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	<title>L&#039;altra Campana &#187; cristiani</title>
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		<title>Immigrati: i cristiani si integrano meglio.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapporto sull&#8217;integrazione degli immigrati in Italia presentato dalla fondazione ISMU conferma la bontà delle idee della Lega Nord in materia di immigrazione, che riprenderemo dopo aver letto i dati del rapporto che ci dicono alcune cose molto interessanti. Le &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/immigrati-i-cristiani-si-integrano-meglio/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto sull&#8217;integrazione degli immigrati in Italia presentato dalla fondazione ISMU conferma la bontà delle idee della Lega Nord in materia di immigrazione, che riprenderemo dopo aver letto i dati del rapporto che ci dicono alcune cose molto interessanti.</p>
<p>Le donne con figli, soprattutto se coniugate con un italiano, sono le più integrate secondo un&#8217;indagine specifica coordinata dalla fondazione Ismu su un campione di 12 mila immigrati; istruzione e reddito elevato, uniti a una vita con i familiari in abitazioni autonome, gli altri fattori che favoriscono l&#8217;integrazione. Più semplice adattarsi all&#8217;Italia per gli stranieri provenienti dall&#8217;America Latina, cui la ricerca assegna un punteggio medio di 0,54 su una scala che va da 0 (assenza di integrazione) a 1 (livello massimo), con i brasiliani in cima alla classifica dei più integrati (0,57); all&#8217;opposto, gli asiatici chiudono la classifica (0,47).</p>
<p>Dal punto di vista economico, i redditi crescono di pari passo con l&#8217;aumentare degli anni di presenza in Italia: tra gli uomini, la percentuale di chi guadagna tra 1.500 e 2.00 euro passa dall&#8217;1,2% tra chi vive in Italia da due anni al 14% tra quelli residenti da oltre 10 anni. La crisi economica ha fatto sentire invece il suo peso sulle rimesse, con gli invii di denaro calati per la prima volta del 4,7% nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, per un ammontare complessivo di 1,48 miliardi; crescono le rimesse verso le Filippine (+34,6% tra 2007 e 2008), mentre la Cina dopo il record tra 2006 e 2007 (+140%) registra una battuta d&#8217;arresto (-8,7% tra 2007 e 2008).</p>
<p>Sul fronte criminalità, tra le principali cause di devianza, secondo i dati raccolti dall&#8217;Ismu, ci sono basso reddito unito a lavori non qualificati e irregolari e alla presenza di organizzazioni criminali straniere. Il 21,9% dei detenuti stranieri proviene dal Marocco, il 12,4% dalla Romania e il 12,1% dall&#8217;Albania; seguono Tunisia (11,6%), Algeria (5,6%) e Nigeria (4,5%). </p>
<p>Da tutto questo si evince come l&#8217;idea di favorire l&#8217;immigrazione dai Paesi di cultura omogenea alla nostra sia pienamente fondata. Considerando che le richieste di immigrazione in Italia dai Paesi Sudamericani sono in numero elevatissimo, in larga parte da persone che potrebbero ottenere velocemete la cittadinanza perché figli o nipoti di italiani emigrati, da persone che parlano già la nostra lingua oppure una lingua simile, non si vede perché si continuino a favorire gli ingressi provenienti dal Nordafrica o dall&#8217;Asia, che creano tensioni sociali, culturali e religiose.</p>
<p>O meglio: si capisce benissimo che chi vuole sradicare la nostra millenaria cultura in nome di un multiculturalismo ideologico e di un anticristianesimo viscerale di fondo proponga un modello di immigrazione mirato al perseguimento del meticciato culturale, mentre chi vuole difendere la nostra tradizione e la nostra cultura, magari per diffonderla anche all&#8217;estero (l&#8217;esatto contrario, dunque!) deve mirare all&#8217;incoraggiamento dell&#8217;immigrazione proveniente da quei Paesi che più ci sono simili. Ricordando il principio aureo di stabilire delle quote rigorose di immigrazione, stabilite dopo una precisa analisi della domanda di manodopera e della disponibilità di abitazioni.</p>
<p>Finora solo la Lega Nord ha parlato chiaro su questi temi, subendo l&#8217;accusa di razzismo per il solo fatto di proporre un modello ideologico alternativo e molto più funzionale di quello imposto dalle élites culturali progressiste. Speriamo che la permanenza al Governo di questa forza comunitarista e identitaria permetta di far passare nell&#8217;opinione pubblica le sue idee, pragmatiche e all&#8217;insegna del buon senso, senza la censura preventiva e il marchio tanto infamante quanto bugiardo di &#8220;razzismo&#8221; con cui vengono bollate.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/12/immigrati-ucraini-150x150.jpg" alt="immigrati ucraini" title="immigrati ucraini" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2319" /></p>
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		<title>Messa vietata ai bambini cristiani per non turbare i musulmani</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>TREVISO &#8211; A messa? Non sia mai. Gli alunni delle elementari e medie di Cordignano (Treviso) potrebbero subire uno choc se la festa del 4 novembre, oltre che con l’orazione civile davanti al monumento dei Caduti, venisse celebrata anche con una funzione religiosa. Che direbbe quel 10 per cento di ragazzini stranieri? Dopo aver tolto il crocifisso dalle aule, si vuole forse creare un conflitto interiore agli islamici? Certo che no. E così, manuale del laicismo e disposizioni europee alla mano, le due scolaresche dell’Istituto comprensivo di Cordignano sono rimaste sul sagrato del Duomo, quasi quest’ultimo fosse la casa del demonio e non quella del Signore.</p>
<p>«Mi sono stupito &#8211; ha dichiarato al Gazzettino monsignor Piergiorgio Santon &#8211; che in chiesa non ci fosse nessun rappresentante della scuola. Erano tutti fuori, davanti al municipio, in attesa di partire per la processione. Ma la messa era parte integrante della commemorazione. È inaudito che, a causa di pochi alunni di altre religioni, venga negato, alla maggior parte dei ragazzi, che sono cristiani, battezzati e frequentano la parrocchia, il diritto di entrare in chiesa».</p>
<p>Il sacerdote ci è rimasto male. E all’amarezza è subentrata presto, se non la collera, la voglia di mettere i puntini sulle «i». «Mi hanno detto che la scelta della scuola si spiegava col rispetto dovuto alle altre religioni. Dico, ma ai cristiani che rispetto è stato riservato?».<br />
Anche al presidente dell’Associazione combattenti e reduci, Gino Piccoli, erano state date queste spiegazioni. Poi, visto che la tradizione culturale di una nazione è difficile da cancellare a colpi di decreti, è successo che nel corso della cerimonia civile ci sia scappata pure la benedizione. Sì, perché agli italiani che sono morti durante la Prima guerra mondiale nessuno, per fortuna, ha voluto negare la consueta benedizione.</p>
<p>«Ma ci è stato chiesto di portare i ragazzi alla commemorazione civile e questo abbiamo fatto &#8211; tiene a precisare Carlo Berlese, vicepreside dell’istituto -. Non c’era nessuna motivazione anticattolica, ci mancherebbe». «Ma nella nostra scuola oltre il 10 per cento degli alunni è straniero &#8211; ha spiegato Berlese al Gazzettino &#8211; e sono molte le famiglie di cordignanesi che non avrebbero gradito la nostra presenza a messa. Qui lavoriamo e ci confrontiamo con ragazzi di dieci diverse etnie e questo testimonia il profondo cambiamento subito da questa società». I cambiamenti intervenuti sono tali che la dirigente scolastica Maria Grazia Bollettin, dirigente scolastica di Villafranca Padovana a suo tempo licenziata dal direttore per «incapacità gestionale» (e perché aveva rifiutato di portare gli alunni proprio a una cerimonia del 4 novembre per non urtare la sensibilità degli alunni stranieri), ha vinto il ricorso e ha ottenuto dal giudice del lavoro il reintegro nel posto.</p>
<p>C’è da giurare che, se i dirigenti scolastici di Cordignano, anziché dribblare con attenzione le chiese, avessero portato le classi in duomo, il licenziamento in tronco si sarebbe abbattuto inesorabile. Togliere i crocifissi, introdurre approfondimenti sull’Islam ed evitare qualsiasi contatto con luoghi cristianamente sacri. Queste sono le istruzioni «superiori».<br />
A Cordignano ci è scappata la benedizione in piazza, ma c’è da star sicuri: l’anno prossimo si vedrà di evitare anche questa scivolata.</p>
<p>(fonte &#8220;Il Giornale&#8221;)</p>
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		<title>Lo Jihad anticristiano in espansione</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 10:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In Pakistan è in atto un tentativo di “completa islamizzazione della società”. I cristiani devono “subire umiliazioni” ma la Chiesa pur essendo una “minoranza culturale e nei numeri” è allo stesso tempo “giovane, vibrante e coraggiosa”. È quanto afferma padre Theodore Mascarenhas, del Pontificio consiglio della cultura e delegato per l’Asia, l’Africa e l’Oceania, rientrato di recente da un viaggio nel Paese asiatico. </p>
<p>Fra i vari esempi il sacerdote cita la “nazionalizzazione degli istituti educativi cristiani” operata da Zulfikar Ali Bhutto, ex presidente e primo ministro, poi sconfessata dal generale Musharraf, che ha “restituito le proprietà ai cristiani”. E ancora la “licenza per la vendita di alcolici”, che non si capisce se è “un segno di tolleranza” verso una fede diversa o un modo per “considerarli infedeli” e, per questo, perseguitarli.</p>
<p>La forma maggiore di repressione verso la minoranza resta comunque la famigerata legge sulla blasfemia, norma del codice penale pakistano che sancisce il carcere a vita o la pena di morte per chi profana il Corano o dissacra il nome di Maometto. “La temuta legge sulla blasfemia – afferma il sacerdote – è una delle armi più potenti ed è usata non solo per questioni legate alla sfera religiosa ma, stando a testimonianze dirette, è sfruttata da persone gelose per colpire i cristiani che si arricchiscono” grazie al loro lavoro e al commercio. Egli aggiunge che il presidente Zardari “ha promesso al papa di abrogare la norma”, ma “nessuno crede che lo farà davvero”.</p>
<p>Il rappresentante del Pontificio consiglio della cultura spiega che “il processo di islamizzazione comincia dalle scuole”, dove i libri di testo hanno cancellato le “visioni moderate” della religione per “rimpiazzarle” con elementi che fomentano “le divisioni confessionali”. Il Paese ha inoltre “deviato dalla visione laica sancita dal fondatore” Ali Jinnah ed esercita pressioni per “cambiare le culture delle minoranze”. Tra i tanti esempi la conversione dal cristianesimo all’islam del campione di cricket Tinu Yohannan e la voce dei muezzin che, dai megafoni, invitano cinque volte al giorno i fedeli alla preghiera, secondo i dettami della fede di Maometto.<br />
La sopravvivenza della cultura cristiana in Pakistan – un Paese in origine multiculturale, dove convivevano templi buddisti, chiese e templi zoroastriani – è affidata a istituti e scuole, che fanno “un lavoro straordinario” per tutti gli studenti “senza distinzioni di credo religioso”.</p>
<p>In Iraq sta accadento la stessa cosa, una specie di pulizia etnica ai danni dell&#8217;antica comunità cristiano-Caldea, ridottasi da 1.300.000 unità a poco più di 300.000. In tutti i Paesi del Nord Africa aumenta l&#8217;intolleranza verso i cristiani, nelle Filippine cattoliche il &#8220;Fronte Moro&#8221; affiliato a una delle &#8220;fratellanze&#8221; più violente dell&#8217;Islam sunnita cerca di secedere con la violenza alcune isole meridionali. Insomma, ovunque l&#8217;Islam sta praticando lo Jihad sempre con la stessa finalità di sottomettere il mondo intero al Corano (Islam significa &#8220;sottomissione&#8221;) e da noi si continua a parlare di ore di religione coranica a scuola, di concordato con l&#8217;Islam &#8211; cosa peraltro impossibile da fare perché non c&#8217;è una &#8220;chiesa&#8221; islamica o un solo islam &#8211; e di accoglienza nella tolleranza.<br />
Aprite gli occhi e studiate la Storia, e i cristiani si ripassino san Paolo. I musulmani ancora non esistevano, ma se le Scritture hanno un valore per la comunità credente allora certe regole sono attuali oggi come ieri, e domani altrettanto.<br />
<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/persecuzione-islamica-150x150.jpg" alt="persecuzione islamica" title="persecuzione islamica" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1419" /></p>
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		<title>L&#8217;indifferenza per lo sterminio di noi cristiani</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 07:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-781" title="images" src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/09/images.jpg" alt="images" width="125" height="95" />Desta stupore come i massacri perpetuati in Africa e in Asia ai danni delle comunità cristiane, soprattutto cattoliche, lasci indifferenti le opinioni pubbliche dei Paesi occidentali. Solo in Italia, grazie alla prontezza del senatore Bricolo della Lega Nord, c&#8217;è stata una mozione d&#8217;intenti sottoscritta in maniera trasversale dalla maggioranza dei parlamentari, che esorta l&#8217;Italia a impegnarsi in tutti gli ambiti istituzionali per sollecitare la protezione di questi esseri umani inermi contro la prepotente violenza cieca di fondamentalisti musulmani o induisti.</p>
<p>Se la stessa cosa accadesse contro le comunità ebraiche sparse nel mondo non credo che la cosa passerebbe sotto silenzio, così come credo che non passerebbe sotto silenzio per qualsiasi altro gruppo religioso, oppure anche solo etnico, del mondo.</p>
<p>Ci si preoccupa degli aborigeni, degli affamati, degli orsi polari e delle piante dell&#8217;Amazzonia, ma dei Cristiani no!<br />
Si rivendicano i diritti dei gay ad ottenere la pensione di stato solo per il fatto che prediligono i rapporti sessuali anali tra maschi, oppure quelli orogenitali, dato che non c&#8217;è altro elemento che li contraddistingua dal resto della popolazione; si protesta per il protocollo di Kyoto, rispettato da 8 Paesi su 220, perché lo si vorrebbe rispettato da almeno 9 o 10; ci si straccia le vesti perché le Borse perdono il 30%, dopo aver guadagnato il 300%; ma se vengono uccisi dei bambini figli di persone che pregano il Cristo, allora si tace.</p>
<p>Vergogna! Vergogna! Questo è ciò che noi cristiani proviamo a far parte di una società così immonda!</p>
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