<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L&#039;altra Campana &#187; islam</title>
	<atom:link href="http://www.laltracampana.com/tag/islam/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.laltracampana.com</link>
	<description>L&#039;altra Campana</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Jan 2012 09:52:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Al Qaeda tenta strage sul volo per Detroit</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/al-qaeda-tenta-strage-sul-volo-per-detroit/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/al-qaeda-tenta-strage-sul-volo-per-detroit/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 09:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa e mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Detroit]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=2448</guid>
		<description><![CDATA[Uno studente nigeriano ha tentato di far esplodere in volo l&#8217;aeroplano su cui viaggiava da Amsterdam a Detroit. L&#8217;attentato è fallito perché l&#8217;ordigno esploso non era sufficientemente potente da aprire la carlinga ed ha causato solo il ferimento di due &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/al-qaeda-tenta-strage-sul-volo-per-detroit/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studente nigeriano ha tentato di far esplodere in volo l&#8217;aeroplano su cui viaggiava da Amsterdam a Detroit. L&#8217;attentato è fallito perché l&#8217;ordigno esploso non era sufficientemente potente da aprire la carlinga ed ha causato solo il ferimento di due passeggeri, oltre all&#8217;attentatore che al momento dell&#8217;arresto si è dichiarato appartenente alla rete terroristica di Al Qaeda.</p>
<p>Niente di strano, se ben ci si pensa. In fin dei conti non c&#8217;è nessun motivo per credere che l&#8217;ondata di attentati di matrice islamica sia in attenuazione. Come diceva Bush jr. in un momento di lucidità: &#8220;It&#8217;s not a question about if, but about when&#8221; cioè non dobbiamo chiederci &#8220;se&#8221; ci saranno ancora attentati, ma &#8220;quando&#8221; ci saranno.</p>
<p>In questo caso la tragedia e le centinaia di vittime innocenti sono solo state sfiorate, ma non ci si può illudere: si deve tenere la guardia alzata e pregare. Purtroppo la democrazia non ha altri strumenti per evitare il peggio.</p>
<p>O meglio: una certa democrazia non ce li ha. In realtà la Svizzera ha dimostrato all&#8217;intero mondo che, volendo, gli strumenti per imporsi ci sarebbero ma serve il coraggio di dare al popolo la possibilità di esprimersi in modo consapevole e informato. Assumere comportamenti e votare leggi capaci di stroncare il terrorismo islamico ed il proselitismo politico religioso dei musulmani non sarebbe impossibile.</p>
<p>Ma servirebbe quel coraggio che nella maggior parte dello spaventato e vigliacco Occidente non esiste.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/aereo-150x150.jpg" alt="aereo" title="aereo" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2450" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/al-qaeda-tenta-strage-sul-volo-per-detroit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La verità sull&#8217;Islam</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/la-verita-sullislam/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/la-verita-sullislam/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Photo Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=2259</guid>
		<description><![CDATA[PUBBLICHIAMO UN LAVORO DI DIVULGAZIONE DELLA CONOSCENZA DEI CONTENUTI DELLA RELIGIONE ISLAMICA IN MODO CHE I LETTORI SI FACCIANO UNA PROPRIA OPINIONE. INIZIALMENTE VOLEVAMO DIVULGARE UN LAVORO SERIO, SVOLTO IN FRANCIA MA CHE, DOPO UNA ANALISI MOLTO ATTENTA DAL PUNTO &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-verita-sullislam/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PUBBLICHIAMO UN LAVORO DI DIVULGAZIONE DELLA CONOSCENZA DEI CONTENUTI DELLA RELIGIONE ISLAMICA IN MODO CHE I LETTORI SI FACCIANO UNA PROPRIA OPINIONE. INIZIALMENTE VOLEVAMO DIVULGARE UN LAVORO SERIO, SVOLTO IN FRANCIA MA CHE, DOPO UNA ANALISI MOLTO ATTENTA DAL PUNTO DI VISTA TEOLOGICO E POLITICO, ABBIAMO VALUTATO COME PARZIALE. DI QUEL LAVORO PUBBLICHEREMO SOLO LE PARTI PRIVE DI PREGIUDIZIO ANTI-ISLAMICO PERCHE&#8217; RITENIAMO CHE SIA SUFFICIENTE DIVUGARE LA VERA NATURA DELL&#8217;ISLAM PER SUSCITARE LE REAZIONI CHE CI ASPETTIAMO. IN QUESTA RUBRICA PERTANTO DAREMO SPAZIO AD ARTICOLI CHE INFORMANO SUL MONDO ISLAMICO E SULLA RELIGIONE CORANICA SENZA SOSTENERE TESI PRECONCETTE, PUR SAPENDO CHE OGNI ELABORAZIONE INCIDE SUL CONTENUTO<br />
****************************************************</p>
<p>8 Settembre 2010 dopo Cristo</p>
<p>Teologo di Qom: Nell’Islam non c’è posto per democrazia e diritti umani</p>
<p>Lo sostiene l’imam Mesbah Yazdi, grande sostenitore di Ahmadinejad. Per Yadzi, le devianze sessuali o morali – come nel caso di Sakineh – devono essere puniti con la soppressione dei colpevoli. Ubbidire ad Ahmadinejad è come ubbidire a Dio. Studenti riformisti picchiati; docenti licenziati perché non in linea col potere centrale. Giornalisti accusati di essere “mohareb”, nemici di Dio.</p>
<p>Teheran – Mentre tutto il mondo si mobilita contro la lapidazione di Sakineh, la donna 43enne accusata di adulterio e omicidio del marito, nel Paese la polizia continua ad arrestare e minacciare giornalisti  e avvocati difensori dei diritti umani; decine di professori universitari vengono licenziati e gli studenti riformisti vengono picchiati.</p>
<p>Il motivo è semplice: nell’Islam “non vi è posto per democrazia, libertà e diritti umani”. È quanto afferma Mesbah Yazdi, religioso dei Talebani sciiti, in un discorso riportato dal sito iraniano roozonline.com.</p>
<p>Parlando a gruppi paramilitari, soldati e seguaci, egli ha sottolineato che l’Iran “non è un luogo in cui indietreggiare per motivi culturali contro coloro che promuovono la corruzione”. E in un velato accenno al caso di Sakineh e a tanti altri, ha aggiunto: “persone deviate dal punto di vista morale o sessuale, o promotori di ogni altro tipo di corruzione devono essere soppressi”.</p>
<p>Mesbah Yadzi è membro dell’Associazione dei maestri del Centro teologico di Qom (Jame Modaresin Hoze Elmie Qom) e grande sostenitore di Ahmadinejad. “Quando un presidente riceve la conferma del supremo leader – ha detto – obbedire a lui è obbedire a Dio”.</p>
<p>Una simile visione fondamentalista spiega quanto succede in Iran, dove nei giorni scorsi a Shiraz, decine di studenti &#8211; seguaci dell’ayatollah riformista Dastgheib, contrario alla rielezione di Ahmadinejad – sono stai picchiati nella moschea di Qoba.</p>
<p>Gli attivisti democratici sono preoccupati anche del licenziamento di  40 professori dell’università di Teheran, avvenuto da marzo ad oggi.  Gli attivisti condannano l’allontanamento dei professori come una “pulizia politica” delle facoltà all’origine del movimento dell’Onda verde, critica dei risultati elettorali dell’anno scorso. Il ministro della Scienza, Kamran Daneshjoo ha dichiarato che le università non tollereranno professori che non sono “in sintonia con il regime della Repubblica islamica”.</p>
<p>Il leader religioso sciita ha anche accusato di essere “nemici di Dio” [mohareb] tutti coloro che si oppongono alla Repubblica islamica dell’Iran e alla presidenza di Mahmoud Ahmadinejad. Ne hanno fatto subito le spese l’attivista per i diritti umani Shiva Nazar Ahari (v. foto), editore sito web “Comitato per i diritti umani dei reporter”. Shiva, arrestata il 14 luglio del 2009, a oltre un mese dalla rielezione di Ahmadinejad, è stata liberata su cauzione il 23 settembre dello stesso anno. È stata arrestata di nuovo il 20 dicembre scorso e accusata di essere “mohareb”, un’accusa molto grave. Il suo processo era atteso in questi giorni.</p>
<p>Un’altra personalità che è stata accusata di essere “mohareb” è Badrolssadat Mofidi, segretario generale dell’associazione dei giornalisti iraniani, condannato di recente a sei anni di prigione e al divieto di fare attività giornalistica per cinque anni.</p>
<p>9 Luglio 2010 dopo Cristo</p>
<p>Islam, il salto nel buio degli intellettuali laici<br />
di Matteo Sacchi</p>
<p>In Occidente va di moda minimizzare le minacce della Mezzaluna. Ma c’è qualcuno che non ci sta. Un saggio di Paul Berman smaschera i metodi e la doppiezza dei Fratelli Musulmani&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Dove sono finiti gli intellettuali del mondo Occidentale? Sono volati via, persi nel cielo dell’orientalismo «senza se e senza ma». Si sono smarriti nelle enormi distese, prive di nuvole e tutte uguali, del multiculturalismo e del politicamente corretto. Venduti al vangelo secondo cui quelli che hanno ragione sono sempre gli altri. A partire da Tariq Ramadan, sul quale, a partire dal 2001, si è focalizzata l’attenzione di chi, in Europa o in America, voleva un dialogo con l’Islam.</p>
<p>Ecco in sintesi la tesi esposta da Paul Berman nel suo nuovo libro The flight of the intellectuals, edito negli Stati Uniti da Melville House (pagg. 299, dollari 26): uno degli atti d’accusa più decisi verso quella che potremmo definire l’ignavia dei dotti della post modernità. A trasformare il libro in una bomba non è soltanto il fatto che l’autore sia uno dei pensatori più influenti d’America, ma anche la constatazione che sia un «cervellone» left wing e una delle penne di punta di New Republic, vero tempio dei liberal. Insomma l’accusa non è lanciata in nome della «crociata» dei conservatori ma in nome del laicismo. Non è caratterizzata da prese di posizione astratte, quanto da accuse corredate di nomi e cognomi.</p>
<p>Il punto di partenza di Berman è il caso Salman Rushdie. Quando, ormai vent’anni fa, l’ayatollah Khomeini lanciò la sua fatwa contro lo scrittore anglo-indiano, nessuno a nord e a ovest della Mezzaluna ebbe dubbi: la libertà di parola andava difesa: si mobilitarono tutti gli intellettuali &#8211; il che non impedì l’uccisione del traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igari, il ferimento del traduttore italiano, Ettore Capriolo, e dell’editore norvegese del libro. Ora, invece, i pochi scrittori o pensatori che parlano in termini critici della religione e della cultura islamica vengono lasciati soli. Anzi: spesso vengono accusati di essere loro stessi dei fanatici.</p>
<p>Buona parte delle penne «nobili» d’Occidente è, infatti, impegnata nello sposare la causa di un islam moderato che forse c’è e forse non c’è. Per questo Berman insiste molto sul caso Ramadan. Alcuni dei più influenti opinion maker &#8211; come l’orientalista britannico-olandese Ian Buruma e Timothy Garton Ash, professore amatissimo dal Guardian e dalla New York Review of books &#8211; si sono lasciati blandire dalle aperture dello scrittore arabo-svizzero. Hanno, invece, accusato chi, come Ayaan Hirsi Alì, ha posizioni critiche sul mondo musulmano, di essere dei «fondamentalisti dell’illuminismo». E Buruma e Garton Ash per molti americani rappresentano l’Europa che pensa, quella da ascoltare.</p>
<p>Insomma liberal e progressisti che sino a dieci anni fa combattevano per la laicità, adesso applaudono quel Ramadan che impedì la messa in scena di un’opera teatrale di Voltaire (è accaduto in Svizzera), trovano normale che alle sue conferenze gli uomini siedano da una parte e le donne dall’altra (meglio se velate), o che lo stesso Ramadan accusi buona parte dei filosofi francesi di essere dei cripto sionisti.</p>
<p>Come è potuto accadere? In parte la colpa è della vena carsica del terzomondismo. «Per gli intellettuali occidentali i poverissimi esseri umani nelle poverissime regioni del mondo appaiono essere migliori degli altri esseri umani. Sono dei nobili selvaggi&#8230;». Queste fantasie hanno provocato un razzismo alla rovescia difficile da cancellare. Ecco perché se la Alì o Magdi Allam prendono posizione contro l’infibulazione è lecito gridare che vanno bene i diritti delle donne ma non si possono fraintendere così le culture «altre». Un doppiopesismo pericoloso. Tanto più che Berman ricostruisce con dovizia di particolari la storia di Ramadan e dei Fratelli Musulmani: una storia che difficilmente può essere messa sotto il tappeto.</p>
<p>Il professore arabo ginevrino è legatissimo, a partire dai motivi familiari, a questa associazione. Un’associazione considerata ai limiti della legge anche in moltissimi Paesi arabi (ogni tanto cooperano all’omicidio di un presidente egiziano), un’associazione che sposò le posizioni dei nazisti allo scopo di debellare gli ebrei dalla Palestina sotto mandato inglese (il loro motto è «Allah è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad è la nostra via. Morire nella via di Allah è la nostra suprema speranza»). Su questa vicinanza in moltissimi minimizzano, quando semplicemente non fanno finta di essersela dimenticata (fingono anche di dimenticare che Hamas è nata da una costola dei Fratelli).</p>
<p>Eppure non occorre aver fatto studi specialistici per sapere che una delle opere più note di Tariq Ramadan è Alle origini del rinnovamento musulmano: da al-afghani a Hassan al-Banna un secolo di riformismo islamico. Nel saggio, contestatissimo persino nelle università svizzere dove Ramadan insegna, l’autore fa apparire Al Banna (suo nonno, nonché fondatore dei Fratelli) come una specie di Gandhi del mondo musulmano. Peccato che i suoi metodi fossero decisamente più violenti, cosa su cui Ramadan glissa.<br />
Abbastanza per far arrabbiare il laico Berman, il quale si ricorda benissimo che nell’Islam esiste la taquiyya, ovvero la possibilità riconosciuta di usare un doppio linguaggio con l’infedele.</p>
<p>La sua domanda è: possibile che gli intellettuali liberali non fiatino proprio ora che «il fenomeno Rushdie si è metastatizzato in un’intera categoria di potenziali vittime?». E se in America il suo grido d’allarme ha almeno prodotto un bel clamore, l’Europa nicchia. Nel lungo percorso che porta dagli illuministi, con tutti i loro difetti, ai loro epigoni, che quei difetti li hanno esasperati, qualcosa si è comunque smarrito. Potrebbe essere il coraggio.</p>
<p>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°</p>
<p>19 Giugno 2010 dopo Cristo</p>
<p>Leader religioso musulmano: usanze islamiche cause di povertà</p>
<p>Per Ibrahim Musliyar Bekal il sistema della dote, la proibizione alle donne sposate di lavorare e i frequenti abbandoni da parte dei mariti, sono i motivi dell’indigenza delle comunità islamiche.</p>
<p>New Delhi (AsiaNews) &#8211; Il leader religioso musulmano del distretto di Udupi, Karnataka, Ibrahim Musliyar Bekal ha puntato il dito contro tutta la comunità islamica dopo avere visitato dieci famiglie in stato di sofferenza e povertà, dichiarando che sono proprio le usanze islamiche le ragioni della misera condizione delle famiglie musulmane in India.</p>
<p>Bekal, che è Kuzi di Udupi, ha affermato che “è molto importante sradicare il sistema della dote e altri mali per lo sviluppo delle comunità musulmane”. Il sistema della dote costringe le famiglie dell’India a pagare milioni di rupie (decine di migliaia di euro) alla famiglia dello sposo per permettere alle figlie di sposarsi. Tale sistema è illegale dal 1961, da quando è stato promulgato il Dowry prohibition act, ma di fatto rimane nella mentalità e nella cultura.<br />
 Un altro dei mali individuati da Ibrahim Musliyar Bekal è la condizione della maggior parte delle donne, che una volta sposate non possono lavorare. La preoccupazione del Kazi è aumentata soprattutto dopo la visita ad una famiglia che contava due donne in stato di malattia mentale, vittime di abusi fisici e mentali da parte dei mariti che poi le hanno abbandonate.</p>
<p> Nel 2005 il governo indiano ha stimato a 251 milioni le persone in stato di povertà. Di questi, il 31% sono musulmani. Un numero molto elevato considerando che gli islamici in India rappresentano il 13,4% della popolazione.<br />
___________________________________________________________</p>
<p>23 marzo 2010 dopo Cristo</p>
<p>PAKISTAN: ARSO VIVO PERCHE&#8217; CRISTIANO</p>
<p>È morto l&#8217;autista cristiano di una ricca famiglia della città pakistana di Rawalpindi che venerdì è stato bruciato vivo da un gruppo di estremisti musulmani per essersi rifiutato di convertirsi all&#8217;Islam. Lo riferisce il Pakistan Christian Post, giornale online affiliato a un partito cristiano locale. Arshad Masih, 38, anni aveva subito ustioni sull&#8217;80% del corpo e, secondo i medici dell&#8217;ospedale Sacra Famiglia dove era ricoverato, aveva poche probabilità di sopravvivere.</p>
<p>Sua moglie, Martha Bibi, aveva inoltre detto di essere stata stuprata da alcuni poliziotti della caserma dove era andata per denunciare il caso. La violenza è avvenuta davanti ai tre figli della coppia che hanno un&#8217;età fra 7 e 12 anni. La donna lavorava come domestica insieme al marito dal 2005 presso una benestante famiglia musulmana.</p>
<p>Negli ultimi tempi erano però emersi dissapori a causa della loro fede cristiana e di un sospetto furto avvenuto nella casa. Masih aveva ricevuto pressioni da parte del suo datore di lavoro per abbracciare la<br />
religione mussulmana, ma lui si sarebbe rifiutato, secondo quanto riportato da AsiaNews, il sito internet del Pime (Pontificio istituto missioni esteri) che per primo ha dato notizia della brutale aggressione.</p>
<p>Negli ultimi tempi si sono ripetuti gli atti di violenza contro la minoranza cristiana pakistana che rappresenta l&#8217;1,6% della popolazione. Le organizzazioni cristiane locali si sono mobilitate ieri chiedendo al governo della provincia del Punjab di punire i responsabili dell&#8217;omicidio e avviare un&#8217;inchiesta sulla violenza sessuale. </p>
<p>__________________________________________________________<br />
6 Marzo Anno Domini 2010<br />
Donna, parità e islam: ripensare la fede per rispondere alle attese dell’uomo moderno<br />
___________________<br />
di Samir Khalil Samir, SJ<br />
___________________</p>
<p>E’ la via per superare il contrasto tra versetti del Corano e detti della Sunna (tradizione) del profeta dell’Islam che talvolta non vanno nello stesso senso. Alcuni elogiano la donna o ne parlano in modo neutrale, altri dicono che sono le tentatrici e che l’inferno è popolato di donne. Inoltre, alcuni versetti parlano di uguaglianza tra uomo e donna, altri di disuguaglianza. Che oggi è giuridica, non culturale.</p>
<p>Beirut  &#8211; Il 20 febbraio scorso, l’Università della Svizzera Italiana, situata a Lugano, ha organizzato un incontro internazionale sulla situazione delle donne musulmane. Per lanciare il dibattito aveva invitato la dott.ssa  Huda Himmat come relatrice, la quale ha sviluppato il seguente titolo: “Sottomesse &#8230; a chi?! Donne musulmane parlano di sé”.</p>
<p>Chi è Huda Himmat? E’ un imprenditrice libero professionista; ha un Master in diritto internazionale dell’università di Londra; fino a poco fa, era la vice-presidente del FEMYSO (Forum of European Muslim Youth and Student Organisations) la cui sede è a Bruxelles. E’ la figlia di Ali Ghaleb Himmat, nato a Damasco nel 1938, naturalizzato italiano nel 1990 e residente a Campione d’Italia; è co-direttore della Taqwa Bank, la banca dei “Fratelli Musulmani”, e capo della Islamiche Gesellschaft in Deutschland fondata da Sa’id Ramadan, padre di Tariq e Hani Ramadan. Huda Himmat è cresciuta a Campione d’Italia, e da alcuni mesi  è portavoce della “Comunità islamica ticinese”.</p>
<p>La relatrice ha insistito sul fatto che le discriminazioni nei confronti della donna nell’islam non dipendono dal Corano o dalla Sunna, ma da come vengono interpretati, e che esse sono dovute all’ignoranza dei poveri e al maschilismo di certi uomini. Maometto non ha mai picchiato una donna, e molti versetti coranici parlano della dignità delle donne. Esistono problemi, ma anche in Europa, dove la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne. Comunque, nell’islam non esiste la sottomissione della donna, come dice San Paolo.</p>
<p>Queste riflessioni le sentiamo spesso in Europa nella bocca di musulmani. Si sente anzi spesso che l’Islam ha liberato la donna araba. Questi discorsi apologetici, comprendono elementi veri ed altri non esatti. Mi è sembrato utile fare il punto sulla situazione, per portare un po’ di chiarezza. Più ancora, il mio scopo è di affermare la possibilità dell’Islam di evolvere e di far evolvere la società, a condizione di accettare di ripensare la fede in profondità. Essendo questo lavoro assai difficile, è necessario farlo insieme, cristiani e musulmani ed altri, con amicizia e fratellanza.</p>
<p>La “Giornata internazionale della donna”, che festeggeremo l’8 marzo e che sta purtroppo assumendo sempre di più una connotazione di mero carattere commerciale, è l’occasione di riflettere sul significato della parità tra donna e uomo, e sulle troppo reali disuguaglianze esistenti in tanti Paesi del mondo, islamici e non islamici.</p>
<p>* * *<br />
Ci sono versetti del Corano e detti della Sunna (tradizione) del profeta dell’Islam che talvolta non vanno nello stesso senso. Alcuni elogiano la donna o ne parlano in modo neutrale, altri dicono che sono le tentatrici e che l’inferno è popolato di donne. Inoltre, alcuni versetti parlano di uguaglianza tra uomo e donna, altri di disuguaglianza. Quale atteggiamento adottare?</p>
<p>Gli autori musulmani fanno generalmente dell’apologetica: se vogliono giustificare un concetto scelgono i versetti che meglio sostengono la loro tesi. Ma questo è un metodo inaccettabile, perché è selettivo. Dobbiamo sempre tenere presente la visione globale del Corano sulle questioni che si sollevano, indicando i pro e i contro. Se no, rischiamo di snaturare il testo coranico.</p>
<p>Necessità di reinterpretare il testo coranico ad ogni epoca</p>
<p>Nel Corano ci sono tante discriminazioni. Più esattamente non c’è uguaglianza di principio, cioè uomini e donne non hanno gli stessi diritti fondamentali. Questo non deve sorprendere. Anche nella Bibbia possiamo trovare disuguaglianze tra uomo e donna, forse persino più grandi. È normale, perché Dio parla agli uomini secondo il loro linguaggio e la loro mentalità, ma tocca agli uomini capire l’intento del testo rivelato.</p>
<p>Nell’islam, esiste lo stesso principio che consiste nel ricercare “lo scopo della sharia” (maqâsid al-shari‘ah). I musulmani che leggono il Corano come se fosse un testo immutabile, letteralmente applicabile a tutti i tempi e in tutti i luoghi, creano il problema. È il loro modo di capire il Corano, e di applicarlo in leggi, che pone problema.</p>
<p>È possibile reinterpretare il Corano? Certo! Ma è più facile dirlo che farlo. Si debbono stabilire dei criteri d’interpretazione, cioè una “ermeneutica”. È quello che manca oggi agli esegeti del Corano. Il motivo? Da almeno sette secoli non lo si fa più: il pensiero è come bloccato. Più passa il tempo, più diventa difficile questo lavoro. Oggi, chi prova a farlo sono musulmani di livello accademico, ma vengono immediatamente accusati d’ignoranza in materia religiosa o d’eresia. Quanto ai dotti in materia religiosa (gli ‘ulamâ’ o “ulema”) non fanno che ripetere le interpretazioni classiche degli antichi commenti (tafsîr).</p>
<p>Problema solo culturale?</p>
<p>Si dice spesso che il problema non è del Corano, che è perfetto. Il problema viene dall’ignoranza dei fedeli, dalle tradizioni ataviche, o dalla cultura dei vari paesi islamici. È anche vero. Ma la domanda, senza risolvere il problema, ne provoca un’altra: donde vengono questa ignoranza, queste tradizioni, questa cultura? Perché tanti musulmani attribuiscono a queste tradizioni e a questa cultura maschilista un valore religioso islamico ? Se poi il problema è delle tradizioni e delle culture in cui viene interpretato, allora con che diritto queste vengono trasformate in leggi divine?</p>
<p>Sostenere che è solo un problema di alcuni Paesi e alcune culture non è corretto: è un problema assai generale nel mondo islamico. Prendere la Tunisia e la Siria come esempi di uguaglianza tra i sessi, è piuttosto l’anti-dimostrazione. In effetti, se in Tunisia o in Siria c’è più libertà per la donna e più uguaglianza tra i due sessi, non è a causa dell’islam, ma per il fatto che questi due Paesi hanno fatto una scelta di laicità moderata. La Tunisia ha adottato negli anni &#8217;50, sotto l’influsso del presidente Bourguiba, una legislazione laica per risolvere questo problema, e la Siria ha fatto lo stesso con l’ideologia laica del Baath.</p>
<p>In realtà, laddove c’è un sistema laico, non musulmano, c’è una certa libertà. Tutte le volte che un Paese cerca di essere più “musulmano”, di “ritornare all’Islam autentico”, è la donna che ne paga le conseguenze negative! Invece, dove non viene applicata la sharia, c’è più libertà.</p>
<p>Problema teologico, cioè di ermeneutica</p>
<p>La dott.sa Himmat ha ragione a sostenere che il problema è nell’interpretazione, ma perché non si riesce a cambiare l’interpretazione del passato? Perché dietro c’è una concezione rigida della rivelazione, che non permette lo sviluppo omogeneo della esegesi. Se dico che il testo del Corano è rivelato da Dio, il quale l’ha fatto “scendere dal cielo su Maometto” e che non si tocca, allora non c’è più possibilità di interpretare. Bisogna avere l’onestà di interpretare il Corano dicendo che la rivelazione passa attraverso uomini di una determinata cultura in un determinato contesto spazio-temporale.</p>
<p>Invece, ciò che facciamo nel nostro mondo arabo è di dire che il Corano e la Sharia sono perfetti, ma che noi e le nostre società siamo cattivi e non siamo desiderosi di applicare la Legge divina. Vorrei evocare un aneddoto: tre anni fa è venuta a trovarmi a Beirut una coppia di studenti iraniani per fare un dottorato di ricerca con me. Il marito, che parlava meglio l’arabo, mi spiegò che la moglie voleva fare la tesi su “Il ruolo della donna nell’islam e nel cristianesimo”, per dimostrare che l’islam aveva liberato la donna. Andammo in biblioteca e mostrai loro una cinquantina di volumi scritti in arabo aventi tutti questo scopo: dimostrare che l’islam ha liberato la donna e che Corano, Sharia ed Islam sono innocenti rispetto alle discriminazioni!</p>
<p>Disuguaglianze giuridiche in nome dell’Islam</p>
<p>Ma nei fatti e nei principi non è così: le differenze giuridiche sono numerosissime. Per citare alcuni esempi:<br />
- la testimonianza della donna in tribunale vale la metà di quella di un uomo ;<br />
- la femmina (figlia, sorella, ecc.) eredità metà del maschio (figlio, fratello, ecc.). Ma nella scuola sciita giafarita, che rappresenta circa 13% dei musulmani, non si fa differenza tra maschio e femmina;<br />
- la donna non ha il diritto di viaggiare senza permesso del marito, o del padre, o del fratello, o del figlio, insomma di un maschio. In Egitto per esempio questo principio si applica anche ai cristiani; mi sono personalmente rifiutato di dare il permesso di viaggio a mia madre, spiegando che da noi cristiani il figlio non ha autorità sulla madre … e ho finalmente ottenuto un trattamento d’eccezione!<br />
- l’uomo non ha bisogno del permesso di una donna, fosse anche sua moglie, per viaggiare;Alcune scuole giuridiche vietano alla moglie di uscire di casa senza il permesso espresso del marito (anche in Occidente), mentre la reciprocità in merito non è sostenuta da nessuna scuola;<br />
- il maschio può sposare fino a quattro mogli simultaneamente, se ha la possibilità di mantenerle, mentre la femmina non può sposare più di un uomo;<br />
- l’uomo può acquistare tutte le concubine che desidera, secondo il Corano, mentre la donna non può acquistare concubini;<br />
- il marito può ripudiare la moglie, senza neppure un processo in tribunale, mentre la moglie può solo chiedere al marito il favore di essere ripudiata;<br />
- il musulmano può sposare una cristiana o un’ebrea, anche se rimane tale e non si converte all’islam, mentre la musulmana non può sposare un cristiano o un ebreo che rimane tale, se non si converte all’islam;<br />
- i figli appartengono al padre; la madre può solo occuparsene fino all’età di 7 anni;<br />
- i figli assumono obbligatoriamente la religione del padre, non della madre, anche se lo volessero.</p>
<p>Da notare che questi punti non derivano da una cultura tradizionale o liberale, sono tutti punti giuridici, considerati musulmani e derivano dal Corano o dalla Sunna (la Tradizione muhammadiana), ammessi dalla maggioranza dei musulmani. La tradizione maschilista viene ad aggiungere usanze che limitano di più lo spazio della donna e aumentano la disuguaglianza tra i sessi, come per esempio il terribile “crimine d’onore” largamente diffuso nelle società musulmane.</p>
<p>Un aspetto giuridico importante è la questione dell’impurità fisiologica della donna dovuta alle mestruazioni o al parto. Quando la donna ha le mestruazioni è ritualmente impura. Non può fare le cinque preghiere quotidiane, perché la sua preghiera non è valida. Non può toccare un Corano. Non può praticare il digiuno di Ramadan e deve ricuperare i giorni impuri dopo il Ramadan. Per questo motivo un uomo non può toccare una donna a rischio di diventare impuro se lei fosse in stato impuro; può darle la mano solo se ha un guanto o qualcosa di simile per evitare il contatto diretto che trasmette l’impurità.</p>
<p>Questa concezione dell’impurità della donna appartiene alla cultura semitica e si ritrova nel giudaismo come nel cristianesimo antico e in altre religioni e culture. La caratteristica dell’islam è di aver legalizzato questa dimensione culturale ancora oggi (in questo, l’islam è vicino al giudaismo ortodosso). Le conseguenze psicologiche e sociologiche per le donne sono gravi.</p>
<p>Disuguaglianze basate sul Corano e la Sunna</p>
<p>La disuguaglianza tra uomo e donna ha un fondamento in alcuni brani del Corano, e in molti detti attribuiti a Muhammad, il più frequentemente citato dice: “La donna è carente in mente e in religione” (al-Mar’ah nâqisah ‘aqlan wa-dînan).</p>
<p>Nel Corano, l’uguaglianza davanti a Dio tra l’uomo e la donna è totale. Il migliore dei due è il più devoto. Ma la questione non è “davanti a Dio” o “agli occhi di Dio”: è nella vita quotidiana.      </p>
<p>Tre versetti sono spesso citati, che riferisco secondo la versione “ufficiale” dell’UCOII:<br />
2/223 “Le vostre spose sono per voi come un campo [da arare]. Venite pure al vostro campo come volete” (Nisâ’ukum harthun lakum, fa’tû harthakum annâ shi’tum). Tre parole sono importante: Harth = “campo da arare”; lakum = “che vi appartiene”; annâ = come, molte traduzioni spiegano “come e quando”. Il versetto significa dunque: “Le vostre spose sono un campo da arare che vi appartiene. Venite dunque ad arare il vostro campo come e quando volete”. Da questo, si deduce spesso che la moglie è proprietà sessuale del marito, che ha diritto a possederla come e quando vuole”. Per il “come”, la versione inglese dell’Arabia Saudita precisa: “have sexual relations with your wives in any manner as long as it is in the vagina and not in the anus”; altri invece non riconoscono questa limitazione.</p>
<p>2/228 “Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli, e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri (arhâm = litt. uteri), se credono in Allah e nell&#8217;Ultimo Giorno. E i loro sposi (bu’ûl = litt. signori) avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori. Allah è potente, è saggio”. L’espressione “ma gli uomini sono superiori” traduce wa-li-l-rigâli ‘alayhinna daragah, che significa letteralmente “e gli uomini le superano di un grado”.</p>
<p>4/34    “Gli uomini sono preposti (qawwâmûn) alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l&#8217;insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande”.<br />
È il versetto più frequentemente citato. Qawwâmûn si traduce spesso con “hanno autorità”. Il motivo dato dal Corano per questa predominanza è doppio: il primo è la preferenza divina (faddala Allah), il secondo è d’ordine finanziario. Se l’uomo teme l’insubordinazione (nushûz) della donna, userà tre mezzi per riportarla alla subordinazione: l’esortazione, la privazione sessuale (ma lui ha le altre spose, più le schiave acquistate, come specifica il Corano), infine le battiture.</p>
<p>È ovvio che, sul piano umano, non c’è uguaglianza tra uomo e donna, marito e moglie. Questo fatto non sorprenderà nessuno: siamo in Arabia, all’inizio del settimo secolo. Il Corano si rivolge a persone concrete, usando della loro cultura. Come quando parla delle pene (hudûd) da infliggere a chi ruba o commette adulterio, ecc. Sorprende invece il fatto che i musulmani non abbiano ripensato i testi che considerano rivelati da Dio per adattarli alla situazione e alla cultura di oggi.</p>
<p>Riflessione personale conclusiva</p>
<p>Mi sia permesso una riflessione personale. Tutte le religioni sono confrontate con questa problematica, non solo l’islam; come tutte le civiltà devono ripensare regolarmente le loro costituzioni e leggi, per salvare la motivazione iniziale esprimendola in concretizzazioni nuove. Questo ripensamento non è un tradimento, bensì una fedeltà allo spirito.</p>
<p>A mio parere, il mondo musulmano si trova in una fase difficile, una crisi di crescita. L’occidente esercita una forte attrazione-ripulsione sul mondo musulmano. La tentazione è di adottare totalmente l’occidente o di rigettarlo totalmente. Ambedue le soluzioni sono errate. Dobbiamo, noi arabi e musulmani, discernere: attenersi ai grandi principi umanistici dell’Occidente, per ridare all’uomo arabo e musulmano la sua dignità e libertà; e rigettare tutto ciò che degrada e avvilisce l’Uomo (cioè donna e uomo) e la sua dignità spirituale, sia che venga dall’islam o dal cristianesimo, dalla modernità o dalla tradizione. Soprattutto, è odioso stabilire una qualunque disuguaglianza tra gli esseri umani (basata sul sesso, o sulla religione, o sullo statuto sociale, o sulla razza, ecc.) fondandola sulla religione, com’è odioso giustificare la violenza in nome della religione o di Dio.</p>
<p>Questo cammino è da percorrere insieme, credenti e no, occidentali e stranieri, gente del “primo mondo” e del “terzo mondo”. Al di là della fede o dell’ateismo, l’umanesimo vero e profondo, impregnato di spiritualità – essendo l’uomo fatto di corpo, anima e spirito –, ci permetterà di trovare insieme una certa armonia che sembra oggi in via di sparizione. L’islam non è il nemico, nemmeno il cristianesimo, l’ebraismo, o altre religioni lo sono. L’intolleranza e la scomunica dell’altro (takfîr) sono i veri nemici. Il compito del credente consiste nel ripensare la fede per rispondere con profondità alle attese del mondo odierno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/la-verita-sullislam/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La massoneria denuncia la Lega Nord: accade a Vicenza</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/la-massoneria-denuncia-la-lega-nord-accade-a-vicenza/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/la-massoneria-denuncia-la-lega-nord-accade-a-vicenza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Europa.]]></category>
		<category><![CDATA[Franco]]></category>
		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[Vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=2220</guid>
		<description><![CDATA[Ecco che ci siamo! Cominciano anche da noi! Chi? I &#8220;musulmani moderati&#8221;, naturalmente! Spalleggiati dalla massoneria, che vede nella Lega Nord la minaccia alla sua egemonia politica. A Vicenza accade che la Lega Nord riesca a far desistere, con una &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-massoneria-denuncia-la-lega-nord-accade-a-vicenza/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco che ci siamo! Cominciano anche da noi! Chi? I &#8220;musulmani moderati&#8221;, naturalmente! Spalleggiati dalla massoneria, che vede nella Lega Nord la minaccia alla sua egemonia politica.</p>
<p>A Vicenza accade che la Lega Nord riesca a far desistere, con una azione civile di pressione mediatica, gli organizzatori del &#8220;Festival Islamico&#8221; dal proposito di fare tappa a Vicenza il giorno domenica 6 Dicembre. La Lega aveva organizzato un presidio da tenersi vicino al capannone dove avrebbero dovuto presentarsi alcuni predicatori molto noti del mondo islamico jihadista europeo, un presidio al quale avrebbero partecipato molte migliaia di persone. Gli organizzatori hanno dovuto inventare una indisposizione del predicatore più atteso, noto per le sue posizioni in tutta Europa e in Medio Oriente, per giustificare la soppressione dell&#8217;evento. Uno smacco tremendo, tanto più perché inflitto con armi tipiche del civile scontro democratico: la pressione mediatica, la mobilitazione, la dialettica, il coinvolgimento della società civile.</p>
<p>Ma ecco che il signor Buffarini, massone dichiarato da anni, uno che ha sbandierato la sua adesione alla massoneria su tutti i giornali locali decine di volte e che da un anno ha dichiarato la sua conversione all&#8217;islam (anche questo è logico, come presto questo giornale dimostrerà), ecco &#8211; dicevamo &#8211; che il massone-islamico sporge denuncia contro Alessio Sandoli (segretario della sezione cittadina di Vicenza della Lega Nord) e contro il Senatore Paolo Franco, Segretario provinciale e leader politico del movimento leghista a Vicenza (nella foto). Il motivo? Istigazione all&#8217;odio e &#8220;islamofobia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Islamofobia&#8221;: una parola con la quale dovremo imparare a convivere, perché nel resto d&#8217;Europa è diventata il grimaldello per dare il potere alla comunità musulmana. Grazie, naturalmente, a quei magistrati che ne spalleggiano l&#8217;avanzata perchè come il sig. Buffarini, diciamo così, hanno certe idee.</p>
<p>La vicenda giudiziaria va liquidata così: solo un giudice massone può accogliere questa denuncia infondata, distorcendo i più elementari diritti d&#8217;espressione della nostra democrazia. Ma giudici massoni ne esistono, dunque vedremo.</p>
<p>Più che altro va ricordato Gramsci: una cultura dominante tende a instaurare la sua &#8220;egemonia&#8221;, e questo ha fatto la cultura massonica negli ultimi 150 anni in Occidente. Tale egemonia perdura fin tanto che la classe dominante riesce ad esprimere una classe dirigente in grado di interpretare le istanze della società civile e trasformarle in azione politica. Per fare ciò, la classe dominante offre alla società civile i suoi modelli culturale e cerca di indirizzare il pensiero comune verso i propri obiettivi, dipingendo come blasfemo tutto quello che contrasta con la propaganda ufficiale.<br />
Finché propaganda ufficiale e sentire comune non si discostano, il gioco riesce. Ma quando la classe dirigente espressa dalla classe dominante non riesce più a capire il popolo, ecco che l&#8217;egemonia vacilla e si creano i presupposti per il rovesciamento dei rapporti di forza.<br />
Questo sta accadendo oggi in Italia: la Lega Nord è interprete di un nuovo modo di sentire della società civile, mentre il pensiero massonico-illuminista è giunto al capolinea. Naturalmente i comportamenti reazionari di chi tende alla conservazione dei propri privilegi saranno durissimi e si moltiplicheranno, ma il processo in atto è ineluttabile perché il sentimento del popolo è già cambiato e, per ora, solo la Lega Nord lo sta interpretando anche se non mancano le storture, le esagerazioni, le stupidaggini e gli errori.</p>
<p>La denuncia di Buffarini va letta dunque in quest&#8217;ottica: egli è un massone, convertito all&#8217;islam dove trova nuova linfa per le sue idee mondialiste, che combatte l&#8217;emergente forza politica comunitarista, anti-mondialista e laicamente cristiana che contrasta il suo modello di riferimento, fino a ieri egemone e oggi apertamente in crisi.</p>
<p>Nella piccola Vicenza si apre una partita ideologica che connoterà il futuro europeo nei prossimi 20 anni e che sarà decisa da due fattori: primo, il fattore demografico con le relative politiche a esso connesse, con la &#8220;vecchia Europa&#8221; che spinge per l&#8217;immigrazione e la &#8220;Nuova Europa&#8221; che spinge per incentivare la famiglia e la natalità dei cittadini indigeni; secondo, lo spazio che verrà dato agli intellettuali della politica per contrastare l&#8217;egemonia degli economisti, che più o meno inconsapevolmente sono la quinta colonna della conservazione dell&#8217;egemonia dell&#8217;attuale classe dominante. Se il pensiero mutato troverà i suoi esegeti, la Nuova Europa vincerà e si riprodurrà; se continueranno a parlare i guardiani della Vecchia Europa, beh&#8230; I vecchi muoiono e l&#8217;Europa cadrà in mano a chi se la prende. Lo scontro è sia generazionale che epocale, ma soprattutto è uno scontro eminentemente ideologico.</p>
<p>Se qualche giovane ha letto queste righe, le rilegga per capirle meglio e approfondisca i temi trattati. Un giovane che intenda combattere per cambiare le cose in meglio deve sapere da che parte si è rivoluzionari, e da che parte invece si crede di esserlo ma si è solo conservatori funzionali al sistema.</p>
<p>(articolo di Davide Lovat)<br />
<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/paolo-franco-150x150.jpg" alt="paolo franco" title="paolo franco" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2222" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/la-massoneria-denuncia-la-lega-nord-accade-a-vicenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Svizzera baluardo d&#8217;Europa vieta i minareti</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/la-svizzera-baluardo-deuropa-vieta-i-minareti/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/la-svizzera-baluardo-deuropa-vieta-i-minareti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa e mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[minareti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[UDC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=2043</guid>
		<description><![CDATA[In Svizzera, federazione con democrazia diretta, si è avuta l&#8217;ennesima prova di un fatto ormai evidente: quando al popolo viene consentito di esprimersi e di esercitare la propria sovranità emerge in Europa un pensiero completamente opposto rispetto ai &#8220;desiderata&#8221; delle &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-svizzera-baluardo-deuropa-vieta-i-minareti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/11/svizzera-ch-150x150.jpg" alt="svizzera ch" title="svizzera ch" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2045" />In Svizzera, federazione con democrazia diretta, si è avuta l&#8217;ennesima prova di un fatto ormai evidente: quando al popolo viene consentito di esprimersi e di esercitare la propria sovranità emerge in Europa un pensiero completamente opposto rispetto ai &#8220;desiderata&#8221; delle élites.</p>
<p>Chiamato ad esprimersi sull&#8217;opportunità di introdurre nella costituzione elvetica il divieto di costruire nel territorio svizzero i minareti, dai quali il muezzìn chiama i fedeli musulmani alla preghiera 5 volte al giorno, il popolo a grande maggioranza ha appoggiato il SI&#8217; propugnato dal partito a ispirazione cristiana UDC di fatto manifestando la propria opinione negativa sull&#8217;espansione dell&#8217;Islam nello stato alpino.</p>
<p>Nonostante una propaganda a senso unico dell&#8217;intellighentia formata da politici, giornalisti, intellettuali e perfino dal clero cattolico locale, il popolo ha detto che non vuole l&#8217;invadenza islamica. La Svizzera è uno Stato connotato dalle guerre di religione in ambito cristiano, è la terra di Zwingli (Zurigo) e di Calvino (Ginevra, che fu perfino una città-stato teocratica protestante quando Calvino era in vita) ha sviluppato un forte senso di tolleranza e di democrazia proprio perché le sanguinose guerre del passato hanno dimostrato che nessuna confessione religiosa deve avere la pretesa di imporsi politicamente. Ora, con l&#8217;Islam è oramai chiaro per tutti che questi discorsi sono parole al vento, giacché il fine escatologico della religione coranica è quello di sottomettere l&#8217;intera umanità perché solo così si permetterà la manifestazione di Allah nel &#8220;giorno del Giudizio&#8221;. Gli svizzeri sono un popolo istruito, laborioso, che si informa, che conosce i propri diritti e che pretende che siano rispettati nella misura in cui ciascuno compie il proprio dovere. Sono un modello di democrazia proprio perché sono persone consapevoli del loro potere decisionale. Non sono un &#8220;popolo bue&#8221; che si fa incantare dalla propaganda e, grazie a una rete sociale capillare, anche i pastori delle valli e gli allevatori delle montagne vanno a votare con piena consapevolezza delle implicazioni del loro voto.</p>
<p>Il popolo ha votato e ha detto SI&#8217; al divieto di nuovi minareti, ha detto che questo divieto deve entrare addirittura nella costituzione, ha detto che la Svizzera vuole rimanere tollerante con tutti ma anche assolutamente cristiana. Il popolo svizzero ha dato una grande lezione a tutta Europa e ha potuto farlo proprio perché non aderisce all&#8217;Europa politica, quella UE che ogni volta che ha consultato il popolo è stata presa a sberle in faccia e che proprio per quel motivo ha deciso di non consultarlo più, diventando una &#8220;burocrazia élitaria lobbistica&#8221; che decide per tutti senza chiedere a nessuno.</p>
<p>Da queste pagine lanciamo un monito: se non imiteremo gli svizzeri saremo spacciati. </p>
<p>Ecco perché, quanto prima, inviteremo i nostri politici a preparare un disegno di legge che vada nella stessa direzione di quella tracciata non dalle classi dirigenti elvetiche, ma dal popolo sovrano della repubblica cantonale Svizzera. Al popolo svizzero va un sentito ringraziamento dal profondo dell&#8217;anima.</p>
<p>GRAZIE SVIZZERA.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/la-svizzera-baluardo-deuropa-vieta-i-minareti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gheddafi cerca di convertire le hostess: faccia pure&#8230;</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/gheddafi-cerca-di-convertire-le-hostess-faccia-pure/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/gheddafi-cerca-di-convertire-le-hostess-faccia-pure/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Corano]]></category>
		<category><![CDATA[gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[hostess]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=1834</guid>
		<description><![CDATA[Il raìs libico Gheddafi si è contraddistinto per un&#8217;altra iniziativa fuori dal protocollo: in gran segreto, alla vigilia del vertice Fao sulla fame nel mondo, il raís ha lanciato una specie di concorso attraverso una società di pubbliche relazioni. «Cercan­si &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/gheddafi-cerca-di-convertire-le-hostess-faccia-pure/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il raìs libico Gheddafi si è contraddistinto per un&#8217;altra iniziativa fuori dal protocollo: in gran segreto, alla vigilia del vertice Fao sulla fame nel mondo, il raís ha lanciato una specie di concorso attraverso una società di pubbliche relazioni. «Cercan­si 500 ragazze piacevoli, tra i 18 e i 35 anni, alte almeno un me­tro e 70, ben vestite ma, rigoro­samente, non in minigonna o scollate», è stato il messaggio dell’agenzia &#8220;Hostessweb&#8221;, che ha offerto ad ognuna un «gettone» di 60 eu­ro. Per fare cosa? «L’obiettivo è avere alcuni scambi di opinione e donare omaggi libici», chiari­va la «lettera d’ingaggio».</p>
<p>I pullmini della so­cietà di reclutamento arrivano in fila indiana in via Cortina d’Am­pezzo, presso l&#8217;Ambasciata libica, e si fermano a qualche de­cina di metri dalla blindatissima villa. Scendono ragazze, tante ra­gazze. Con spolverini di cache­mire , tailleur. Nessuna in mini­gonna. Tacchi alti sì, ma niente scollature. Sono tutte lì per il Co­lonnello. Pensano di andare a una «serata di gala», ma non sanno che le aspetta una lezione di Islam, nella quale salta fuori anche la solita bestemmia coranica circa il fatto che Gesù non fu crocifisso, ma mandò un sosia a morire al posto suo.</p>
<p>Appena le ragazze si accomodano Gheddafi sa­le in cattedra. E, a differenza di quanto si aspettavano le oltre 100 invitate a questa prima sera­ta, l’incontro prende una piega seria, per qualcuna addirittura noiosa. Il Colonnello seduto in poltrona, affiancato dall’amba­sciatore Hafed Gaddur, dall’in­terprete e da due «amazzoni» in divisa, è di fronte a tutte e inizia a parlare. «Non è vero che l’Islam è contro le donne», pre­mette. «Convertitevi — aggiun­ge — chi crede in Dio è musul­mano. Il Corano è uno e non è mai cambiato, mentre i Vangeli sono quattro». Poi l’affermazio­ne sul «sosia del Cristo in croce» che suscita incredulità in sala. Finché arriva il momento del ca­deau : il raís distribuisce a tutte una copia del «Glorioso Cora­no », il «Libro verde» della rivo­luzione e un opuscolo dal titolo «Come essere musulmano?».</p>
<p>Verrebbe da indignarsi, se non fosse che la conoscenza dell&#8217;Islam può solo essere utile per le donne occidentali. Tutta la tolleranza, i discorsi sulla bontà di tutte le religioni, franerebbero miserevolmente davanti alla vera conoscenza della religione maomettana. Ben vengano le predicazioni sincere, alla luce del sole, che descrivono l&#8217;Islam per la sua vera essenza e per come esso è veramente. In una società secolarizzata che è abituata da molti secoli a sottoporre al vaglio della logica e al metodo critico-razionale l&#8217;impianto valoriale e metafisico di matrice giudaico-cristiana, una religione tutta fondata sul fideismo e sull&#8217;adesione irrazionale a una verità indiscutibile e non analizzabile come è l&#8217;Islam verrà fatta a pezzi evidenziando le clamorose contraddizioni che contiene.</p>
<p>Con le donne, poi&#8230;. Saranno proprio le donne, nel mondo globalizzato, a produrre la rivoluzione culturale del mondo musulmano. Attraverso la liberazione sessuale, il femminismo e le pari opportunità esse faranno emergere tutti gli sbagli dottrinali e le derive puramente antropologiche di una religione che consiste, in ultima analisi, alla sacralizzazione e all&#8217;innalzamento a rango di religione della costituzione giuridica di una tribù beduina in guerra nella Penisola Arabica nel 622-632 dopo Cristo. L&#8217;Islam attecchisce storicamente, e attecchirà sempre e solo, in ambienti con sistemi di produzione di tipo socialista-dirigista e con struttura sociale e familiare di tipo tribale poligamico ed endogamico, come quelli mediorientali e africani. Con la globalizzazione, l&#8217;Islam è destinato a perire e i fondamentalismi violenti che sorgono in tutto il mondo sono reazioni all&#8217;evidenza della fragilità del sistema.</p>
<p>Non è quindi un Gheddafi che predica sinceramente il Corano quello che dobbiamo temere, né quelli come lui, perché ci rendono un servizio straordinario, bensì coloro che fingono che la loro religione abbia valori simili ai nostri per poter contare sulla nostra benevolenza, per avere i diritti civili senza piegarsi ai costumi e ai doveri, per vivere accanto a noi e moltiplicarsi, mantenendo ben lontana l&#8217;integrazione della loro comunità in vista di una futura presa del potere con i metodi della democrazia.</p>
<p>(Davide Lovat) <img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/11/Gheddafi-150x150.jpg" alt="Gheddafi" title="Gheddafi" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1836" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/gheddafi-cerca-di-convertire-le-hostess-faccia-pure/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra terrorismo e demografia: l&#8217;avanzata dell&#8217;Islam</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/tra-terrorismo-e-demografia-lavanzata-dellislam/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/tra-terrorismo-e-demografia-lavanzata-dellislam/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 14:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[attentati suicidi]]></category>
		<category><![CDATA[demografia]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[moschee]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=1616</guid>
		<description><![CDATA[Ospitiamo l&#8217;accorato intervento di Audrey D&#8217;Aguanno, una cittadina italo-francese che lungamente ha vissuto a Marsiglia toccando con mano per anni la realtà di cui ci parla con competenza e cognizione di causa. Spazio alle sue parole&#8230;&#8230; &#8220;E&#8217; sicuramente vero, l&#8217;attentato &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/tra-terrorismo-e-demografia-lavanzata-dellislam/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ospitiamo l&#8217;accorato intervento di Audrey D&#8217;Aguanno, una cittadina italo-francese che lungamente ha vissuto a Marsiglia toccando con mano per anni la realtà di cui ci parla con competenza e cognizione di causa. Spazio alle sue parole&#8230;&#8230;</p>
<p>&#8220;E&#8217; sicuramente vero, l&#8217;attentato mancato di qualche settimane fa a Milano è l’atto di un forsennato, il &#8220;caso isolato&#8221; di un immigrato finora “ben integrato nella società italiana” ma con “problemi psichici”, volontariamente saltato in aria urlando parole in arabo.<br />
Le famiglie delle vittime degli attentati della metropolitana di Madrid o dell&#8217;AZF di Tolosa sono certamente state molto sollevate nel sapere che il loro figlio, la loro moglie, il loro fratello non sono stati uccisi da una rete terrorista organizzata islamica, bensì da &#8220;forsennati&#8221; musulmani isolati con &#8220;problemi psichici&#8221;. </p>
<p>Tuttavia c’e un grave problema al riguardo: l’Europa pullula di questi cosiddetti “forsennati con problemi psichici”, altrove chiamati mujaheddin, nutriti dei discorsi bellici degli Imam della moschea accanto. Sarebbe ora di ASCOLTARE le loro prediche che non nascondono più. </p>
<p>Ricordiamo inoltre che gli attacchi terroristici cospargono le pagine del Corano e la storia della diffusione dell’Islam che ha sempre preferito questa tecnica di lotta al contatto diretto e militare.<br />
Sarebbe ora di studiare la STORIA.</p>
<p>Mi risponderete che è un fatto d’integrazione mancata.<br />
E’ difficile pensare però che tutte le popolazioni in guerra siano composte da dei poveri sradicati non integrati. Il 90% delle guerre in atto nel mondo sono il frutto dell’Islam belligerante contro una popolazione non musulmana : albanesi-musulmani contro serbi, turchi contro greci, pakistani contro indiani, ceceni contro russi, palestinesi contro ebrei, scontri tra cattolici e musulmani nelle Filippine, in Nigeria, in Costa d’Avorio, ecc…</p>
<p>Pertanto, a mio avviso, questi atti di terrorismo che verranno necessariamente a moltiplicarsi &#8211; organizzati o “atti isolati” &#8211; sono il male minore.</p>
<p>Il pericolo è molto più grave e irreversibile degli attentati: la diffusione dell’Islam sul nostro suolo da infiltrazioni demografiche (immigrazione e nascite). Come dice G. Faye &#8211; uno dei più sconvolgenti scrittori ad aver studiato a fondo i pericoli dell’islamizzazione delle nostre società &#8211; “non sono le bombe né le azioni armate ad abbattere i popoli. È la sommersione etnica.” Ovvero non dobbiamo più pensare oggi le conquiste di territorio come processi accompagnati necessariamente da guerra, conflitto, sangue, ecc… Bastano le pance feconde delle migranti e le orde di immigrati che varcano le soglie del nostro continente.</p>
<p>Dal 1988 la crescita demografica in Europa risulta maggiormente dell’immigrazione che delle nascite però, allo stesso tempo, per citare un esempio, su 10 bambini che nascono in Belgio, 7 hanno un nome arabo. Mohammed è il primo nome, per frequenza, tra i neonati maschi della provincia di Bruxelles.</p>
<p>Stiamo vivendo una vera colonizzazione.</p>
<p>Parallelamente, credere nella moderazione della religione con la diffusione più veloce nel mondo è molto attraente per le nostre menti occidentali impregnate di Diritti dell&#8217;Uomo e di altruismo cristiano.<br />
L’Altro può essere buono, senza volontà di dominazione, aperto e tollerante. Tutto quello che non è l’Islam. E basta leggere il Corano per convincersi!</p>
<p>Possiamo continuare ad accettare l’invasione sperando che quest’Altro rispetterà la Repubblica, il nostro modo di vivere, le nostre tradizioni, ma stiamo però ignorando la natura propria dell’Islam con la sua colonna centrale di proselitismo. </p>
<p>In Francia le ragazze non portano più la gonna, segno di provocazione in certi quartieri, non si mangia più maiale nelle mense scolastiche, non si studiano più certi periodi della storia per “non offendere la fede dei musulmani”. E tante altre costrizioni imposte moderatamente dal’”Islam moderato”.</p>
<p>La Francia, che conta più luoghi di culto musulmano del Marocco, ha superato gli Stati Uniti in termine d’insicurezza. E i media italiani osano parlare del “modello d’integrazione francese”&#8230; Cari giornalisti, basta scrivere al caldo delle vs dimore, siete tutti invitati in Francia! </p>
<p>Gli italiani dovrebbero rivolgere lo sguardo altrove in Europa. E se pensate che &#8220;vi salverete&#8221; perché, dopo tutto, “qui è diverso” e che la Francia e il suo 35% di giovani di origine africana e nord-africana “paga il pegno del suo colonialismo&#8221;, osserverete la situazione svedese con il suo milione di immigrati musulmani (senza mai avere avuto colonie), o ancora vi ricorderete del Kossovo, ancora serbo negli anni &#8217;60, prima che la sua popolazione venisse sostituita dai migranti albanesi musulmani che si riproducono di più. Il fatto in chiaro: basta mezzo secolo per sostituire la popolazione di un paese. </p>
<p>Ora si tratta soltanto di scegliere se vogliamo un&#8217;Europa musulmana; se, nel rispetto di angeliche teorie sulla bontà umana vogliamo correre il rischio &#8211;  già in atto – di essere sottomessi alla legge di Allah. </p>
<p>Avrete ragione dicendo che non tutti i musulmani sono fanatici, ma le regole delle nostre Repubbliche saranno sempre sottomesse alle regole di Dio, in questo senso l’Islam è una teocrazia che non può in nessun caso adattarsi alle nostre democrazie occidentali.<br />
Nessun comportamento fuori degli insegnamenti e delle regole del Corano sono tollerati, la fede si confonde totalmente con la legge, perche la legge è detta da Dio.<br />
Se quindi qualche musulmano – che non obbedisce al principio di prudenza e d’ipocrisia detto dal Corano &#8211; mi leggesse, vorrei che mi illuminasse sul come fare coabitare le regole delle società occidentali con gli imperativi della &#8220;sharìa&#8221;.<br />
Anche moderato il mondo deve diventare &#8220;Dar-al Islam&#8221;, il regno dell’Islam. Che sia con la sciabola o la demografia il risultato finale è il medesimo.<br />
Ma io non ci sto.</p>
<p>Audrey D’Aguanno</p>
<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/11/islam-will-dominate-the-world-150x150.jpg" alt="islam will dominate the world" title="islam will dominate the world" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1618" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/tra-terrorismo-e-demografia-lavanzata-dellislam/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Deriva islamica in Turchia, esercito preoccupato</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/deriva-islamica-in-turchia-esercito-preoccupato/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/deriva-islamica-in-turchia-esercito-preoccupato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa e mondo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[ankara]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=1538</guid>
		<description><![CDATA[C’è aria di golpe in Turchia. Un documento, firmato dal colonnello Dursun Çiçek, «è nelle mani della giustizia», si è limitato a rivelare nei giorni scorsi ai cronisti il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, precisando che «le Forze Armate non &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/deriva-islamica-in-turchia-esercito-preoccupato/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è aria di golpe in Turchia. Un documento, firmato dal colonnello Dursun Çiçek, «è nelle mani della giustizia», si è limitato a rivelare nei giorni scorsi ai cronisti il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan, precisando che «le Forze Armate non potrebbero accettare un’onta del genere, se le accuse si dimostrassero vere». È il piano, sequestrato nel corso di una perquisizione, che proverebbe la volontà dei militari di ribaltare il regime. Ad anticiparne l’esistenza, in giugno, era stato il quotidiano &#8220;Taraf&#8221;, svelando l’intenzione dell’apparato militare di destituire il partito di Governo, l’Akp, colpendo nel frattempo anche le potenti confraternite sufi che fanno riferimento a Fethullah Gülen. Falso o autentico che sia, l’incidente è riuscito intanto a mettere in contrasto le Forze Armate e la magistratura. Le prime rivendicano a sé la giurisdizione sul caso, che vede coinvolti alcuni ufficiali dell’esercito turco, mentre i giudici civili non mollano e continuano a indagare. Ma non è un unico episodio giudiziario a opporre le gerarchie militari, notoriamente contrarie all’influenza islamica nelle istituzioni, e il Governo di Erdogan. L’accusa principale nei confronti del Primo Ministro è politica e riguarda lo scivolamento graduale ma apparentemente inesorabile di Ankara verso il mondo islamico. Così sembra interpretare la svolta anche il &#8220;New York Times&#8221;, che ieri indicava come stiano crescendo le tensioni fra la Turchia e l’Occidente. Iniziando dall’episodio delle manovre militari congiunte fra la Nato e Israele, cancellate all’inizio di ottobre proprio per volontà del governo di Ankara, il quotidiano statunitense risale fino all’incidente del gennaio scorso, quando Erdogan aveva affrontato duramente il presidente israeliano Shimon Peres davanti alla platea internazionale dei leader mondiali, a Davos, in Svizzera, puntando il dito contro Gerusalemme a proposito del conflitto a Gaza. La fonte di preoccupazione maggiore riguarda comunque i rapporti con Teheran, particolarmente per la difesa da parte di Erdogan del programma nucleare iraniano. A disancorare la Turchia dall’Occidente, contribuiscono anche alcune decisioni di politica economica. In occasione di un suo viaggio a Mosca lo scorso febbraio, il presidente turco, Abdullah Gül aveva concordato con il Governo russo che le transazioni tra i due Paesi sarebbero avvenute nelle rispettive valute nazionali. Ieri, durante una visita a Teheran, è giunto l’annuncio di Erdogan che sarà adottata la nuova lira turca nelle transazioni commerciali con l’Iran, che precedentemente avvenivano in dollari o in euro. E, prossimamente, un accordo simile sarà siglato anche con la Cina.Quali successi economici e politici possa ottenere il voltafaccia, è un argomento controverso. Ieri, sia la Confindustria turca che gli analisti finanziari dell’agenzia di rating internazionale (Fitch) hanno fornito chiavi di lettura diverse sulla crisi economica attraversata dalla Turchia e soprattutto sul futuro a breve. La Tisk (influente confederazione dei datori di lavoro turchi) ha, in un certo senso, ridimensionato le ottimistiche analisi degli scorsi giorni relativamente all&#8217;uscita dal tunnel per l&#8217;economia locale. Per gli imprenditori turchi, la disoccupazione e il calo della produzione industriale dureranno per almeno un altro anno colpendo in special modo alcuni sub-settori industriali particolarmente esposti verso l&#8217;estero. Fitch è pronta invece a rivedere positivamente il rating sul debito turco (attualmente BB-) in considerazione della capacità di reazione dimostrata dal Paese nella difficilissima fase congiunturale attraversata. <img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/ankara-150x150.jpg" alt="ankara" title="ankara" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1540" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/deriva-islamica-in-turchia-esercito-preoccupato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ucciso a Detroit un leader islamico americano</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/ucciso-a-detroit-un-leader-islamico-americano/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/ucciso-a-detroit-un-leader-islamico-americano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa e mondo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Detroit]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[islamista]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[umma]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=1528</guid>
		<description><![CDATA[Sognava la Jihad, predicava contro lo Stato e contro la democrazia, accumulava armi tanto da avere un piccolo arsenale, diceva di essere pronto «a farsi saltare per aria». Non in Pakistan o in Iraq, non in un Paese dove vige &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/ucciso-a-detroit-un-leader-islamico-americano/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sognava la Jihad, predicava contro lo Stato e contro la democrazia, accumulava armi tanto da avere un piccolo arsenale, diceva di essere pronto «a farsi saltare per aria». Non in Pakistan o in Iraq, non in un Paese dove vige la Sharì&#8217;a e la si vuole prservare dal Grande Satana che è l&#8217;Occidente, ma a Detroit, una delle città più industrializzate degli USA conosciuta anche come la capitale dell&#8217;automobile. Il suo nome era Christopher Thomas, 53 anni, poi cambiato in Luqman Ameen Abdullah dopo la conversione all&#8217;Islam; è stato ucciso dall’Fbi durante un conflitto a fuoco. Sei dei suoi seguaci sono stati arrestati in una serie di raid contro una setta islamista a Detroit e Deborn, cittadina statunitense che ospita una folta comunità mediorientale.</p>
<p>Gli agenti federali indagavano da tempo sul gruppo &#8220;Umma&#8221; (il termine Umma nel Corano indica la comunità mondiale dei credenti islamici) al quale era legato Abdullah con un buon numero di discepoli, cittadini afro-americani molti dei quali hanno abbracciato l’Islam in carcere, secondo una moda diffusa fin dagli anni Sessanta del secolo scorso. La fazione che predica l&#8217;imposizione della legge islamica e segue un&#8217;interpretazione molto radicale della religione è stata fondata anni fa da un personaggio famoso, Jamil Abdullah Al Amin, alias Rap Brown, il membro delle &#8220;Pantere nere&#8221; attualmente in prigione per l’omicidio di due poliziotti.</p>
<p>Dopo aver raccolto numerose prove a carico di Luqman Abdullah, l’Fbi ha deciso di passare all’azione. C’erano informazioni circa il possesso di armi da fuoco di questi fanatici che si dedicavano anche ad attività illecite. Gli agenti si sono presentati in forze davanti ad un deposito di Detroit all’interno del quale c’era l’imam. Gli hanno intimato di arrendersi, ma Abdullah ha aperto il fuoco uccidendo un cane-poliziotto. È seguita una sparatoria che ha visto soccombere il leader della gang.</p>
<p>Negli Stati Uniti operano diverse micro-organizzazioni di ispirazione islamista. Di solito sono composte da persone di colore e da immigrati venuti dall’area caraibica che aderiscono all&#8217;islam come atto di ribellione verso la società dei bianchi verso i quali nutrono violenti sentimenti razzisti, spesso mescolano la politica con attività illecite, dai furti a crimini più seri. Il punto di contatto possono essere piccole moschee, ma è più facile che reclutino i loro membri in carcere dove rabbia e frustrazione disperata trovano nel Corano una valida sponda per evitare il pentimento e sfogare le proprie pulsioni di vendetta dando loro una patina di spiritualità.</p>
<p>Mentre nel resto dell&#8217;Occidente si susseguono senza soluzione di continuità episodi del genere, sempre più numerosi, in Italia ancora si continua a discutere sul modo di &#8220;privilegiare l&#8217;insegnamento dell&#8217;islam buono su quello radicale&#8221;. Una frase da ignoranti e priva di senso, ma sembra impossibile darne fuori. Non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire, come dice il vecchio adagio&#8230;.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/Islam-bandiera-USA-150x150.jpg" alt="Islam bandiera USA" title="Islam bandiera USA" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1530" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/ucciso-a-detroit-un-leader-islamico-americano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Milano, prima scintilla d&#8217;attacco islamico</title>
		<link>http://www.laltracampana.com/milano-prima-scintilla-dattacco-islamico/</link>
		<comments>http://www.laltracampana.com/milano-prima-scintilla-dattacco-islamico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 08:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[caserma]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laltracampana.com/?p=1058</guid>
		<description><![CDATA[Ecco, ci siamo! Come ebbe a dire Bush jr nel 2001 parlando di altri attacchi terroristici, dopo quello dell&#8217;11 Settembre, &#8220;It&#8217;s not about if, but about when!&#8221;: non è una questione di &#8220;se&#8221;, ma una questione di &#8220;quando&#8221;! Come si &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/milano-prima-scintilla-dattacco-islamico/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, ci siamo! Come ebbe a dire Bush jr nel 2001 parlando di altri attacchi terroristici, dopo quello dell&#8217;11 Settembre, &#8220;It&#8217;s not about if, but about when!&#8221;: non è una questione di &#8220;se&#8221;, ma una questione di &#8220;quando&#8221;! Come si è potuto del resto constatare ngli anni successivi, gli attacchi degli islamici secondo la modalità terroristica (cioè fuori dal contesto della guerra e nel pieno delle città, contro civili inermi e in pace) si sono susseguiti puntualmente (Madrid, Mosca, Londra, Bali, eccetera eccetera).<br />
Per qualche strana ragione gli italiani credono di essere immuni a questo tipo di attacco, ma sbagliano del tutto. Oggi a Milano è successo un fatto marginale, probabilmente di scarso rilievo: un fanatico solitario di nazionalità libica ha attaccato una caserma urlando frasi sconnesse sull&#8217;Afghanistan, secondo i testimoni; aveva con sè un ordigno che gli è esploso addosso, con il solo risultato di ferirlo gravemente e di ferire leggermente un soldato di guardia.<br />
Episodio da poco, dunque? No, per niente.<br />
Questo è il classico sintomo di una situazione sul punto di deflagrare. Questo è un pazzo esaltato senza controllo che ha agito da solo perché incapace di controllarsi, ma il senso di odio frustrato e di aggressività repressa che fa da retroterra culturale a questo comportamento suicida-omicida è ben presente in certi ambienti islamici delle nostre città ed è ormai sul punto di emersione.<br />
Negli ultimi tempi, infatti, le forze dell&#8217;ordine deputate a monitorare questi ambienti avevano intercettato telefonate e messaggi che parlavano di un attacco al Duomo o alla Metropolitana di Milano. L&#8217;allerta era salita ed è tuttora ad alti livelli.<br />
Da queste pagine invitiamo tutti alla massima attenzione e, siccome non fa mai male, alla preghiera. Ma anche alla consapevolezza che questa gente divide il mondo in due: Casa dell&#8217;Islam (dar-al-islam) cioè le terre dove vige la legge del Corano, e casa della Guerra (dar-al-harb) cioè tutto il resto del mondo.<br />
Noi, per loro, viviamo nella Casa della Guerra dove il buon musulmano deve essere pronto ad attaccare in qualsiasi momento, con la raccomandazione degli Editti Coranici (hadit) di preferire il giorno di Giovedì, affinché la comunità (umma) possa festeggiare la vittoria nel successivo giorno della preghiera.<br />
A dire queste cose, che altro non sono dalla semplice divulgazione dei contenuti religiosi musulmani, si passa ancora per intolleranti. La domanda è: quanti morti dovremo contare perché certe teste dure smettano di fare il tifo per i musulmani contro noi stessi?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laltracampana.com/milano-prima-scintilla-dattacco-islamico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

