo momento di difficile congiuntura economica,  le istituzioni forniscano loro risposte chiare e di maggiore garanzia per la tutela dei loro prodotti.</p>
<p>Esame in Commissione</p>
<p>In breve, l’articolo 1, introduce un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti finiti ed intermedi nei settori del tessile, pelletteria e calzaturiero che evidenzi il luogo di origine di ciascuna delle fasi di lavorazione e fornisca in forma chiara e sintetica specifiche informazioni sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme internazionali vigenti in materia di lavoro. L’impiego della denominazione Made in Italy è, quindi, permesso esclusivamente per i prodotti finiti le cui fasi di lavorazione abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano.</p>
<p>L’articolo 2, demanda ad un successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico la definizione delle caratteristiche del sistema di etichettatura obbligatoria e di impiego della denominazione Made in Italy, nonché le modalità per l’esecuzione dei relativi controlli, effettuati anche attraverso il sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Prevede poi l’adozione di un regolamento del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali diretto garantire elevati livelli di qualità dei prodotti e dei tessuti in commercio, al fine di tutelare la salute umana e l’ambiente.</p>
<p>L’articolo 3, detta, infine, le misure sanzionatorie nel caso di violazioni delle disposizioni del provvedimento.</p>
<p>Rispetto al testo base della proposta di legge dell’On.Reguzzoni, quello approvato dalla Commissione ha subito alcune modifiche. la Commissione ha infatti  ritenuto di dover eliminare quelle disposizioni che per motivi di carattere finanziario avrebbero ritardato il passaggio del provvedimento in Aula. Si tratta di misure importanti, come ad esempio le agevolazioni in favore delle imprese che investono in ricerca e sviluppo, sulle quale sarebbe opportuno riaprire un dialogo  per  un esame più dettagliato.</p>
<p>In Commissione l’esame del provvedimento è stato molto rapido trovando fin da subito un ampio consenso. Gli emendamenti presentati ed accolti sono stati tutti di merito e hanno dato un contributo importante alla stesura finale del testo. Ci si augura, pertanto, che anche in Aula il dibattito possa essere serio e costruttivo per procedere quanto prima all’approvazione del provvedimento nell’interesse non solo delle imprese ma anche di tutti i consumatori.</p>
<p>Esame in Aula</p>
<p>L’Aula ha approvato all’unanimità la proposta di legge per la tutela del Made in Italy . Sono state accolte alcune proposte dell’opposizione che, tuttavia, non hanno introdotto modifiche sostanziali al testo.</p>
<p>La Lega Nord ha presentato tre ordini del giorno. I primi due, accolti come raccomandazione, intendono ampliare gli ambiti di applicazione della legge al settore del mobile imbottito e alla lavorazione delle pellicce, mentre il terzo, approvato, impegna il Governo ad assumere le iniziative  opportune presso le competenti istituzioni europee ai fini dell’adozione di adeguate misure legislative volte a recepire lo spirito e i contenuti della proposta di legge per la tutela della tracciabilità dei prodotti tessili Made in Italy.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/Bitonci2-150x150.jpg" alt="Bitonci" title="Bitonci" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2238" /></p>
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		<title>Stanno tirando troppo la corda, lor signori&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo Berlusconi sta perseguendo straordinari risultati nella lotta contro la criminalità organizzata ed è in procinto di attuare la riforma federale dello Stato, partendo dal federalismo fiscale. Questo non è accettabile per lo &#8220;status quo&#8221; del Meridione d&#8217;Italia, abituato &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/stanno-tirando-troppo-la-corda-lor-signori/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo Berlusconi sta perseguendo straordinari risultati nella lotta contro la criminalità organizzata ed è in procinto di attuare la riforma federale dello Stato, partendo dal federalismo fiscale.</p>
<p>Questo non è accettabile per lo &#8220;status quo&#8221; del Meridione d&#8217;Italia, abituato a considerare lo Stato come una diligenza da assaltare o come un Ente benefico che distribuisce stipendi, pensioni, finanziamenti, emolumenti, ammortizzatori sociali, eccetera. Le èlites meridionali, indipendentemente dalla libertà o dalla collusione con la malavita, non vogliono accettare che il Nord Italia si tolga il basto da soma che le fu imposto, né tantomeno possono accettare che il Parlamento, da sempre &#8220;cosa nostra&#8221; del Meridione (che spesso fece eleggere i suoi uomini perfino nei collegi del Nord Italia), oggi sia pesantemente influenzato da un partito nordista come la Lega Nord.</p>
<p>Di conseguenza, ecco la guerra scatenata al premier: minacce di pentiti, assalto della Magistratura (altro ambiente in mano alle élites meridionali), ostilità della Corte Costituzionale (14 meridionali su 15, di cui 13 provenienti dalla Campania), ribellione di Fini che conta su un bacino elettorale sostanzialmente meridionale, pressione del Presidente  Napolitano che nel nome ha la provenienza, per non parlare di Casini e Buttiglione che, pur spacciando il loro per un partito a ispirazione cristiana e dunque rivolto a tutti, nei fatti rispondono alle centinaia di vescovi della particolarissima e del tutto &#8220;sui generis&#8221; Chiesa del Sud Italia, Chiesa che anche dottrinalmente meriterebbe di venire trattata con un discorso a sè stante, come ben sa chi si occupa di queste cose (e come ben sanno, storcendo la bocca, in Vaticano e in tutto il mondo cattolico).</p>
<p>In parole povere, si vuole costringere Berlusconi alla resa a causa dei suoi problemi giudiziari, salvo poi offrirgli un salvacondotto offerto dal Presidente della Repubblica e dal Presidente della Camera, col beneplacito degli emiliani Casini e Bersani (a nome del PD e dell&#8217;opposizione). La condizione di questo salvacondotto è una sola: &#8220;tu rimani fuori di galera e salvi il patrimonio, però abbandoni il programma di Governo e fai quello che ti diciamo noi&#8221;.</p>
<p>Ancora una volta il bersaglio è la Lega Nord, come si vede. Ancora una volta, il nemico di questi figuri è il popolo delle regioni settentrionali della Repubblica.</p>
<p>Sorge una domanda, spontanea: ma se per loro il popolo del Nord Italia è un nemico, e i fatti lo dimostrano, cosa sono loro per il popolo del Nord?<br />
Risposta: l&#8217;on. Fini è un nemico del popolo, già acclarato. Gli altri si sono candidati ufficialmente a fargli compagnia.<br />
Se scateneranno la guerra, dovranno sapere che stavolta il popolo combatterà, perché la crisi economica lo sta mettendo in ginocchio e non ha più il benessere di un tempo, quando poteva ingoiare certi rospi e subire certi soprusi in silenzio.</p>
<p>Le Rivoluzioni sono sempre arrivate quando il popolo non ce la fa più a sbarcare il lunario e quando la cinghia, a forza di tirarla, ha finito i buchi. I buchi rimasti, oggi, sono ormai pochi e quando il popolo ha fame, anche i richiami alla fratellanza cristiana vanno a farsi benedire&#8230;.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/Fini-e-Napolitano-150x150.jpg" alt="Fini e Napolitano" title="Fini e Napolitano" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2088" /></p>
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		<title>La Lega Nord decapita Cosa Nostra</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Altro, ennesimo successo nella lotta alla Mafia che da quando il ministero degli Interni è in mano alla Lega Nord, nella persona di Roberto Maroni, sta conoscendo una stagione di risultati senza precedenti. Si può ben dire che ha ottenuto di più, in termini di arresti e di lotta alle attività criminose, la Lega Nord in un anno che tutti i Governi della Repubblica messi assieme in 60 anni. Basti pensare allo stop all&#8217;immigrazione clandestina nel Canale di Sicilia con conseguente blocco della tratta degli schiavi gestito da Cosa Nostra, alle ripetute operazioni antidroga, alla lotta contro il racket, ai ripetuti numerosissimi arresti in tutta l&#8217;Italia Meridionale. L&#8217;arresto di Raccuglia è un colpo grosso, ma è solo la cima di un iceberg. Stupisce però come i media, per il solo fatto che il Ministro è un leghista, tacciano tutte le volte in cui non viene arrestato un boss di questa importanza: forse si teme di far sapere alla gente che la Lega Nord manda al Governo uomini eccellenti?</p>
<p>«L&#8217;arresto di Raccuglia è uno dei colpi più duri inferti alle organizzazioni mafiose negli ultimi anni perché era di fatto il numero due di Cosa Nostra» ha commentato il ministro dell&#8217;interno Roberto Maroni, che ha telefonato al capo della Polizia Antonio Manganelli per congratularsi dell&#8217;operazione. A Maroni sono arrivate invece le congratulazioni del presidenti del Senato Schifani e della Camera Fini. «L&#8217;arresto del boss Raccuglia &#8211; si legge in una nota di Palazzo Madama &#8211; rappresenta un evento importantissimo e un&#8217;ulteriore vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata». Fini parla di «un successo dello Stato e della democrazia che testimonia l&#8217;importanza di proseguire con determinazione nella lotta alla mafia e a ogni forma di criminalità organizzata».</p>
<p>Per il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si tratta di un «successo investigativo importantissimo». «Ho fatto le mie congratulazioni al ministro Maroni, al questore di Palermo e ai ragazzi della sezione catturandi della mobile &#8211; ha detto -. Quando ho sentito il questore era insieme ad alcuni degli agenti della sezione catturandi, ragazzi che conosco bene e con cui ho lavorato quando ero procuratore a Palermo. Ho potuto complimentarmi anche con loro». «Raccuglia &#8211; spiega Grasso &#8211; è considerato il numero due, per peso criminale, nella lista dei ricercati di Cosa Nostra dopo Matteo Messina Denaro. In questi anni ha esteso il suo dominio da Altofonte fino al confine con la provincia di Trapani, come conferma il fatto che si nascondeva proprio nel Trapanese».</p>
<p>Anche il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia parla di un arresto di straordinaria importanza. «Abbiamo preso uno dei capi assoluti di Cosa Nostra ancora in circolazione in un momento di ascesa all&#8217;interno delle gerarchie mafiose &#8211; spiega -. È stata un&#8217;indagine molto difficile perché Raccuglia si è dimostrato attento e accorto nella gestione della sua latitanza e lo dimostra il fatto che l’arresto è avvenuto fuori dalla sua zona, in un&#8217;area più tranquilla». Secondo Ingroia, all&#8217;interno di Cosa Nostra «si crea adesso un ulteriore vuoto dove i latitanti di spicco sono sempre meno. Adesso assumono maggiore importanza Nicchi a Palermo e Messina Denaro a Trapani. Raccuglia era l&#8217;uomo cuscinetto che controllava i territori fra Palermo città e la provincia di Trapani».</p>
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		<title>Quali partiti per i cattolici? Quelli con valori cattolici</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:31:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sui movimenti politici non e&#8217; il compito nostro dare giudizi particolari di merito&#8221;. Lo afferma il card. Angelo Bagnasco in risposta alle domande su possibili nuove aggregazioni di centro poste dai giornalisti nella conferenza stampa conclusiva dell&#8217;Assemblea dell&#8217;Episcopato a Assisi. &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/quali-partiti-per-i-cattolici-quelli-con-valori-cattolici/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sui movimenti politici non e&#8217; il compito nostro dare giudizi particolari di merito&#8221;. Lo afferma il card. Angelo Bagnasco in risposta alle domande su possibili nuove aggregazioni di centro poste dai giornalisti nella conferenza stampa conclusiva dell&#8217;Assemblea dell&#8217;Episcopato a Assisi. &#8220;I cattolici &#8211; ricorda &#8211; possono difendere le loro convinzioni e valori la&#8217; dove sono, cioe&#8217; ovunque siano, con coerenza, come ha sempre ricordato la Chiesa anche con pronuncimenti recenti&#8221;.</p>
<p>Questa dichiarazione sancisce una volta per tutte che la Chiesa non ha un partito politico di riferimento, ma sono i cattolici a dover fare riferimento ai valori della Chiesa quando si impegnano in politica. Pertanto per un cattolico è impossibile essere coerente con la Chiesa all&#8217;interno di un partito ateo e comunista; è impossibile all&#8217;interno di un partito progressista, cioè relativista; è impossibile all&#8217;interno di partiti che incitano all&#8217;odio.</p>
<p>Oggi, in Italia, restano solo l&#8217;UdC e gli schieramenti definiti semplicisticamente &#8220;di centrodestra&#8221; a non avere vizi dottrinali insuperabili, ivi compresa la Lega Nord nel momento in cui ribadisce con forza la sua storica e inequivocabile distanza da ogni forma di razzismo, cioè da quell&#8217;accusa che i nemici politici ripetutamente le hanno mosso contro strumentalizzando frasi non ufficiali pronunciate da taluni esponenti in sagre e comizi, peraltro decontestualizzandole dalla realtà in cui sono state sporadicamente (e anche stupidamente) pronunciate. Peccato, perché significa che la sinistra (PD compreso) è ancora legata al relativismo filosofico e al socialismo economico, due dottrine che la Chiesa ha apertamente condannato, come ha condannato apertamente le posizioni dei partiti della destra xenofoba e postfascista.</p>
<p>Una volta di più la Chiesa si dimostra coerente e non direttamente coinvolta nella politica attiva.</p>
<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/11/bagnasco-150x150.jpg" alt="bagnasco" title="bagnasco" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1782" /></p>
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		<title>Bitonci: i difensori del Crocifisso siamo noi, altro che Galan</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:18:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Ricordo a tutti i cittadini della provincia di Padova che sabato 14 e domenica 15 novembre in quasi tutte le piazze sarà presente un gazebo della Lega Nord per raccogliere le firme contro la sentenza della Corte Europea. Per l’occasione &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/bitonci-i-difensori-del-crocifisso-siamo-noi-altro-che-galan/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ricordo a tutti i cittadini della provincia di Padova che sabato 14 e domenica 15 novembre in quasi tutte le piazze sarà presente un gazebo della Lega Nord per raccogliere le firme contro la sentenza della Corte Europea. Per l’occasione saranno distribuiti migliaia di crocifissi”. Con  questa “comunicazione di servizio” il Deputato del Carroccio e sindaco di Cittadella Massimo Bitonci sottolinea l’impegno politico del suo partito a salvaguardia delle tradizioni culturali, religiose e d’identità della gente veneta e, più in generale, del popolo italiano.</p>
<p>“Fa specie – ha commentato il parlamentare veneto – constatare come personaggi di particolare peso politico (almeno per ora e sicuramente &#8211; per fortuna &#8211; ancora per poco) non si siano espressi in merito alla sentenza della Corte europea, anche se dovremmo essere abituati a certi comportamenti visto che, già in passato, sia in tema di Islam che sulla delicata questione immigrazione, proprio certi personaggi hanno assunto posizioni decisamente discutibili e lontane anni luce dal sentire comune e dalla volontà del popolo veneto. D’altra parte comprendiamo bene quanto possa dare fastidio al &#8220;martin pescatore&#8221; una forza politica come la Lega Nord  rimasta ormai l’unica e la sola in grado di tutelare realmente il Veneto e la sua gente. Non è la prima volta, purtroppo, che da certi personaggi giungono segnali poco rassicuranti: talvolta infatti gli interessi (altro che la coscienza!) riescono a prevalere sul buon senso e sull’amore per la propria terra e per la propria gente”.</p>
<p>Il Deputato Bitonci ha sottolineato come la stragrande maggioranza dei sindaci di ogni provincia veneta abbia intrapreso iniziative diverse a tutela del simbolo della cristianità e della tradizione del Paese: “La Lega Nord non sta strumentalizzando niente e nessuno; sta solo difendendo un simbolo che ci appartiene ed identifica come cattolici. E’ giunto il momento – ha concluso Bitonci – di far sentire chiara e forte la voce dei veneti, che sono disponibili a fare ogni sforzo per consentire l’integrazione e l’apertura verso tutti, a patto però di vedere rispettati gli ideali, i valori, le tradizioni tramandate di padre in figlio per centinaia di anni.”</p>
<p> <img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/11/Bitonci-150x150.jpg" alt="Bitonci" title="Bitonci" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1805" /></p>
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		<title>Lega Nord, storia del movimento che guiderà il Veneto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL PERSONAGGIO. Francesco Jori ha scritto la storia del movimento “popolano e fortunato” e ha rilasciato un intervista pubblicata dal Giornale di Vicenza dove descrive il suo punto di vista e il risultato dei suoi studi effettuati come docente universitario. &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/lega-nord-storia-del-movimento-che-guidera-il-veneto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL PERSONAGGIO. Francesco Jori ha scritto la storia del movimento “popolano e fortunato” e ha rilasciato un intervista pubblicata dal Giornale di Vicenza dove descrive il suo punto di vista e il risultato dei suoi studi effettuati come docente universitario. </p>
<p>Lo definisce «un movimento popolano e fortunato». Ne sottolinea il forte radicamento nel territorio: prova ne siano i 113 sindaci eletti dalla Lega nel Veneto sui 300 e passa che ha in Italia.<br />
Predice che il liòn ruggirà ancora più forte nel Veneto, se «prevarranno ancora questi due poli di plastica». Ricorda i tempi in cui Berlusconi era Berluskaiser per Bossi, ma spiega anche che oggi Pdl e Lega hanno mutua necessità di sostenersi.<br />
Francesco Jori, 62 anni, giornalista (prima al Gazzettino e ora nei quotidiani Finegil), saggista, docente universitario ha pubblicato “Dalla Liga alla Lega”, la prima storia della Lega vista da Nordest. Ilvo Diamanti, che ne ha scritto la prefazione, consiglia di leggere il libro per capire finalmente che cos’è la Lega «e non meravigliarsi ogni volta che vince le elezioni».</p>
<p>Perché la Lega è popolana?<br />
«Perché sa intepretare a pelle tutto, a partire dai bassi istinti. Capisce i problemi ma anche le percezioni del popolo. Prenda la questione sicurezza, che è una sua bandiera: nell’Alta Padovana i rumeni sono triplicati e i reati calati. Ma i cittadini non vivono così il fenomeno. E la Lega lo capisce».</p>
<p>D’Alema una volta sostenne che la Lega ha una radice di sinistra. È vero?<br />
«Solo nel senso che sa interpretare il sentire comune, come un tempo era prerogativa della sinistra. La verità è che il suo successo è dovuto alla clamorosa incomprensione da parte dei partiti storici. In questo è stata fortunata, perché quasi tutti l’hanno sbeffeggiata e usata strumentalmente. Elogiata o castigata a seconda della convenienza: basta pensare alla sinistra nel 1994. Ma non l’hanno mai presa sul serio. È come se l’allenatore di calcio mandasse in campo una squadra di riserve perché non stima pericolosi gli avversari. E questi invece lo travolgono di gol».</p>
<p>La sua analisi parte del 1983, dalla Liga di Tramarin, Beggiato e Rocchetta. Neanche allora fu compreso questo nuovo partito?<br />
«Tutt’altro. Ricordo un’analisi lucida di Buffarini nel Pci e altre della Dc, azzeccate allora e attualissime anche adesso. La Lega &#8211; si sosteneva &#8211; nasce da spinte giuste e capisce i problemi. Esistevano anche ricette. Bisaglia stesso propose di fondare la Dc veneta bavarese, idea rilanciata poi da Corazzin. Ma tutto rimase fermo».</p>
<p>E la Lega vinceva le elezioni&#8230;<br />
«Mica sempre. L’andamento della Lega è altalenante: picchi clamorosi e cadute rovinose. Nel 2001 non riesce neanche a superare lo sbarramento del 4% per entrare alla Camera. Nel 2008 ottiene gli stessi voti che ebbe nel 1992: già allora andò a sud del Po. Oggi ha anche il sindaco di Prato, dopo 62 anni di sindaci di sinistra».</p>
<p>Qual è il motivo di questo su e giù elettorale?<br />
«La Lega è come un autobus: c’è chi sale per arrivare al capolinea, chi scende alla fermata dopo. Ha una fascia ampia di elettorato mobile: chi vota per protesta, chi lo fa per una battaglia&#8230; Quando fa il pieno di malumori e indecisi arriva al massimo. Raccoglie i frutti di un lavoro capillare sul territorio».</p>
<p>Il suo rapporto con la realtà veneta è assai stretto: perché?<br />
«Ricordo che nel ’96, quando Bossi da solo ottenne un inutile 30%, quando a Rocca Pietore votò Lega il 75% e a Foza il 72%, cercai di indagare. Il parroco di Croce d’Aune mi spiegò che lui aveva invitato a votare Lega perché i leghisti erano gli unici a farsi vedere ed erano persone che mantenevano quello che promettevano».</p>
<p>Insomma, i comportamenti opposti rispetto ai politici vecchia maniera.<br />
«Alle feste popolari ci sono sempre tutti, dal ministro in giù. I dirigenti della Lega hanno l’auto che segna almeno centomila chilometri. Manzato ha fondato una scuola quadri con 200 iscritti. Hanno un vero cursus honorum».</p>
<p>Questo fa sì che la Lega abbia già una seconda generazione di amministratori, i quarantenni.<br />
«Certo, come Manzato e Zaia. Ma molti dimenticano che la vera forza della Lega sono gli oltre 300 sindaci, dei quali più di cento nel Veneto. La Lega ha materiale umano, ma pure l’idea del limite. Bepi Covre, dopo aver fatto il sindaco e due mandati da deputato ha lasciato tutto».</p>
<p>Quale sarà il futuro?<br />
«Se resteranno questi due poli di plastica, la Lega nel breve e medio periodo si rafforzerà. Quando tutto sarà rimescolato, quando per ragioni anagrafiche non ci saranno più questi leader, allora sorgeranno i problemi, perché l’elettorato di Lega e Pdl è confinante. Per il momento i due partiti hanno necessità di sostenersi l’un l’altro».</p>
<p>C’è chi ritiene che la candidatura leghista in Regione darà la stura a liti interne. È d’accordo?<br />
«Se Galan non sarà confermato governatore, liti interne ne avrà di più il Pdl, creda a me. Perché il Pdl non c’è nel Veneto come partito radicato nel territorio: non a caso ha meno dei voti dei due partiti da cui è nato».</p>
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