Gheddafi cerca di convertire le hostess: faccia pure… »

Gheddafi cerca di convertire le hostess: faccia pure…

Il raìs libico Gheddafi si è contraddistinto per un’altra iniziativa fuori dal protocollo: in gran segreto, alla vigilia del vertice Fao sulla fame nel mondo, il raís ha lanciato una specie di concorso attraverso una società di pubbliche relazioni. «Cercan­si 500 ragazze piacevoli, tra i 18 e i 35 anni, alte almeno un me­tro e 70, ben vestite ma, rigoro­samente, non in minigonna o scollate», è stato il messaggio dell’agenzia “Hostessweb”, che ha offerto ad ognuna un «gettone» di 60 eu­ro. Per fare cosa? «L’obiettivo è avere alcuni scambi di opinione e donare omaggi libici», chiari­va la «lettera d’ingaggio».

Si riunisce l’Assemblea ONU »

Si riunisce l’Assemblea ONU

images[1]New York, 22. Un appuntamento tradizionale l’apertura dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che per quasi una settimana trasforma New York nella capitale indiscussa della politica mondiale. Al vaglio dei capi di Stato e di Governo che a partire da domani si susseguiranno sul podio del Palazzo di vetro sono le questioni più scottanti:  dalla crisi economica al surriscaldamento climatico, passando per i dossier caldi del Medio Oriente e del nucleare. Di tutti questi argomenti parleranno i leader delle grandi Nazioni – come il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al suo debutto al Palazzo di vetro – ma anche quelli dei Paesi più piccoli presenti all’Assemblea.
Dopo l’apertura dei lavori, affidata al segretario generale, Ban Ki-moon, toccherà al presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva prendere la parola nella prima giornata, subito prima di Obama, che sarà seguito dal colonnello Gheddafi. La presenza del leader libico ha già suscitato ondate di polemiche, dopo il rientro in Libia di Al Megrahi – unico condannato per la strage di Lockerbie – concesso dalla Scozia per “ragioni umanitarie”. I familiari delle vittime statunitensi hanno già annunciato proteste, mentre il New Jersey, Stato prescelto dal colonnello per piantare la tenda beduina che porta sempre con sé, ha rifiutato l’ospitalità, costringendo Gheddafi a ripiegare prima in un albergo di Manhattan e poi, dopo un secondo rifiuto, molto probabilmente sulla sede del consolato libico.
Oltre a Obama e Gheddafi, altri leader mondiali faranno il loro debutto sul podio di marmo verde dell’aula di Le Corbusier. Il presidente cinese Hu Jintao sarà addirittura il primo capo di Stato cinese a parlare all’Assemblea generale da quando la Cina è entrata all’Onu. Hu, atteso anche al vertice sul clima in programma per oggi e al g20 di Pittsburgh, dovrebbe – secondo alcuni analisti – fare appello a una maggiore cooperazione economica.
Anche il primo ministro nipponico, Yukio Hatoyama, giunge per la prima volta al Palazzo di vetro. Hatoyama è l’uomo del momento in Giappone, al Governo del quale si è insediato dopo cinquant’anni di dominio conservatore. Erede di una dinastia politica talora battezzata i Kennedy del Giappone, Hatoyama illustrerà il piano nipponico per combattere l’effetto serra, con Tokyo che aspira a un ruolo di leader grazie al proposto taglio del 25 per cento delle emissioni dannose entro il 2020.
Ma i discorsi attesi con più curiosità – al di là dei contenuti – sono quelli del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, e del presidente venezuelano, Hugo Chávez. In particolare Ahmadinejad, prima di partire alla volta degli Stati Uniti, ha diffuso attraverso l’agenzia Irna una nota in cui annuncia un discorso – in programma domani – i cui punti cardine saranno “la pace e l’amicizia per tutte le Nazioni, la lotta contro la tirannia e la realizzazione di relazioni basate sulla giustizia tra tutti i popoli del mondo”.
Per tutti i leader presenti a New York gli appuntamenti della 64ª Assemblea generale saranno numerosi e impegnativi:  dagli incontri bilaterali – Obama ne avrà con il presidente russo, Dmitri Medvedev, con quello cinese e con il nuovo premier giapponese – ai multilaterali dedicati ai temi più pressanti dell’agenda internazionale:  il nucleare iraniano al centro del gruppo cinque più uno; il comparto Afpak sulla guerra in Afghanistan, il gruppo Uniting for Consensus sulla riforma del consiglio di Sicurezza. Previsti inoltre un serie di colloqui in vista del g20 che si svolgerà a Pittsburgh il 24 e il 25.
Il cambiamento climatico è, come noto, al centro di un vertice, espressamente voluto dal segretario generale Ban Ki-moon alla vigilia dell’apertura dell’Assemblea. Scopo del summit dovrebbe essere quello di favorire un consenso internazionale sui temi della tutela dell’ambiente, in vista della conferenza di Copenaghen. Compito arduo e che molti già vedono destinato al fallimento, nonostante le dichiarazioni d’intento.

Rilasciato uno degli assassini di Lockerbie »

Rilasciato uno degli assassini di Lockerbie

Uno dei terroristi che realizzarono vent’anni or sono lo scempio della strage di Lockerbie, in Scozia, quando un missile abbatté un aereo di linea che precipitò sulle case sottostanti del villaggio scozzese, è stato rimpatriato in Libia e ivi accolto nel tripudio della folla esultante come al rientro di un eroe.

Il problema è che, in ottica musulmana, quell’uomo è davvero un eroe.

Chiunque abbia letto onestamente il Corano, facendolo seguire da seri studi della sharìa e degli hadit, sa quanto diverso sia il concetto di bene e di giustizia tra il mondo tutto, cristiano occidentale come anche buddista o hindù, e il mondo islamico.

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