L'angelo a S. Marco
Pax tibi Marce
Evangelista meus...

Vangelo Gv 1,1
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio..
Il rapporto sull’integrazione degli immigrati in Italia presentato dalla fondazione ISMU conferma la bontà delle idee della Lega Nord in materia di immigrazione, che riprenderemo dopo aver letto i dati del rapporto che ci dicono alcune cose molto interessanti.
Le donne con figli, soprattutto se coniugate con un italiano, sono le più integrate secondo un’indagine specifica coordinata dalla fondazione Ismu su un campione di 12 mila immigrati; istruzione e reddito elevato, uniti a una vita con i familiari in abitazioni autonome, gli altri fattori che favoriscono l’integrazione. Più semplice adattarsi all’Italia per gli stranieri provenienti dall’America Latina, cui la ricerca assegna un punteggio medio di 0,54 su una scala che va da 0 (assenza di integrazione) a 1 (livello massimo), con i brasiliani in cima alla classifica dei più integrati (0,57); all’opposto, gli asiatici chiudono la classifica (0,47).
TREVISO – A messa? Non sia mai. Gli alunni delle elementari e medie di Cordignano (Treviso) potrebbero subire uno choc se la festa del 4 novembre, oltre che con l’orazione civile davanti al monumento dei Caduti, venisse celebrata anche con una funzione religiosa. Che direbbe quel 10 per cento di ragazzini stranieri? Dopo aver tolto il crocifisso dalle aule, si vuole forse creare un conflitto interiore agli islamici? Certo che no. E così, manuale del laicismo e disposizioni europee alla mano, le due scolaresche dell’Istituto comprensivo di Cordignano sono rimaste sul sagrato del Duomo, quasi quest’ultimo fosse la casa del demonio e non quella del Signore.
In Pakistan è in atto un tentativo di “completa islamizzazione della società”. I cristiani devono “subire umiliazioni” ma la Chiesa pur essendo una “minoranza culturale e nei numeri” è allo stesso tempo “giovane, vibrante e coraggiosa”. È quanto afferma padre Theodore Mascarenhas, del Pontificio consiglio della cultura e delegato per l’Asia, l’Africa e l’Oceania, rientrato di recente da un viaggio nel Paese asiatico.
Fra i vari esempi il sacerdote cita la “nazionalizzazione degli istituti educativi cristiani” operata da Zulfikar Ali Bhutto, ex presidente e primo ministro, poi sconfessata dal generale Musharraf, che ha “restituito le proprietà ai cristiani”. E ancora la “licenza per la vendita di alcolici”, che non si capisce se è “un segno di tolleranza” verso una fede diversa o un modo per “considerarli infedeli” e, per questo, perseguitarli.
Desta stupore come i massacri perpetuati in Africa e in Asia ai danni delle comunità cristiane, soprattutto cattoliche, lasci indifferenti le opinioni pubbliche dei Paesi occidentali. Solo in Italia, grazie alla prontezza del senatore Bricolo della Lega Nord, c’è stata una mozione d’intenti sottoscritta in maniera trasversale dalla maggioranza dei parlamentari, che esorta l’Italia a impegnarsi in tutti gli ambiti istituzionali per sollecitare la protezione di questi esseri umani inermi contro la prepotente violenza cieca di fondamentalisti musulmani o induisti.
Se la stessa cosa accadesse contro le comunità ebraiche sparse nel mondo non credo che la cosa passerebbe sotto silenzio, così come credo che non passerebbe sotto silenzio per qualsiasi altro gruppo religioso, oppure anche solo etnico, del mondo.