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	<title>L&#039;altra Campana &#187; fini</title>
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		<title>Cena ad Arcore: resoconto su &#8220;La Stampa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 07:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le cene di Arcore sono tutte uguali, chi le immagina come consigli di amministrazione è fuori pista. L’alta politica si alterna alle barzellette, un po’ si scherza un po’ si dice sul serio fino a notte fonda, quando su Bossi cala il sonno e quello che è rimasto in sospeso viene rinviato alla prossima volta, «tanto caro Umberto non c’è fretta, ogni lunedì ci si vede&#8230;». Anche ieri, identico copione. La Lega si è presentata in massa a Villa San Martino (c’era perfino Renzo, figlio del Senatùr) per mandare avanti le riforme e spingere Ghigo anziché Galan sulla poltrona di ministro all’Agricoltura, oggi occupata da Zaia. Clima ottimo, figurarsi, tanto più che le Regionali sono andate di lusso. Ma esito interlocutorio.</p>
<p>Calderoli ha consegnato la sua bozza di nuova Costituzione. Sono mesi che ci lavora, è imperniata su federalismo e presidenzialismo in salsa francese. Più ancora dei contenuti, per lui conta il metodo, sul quale giura «abbiamo trovato la quadra»: la Lega punta sulle larghe intese perché eviterebbe volentieri di sbattere contro l’ostacolo referendario (nel 2006 fu letale). Nel negoziato dunque coinvolgerebbe il Pd, lo adescherebbe con riforme gradite. Il Cavaliere è scettico, poco ci crede, però non vuole urtare Fini (probabilmente si parleranno domani) e tantomeno Bossi, che su questo la pensa come il presidente della Camera. «Strada facendo vedremo, adesso è prematuro», prende tempo Berlusconi.</p>
<p>Sul ministero, invece, gran discussione. Il premier difende Galan a spada tratta, nessuna voglia di mollarlo al suo destino, insiste per nominarlo ministro al posto di Zaia. Teme che l’ex governatore del Veneto possa fargli danno dentro il partito. Ma soprattutto, Berlusconi non può dare troppo l’impressione di piegarsi ai calcoli della Lega. Sotto questo aspetto, svarione tattico di Maroni, che proprio ieri se n’è uscito sul «Corsera» con un’intervista dove sventola alta la bandiera del Carroccio cui rivendica la guida delle riforme. Detta così, un ceffone in faccia al Pdl nel momento meno indicato, con l’Ufficio di presidenza convocato per oggi e il Cavaliere obbligato a tranquillizzare i suoi facendo apparecchiare pure per i tre coordinatori nazionali (Bondi, Verdini, La Russa) che in origine non erano invitati alla cena.</p>
<p>Insomma, l’affondo pubblico di Maroni ha avuto l’effetto di rendere ardua l’operazione-Ghigo. Non solo. In privato Berlusconi s’è mostrato arrabbiatissimo. E ha dato il via libera a quanti, dentro il partito, volevano replicare al ministro dell’Interno. Uno spunto l’ha fornito senza volere il web-magazine di FareFuturo, fondazione nell’orbita di Fini. Che in un editoriale del direttore Filippo Rossi esorta il Pdl «a battere un colpo per non morire tutti leghisti». Fantastico, si sono dati di gomito Cicchitto e Gasparri, Bondi e Verdini fino a Osvaldo Napoli: ecco l’occasione per mettere le cose in chiaro pure nei confronti della Lega. Difatti si sono precipitati tutti quanti a dichiarare che non scherziamo, «l’agenda delle riforme è sempre saldamente in mano a Berlusconi, la regia appartiene al Pdl che ha fatto miracoli alle elezioni», mentre quelli di FareFuturo non si son visti, farebbero meglio a occuparsi del presente.</p>
<p>E’ finita con Urso che, a nome della fondazione, ha preso le distanze dal sito web. Non per placare i vertici Pdl, ma per una ragione più sottile, legata alla strategia finiana. Pare che, diversamente dal premier, il presidente della Camera abbia molto apprezzato la sortita di Maroni, specie là dove prospetta il modello semi-presidenziale alla francese (vecchio «pallino» di Fini). Dunque non c’era motivo di lamentare una sudditanza Pdl verso la Lega quando, semmai, è il Carroccio che una volta tanto aderisce alle posizioni di An, e del suo ultimo leader.</p>
<p>(Ugo Magri)</p>
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		<title>Torna Berlusconi per fare leggi &#8220;ad libertatem&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 14:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Berlusconi torna al lavoro dopo una lunga assenza da Roma, quasi un mese, per le conseguenze dell&#8217;aggressione in piazza Duomo a Milano il 13 dicembre. E riparte dalla giustizia. Davanti a Palazzo Grazioli, dove è stato accolto da alcuni sostenitori, ha parlato dei provvedimenti in agenda, leggi ad personam secondo l&#8217;opposizione: «Non voglio più parlare di queste cose, sono leggi ad libertatem e mi indigno soltanto quando sento queste cose, e io non voglio indignarmi».</p>
<p>Berlusconi ha poi rassicurato sui suoi rapporti con Fini (che ha convocato un &#8220;contro vertice&#8221; sulla giustizia): «Per me non ci sono problemi. Abbiamo tanti anni di collaborazione leale alle spalle e io non ho mai avuto dubbi al riguardo». Ma con i giornalisti parla anche della riforma fiscale, dicendosi ottimista sull&#8217;ipotesi di portarla a compimento in tempi brevi: «C&#8217;è da lavorare, penso però che si possa fare quest&#8217;anno. Soprattutto se ci sarà la volontà di tutte le parti. La riforma è indispensabile e fondamentale per ammodernare il Paese».</p>
<p>Il premier non ha rinunciato a una battuta sull&#8217;aggressione che lo ha tenuto lontano dalla politica per un mese. Rispondendo a una domanda sulle ormai celebri statuette del Duomo, ha detto: «Hanno perso di valore, ormai te le tirano dietro». E sulle ferite che ha riportato: «Ho pochissimi segni. Purtroppo per il dente dovrò fare un impianto. Ma ho fatto dei muscoli fortissimi». Entrando a Palazzo Grazioli, il premier si è affacciato nella redazione di Red tv, emittente dell&#8217;ala dalemiana del Pd, per fare gli auguri ai redattori.</p>
<p>Berlusconi ha annunciato che stasera incontrerà il presidente Napolitano. Il primo appuntamento per il presidente del Consiglio è però il pranzo di lavoro con il ministro Alfano, i coordinatori del Pdl, capigruppo, vice e presidenti di commissione. Tema: la giustizia. Uno dei punti da chiarire riguarda il disegno di legge per il legittimo impedimento, dato che martedì è fissata la scadenza del termine degli emendamenti. Sul tavolo anche gli altri provvedimenti, dal processo breve al Lodo Alfano bis.</p>
<p>A Palazzo Grazioli il Cavaliere detterà poi le linee guida per il 2010. Oltre a riforma fiscale e interventi sulla giustizia, anche riforme costituzionali. Si parlerà anche di Regionali. Il premier ascolterà i coordinatori, c’è ancora da sciogliere il duplice nodo Puglia-Campania. Il ritorno al lavoro avviene dopo quasi un mese di convalescenza, prima al San Raffaele poi ad Arcore, anche se scandito dalle visite di dirigenti del partito ed esponenti di governo. Nel mezzo c&#8217;è stata una visita in Francia, dalla figlia Marina, e pochi giorni fa le foto che mostravano il premier senza bende e senza segni sul viso.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/01/berlusconi-tra-microfoni-ride-150x150.jpg" alt="berlusconi tra microfoni ride" title="berlusconi tra microfoni ride" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2635" /></p>
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		<title>Stanno tirando troppo la corda, lor signori&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Governo Berlusconi sta perseguendo straordinari risultati nella lotta contro la criminalità organizzata ed è in procinto di attuare la riforma federale dello Stato, partendo dal federalismo fiscale. Questo non è accettabile per lo &#8220;status quo&#8221; del Meridione d&#8217;Italia, abituato &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/stanno-tirando-troppo-la-corda-lor-signori/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo Berlusconi sta perseguendo straordinari risultati nella lotta contro la criminalità organizzata ed è in procinto di attuare la riforma federale dello Stato, partendo dal federalismo fiscale.</p>
<p>Questo non è accettabile per lo &#8220;status quo&#8221; del Meridione d&#8217;Italia, abituato a considerare lo Stato come una diligenza da assaltare o come un Ente benefico che distribuisce stipendi, pensioni, finanziamenti, emolumenti, ammortizzatori sociali, eccetera. Le èlites meridionali, indipendentemente dalla libertà o dalla collusione con la malavita, non vogliono accettare che il Nord Italia si tolga il basto da soma che le fu imposto, né tantomeno possono accettare che il Parlamento, da sempre &#8220;cosa nostra&#8221; del Meridione (che spesso fece eleggere i suoi uomini perfino nei collegi del Nord Italia), oggi sia pesantemente influenzato da un partito nordista come la Lega Nord.</p>
<p>Di conseguenza, ecco la guerra scatenata al premier: minacce di pentiti, assalto della Magistratura (altro ambiente in mano alle élites meridionali), ostilità della Corte Costituzionale (14 meridionali su 15, di cui 13 provenienti dalla Campania), ribellione di Fini che conta su un bacino elettorale sostanzialmente meridionale, pressione del Presidente  Napolitano che nel nome ha la provenienza, per non parlare di Casini e Buttiglione che, pur spacciando il loro per un partito a ispirazione cristiana e dunque rivolto a tutti, nei fatti rispondono alle centinaia di vescovi della particolarissima e del tutto &#8220;sui generis&#8221; Chiesa del Sud Italia, Chiesa che anche dottrinalmente meriterebbe di venire trattata con un discorso a sè stante, come ben sa chi si occupa di queste cose (e come ben sanno, storcendo la bocca, in Vaticano e in tutto il mondo cattolico).</p>
<p>In parole povere, si vuole costringere Berlusconi alla resa a causa dei suoi problemi giudiziari, salvo poi offrirgli un salvacondotto offerto dal Presidente della Repubblica e dal Presidente della Camera, col beneplacito degli emiliani Casini e Bersani (a nome del PD e dell&#8217;opposizione). La condizione di questo salvacondotto è una sola: &#8220;tu rimani fuori di galera e salvi il patrimonio, però abbandoni il programma di Governo e fai quello che ti diciamo noi&#8221;.</p>
<p>Ancora una volta il bersaglio è la Lega Nord, come si vede. Ancora una volta, il nemico di questi figuri è il popolo delle regioni settentrionali della Repubblica.</p>
<p>Sorge una domanda, spontanea: ma se per loro il popolo del Nord Italia è un nemico, e i fatti lo dimostrano, cosa sono loro per il popolo del Nord?<br />
Risposta: l&#8217;on. Fini è un nemico del popolo, già acclarato. Gli altri si sono candidati ufficialmente a fargli compagnia.<br />
Se scateneranno la guerra, dovranno sapere che stavolta il popolo combatterà, perché la crisi economica lo sta mettendo in ginocchio e non ha più il benessere di un tempo, quando poteva ingoiare certi rospi e subire certi soprusi in silenzio.</p>
<p>Le Rivoluzioni sono sempre arrivate quando il popolo non ce la fa più a sbarcare il lunario e quando la cinghia, a forza di tirarla, ha finito i buchi. I buchi rimasti, oggi, sono ormai pochi e quando il popolo ha fame, anche i richiami alla fratellanza cristiana vanno a farsi benedire&#8230;.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/Fini-e-Napolitano-150x150.jpg" alt="Fini e Napolitano" title="Fini e Napolitano" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2088" /></p>
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		<title>Voto agli immigrati? Fini sbaglia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 10:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Presidente della Camera sig. Gianfranco Fini rilancia la questione del voto agli immigrati, sollevando un vespaio nella compagine politica che sostiene il Governo. Il motivo di questo clamore va però spiegato e compreso. Se il sig.Fini fosse il rappresentante &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/voto-agli-immigrati-fini-sbaglia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Camera sig. Gianfranco Fini rilancia la questione del voto agli immigrati, sollevando un vespaio nella compagine politica che sostiene il Governo. Il motivo di questo clamore va però spiegato e compreso.</p>
<p>Se il sig.Fini fosse il rappresentante di una forza progressista, cioè di un&#8217;area politica e ideologica che crede nella relatività dei valori e delle istituzioni e pertanto ritiene che ogni mutamento rappresenti un &#8220;progresso&#8221; per il fatto stesso della mutazione, non si potrebbe rilevare che la coerenza delle sue parole. Il fatto è che l&#8217;On.Fini è da sempre un rappresentante di una base elettorale conservatrice, tradizionalista, convinta della immutabilità di alcuni valori che vengono considerati insindacabili sia culturalmente che, talvolta, addirittura antropologicamente. Questo è il problema, e questo fa dire al sig. Bossi che &#8220;Fini è libero di suicidarsi politicamente come vuole, la gente non lo segue&#8221;.</p>
<p>Ora, la questione del voto è molto chiara: il voto spetta solo ai cittadini, i cittadini sono tali perché devono rendere ai loro padri il debito di riconoscenza per il fatto di avergli acquistato questo straordinario privilegio che è la cittadinanza a prezzo di sangue, sudore e lacrime. I nuovi arrivati sono bene accetti quando servono e sono persone da accogliere fraternamente, pretendendo in cambio il rispetto e l&#8217;assimilazione di regole e costumi, possono accedere alla cittadinanza e ai diritti ad essa connessi secondo leggi chiare ed equilibrate già vigenti e facilmente consultabili nel Codice Civile. Voler stravolgere questi principi sanciti a tutela del patrimonio democratico faticosamente conquistato con secoli di sofferenze significa voler compiere un atto rivoluzionario e destabilizzante, sicuramente ideologico ed antisistema. Finalizzato cioè al perseguimento della mondializzazione attraverso l&#8217;eliminazione delle specificità culturali e nazionali dei popoli, in due parole al compimento del sogno illuminista e massonico.</p>
<p>Come cristiani e come leghisti, non possiamo che pensarla in maniera diametralmente opposta. Le leggi attuali devono rimanere in vigore senza nemmeno discuterle, giacché sono equilibrate e giuste anche nei confronti dei nuovi arrivati e dei loro figli.</p>
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		<title>Immigrati, Bitonci: &#8220;Fini non sa che quelli votano a sinistra?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 09:30:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Fini vuole arrivare a far votare gli immigrati. Cerca di ottenere quel bacino di circa un milione di voti, ma non ha capito che quelli votano dall&#8217;altra parte, a sinistra&#8221;. Massimo Bitonci e&#8217; il deputato leghista che sta seguendo, per &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/immigrati-bitonci-fini-non-sa-che-quelli-votano-a-sinistra/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="More..." src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" />&#8220;Fini vuole arrivare a far votare gli immigrati. Cerca di ottenere quel bacino di circa un milione di voti, ma non ha capito che quelli votano dall&#8217;altra parte, a sinistra&#8221;. Massimo Bitonci e&#8217; il deputato leghista che sta seguendo, per conto del Carroccio,<br />
gli ultimi sviluppi del dibattito su immigrazione e cittadinanza.<br />
Le ultime uscite del presidente della Camera (no alla &#8220;rozzezza&#8221; e a una &#8220;destra muscolare&#8221; sul tema immigrazione e &#8220;ragionare su cosa significa essere italiani oggi&#8221;) non gli sono piaciute, cosi&#8217; come non sono gradite allo stato maggiore dei &#8220;lu&#8217;mbard&#8221;. E lui &#8211; interpellato dal VELINO &#8211; non nasconde il disappunto.</p>
<p><span id="more-193"></span></p>
<p>&#8220;A parte i sospetti sulle manovre che ho &#8211; dice Bitonci -, contesto a Fini una cosa: il problema della cittadinanza e&#8217; legato al concetto di popolo, che e&#8217; un insieme di persone, con gli stessi usi, gli stessi costumi e le stesse leggi da rispettare. È importante<br />
identificarsi in un popolo. Allora io mi chiedo: un musulmano che e&#8217; da cinque anni in Italia e&#8217; parte del nostro popolo?<br />
Non credo. Non penso che un musulmano, che considera la legge del Corano superiore a quella dello Stato in cui vive, accettera&#8217; le nostre leggi: non si sottomettera&#8217; mai al diritto italiano&#8221;. Per questo la legge attuale che abbiamo (10 anni per ottenere la cittadinanza) &#8220;va piu&#8217; che bene. In tutti i paesi, tranne la Francia per ragioni derivanti dall&#8217;essere stata una potenza coloniale, c&#8217;e&#8217; lo &#8216;ius sanguinis&#8217;. Ora &#8211; aggiunge Bitonci &#8211; Fini e quelli che la pensano come lui, puo&#8217; portare tutti gli esempi che vuole, ma non ne trovera&#8217; mai uno valido&#8221;.<br />
Domani il deputato leghista incontrera&#8217; &#8211; in radio per un confronto &#8211; Fabio Granata, deputato &#8220;finiano&#8221; del Pdl, firmatario di una proposta di legge che mira ad abbreviare i tempi per il rilascio della cittadinanza e introduce lo &#8220;ius soli&#8221;. Parte un confronto? &#8220;Non esiste assolutamente nessuna accordo, nel programma di governo non c&#8217;e&#8217; scritto niente e noi siamo assolutamente lontani dalla linea centrista che molti stanno tentando di portare avanti&#8221;.<br />
Anzi, &#8220;nel pacchetto sicurezza abbiamo inserito anche la norma che irrigidisce le regole per ottenere la cittadinanza dopo il matrimonio. Per noi devono passare almeno due anni e pensiamo anche a un test di lingua italiana e sulle tradizioni&#8221;. Ma la Lega e&#8217; un partito &#8220;razzista&#8221; e &#8220;xenofobo&#8221;, come qualcuno dice? &#8220;Noi siamo semplicemente per la legalita&#8217;.<br />
Abbiamo eletto un nostro sindaco di colore a Viggiu&#8217;, a Cittadella ho un iscritto albanese. E molti altri nostri tesserati sono extracomunitari&#8221;.</p>
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