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	<title>L&#039;altra Campana &#187; Iran</title>
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		<title>Rivolta in Iran, il regime tenta di soffocarla nel sangue</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 09:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Teheran e in molte altre città iraniane sta montando la protesta popolare. Le notizie che arrivano sono frammentarie, come sempre accade quando c&#8217;è un regime autoritario al potere che non vuole far trapelare qualsiasi informazione che ne possa intaccare &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/rivolta-in-iran-il-regime-tenta-di-soffocarla-nel-sangue/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Teheran e in molte altre città iraniane sta montando la protesta popolare. Le notizie che arrivano sono frammentarie, come sempre accade quando c&#8217;è un regime autoritario al potere che non vuole far trapelare qualsiasi informazione che ne possa intaccare l&#8217;immagine di solidità verso nemici e oppositori, interni e stranieri.</p>
<p>Nel principale Paese dell&#8217;Islam sciita, la seconda corrente del mondo musulmano, stanno terminando i primi dieci giorni del mese di Moharram. Tradizionalmente è un periodo di raccoglimento e di devozione popolare che termina con il giorno dell&#8217;Ashura, nel quale si commemora la morte dell&#8217;imam Hussein nella fatale battaglia che costò agli sciiti la sconfitta con i sunniti nelle lotte di successione al carisma di Maometto. Un giorno dal forte simbolismo nel quale la sofferenza viene evocata da processioni di flagellanti che si frustano a sangue per ore, in un clima di misticismo ed esaltazione del dolore trasformati in rito espiatorio collettivo.</p>
<p>In un giorno così non è difficile immaginare come possa facilmente deflagrare come una bomba il movimento di protesta connotato da crescenti episodi di violenza, che da mesi si oppone al regime teocratico degli Ayatollah ed al suo uomo politico di fiducia Ahmadinedjad confermato al potere da una &#8220;elezione farsa&#8221;. Mentre la pressione del mondo intero stava crescendo sul regime iraniano per la vicenda del programma nucleare ecco un episodio favorevole agli USA nella loro politica di lotta agli Stati-canaglia: la rivolta interna cade a fagiolo per dare un&#8217;ulteriore patina di negatività al regime formatosi dopo la rivoluzione del 1979 e apre scenari finora preclusi dallo scacco afghano e dalla difficile situazione dell&#8217;Iraq. L&#8217;Iran era il prossimo Paese della lista stilata da Bush jr. il 16 Settembre 2001 dopo l&#8217;attentato alle Twin Towers, ricordate? Afghanistan, Iraq, Iran, Siria, Nord Corea, Sudan&#8230;. Ci vorranno 20 anni, disse, e ne sono passati 8. Non è da escludere che gli USA abbiano avuto una parte con la diffusione di idee contrarie al regime, attraverso l&#8217;intelligence, ma è anche sicuro che un popolo come quello Persiano ha una storia e una cultura più antica ancora dell&#8217;islam e, per quanto la religione lo abbia connotato e trasformato, non può sopportare oltre 30 anni di un regime sempre più retrogrado e repressivo. L&#8217;Iran è considerato da tutti gli osservatori internazionali come il Paese potenzialmente più aperto all&#8217;Occidente, sia per tradizione che per cultura e storia; anche chi conosce a fondo la teologia islamica sa delle differenze potenziali che la visione escatologica sciita può produrre nella vita sociale e politica rispetto alla visione sunnita dell&#8217;islam.</p>
<p>Staremo a vedere, la sola cosa sicura è che nei prossimi giorni scorrerà molto sangue. E non sarà quello delle schiene dei flagellanti nel giorno dell&#8217;Ashura.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/sommossa-a-teheran-150x150.jpg" alt="sommossa a teheran" title="sommossa a teheran" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2469" /></p>
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		<title>In Iran monta la tensione sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TEHERAN – Nuovi scontri fra le forze di sicurezza e un gruppo di manifestanti a Isfahan, nell’Iran centrale, riuniti per commemorare l’ayatollah dissidente Hossein Ali Montazeri, morto il 19 dicembre a 87 anni. Lo riferisce il sito dissidente Rahesabz.net, secondo &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/in-iran-monta-la-tensione-sociale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TEHERAN – Nuovi scontri fra le forze di sicurezza e un gruppo di manifestanti a Isfahan, nell’Iran centrale, riuniti per commemorare l’ayatollah dissidente Hossein Ali Montazeri, morto il 19 dicembre a 87 anni. Lo riferisce il sito dissidente Rahesabz.net, secondo cui la polizia ha lanciato gas lacrimogeni, picchiato donne e bambini, compiuto almeno 50 arresti.</p>
<p>“Questa mattina – si legge sul sito web riformista – prima dell’inizio della cerimonia, centinaia fra poliziotti, forze della sicurezza e uomini in abiti civili si sono riuniti attorno alla moschea e hanno ingaggiato duri scontri con la gente”. Rahesabz.net aggiunge che vi sono stati diversi arresti – almeno una cinquantina – e molte persone sono rimaste ferite. “Le forze di sicurezza stanno picchiando le persone, incluse donne e bambini, con bastoni, catene e pietre”.</p>
<p>La funzione era in programma questa mattina alla moschea Seyed di Isfahan. A guidare la preghiera in memoria dell’ayatollah Montazeri, uno dei più strenui oppositori del regime teocratico di Teheran, vi era il religioso riformista Jalaledin Taheri. Le notizie degli scontri non trovano conferme da fonti indipendenti, perché il governo ha imposto una rigida censura sui media internazionali e locali.</p>
<p>Il 21 dicembre scorso migliaia di persone nella città santa di Qom hanno partecipato ai funerali di Montazeri. Il rito si è trasformato in una protesta di massa contro il governo e la guida suprema Ali Khamenei, contro il quale hanno intonato canti e slogan fra cui “morte al dittatore”.</p>
<p>Ieri, intanto, il Consiglio della Rivoluzione culturale – un organismo di alto profilo presieduto da Mahmoud Ahmadinejad – ha rimosso Mir Hossein Mousavi dalla carica di presidente dell’Accademia delle arti. Era l’ultimo ruolo pubblico ricoperto dal leader dell’opposizione e candidato alle presidenziali del 12 giugno, che guidava l’istituto dalla sua nascita nel 1999.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/Teheran-arco-150x150.jpg" alt="Teheran arco" title="Teheran arco" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2434" /></p>
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		<title>Ayatollah Khamenei: &#8220;eliminare l&#8217;opposizione&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 08:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TEHERAN &#8211; Una frase che non ammette repliche: «l&#8217;opposizione sarà eliminata». L&#8217;ha pronunciata la Guida suprema iraniana, l&#8217;ayatollah Ali Khamenei, in un discorso ritrasmesso dalla televisione di Stato. Khamenei ha parlato mentre, dalla notte scorsa, circolano insistenti sui siti dell&#8217;opposizione &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/ayatollah-khamenei-eliminare-lopposizione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TEHERAN &#8211; Una frase che non ammette repliche: «l&#8217;opposizione sarà eliminata». L&#8217;ha pronunciata la Guida suprema iraniana, l&#8217;ayatollah Ali Khamenei, in un discorso ritrasmesso dalla televisione di Stato.</p>
<p>Khamenei ha parlato mentre, dalla notte scorsa, circolano insistenti sui siti dell&#8217;opposizione le voci del possibile arresto di Mir Hossein Mussavi e altri capi della protesta per cercare di mettere fine definitivamente alle manifestazioni nelle piazze e nelle università. Pur senza nominarli, l&#8217;ayatollah ha accusato questi leader di avere «violato la legge, organizzato rivolte e incoraggiato la gente a resistere al sistema» della Repubblica islamica. «Non si tratta di cose da poco &#8211; ha aggiunto la Guida suprema &#8211; e tutto questo ha dato coraggio ai nemici». «Ma essi &#8211; ha affermato ancora Khamenei &#8211; sono come la schiuma sull&#8217;acqua e quello che rimane è il sistema. L&#8217;opposizione verrà eliminata agli occhi della nazione».</p>
<p>La questione delle elezioni «è finita» e non ci devono essere più proteste. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, in merito alla contestata rielezione nel giugno scorso del presidente Mahmud Ahmadinejad che ha portato alla più grave ondata di manifestazioni e disordini nella storia della Repubblica islamica. «Le elezioni sono finite, sono state legali e non hanno potuto dimostrare le loro affermazioni», ha detto Khamenei, in un discorso ritrasmesso dalla televisione di Stato, facendo riferimento alle denunce di brogli da parte dell&#8217;opposizione. </p>
<p>Insomma, ennesimo esempio di cosa si intenda nell&#8217;islam per repubblica. Tutto tranne una democrazia, che infatti è considerata una forma di governo blasfema prodotta dall&#8217;Occidente infedele. Ma da noi, in Europa, ci sono delle anime belle che vogliono dare a questa gente la sovranità e combattono con tutte le forze contro chi intende resistere in nome della libertà, della fraternità e dell&#8217;uguaglianza.<br />
Un vero e proprio masochismo ideologico.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/khamenei-150x150.jpg" alt="khamenei" title="khamenei" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2306" /></p>
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		<title>La minaccia iraniana</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 09:27:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non può sfuggire agli osservatori attenti la moltiplicazione di notizie sull&#8217;Iran e la crescente attenzione che i media danno alla sua politica interna ed estera. Non serve una grande sagacia per capire che la preoccupazione del mondo è concentrata sull&#8217;attività &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-minaccia-iraniana/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-thumbnail wp-image-656 alignleft" title="teheran" src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/09/teheran-150x150.jpg" alt="teheran" width="150" height="150" />Non può sfuggire agli osservatori attenti la moltiplicazione di notizie sull&#8217;Iran e la crescente attenzione che i media danno alla sua politica interna ed estera.</p>
<p>Non serve una grande sagacia per capire che la preoccupazione del mondo è concentrata sull&#8217;attività che quel Paese sta svolgendo per dotarsi della bomba atomica. Un Paese che ha una storia antichissima (l&#8217;Iran si è chiamato Persia per 3.000 anni e ancora talvolta i due nomi sono fungibili tra loro) ma che dal 1979 è piombato in un clima cupo di integralismo religioso, in conseguenza della Rivoluzione Islamica capeggiata dall&#8217;Ayatollah Khomeini, leader indiscusso del cosiddetto clero sciita. In Iran infatti viene seguita la versione &#8220;perdente&#8221; dell&#8217;Islam, quella della fazione di Ali (sciita deriva da &#8220;shi&#8217;at Ali&#8221; cioè il partito di Ali) all&#8217;epoca della guerra per la successione al carisma di Maometto, dopo la morte di quest&#8217;ultimo. Si tratta di un Islam teoricamente meno opprimente di quello tradizionale sunnita, che riguarda circa l&#8217; 85% dell&#8217;Islam mondiale, ma che ha preso una forma particolarmente oppressiva per ragioni politiche in seguito alla suddetta Rivoluzione e ai seguenti 10 anni di guerra contro l&#8217;Iraq. Dopo la morte di Khomeini le cose non sono migliorate e nonostante il tentativo, almeno in certi ambiti, di separare il potere politico dal potere religioso, gli uomini politici sono da sempre sotto lo stretto controllo dell&#8217;élite degli Ayatollah.</p>
<p>Lo stesso Ahmadinejad è solo una pedina nelle mani dei &#8220;saggi&#8221; della Rivoluzione, che sono i veri responsabili dell&#8217;atteggiamento aggressivo in campo militare e della propaganda antisionista arrivata ormai a una deriva preoccupante, visti i continui proclami revisionisti sulla shoah e le minacce di aggressione nucleare a Tel Aviv.</p>
<p>Fonti indipendenti denunciano l&#8217;esistenza di un forte sentimento di ribellione all&#8217;opprimente regime, soprattutto da parte delle donne che in quel Paese, storicamente, avevano goduto di libertà maggiori rispetto alle altre donne del mondo islamico e che rimpiangono la condizione perduta, anche grazie al confronto che fanno con la condizione delle donne occidentali grazie all&#8217;accesso a internet e alla tv satellitare, nonché al livello di scolarizzazione relativamente buono di cui godono.</p>
<p>Il futuro sembra tuttavia tingersi di fosco, giacché sembra che il tempo stringa e che la comunità mondiale non sia disponibile ad attendere un poco probabile  ribaltamento del sistema di potere dall&#8217;interno; poco probabile almeno in tempi brevi, così brevi da impedire l&#8217;ottenimento dell&#8217;arma nucleare che destabilizzerebbe gli assetti dell&#8217;intero Medio Oriente. E&#8217; pertanto probabile assistere a una escalation mediatica nelle prossime settimane, che potrebbe essere simile a quella che anticipò l&#8217;attacco al regime di Saddam Hussein in Iraq alcuni anni or sono.</p>
<p>D&#8217;altra parte Bush jr., da Ground Zero e con le macerie ancora fumanti, esattamente otto anni fa annunciò un periodo di 20 anni di guerra e fece una lista di &#8220;Stati canaglia&#8221;, in questo ordine: Afghanistan, Iraq, Iran, Siria, Corea del Nord, Sudan. Otto anni dopo, a quasi metà del tempo annunciato, siamo a quasi metà della lista&#8230;..</p>
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