In Grecia “sventola bandiera bianca”…. »

In Grecia “sventola bandiera bianca”….

In Grecia divampa la protesta e come sempre ci scappano i morti, in quella che è la solita guerra tra poveri. Battiato cantava “Quante stupide galline che si azzuffano per niente, … sul ponte sventola bandiera bianca!”

La depressione che coglieva Battiato è tipica di chi ormai si è stufato di spiegare alla gente che il problema ha una soluzione completamente diversa da quella che credono: “Che si ammazzino, mi arrendo!” si potrebbe tradurre il pensiero espresso in quella frase sconfortata. Ma prima di imitare Battiato e cedere allo sconforto, viene almeno da sottoporre al lettore una duplice riflessione.

Nino Bixio e la “verità” della Storia »

Nino Bixio e la “verità” della Storia

“La Storia è la versione dei fatti di chi detiene il potere”. Frase celebre, attribuita a Hegel, nella quale il cinismo è secondo solo alla veridicità.

Ne parliamo perché qualcuno non ha capito il senso della chiusura sull’articolo relativo a Karadzic e allora intendiamo rincarare la dose, parlando di Nino Bixio. La Storia insegnata nelle scuole italiane, impregnata di ideologia risorgimentale, propone Nino Bixio (pronunciato Bìksio) come un condottiero eroico, degno compagno e degno vice di Garibaldi – l’eroe degli eroi – durante la gloriosa Spedizione dei Mille (tutto maiuscolo). A Nino Bixio furono, e sono ancora, intitolate strade, scuole, piazze, biblioteche. Un eroe della patria, insomma…

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4 Novembre: la Leggenda del Piave

Se in Italia non fosse penetrata la bestemmia socialista prima, e fasciocomunista poi, le cose sarebbero andate diversamente. I valori su cui l’Italia si poteva fondare come Patria erano stati cementati dal sangue versato per difendere il suolo natìo dall’invasione dello straniero e se la canzone del fiume Piave fosse diventata inno nazionale, al posto della banale marcetta di Novaro e Mameli, difficilmente il “grande tanghero” Mussolini detto “er puzzone” avrebbe potuto fare ciò che ha fatto; men che meno i suoi fratelli gemelli cadetti di rosso ideologico vestiti, ammantati e ottenebrati, si sarebbero eretti a paladini di ogni virtù, contribuendo a disgregare quanto la sofferenza stava unendo anche contro la Storia delle diverse Nazioni confluite forzosamente nell’Italia. Oggi, forse, varrebbe ancora la pena perseguire il “Progetto Italia”, anziché giustamente guardare a un futuro che restituisca l’indipendenza a quei popoli che all’Italietta squallida e mafiosa sono stati soggiogati e dalla quale non vedono l’ora di fuggire.

Rapporto della Caritas sugli immigrati »

Rapporto della Caritas sugli immigrati

L’Italia è lo Stato dell’Unione europea in cui lo scorso anno la presenza straniera è maggiormente cresciuta in termini assoluti. Si è trattato di un aumento annuo di 458.644 residenti immigrati nel 2008 (+13,4% rispetto all’anno precedente), per una cifra complessiva di 4.330.000 presenze regolari, che diventano 4,5 milioni se compresa la regolarizzazione di settembre nel settore della collaborazione familiare.

Una presenza che incide tra il 6,5% (residenti) e il 7,2% dell’intera popolazione. Il 2008 è anche «il primo anno in cui l’Italia, per incidenza degli stranieri residenti sul totale della popolazione, si è collocata al di sopra della media europea» (6,2%, ossia 38,1 milioni di immigrati, di cui un terzo proveniente da altri Stati membri).

Parte rigassificatore a Rovigo »

Parte rigassificatore a Rovigo

“L’insufficiente sviluppo delle infrastrutture è senza dubbio fra i maggiori ostacoli al dispiegamento di un effettiva liberalizzazione del mercato del gas, a beneficio dei consumatori. Attivare nuovi gasdotti di
importazione, rigassificatori e stoccaggi è dunque condizione indispensabile per garantire abbondanza di offerta, maggiore sicurezza e prezzi più convenienti per famiglie e imprese”. Ad affermarlo, in una nota, è il Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in occasione dell’inaugurazione del terminal di rigassificazione di Rovigo.

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