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	<title>L&#039;altra Campana &#187; Galan</title>
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		<title>Bitonci: i difensori del Crocifisso siamo noi, altro che Galan</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ricordo a tutti i cittadini della provincia di Padova che sabato 14 e domenica 15 novembre in quasi tutte le piazze sarà presente un gazebo della Lega Nord per raccogliere le firme contro la sentenza della Corte Europea. Per l’occasione saranno distribuiti migliaia di crocifissi”. Con  questa “comunicazione di servizio” il Deputato del Carroccio e sindaco di Cittadella Massimo Bitonci sottolinea l’impegno politico del suo partito a salvaguardia delle tradizioni culturali, religiose e d’identità della gente veneta e, più in generale, del popolo italiano.</p>
<p>“Fa specie – ha commentato il parlamentare veneto – constatare come personaggi di particolare peso politico (almeno per ora e sicuramente &#8211; per fortuna &#8211; ancora per poco) non si siano espressi in merito alla sentenza della Corte europea, anche se dovremmo essere abituati a certi comportamenti visto che, già in passato, sia in tema di Islam che sulla delicata questione immigrazione, proprio certi personaggi hanno assunto posizioni decisamente discutibili e lontane anni luce dal sentire comune e dalla volontà del popolo veneto. D’altra parte comprendiamo bene quanto possa dare fastidio al &#8220;martin pescatore&#8221; una forza politica come la Lega Nord  rimasta ormai l’unica e la sola in grado di tutelare realmente il Veneto e la sua gente. Non è la prima volta, purtroppo, che da certi personaggi giungono segnali poco rassicuranti: talvolta infatti gli interessi (altro che la coscienza!) riescono a prevalere sul buon senso e sull’amore per la propria terra e per la propria gente”.</p>
<p>Il Deputato Bitonci ha sottolineato come la stragrande maggioranza dei sindaci di ogni provincia veneta abbia intrapreso iniziative diverse a tutela del simbolo della cristianità e della tradizione del Paese: “La Lega Nord non sta strumentalizzando niente e nessuno; sta solo difendendo un simbolo che ci appartiene ed identifica come cattolici. E’ giunto il momento – ha concluso Bitonci – di far sentire chiara e forte la voce dei veneti, che sono disponibili a fare ogni sforzo per consentire l’integrazione e l’apertura verso tutti, a patto però di vedere rispettati gli ideali, i valori, le tradizioni tramandate di padre in figlio per centinaia di anni.”</p>
<p> <img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/11/Bitonci-150x150.jpg" alt="Bitonci" title="Bitonci" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1805" /></p>
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		<title>Lega Nord, storia del movimento che guiderà il Veneto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL PERSONAGGIO. Francesco Jori ha scritto la storia del movimento “popolano e fortunato” e ha rilasciato un intervista pubblicata dal Giornale di Vicenza dove descrive il suo punto di vista e il risultato dei suoi studi effettuati come docente universitario. &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/lega-nord-storia-del-movimento-che-guidera-il-veneto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL PERSONAGGIO. Francesco Jori ha scritto la storia del movimento “popolano e fortunato” e ha rilasciato un intervista pubblicata dal Giornale di Vicenza dove descrive il suo punto di vista e il risultato dei suoi studi effettuati come docente universitario. </p>
<p>Lo definisce «un movimento popolano e fortunato». Ne sottolinea il forte radicamento nel territorio: prova ne siano i 113 sindaci eletti dalla Lega nel Veneto sui 300 e passa che ha in Italia.<br />
Predice che il liòn ruggirà ancora più forte nel Veneto, se «prevarranno ancora questi due poli di plastica». Ricorda i tempi in cui Berlusconi era Berluskaiser per Bossi, ma spiega anche che oggi Pdl e Lega hanno mutua necessità di sostenersi.<br />
Francesco Jori, 62 anni, giornalista (prima al Gazzettino e ora nei quotidiani Finegil), saggista, docente universitario ha pubblicato “Dalla Liga alla Lega”, la prima storia della Lega vista da Nordest. Ilvo Diamanti, che ne ha scritto la prefazione, consiglia di leggere il libro per capire finalmente che cos’è la Lega «e non meravigliarsi ogni volta che vince le elezioni».</p>
<p>Perché la Lega è popolana?<br />
«Perché sa intepretare a pelle tutto, a partire dai bassi istinti. Capisce i problemi ma anche le percezioni del popolo. Prenda la questione sicurezza, che è una sua bandiera: nell’Alta Padovana i rumeni sono triplicati e i reati calati. Ma i cittadini non vivono così il fenomeno. E la Lega lo capisce».</p>
<p>D’Alema una volta sostenne che la Lega ha una radice di sinistra. È vero?<br />
«Solo nel senso che sa interpretare il sentire comune, come un tempo era prerogativa della sinistra. La verità è che il suo successo è dovuto alla clamorosa incomprensione da parte dei partiti storici. In questo è stata fortunata, perché quasi tutti l’hanno sbeffeggiata e usata strumentalmente. Elogiata o castigata a seconda della convenienza: basta pensare alla sinistra nel 1994. Ma non l’hanno mai presa sul serio. È come se l’allenatore di calcio mandasse in campo una squadra di riserve perché non stima pericolosi gli avversari. E questi invece lo travolgono di gol».</p>
<p>La sua analisi parte del 1983, dalla Liga di Tramarin, Beggiato e Rocchetta. Neanche allora fu compreso questo nuovo partito?<br />
«Tutt’altro. Ricordo un’analisi lucida di Buffarini nel Pci e altre della Dc, azzeccate allora e attualissime anche adesso. La Lega &#8211; si sosteneva &#8211; nasce da spinte giuste e capisce i problemi. Esistevano anche ricette. Bisaglia stesso propose di fondare la Dc veneta bavarese, idea rilanciata poi da Corazzin. Ma tutto rimase fermo».</p>
<p>E la Lega vinceva le elezioni&#8230;<br />
«Mica sempre. L’andamento della Lega è altalenante: picchi clamorosi e cadute rovinose. Nel 2001 non riesce neanche a superare lo sbarramento del 4% per entrare alla Camera. Nel 2008 ottiene gli stessi voti che ebbe nel 1992: già allora andò a sud del Po. Oggi ha anche il sindaco di Prato, dopo 62 anni di sindaci di sinistra».</p>
<p>Qual è il motivo di questo su e giù elettorale?<br />
«La Lega è come un autobus: c’è chi sale per arrivare al capolinea, chi scende alla fermata dopo. Ha una fascia ampia di elettorato mobile: chi vota per protesta, chi lo fa per una battaglia&#8230; Quando fa il pieno di malumori e indecisi arriva al massimo. Raccoglie i frutti di un lavoro capillare sul territorio».</p>
<p>Il suo rapporto con la realtà veneta è assai stretto: perché?<br />
«Ricordo che nel ’96, quando Bossi da solo ottenne un inutile 30%, quando a Rocca Pietore votò Lega il 75% e a Foza il 72%, cercai di indagare. Il parroco di Croce d’Aune mi spiegò che lui aveva invitato a votare Lega perché i leghisti erano gli unici a farsi vedere ed erano persone che mantenevano quello che promettevano».</p>
<p>Insomma, i comportamenti opposti rispetto ai politici vecchia maniera.<br />
«Alle feste popolari ci sono sempre tutti, dal ministro in giù. I dirigenti della Lega hanno l’auto che segna almeno centomila chilometri. Manzato ha fondato una scuola quadri con 200 iscritti. Hanno un vero cursus honorum».</p>
<p>Questo fa sì che la Lega abbia già una seconda generazione di amministratori, i quarantenni.<br />
«Certo, come Manzato e Zaia. Ma molti dimenticano che la vera forza della Lega sono gli oltre 300 sindaci, dei quali più di cento nel Veneto. La Lega ha materiale umano, ma pure l’idea del limite. Bepi Covre, dopo aver fatto il sindaco e due mandati da deputato ha lasciato tutto».</p>
<p>Quale sarà il futuro?<br />
«Se resteranno questi due poli di plastica, la Lega nel breve e medio periodo si rafforzerà. Quando tutto sarà rimescolato, quando per ragioni anagrafiche non ci saranno più questi leader, allora sorgeranno i problemi, perché l’elettorato di Lega e Pdl è confinante. Per il momento i due partiti hanno necessità di sostenersi l’un l’altro».</p>
<p>C’è chi ritiene che la candidatura leghista in Regione darà la stura a liti interne. È d’accordo?<br />
«Se Galan non sarà confermato governatore, liti interne ne avrà di più il Pdl, creda a me. Perché il Pdl non c’è nel Veneto come partito radicato nel territorio: non a caso ha meno dei voti dei due partiti da cui è nato».</p>
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		<title>&#8220;Galan ha frainteso: il posto fisso non è il suo!&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 07:36:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«Il soldato Galan ha frainteso: il posto fisso di cui parla Tremonti non è il suo». Il presidente del gruppo consiliare regionale delle Lega nord- Liga veneta, Roberto Ciambetti, ha spiegato, a margine di un incontro con un gruppo di artigiani veneti, perché teme «una campagna elettorale lacerante in cui il Pd cerca di inserirsi».</p>
<p>«E’ chiaro che a Cacciari va benissimo la battaglia sostenuta da Galan, – ha detto Ciambetti – perché in un momento in cui la sinistra veneta arranca,  individuare un motivo forte con cui presentarsi agli elettori, magari con caratteri innovativi e provocatori, come appunto il sostenere la politica del posto fisso per il governatore Galan, è strategicamente interessante. La politica delle poltrone, serve a coprire il vuoto disperante della sinistra.  Il piano – ha proseguito Ciambetti – non nasce oggi: l’Sos per Galan è stato lanciato da Costa nell’estate scorsa, ripreso da Giuliano Amato, rilanciato da Fassino e ora riproposto, in altra forma, da Cacciari».<br />
Alla domanda di un artigiano veronese, che chiedeva cosa avrebbe da guadagnare il mondo imprenditoriale veneto dall’alleanza anomala tra PdL e Pd, Ciambetti ha risposto che «una alleanza per le poltrone, con la riconferma di Cacciari a sindaco e Galan a presidente è un affare per i due protagonisti, non certo per i veneziani o i veneti. Personalmente non scommetterei un euro su questa santa quanto strana alleanza – ha concluso l’esponente leghista – So invece che sostenere la battaglia della Lega significa fare un grande passo avanti verso il cambiamento, l’autonomia e il federalismo, il che significa più soldi a casa nostra, più servizi e più investimenti, per i nostri cittadini e le nostre imprese». </p>
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		<title>Il Veneto alla Lega Nord, ormai è fatta!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:38:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare certo che non sarà più Galan, attuale governatore, il candidato del centrodestra nelle elezioni regionali di marzo. Via il forzista della prima ora, addio al governatore super-berlusconiano (che d’ora in poi lo sarà assai meno). Prenderà il suo posto l’attuale ministro dell’Agricoltura, Zaia. E siccome la Lega non può avere tutto, sembra escluso che possa toccare al Carroccio la candidatura per il Piemonte.</p>
<p>Cota, capogruppo di Bossi alla Camera, viene dunque sopravanzato da Crosetto, sottosegretario alla Difesa targato Pdl. Un gioco di pesi e contrappesi che lascerebbe Formigoni dov’è (cioè alla guida della Regione Lombardia), lancerebbe Biasotti nell’impresa titanica di conquistare la Liguria al centrodestra, e regalerebbe alla Lega le due candidature di bandiera, perse in partenza, nelle ultime roccaforti «rosse» d’Italia, Emilia Romagna e Toscana.</p>
<p>La settimana prossima dovrebbero incontrarsi Berlusconi, Bossi e Fini per mettere il timbro definitivo. Ma già ne hanno ragionato insieme l’altra sera, trovandosi d’accordo. E’ andata così: durante la cena con il Senatùr, presenti Calderoli e Tremonti, Berlusconi ha alzato il telefono. Conversazione in vivavoce con il presidente della Camera (che il premier ha incontrato nuovamente ieri, ma solo per dare il via all’offensiva finale sulla Giustizia). Lì si è decisa la sorte di Galan, ricevuto poco prima dal Cavaliere a Palazzo Grazioli. Il governatore veneto si è sentito chiedere un passo indietro, al quale tuttavia Galan non pensa minimamente. Qualcuno scommette che si candiderà lo stesso, a costo di uscire dal Pdl, magari con appoggio dell’Udc. Altri prevedono invece che dirà «obbedisco», accettando in cambio della rinuncia qualche incarico ministeriale.<br />
La vera incognita, a questo punto, è l’Udc. In pubblico Casini alza il prezzo di un’intesa a destra (o a sinistra). «Non ci dispiace», afferma, «andare da soli. Meglio soli che male accompagnati», precisa. Sotto sotto, però, fervono i negoziati su entrambe le sponde. Al nuovo segretario Pd, i centristi chiederanno di cambiare cavallo in Puglia (Vendola non va giù alla Chiesa) e in Piemonte (la Bresso è considerata troppo a sinistra). Sembrano orientati ad appoggiare il Pdl in Liguria e in Lombardia. Staranno con i Democratici lungo la dorsale appenninica, opteranno per l’alleanza con il Pdl in Calabria. Tra Lazio e Campania sceglieranno in base ai candidati. Ma il colpo grosso Casini può farlo in Veneto.<br />
Se Galan lancerà la lista della vendetta, l’appoggio centrista ne farebbe il campione dell’Italia che non si schiera.<br />
E se le cose andranno così, la Lega Nord può già preparare la squadra che correrà, con i vari incarichi da affidare attraverso una scelta calma e ponderata. Se le cose andranno così&#8230;<br />
<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/bossi-e-berlusca-150x150.jpg" alt="bossi e berlusca" title="bossi e berlusca" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1187" /></p>
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		<title>Pensare ai cittadini, non alle poltrone</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 17:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciambetti (Lega): “Prima di pensare alle poltrone, si pensi ai problemi dei cittadini”   “Se Galan dicesse che la candidatura per il governatore del Veneto la decidono Bossi e Berlusconi e che effettivamente dopo 15 anni, per molti motivi anche &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/pensare-ai-cittadini-non-alle-poltrone/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciambetti (Lega): “Prima di pensare alle poltrone, si pensi ai problemi dei cittadini”</strong></p>
<p> </p>
<p>“Se Galan dicesse che la candidatura per il governatore del Veneto la decidono Bossi e Berlusconi e che effettivamente dopo 15 anni, per molti motivi anche di semplice funzionalità, è meglio aprire finestre e armadi a palazzo Balbi e cambiar aria, cosa accadrebbe dentro il Pdl”? La domanda è stata posta da Roberto Ciambetti, capogruppo leghista in Consiglio regionale, ai partecipanti ad una festa leghista nel basso Vicentino. “Noi, come Lega, oggi dobbiamo guardare agli obiettivi che ci siamo posti: riforma federale e federalismo fiscale e non alle poltrone. Grazie alla Lega in Parlamento – ha spiegato Ciambetti – sono diminuiti gli sbarchi di clandestini, diminuiti i reati e i crimini e proprio sotto la guida di Roberto Maroni agli Interni sono stati effettuati una serie di arresti eccellenti ai vertici delle cosche mafiose. Oggi davanti abbiamo problemi drammatici, come l’occupazione e la difesa dei posti di lavoro, delle nostre piccole e medie imprese e del mondo dell’agricoltura, dove la zootecnia  è sottoposta a pressioni durissime: i cittadini vivono momenti di difficoltà ed è a queste difficoltà  che dobbiamo dare risposte serie. Le dinamiche interne al Pdl – ha continuato Ciambetti – possono portare in Veneto a diversi scenari, ma questi scenari devono tenere conto di una cosa: la lealtà leghista al governo Berlusconi è stata il vero pilastro di questa legislatura sia a Roma, sia in Regione dove il Pdl governa grazie ai voti della Lega e non certo per il sostegno che gli dà l’Udc. Usare toni forti contro la Lega, parole inadeguate e ingiuste verso il primo partito popolare del Nord e i suoi esponenti veneti, significa assumersi gravi responsabilità e aprire la strada verso scenari oscuri, l’esatto contrario di ciò di cui ha bisogno la nostra regione.  Galan dice che la gente non vota Lega e che lui è l’uomo da battere? Beh, &#8211; ha detto Ciambetti &#8211; il suo fiuto infallibile ha portato sistematicamente candidati eccellenti in roccaforti del centro destra a perdere in maniera incredibile dove si era già vinto” “ Mi rimane comunque la curiosità &#8211; ha concluso Ciambetti &#8211; oggi Giancarlo Galan a Cortina parteciperà come esponente di Forza Italia verso il Partito delle Libertà, come leader del Pdl veneto o se si presenterà come guida del Partito Veneto della Libertà, se cercherà di fare il punto della situazione o battezzerà ufficialmente un nuovo partito?.”</p>
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