L’obbedienza a Dio è la vera libertà »

L’obbedienza a Dio è la vera libertà

È l’obbedienza a Dio la vera libertà per l’uomo di ogni tempo. Lo ha ribadito Benedetto XVI, parlando ai membri della Pontificia Commissione Biblica, con i quali ha celebrato stamane, giovedì 15 aprile, la messa nella cappella Paolina. La Commissione è riunita in assemblea plenaria per riflettere sull’ispirazione e la verità della Bibbia. E a questo ha fatto riferimento il cardinale presidente, William Joseph Levada, nel saluto rivolto al Papa all’inizio della celebrazione. Dopo la proclamazione delle letture il Pontefice ha pronunciato un’omelia a braccio, soffermandosi anzitutto sulla frase di san Pietro: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”. Per Benedetto XVI la risposta di Pietro al Sinedrio è quasi identica a quella di Socrate nel tribunale di Atene. Per entrambi l’obbedienza a Dio ha il primato. Un primato che vale anche nei tempi moderni, in cui si parla troppo spesso della liberazione dell’uomo, della sua piena autonomia e di conseguenza della liberazione dall’obbedienza a Dio. Ma questa autonomia secondo il Papa è una menzogna ontologica, politica e pratica, perché se Dio non esiste, rimane come suprema istanza soltanto il consenso della maggioranza, che – come ha insegnato la storia del secolo scorso – può essere anche un consenso del male. Per questo nell’intera vicenda umana le scelte di Pietro e di Socrate costituiscono una sorta di faro della liberazione dell’uomo. Le stesse dittature – come quella nazista e quella marxista – sono sempre state contrarie all’obbedienza a Dio: non potevano accettare un Dio al di sopra dell’ideologia. Di conseguenza la libertà dei martiri costituisce un atto di liberazione nel quale la libertà di Cristo giunge agli uomini. Anche oggi secondo il Papa esistono forme di dittature e le aggressioni sottili e meno sottili contro la Chiesa confermano questa dittatura.
Successivamente Benedetto XVI ha spiegato come essere in comunione con Cristo significhi essere in un cammino la cui meta è la vita eterna. In proposito Benedetto XVI ha evidenziato come noi oggi abbiamo paura di affrontare il tema: si mostra un cristianesimo che aiuta anche a migliorare la società ma si ha timore di dire che la sua meta è la vita eterna, mentre bisognerebbe far capire che il cristianesimo rimane un frammento se non si pensa a tale meta.
Quindi il Papa ha parlato della vicinanza tra penitenza e grazia, perché – ha spiegato – è una grazia riconoscere i peccati e aver bisogno di rinnovamento, di cambiamento. Poter fare penitenza è dunque il dono della grazia e questo vale anche per tanti cristiani che negli ultimi tempi hanno spesso evitato la parola penitenza, perché appare troppo dura. Oggi, davanti agli attacchi del mondo che parlano dei peccati di membri della Chiesa, si sperimenta che poter far penitenza è grazia, e che è necessario fare penitenza, riconoscere quanto è sbagliato, aprirsi al perdono e lasciarsi trasformare. Benedetto XVI insegna

La negazione di Dio sfigura l’uomo e il creato »

La negazione di Dio sfigura l’uomo e il creato

La tutela dell’ambiente, il rispetto delle persona umana, la necessità di recuperare un ecologia umana che privilegi il ruolo della persona, e di qui sappia rifondare la rete dei rapporti sociali, politici, economici globali. Sono i passi salienti del discorso di Benedetto XVI al corpo diplomatico, oggi in Vaticano.

Dio vuole che tutti conoscano la Verità »

Dio vuole che tutti conoscano la Verità

Per continuare nello sforzo di spiegare, per quanto possibile in maniera semplice, ciò in cui crediamo come cristiani cattolici, oggi ci chiediamo che cos’è la Rivelazione.
Non è una nozione vaga, un concetto filosofico, ma una serie di azioni concrete attraverso le quali Dio si è fatto conoscere e ci ha comunicato la sua volontà: renderci figli adottivi in Gesù Cristo, partecipi della sua stessa vita divina.
Questa straordinaria possibilità non riguarda solamente coloro che vissero direttamente i grandi eventi della salvezza, in particolare furono testimoni delle parole e delle opere di Gesù di Nazaret, ma è per tutta l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo della terra.
Per tale motivo è indispensabile che vi sia una specie di “catena di trasmissione” costituita dagli Apostoli, anzitutto, e poi dai loro successori, i Vescovi, la Chiesa nel suo insieme. Costoro tengono vivo e autentico quanto Dio ha voluto farci sapere di se stesso e anche quanto noi dobbiamo sapere per corrispondere al suo progetto. Apriamo allora il Catechismo e leggiamo questi due numeri molto importanti:

La carità non è ostentazione, ma sostanza del cuore »

La carità non è ostentazione, ma sostanza del cuore

(Vangelo domenicale commentato da don Pierangelo Rigon)
Diceva loro mentre insegnava: “Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave”. E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte.
Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.
Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: “In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”.

I brividi (non di freddo) della neve artificiale »

I brividi (non di freddo) della neve artificiale

A Pechino nevica per volontà degli uomini. Sgomento. Non ci sono altre parole per descrivere lo stato d’animo che provoca oggi un’attenta riflessione su dove si sia spinto l’uomo nel suo rapporto con Dio ed il Creato.
Fin dall’antichità tra i bisogni fondamentali delle prime società c’è sempre stato quello di “credere in qualche cosa”: credere la vita non finisca con la morte, credere che tutto abbia un inizio significante, credere che una mano invisibile muova tutte le cose.
Ai giorni nostri nel mondo molti popoli vivono la Fede ancora in modo “istintivo” e, liberi dalla scienza positiva, rispondono al bisogno di pregare trasformando ogni fonte di Bene in un dio. Molti credono e pregano il dio- sole, il dio- fecondità, il dio- morte. Anche alcuni re e sacerdoti venivano e vengono addirittura adorati come delle divinità.
Dio ha creato l’uomo, l’uomo si crea il suo dio.
Dal giorno in cui Gesù Cristo ha cambiato la Storia, rivelandosi al mondo come Figlio di Dio, l’uomo ha invece iniziato un percorso che lo sta portando ad eliminare il divino dalla sua vita, cercando di dimostrare in ogni modo di poter fare a meno di quell’istintivo e naturale bisogno primario. Nel corso del tempo ad esempio abbiamo visto crescere la ricchezza materiale come segno universale di felicità.
Abbiamo assistito poi al controllo sempre più pregnante sulla vita: su chi, quando, perché e come si deve nascere, crescere e morire, passando dal controllo delle nascite con pillole e pilloline, alla clonazione e fino all’eutanasia.
Proprio in questi giorni registriamo i più goffi e spigliati tentativi di giocare con la morte al suono del ritornello “dolcetto o scherzetto”.
Dall’altra parte del globo ora rimbalza la notizia della neve a comando. Inizialmente “L’Ufficio Modificazione del Tempo” sembrava il lancio di una nuova trovata fantozziana. Invece esiste davvero, ed è cinese. Si sa che i cinesi taroccano tutto, ora anche la meteo!
Forse siamo incuriositi e ci facciamo una risata, e poi la neve evoca atmosfere natalizie…
Ma forse i veri brividi (e non di freddo) ci vengono se proviamo a chiederci quale sarà il prossimo passo. Ci renderemo conto che la risposta potrà solo essere terrificante.

Il Discorso della Montagna che cambiò il mondo »

Il Discorso della Montagna che cambiò il mondo

Mentre gli stolti insegnano ai figli le scemenze di Halloween, questo giornale propone la Verità come modello.

Dal Vengelo secondo Matteo:
“Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

Chiediamoci se Dio esiste »

Chiediamoci se Dio esiste

SEMBRA che Dio non esista. Infatti:
1. Se di due contrari uno è infinito, l’altro resta completamente distrutto. Ora, nel nome Dio s’intende affermato un bene infinito. Dunque, se Dio esistesse, non dovrebbe esserci più il male. Viceversa nel mondo c’è il male. Dunque Dio non esiste.
2. Ciò che può essere compiuto da un ristretto numero di cause, non si vede perché debba compiersi da cause più numerose. Ora tutti i fenomeni che avvengono nel mondo, potrebbero essere prodotti da altre cause, nella supposizione che Dio non esistesse: poiché quelli naturali si riportano, come a loro principio, alla natura, quelli volontari, alla ragione o volontà umana. Nessuna necessità, quindi, dell’esistenza di Dio.

60 anni della Cina: il Partito non è Dio »

60 anni della Cina: il Partito non è Dio

hu jintaoPCCOggi 1 Ottobre 2009 si compie il 60°anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, dopo la Lunga Marcia e la Rivoluzione Maoista che instaurarono il regime comunista nella Terra di Mezzo (che con “Celeste Impero” è uno dei nomi più usati per indicare la Cina, nessun riferimento dunque a romanzi di genere fantasy).

I politici siano credibili e dediti al bene comune »

I politici siano credibili e dediti al bene comune

ratzinger_2STARA BOLESLAV – Il Sommo Pontefice oggi ha dato un insegnamento che deve risuonare come monito per tutti coloro che si occupano di politica, a tutti i livelli e di qualsiasi formazione politica possano far parte. Parole su cui meditare, con un profondo esame di coscienza, anche in Lega Nord, perché – dice Benedetto XVI - oggi c’è bisogno di politici «credenti» e «credibili», dediti «non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune e pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione». Papa Benedetto XVI ha lanciato questo appello da Stara Boleslav, una trentina di chilometri da Praga, dove ha reso omaggio a San Venceslao, il re boemo ucciso nel 935 e divenuto patrono della Repubblica Ceca. la quale celebra oggi la festa nazionale.

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