Chi governa deve perseguire il bene comune »

Chi governa deve perseguire il bene comune

Incontrando gli amministratori della regione Lazio il pontefice Benedetto XVI ha pronunciato, tra le altre, le seguenti parole:

La Svizzera baluardo d’Europa vieta i minareti »

La Svizzera baluardo d’Europa vieta i minareti

svizzera chIn Svizzera, federazione con democrazia diretta, si è avuta l’ennesima prova di un fatto ormai evidente: quando al popolo viene consentito di esprimersi e di esercitare la propria sovranità emerge in Europa un pensiero completamente opposto rispetto ai “desiderata” delle élites.

Chiamato ad esprimersi sull’opportunità di introdurre nella costituzione elvetica il divieto di costruire nel territorio svizzero i minareti, dai quali il muezzìn chiama i fedeli musulmani alla preghiera 5 volte al giorno, il popolo a grande maggioranza ha appoggiato il SI’ propugnato dal partito a ispirazione cristiana UDC di fatto manifestando la propria opinione negativa sull’espansione dell’Islam nello stato alpino.

Ora di Corano a scuola? Urso non ha capito niente! »

Ora di Corano a scuola? Urso non ha capito niente!

madrassaIn occasione di un convegno tenutosi nella bellissima cittadina di Asolo (TV) il parlamentare Urso (PdL di provenienza AN) se ne è uscito con l’idea di introdurre nei programmi scolastici un’ora di religione islamica, in alternativa a quella di religione cattolica.
Questa proposta dimostra la mancanza di istruzione della classe politica italiana, composta da persone che devono votare leggi e prendere decisioni per la guida del Paese senza sapere niente di niente, tranne che del modo di intrallazzare e di fare i lacché del potente di turno.
Perché un giudizio tanto duro? Lo spieghiamo con semplicità.
La questione dell’ora di religione cattolica, parimenti alla questione dell’obbligatorietà dell’esposizione del crocifisso negli uffici pubblici, non attiene alla sfera religiosa ma è, esattamente al contrario, l’espressione della più piena e consapevole laicità dello Stato.
La religione cattolica è il fondamento culturale ed epistemologico (qualcuno spieghi a Urso cosa vuol dire) di tutti i valori che determinano la democrazia: libertà, uguaglianza, fraternità, sussidiarietà, solidarietà, proprietà, dignità della persona, il concetto stesso di persona…. Tutti frutti della religione cristiana e delle riflessioni scaturite dai pensatori cristiani che sempre meglio hanno compreso l’immutabile rivelazione di Gesù, anche se Urso non lo sa e, con lui, tutta la marmaglia che ciancia senza aver mai aperto un testo di filosofia del diritto, di filosofia politica, di scienza politica, di storia del pensiero politico, di antropologia culturale, di antropologia filosofica, di teologia fondamentale.
Questa gente fa politica, ramazza preferenze alle elezioni promettendo favori a gruppi o associazioni, a centri d’interesse, ma non sa niente di tutto quello che dovrebbe essere il requisito minimo per occuparsi di politica.
Torniamo però alla questione dell’ora di religione islamica. Se vogliamo che i musulmani presenti nel nostro territorio si assimilino alla nostra cultura, devono studiare le radici di questa cultura e capirne i valori, assumerli, farli propri. Sono valori , i nostri, totalmente contrapposti a quelli del Corano e per questo il Corano deve poter essere studiato solo all’interno di una Facoltà universitaria di Teologia, come ogni altra religione non cristiana.
Far invece studiare il Corano senza una chiave critica che ne dimostri l’incompatibilità con la Costituzione Italiana è un modo straordinario per creare separazione e radicalismo delle seconde generazioni, come accaduto in Francia e Regno Unito, ma soprattutto un modo ulteriore per squalificare il valore della nostra Costituzione (non della religione cristiana, grandissima testa di Urso!) agli occhi dei futuri cittadini di provenienza straniera, che così saranno in perenne conflitto con noi e non potranno integrarsi.
Una sola cosa trovo di positiva, in questa rara dimostrazione di inadeguatezza di un uomo al ruolo di politico: emerge l’equivoco di fondo sull’utilità e la modalità di insegnamento della religione cristiana a scuola. Equivoco che riguarda anche la Chiesa, bisogna dirlo chiaramente.
L’ora di religione non dovrebbe mai essere un’ora di catechismo; nemmeno un’inutile ora di storia delle religioni; dovrebbe essere invece un’ora di teologia politica, quella materia tanto cara anche a Gianfranco Miglio (laico), all’esimio don Farina della Biblioteca Pontificia, al nostro pontefice Benedetto XVI quando era solo il prof. Ratzinger. Una materia che insegna a raccordare i principi etici e filosofici della religione con quelli derivati del pensiero laico, dai quali è scaturito il nostro ordine giuridico con tutti quelli che noi conosciamo essere “i diritti e i doveri del cittadino”. Una materia che fa capire il perché delle leggi, dei principi che le determinano, delle ragioni perché sono considerate giuste, cosa significhi Giustizia, cosa significhi Verità, cosa significhi Bene Comune, cosa significhi Politica.
L’ora di catechismo si faccia pure in parrocchia, ma un’ora di religione impostata come ho appena detto toglierebbe tanta confusione dalla testa delle persone e, probabilmente, toglierebbe tanti Urso dalle aule parlamentari. Ce ne sono troppi con quella testa da Urso! In tutti i partiti….

L’ultimo scritto di Baget Bozzo: una vera profezia »

L’ultimo scritto di Baget Bozzo: una vera profezia

Fa impressione rileggere dopo un anno con quanta lucidità Baget Bozzo aveva analizzato la situazione italiana, poco prima di morire. Riteniamo utile proporre quell’articolo, davvero notevole.
«Con le elezioni del 14 aprile si è realizzata in Italia la seconda Repubblica. La prima Repubblica aveva come suo fondamento politico-costituzionale l’antifascismo come condizione preliminare della democrazia. I partiti antifascisti storici erano incorporati nella Costituzione materiale dello Stato come i soli politicamente legittimi. La fine della prima Repubblica avvenne quando, con i processi nel ’92 e nel ’93, i postcomunisti avallarono la cancellazione dalla politica italiana di tutti i partiti antifascisti, salvo il proprio.

Le bandiere regionali in Costituzione: proposta della Lega Nord »

Le bandiere regionali in Costituzione: proposta della Lega Nord

La Lega Nord ha proposto in Parlamento una modifica dell’art.12 della Costituzione, chiedendo di veder riconosciute anche le bandiere regionali come simbolo identitario riconosciuto fin dai principi fondamentali della Costituzione.
Le obiezioni e le proteste, spesso accompagnate dal solito incomprensibile tono di scherno verso tutto quanto proviene dalla Lega Nord, non sono naturalmente  mancate da parte di esponenti di altri partiti che, peraltro, non hanno proprio nessun motivo o titolo per assumere atteggiamenti di superiorità culturale verso alcuno.

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