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	<title>L&#039;altra Campana &#187; bossi</title>
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		<title>Cena ad Arcore: resoconto su &#8220;La Stampa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 07:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le cene di Arcore sono tutte uguali, chi le immagina come consigli di amministrazione è fuori pista. L’alta politica si alterna alle barzellette, un po’ si scherza un po’ si dice sul serio fino a notte fonda, quando su Bossi cala il sonno e quello che è rimasto in sospeso viene rinviato alla prossima volta, «tanto caro Umberto non c’è fretta, ogni lunedì ci si vede&#8230;». Anche ieri, identico copione. La Lega si è presentata in massa a Villa San Martino (c’era perfino Renzo, figlio del Senatùr) per mandare avanti le riforme e spingere Ghigo anziché Galan sulla poltrona di ministro all’Agricoltura, oggi occupata da Zaia. Clima ottimo, figurarsi, tanto più che le Regionali sono andate di lusso. Ma esito interlocutorio.</p>
<p>Calderoli ha consegnato la sua bozza di nuova Costituzione. Sono mesi che ci lavora, è imperniata su federalismo e presidenzialismo in salsa francese. Più ancora dei contenuti, per lui conta il metodo, sul quale giura «abbiamo trovato la quadra»: la Lega punta sulle larghe intese perché eviterebbe volentieri di sbattere contro l’ostacolo referendario (nel 2006 fu letale). Nel negoziato dunque coinvolgerebbe il Pd, lo adescherebbe con riforme gradite. Il Cavaliere è scettico, poco ci crede, però non vuole urtare Fini (probabilmente si parleranno domani) e tantomeno Bossi, che su questo la pensa come il presidente della Camera. «Strada facendo vedremo, adesso è prematuro», prende tempo Berlusconi.</p>
<p>Sul ministero, invece, gran discussione. Il premier difende Galan a spada tratta, nessuna voglia di mollarlo al suo destino, insiste per nominarlo ministro al posto di Zaia. Teme che l’ex governatore del Veneto possa fargli danno dentro il partito. Ma soprattutto, Berlusconi non può dare troppo l’impressione di piegarsi ai calcoli della Lega. Sotto questo aspetto, svarione tattico di Maroni, che proprio ieri se n’è uscito sul «Corsera» con un’intervista dove sventola alta la bandiera del Carroccio cui rivendica la guida delle riforme. Detta così, un ceffone in faccia al Pdl nel momento meno indicato, con l’Ufficio di presidenza convocato per oggi e il Cavaliere obbligato a tranquillizzare i suoi facendo apparecchiare pure per i tre coordinatori nazionali (Bondi, Verdini, La Russa) che in origine non erano invitati alla cena.</p>
<p>Insomma, l’affondo pubblico di Maroni ha avuto l’effetto di rendere ardua l’operazione-Ghigo. Non solo. In privato Berlusconi s’è mostrato arrabbiatissimo. E ha dato il via libera a quanti, dentro il partito, volevano replicare al ministro dell’Interno. Uno spunto l’ha fornito senza volere il web-magazine di FareFuturo, fondazione nell’orbita di Fini. Che in un editoriale del direttore Filippo Rossi esorta il Pdl «a battere un colpo per non morire tutti leghisti». Fantastico, si sono dati di gomito Cicchitto e Gasparri, Bondi e Verdini fino a Osvaldo Napoli: ecco l’occasione per mettere le cose in chiaro pure nei confronti della Lega. Difatti si sono precipitati tutti quanti a dichiarare che non scherziamo, «l’agenda delle riforme è sempre saldamente in mano a Berlusconi, la regia appartiene al Pdl che ha fatto miracoli alle elezioni», mentre quelli di FareFuturo non si son visti, farebbero meglio a occuparsi del presente.</p>
<p>E’ finita con Urso che, a nome della fondazione, ha preso le distanze dal sito web. Non per placare i vertici Pdl, ma per una ragione più sottile, legata alla strategia finiana. Pare che, diversamente dal premier, il presidente della Camera abbia molto apprezzato la sortita di Maroni, specie là dove prospetta il modello semi-presidenziale alla francese (vecchio «pallino» di Fini). Dunque non c’era motivo di lamentare una sudditanza Pdl verso la Lega quando, semmai, è il Carroccio che una volta tanto aderisce alle posizioni di An, e del suo ultimo leader.</p>
<p>(Ugo Magri)</p>
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		<title>Lega Nord, storia del movimento che guiderà il Veneto</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL PERSONAGGIO. Francesco Jori ha scritto la storia del movimento “popolano e fortunato” e ha rilasciato un intervista pubblicata dal Giornale di Vicenza dove descrive il suo punto di vista e il risultato dei suoi studi effettuati come docente universitario. &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/lega-nord-storia-del-movimento-che-guidera-il-veneto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL PERSONAGGIO. Francesco Jori ha scritto la storia del movimento “popolano e fortunato” e ha rilasciato un intervista pubblicata dal Giornale di Vicenza dove descrive il suo punto di vista e il risultato dei suoi studi effettuati come docente universitario. </p>
<p>Lo definisce «un movimento popolano e fortunato». Ne sottolinea il forte radicamento nel territorio: prova ne siano i 113 sindaci eletti dalla Lega nel Veneto sui 300 e passa che ha in Italia.<br />
Predice che il liòn ruggirà ancora più forte nel Veneto, se «prevarranno ancora questi due poli di plastica». Ricorda i tempi in cui Berlusconi era Berluskaiser per Bossi, ma spiega anche che oggi Pdl e Lega hanno mutua necessità di sostenersi.<br />
Francesco Jori, 62 anni, giornalista (prima al Gazzettino e ora nei quotidiani Finegil), saggista, docente universitario ha pubblicato “Dalla Liga alla Lega”, la prima storia della Lega vista da Nordest. Ilvo Diamanti, che ne ha scritto la prefazione, consiglia di leggere il libro per capire finalmente che cos’è la Lega «e non meravigliarsi ogni volta che vince le elezioni».</p>
<p>Perché la Lega è popolana?<br />
«Perché sa intepretare a pelle tutto, a partire dai bassi istinti. Capisce i problemi ma anche le percezioni del popolo. Prenda la questione sicurezza, che è una sua bandiera: nell’Alta Padovana i rumeni sono triplicati e i reati calati. Ma i cittadini non vivono così il fenomeno. E la Lega lo capisce».</p>
<p>D’Alema una volta sostenne che la Lega ha una radice di sinistra. È vero?<br />
«Solo nel senso che sa interpretare il sentire comune, come un tempo era prerogativa della sinistra. La verità è che il suo successo è dovuto alla clamorosa incomprensione da parte dei partiti storici. In questo è stata fortunata, perché quasi tutti l’hanno sbeffeggiata e usata strumentalmente. Elogiata o castigata a seconda della convenienza: basta pensare alla sinistra nel 1994. Ma non l’hanno mai presa sul serio. È come se l’allenatore di calcio mandasse in campo una squadra di riserve perché non stima pericolosi gli avversari. E questi invece lo travolgono di gol».</p>
<p>La sua analisi parte del 1983, dalla Liga di Tramarin, Beggiato e Rocchetta. Neanche allora fu compreso questo nuovo partito?<br />
«Tutt’altro. Ricordo un’analisi lucida di Buffarini nel Pci e altre della Dc, azzeccate allora e attualissime anche adesso. La Lega &#8211; si sosteneva &#8211; nasce da spinte giuste e capisce i problemi. Esistevano anche ricette. Bisaglia stesso propose di fondare la Dc veneta bavarese, idea rilanciata poi da Corazzin. Ma tutto rimase fermo».</p>
<p>E la Lega vinceva le elezioni&#8230;<br />
«Mica sempre. L’andamento della Lega è altalenante: picchi clamorosi e cadute rovinose. Nel 2001 non riesce neanche a superare lo sbarramento del 4% per entrare alla Camera. Nel 2008 ottiene gli stessi voti che ebbe nel 1992: già allora andò a sud del Po. Oggi ha anche il sindaco di Prato, dopo 62 anni di sindaci di sinistra».</p>
<p>Qual è il motivo di questo su e giù elettorale?<br />
«La Lega è come un autobus: c’è chi sale per arrivare al capolinea, chi scende alla fermata dopo. Ha una fascia ampia di elettorato mobile: chi vota per protesta, chi lo fa per una battaglia&#8230; Quando fa il pieno di malumori e indecisi arriva al massimo. Raccoglie i frutti di un lavoro capillare sul territorio».</p>
<p>Il suo rapporto con la realtà veneta è assai stretto: perché?<br />
«Ricordo che nel ’96, quando Bossi da solo ottenne un inutile 30%, quando a Rocca Pietore votò Lega il 75% e a Foza il 72%, cercai di indagare. Il parroco di Croce d’Aune mi spiegò che lui aveva invitato a votare Lega perché i leghisti erano gli unici a farsi vedere ed erano persone che mantenevano quello che promettevano».</p>
<p>Insomma, i comportamenti opposti rispetto ai politici vecchia maniera.<br />
«Alle feste popolari ci sono sempre tutti, dal ministro in giù. I dirigenti della Lega hanno l’auto che segna almeno centomila chilometri. Manzato ha fondato una scuola quadri con 200 iscritti. Hanno un vero cursus honorum».</p>
<p>Questo fa sì che la Lega abbia già una seconda generazione di amministratori, i quarantenni.<br />
«Certo, come Manzato e Zaia. Ma molti dimenticano che la vera forza della Lega sono gli oltre 300 sindaci, dei quali più di cento nel Veneto. La Lega ha materiale umano, ma pure l’idea del limite. Bepi Covre, dopo aver fatto il sindaco e due mandati da deputato ha lasciato tutto».</p>
<p>Quale sarà il futuro?<br />
«Se resteranno questi due poli di plastica, la Lega nel breve e medio periodo si rafforzerà. Quando tutto sarà rimescolato, quando per ragioni anagrafiche non ci saranno più questi leader, allora sorgeranno i problemi, perché l’elettorato di Lega e Pdl è confinante. Per il momento i due partiti hanno necessità di sostenersi l’un l’altro».</p>
<p>C’è chi ritiene che la candidatura leghista in Regione darà la stura a liti interne. È d’accordo?<br />
«Se Galan non sarà confermato governatore, liti interne ne avrà di più il Pdl, creda a me. Perché il Pdl non c’è nel Veneto come partito radicato nel territorio: non a caso ha meno dei voti dei due partiti da cui è nato».</p>
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		<title>Tremonti e Berlusconi si sono chiariti</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; &#8220;Non abbiamo mai sottovalutato la portata della crisi. La politica del rigore è stata non solo quella di Tremonti, ma di tutto il governo. E&#8217; stato chiarito un equivoco&#8221;. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente da Arcore a Ballarò. Secondo il premier bisogna però dire &#8220;si alla politica del rigore coniugata con la politica dello sviluppo&#8221;. Berlusconi ha poi detto di essere &#8220;a casa ammalato per lavorare nonostante l&#8217;ora tarda&#8221;. Ha difeso lo scudo fiscale, sottolineando che &#8220;vengono ricavati importanti capitali per l&#8217;economia del paese&#8221;.</p>
<p>Il governo conferma l&#8217;obiettivo di tagliare l&#8217;Irap e istituire il quoziente familiare, ma il momento arriverà quando i conti lo consentiranno. Cioé quando? Chiede Giovanni Floris a Berlusconi. &#8220;Dipende dalla crisi&#8221;, risponde il Cavaliere. E quando finirà? chiede Floris. &#8220;Nessuno lo sa al mondo&#8221;, replica Berlusconi. &#8220;Il governo ha un programma, che conferma, che prevede la riduzione dell&#8217;Irap e il quoziente familiare &#8211; dice Berlusconi &#8211; Nell&#8217;ambito di una politica di rigore, ci vogliono anche le misure per lo sviluppo, le imprese e le famiglie. Entro i tempi che saranno possibili in base alla situazione del conti dello Stato, intendiamo mantenere le promesse del nostro programma che consideriamo impegni sacri con gli elettori&#8221;. Insomma, ripete Berlusconi, &#8220;stiamo studiando il modo per coniugare rigore e aiuto alle famiglie e alle imprese&#8221;.</p>
<p>In precedenza anche Paolo Bonaiuti portavoce del presidente del Consiglio, rispondendo ad una domanda sull’esito del colloquio fra il premier e il ministro dell’Economia svoltosi in serata a villa San Martino, ad Arcore, aveva spiegato: &#8220;Continua con grande impegno una collaborazione che è stata sempre intensa e proficua da più di 15 anni&#8221;, ha aggiunto il sottosegretario.</p>
<p>Giulio Tremonti è &#8220;soddisfatto&#8221; dal colloquio con Berlusconi anche per aver avuto &#8220;la conferma di un forte rapporto personale e affettivo con il presidente&#8221;. E&#8217; quanto riferiscono fonti vicine al ministro dell&#8217;Economia che hanno potuto parlare con il titolare di Via XX Settembre al termine dell&#8217;incontro.</p>
<p>Umberto Bossi intanto aveva fatto visita nel primo pomeriggio ad Arcore a Silvio Berlusconi in maniera assolutamente riservata e poi ha messo la sordina sull&#8217;incontro, tanto che molti dei suoi più stretti collaboratori nel pomeriggio hanno persino negato che l&#8217;incontro ci sia realmente stato. Un fatto questo che non stupisce chi conosce bene il leader del Carroccio. Quando si tratta di raggiungere &#8216;la quadra&#8217; come la chiama lui, Bossi è capace di negare anche l&#8217;evidenza. Lo ha già fatto in passato ed è nel suo bagaglio di tattica e di strategia politica. L&#8217;incontro di oggi è stato breve, una visita al Berlusconi convalescente per la scarlattina, accompagnato dal capogruppo alla Camera Roberto Cota, ma indubbiamente il leader della Lega ha parlato con il premier delle questioni più calde sul tappeto, la posizione di Giulio Tremonti e soprattutto le candidature per le regionali. Bossi, con la sua opera di tessitore, è tornato all&#8217;antico: crea il black out informativo sulle sue azioni in attesa di calare le sue carte.<br />
La quadra viene trovata in un comitato ad hoc da istituire nel Pdl la cui presidenza sarà affidata a Tremonti. Una sorta di cabina di regia (composta dai coordinatori del partito, dai capigruppo e dai ministri e sottosegretari economici) che dovrà affrontare, discutere e decidere gli indirizzi di politica economica del governo. Ma anche un modo per rimarcare che le scelte finali spetteranno a chi quel partito lo guida e cioé lo stesso Berlusconi. Una soluzione concordata con il co-fondatore del partito Gianfranco Fini, anch&#8217;egli preoccupato di stemperare le tensioni ma anche di mettere un freno alle ambizioni di Tremonti e della Lega. Una soluzione accettata dal ministro dell&#8217;Economia, anche perché accompagnata dalla promessa di un atto di fiducia da parte del partito sulla linea di politica economica fin qui tenuta dal ministero di Via XX Settembre, magari da formalizzare con una presa di posizione dell&#8217;Ufficio di presidenza del Pdl, in programma per il 5 novembre. Nel corso del colloquio, infine, Tremonti avrebbe illustrato a Berlusconi le sue idee su come promuovere lo sviluppo. Un modo per dire che il rigore, pur restando la sua stella polare, non impedisce di pensare alla crescita. I due avrebbero così convenuto sul fatto che il taglio dell&#8217;Irap, pur restando nell&#8217;agenda del governo, sarà fatto ma con gradualità e comunque non adesso. <img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/berlusca-e-tremonti-150x150.jpg" alt="berlusca e tremonti" title="berlusca e tremonti" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1488" /></p>
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		<title>Bossi: &#8220;Tremonti non si tocca!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:39:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; «C&#8217;è un tentativo di fare fuori Tremonti, ma io lo proteggo». Il leader della Lega Umberto Bossi torna a ribadire il suo sostegno al ministro dell&#8217;Economia, criticato negli ultimi giorni anche all&#8217;interno della stessa maggioranza di governo per &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/bossi-tremonti-non-si-tocca/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; «C&#8217;è un tentativo di fare fuori Tremonti, ma io lo proteggo». Il leader della Lega Umberto Bossi torna a ribadire il suo sostegno al ministro dell&#8217;Economia, criticato negli ultimi giorni anche all&#8217;interno della stessa maggioranza di governo per le esternazioni sul posto fisso e colto di sorpresa dalle parole del premier sull&#8217;Irap. Tremonti non si è recato in mattinata a Palazzo Chigi dove alle 12 era convocato il Cdm &#8211; riunione poi annullata &#8211; ed è rimasto al ministero in attesa del ritorno di Berlusconi dalla Russia. La posizione del titolare di via XX Settembre non cambia e il ministro, dopo le perplessità espresse dal presidente della Camera e le parole del premier sull&#8217;Irap, non sembra disposto a cedere. «Sui conti pubblici resta ferma la linea del rigore» è la posizione di Tremonti, confermata dai suoi più stretti collaboratori. Fonti vicine al ministro garantiscono anche che Tremonti «non ha mai pensato di dimettersi e mai lo farà».</p>
<p>Se Bossi parla, c&#8217;è sempre un perché. Nella precedente esperienza di Governo la Lega Nord fu gabbata dai post fascisti neo-caregàri proprio in questo modo: dapprima fecero saltare il ministro Tremonti che è notoriamente l&#8217;uomo di collegamento tra Lega Nord e Berlusconi (la corte di Berlusconi non conta nulla, si può chiamare Forza Italia, PdL, Milan, Casa di Barbie o Paperopoli: sempre cortigiani sono); poi usarono la tecnica di Penelope, che disfaceva di notte l&#8217;abito da sposa tessuto di giorno, per far saltare la devoluzione approvata in Parlamento servendosi del referendum costituzionale, primo e unico della storia della Repubblica.</p>
<p>Da questi farabutti bisogna guardarsi con attenzione e Bossi lo sa bene. Il Capo sa che questi sono pronti a qualsiasi nefandezza pur di combattere il Bene e la Giustizia: unioni gay, ora di Corano, cittadinanza agli extracomunitari, Cassa del Mezzogiorno, frontiere aperte indiscriminatamente e chi più ne ha più ne metta&#8230;</p>
<p>Il ministro Tremonti sta lavorando seriamente in un momento di crisi epocale, va difeso a tutti i costi dai maramaldi che osteggiano il cambiamento. Ne va della pace sociale, perché se stavolta non ci danno il Veneto e il federalismo cominciamo a stare zitti e a muovere altro dalla lingua&#8230; La Banda Bassotti e tutti i bassotti italiani stiano in campana! Il randello noccheruto è pronto e non sarà Paperon de&#8217; Paperoni a menarlo, stavolta, ma uno stuolo di cittadini esasperati e spremuti oltre ogni limite! <img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/bossi-con-tremonti-150x150.jpg" alt="bossi con tremonti" title="bossi con tremonti" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1369" /></p>
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		<title>Il Veneto alla Lega Nord, ormai è fatta!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:38:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pare certo che non sarà più Galan, attuale governatore, il candidato del centrodestra nelle elezioni regionali di marzo. Via il forzista della prima ora, addio al governatore super-berlusconiano (che d’ora in poi lo sarà assai meno). Prenderà il suo posto &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/il-veneto-alla-lega-nord-ormai-e-fatta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pare certo che non sarà più Galan, attuale governatore, il candidato del centrodestra nelle elezioni regionali di marzo. Via il forzista della prima ora, addio al governatore super-berlusconiano (che d’ora in poi lo sarà assai meno). Prenderà il suo posto l’attuale ministro dell’Agricoltura, Zaia. E siccome la Lega non può avere tutto, sembra escluso che possa toccare al Carroccio la candidatura per il Piemonte.</p>
<p>Cota, capogruppo di Bossi alla Camera, viene dunque sopravanzato da Crosetto, sottosegretario alla Difesa targato Pdl. Un gioco di pesi e contrappesi che lascerebbe Formigoni dov’è (cioè alla guida della Regione Lombardia), lancerebbe Biasotti nell’impresa titanica di conquistare la Liguria al centrodestra, e regalerebbe alla Lega le due candidature di bandiera, perse in partenza, nelle ultime roccaforti «rosse» d’Italia, Emilia Romagna e Toscana.</p>
<p>La settimana prossima dovrebbero incontrarsi Berlusconi, Bossi e Fini per mettere il timbro definitivo. Ma già ne hanno ragionato insieme l’altra sera, trovandosi d’accordo. E’ andata così: durante la cena con il Senatùr, presenti Calderoli e Tremonti, Berlusconi ha alzato il telefono. Conversazione in vivavoce con il presidente della Camera (che il premier ha incontrato nuovamente ieri, ma solo per dare il via all’offensiva finale sulla Giustizia). Lì si è decisa la sorte di Galan, ricevuto poco prima dal Cavaliere a Palazzo Grazioli. Il governatore veneto si è sentito chiedere un passo indietro, al quale tuttavia Galan non pensa minimamente. Qualcuno scommette che si candiderà lo stesso, a costo di uscire dal Pdl, magari con appoggio dell’Udc. Altri prevedono invece che dirà «obbedisco», accettando in cambio della rinuncia qualche incarico ministeriale.<br />
La vera incognita, a questo punto, è l’Udc. In pubblico Casini alza il prezzo di un’intesa a destra (o a sinistra). «Non ci dispiace», afferma, «andare da soli. Meglio soli che male accompagnati», precisa. Sotto sotto, però, fervono i negoziati su entrambe le sponde. Al nuovo segretario Pd, i centristi chiederanno di cambiare cavallo in Puglia (Vendola non va giù alla Chiesa) e in Piemonte (la Bresso è considerata troppo a sinistra). Sembrano orientati ad appoggiare il Pdl in Liguria e in Lombardia. Staranno con i Democratici lungo la dorsale appenninica, opteranno per l’alleanza con il Pdl in Calabria. Tra Lazio e Campania sceglieranno in base ai candidati. Ma il colpo grosso Casini può farlo in Veneto.<br />
Se Galan lancerà la lista della vendetta, l’appoggio centrista ne farebbe il campione dell’Italia che non si schiera.<br />
E se le cose andranno così, la Lega Nord può già preparare la squadra che correrà, con i vari incarichi da affidare attraverso una scelta calma e ponderata. Se le cose andranno così&#8230;<br />
<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/bossi-e-berlusca-150x150.jpg" alt="bossi e berlusca" title="bossi e berlusca" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1187" /></p>
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		<title>Festa a Venezia per i Popoli padani</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 10:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;alleanza con Silvio Berlusconi non e&#8217; in discussione, ma lo sguardo politico della Lega va gia&#8217; oltre il federalismo. Sul tavolo pesa il tema del nuovo rapporto tra salario e costo della vita e rispunta la questione dei diritti alla &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/festa-a-venezia-per-i-popoli-padani/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;alleanza con Silvio Berlusconi non e&#8217; in discussione, ma lo sguardo politico della Lega va gia&#8217; oltre il federalismo. Sul tavolo pesa il tema del nuovo rapporto tra salario e costo della vita e rispunta la questione dei diritti alla &#8221;liberta&#8217; della Padania&#8221;.<br />
E&#8217; un boato di &#8216;liberta&#8221; e &#8216;Padania libera&#8221;, urlato dalle migliaia di militanti assiepati sotto il palco in Riva degli Schiavoni per la festa dei popoli padani, quando Umberto Bossi arriva verso mezzogiorno. Tempo di un saluto e prende subito la parola. L&#8217;apertura e&#8217; dedicata al progetto della catena umana sulle rive del Po nel maggio prossimo per ricordare che i popoli padani vogliono &#8221;i loro diritti di liberta&#8221;&#8217;. Una questione su cui tornera&#8217; Roberto Calderoli, dicendo che &#8221;se qualcuno pensa a porte aperte per tutti trovera&#8217; una catena umana sul Po&#8221;.<br />
Ma Bossi spinge sull&#8217;acceleratore ed entra nel cuore della questione dei rapporti con il presidente del Consiglio e la maggioranza. &#8221;Da soli &#8211; dice alle migliaia di persone che lo ascoltano urlando &#8216;Bossi, Bossi&#8217; &#8211; si arriva prima, ma alleati,<br />
in gruppo, si va piu&#8217; lontano&#8221;. Tanto per far capire che il legame con il premier e&#8217; un punto non in discussione porta l&#8217;esempio che se il gruppo e&#8217; formato da Berlusconi e dalla Lega &#8221;e&#8217; come avere sulle spalle due giganti. Si va lontano&#8221;.<br />
Poi, pero&#8217;, uno dei messaggi per il futuro: &#8221;Noi vogliamo cambiamenti epocali, non ci accontentiamo del federalismo&#8221;. &#8221;Siamo qui per ricordare &#8211; ha detto in un altro passaggio &#8211; che lo Stato da centralista e&#8217; diventato federalista&#8221;, per allargare poi il discorso alle questioni salariali e ai diritti alla liberta&#8217; del popoli padani. Perche&#8217; il federalismo comporta anche l&#8217;affrontare il tema delle compensazioni tra salario e costo della vita: &#8221;Federalismo e&#8217; anche per gli operai e le loro famiglie che hanno il diritto di arrivare a fine mese&#8221;. &#8221;La banca centrale &#8211; aggiunge &#8211; ha gia&#8217; dichiarato che c&#8217;e&#8217; una differenza tra Nord e Sud&#8221; e che al Nord la vita costa il 17% in piu&#8221;&#8217;. Il leader del Carroccio ricorda cosi&#8217; che negli Stati Uniti c&#8217;e&#8217; gia&#8217; un rapporto tra questi due indici e &#8221;adesso tocca a noi&#8221;.<br />
I continui riferimenti all&#8217;unione dei popoli padani, anche attraverso il richiamo simbolico del film &#8221;Barbarossa&#8221; di Renzo Martinelli &#8211; presente sul palco &#8211; aprono la strada a un altro leit motiv: &#8221;Noi veniamo a Venezia perche&#8217; sappiamo che un giorno la Padania sara&#8217; uno Stato libero, indipendente sovrano&#8221;. Bossi ripete: non c&#8217;e nulla che &#8221;ci spaventa, neanche il carcere&#8221;, perche&#8217; adesso &#8221;siamo un popolo &#8221;che ha la piena coscienza di restare unito&#8221; e &#8221;se qualcuno vuole sfidare la Padania sappia che e&#8217; molti milioni di persone&#8221;.<br />
Intanto, deve essere chiaro a tutti che &#8221;la gente della Padania non e&#8217; in vendita&#8221; e la Lega &#8221;ci sara&#8217; sempre finche&#8217; i diritti alla liberta&#8217; non saranno realizzati&#8221;.   Se Calderoli fa un richiamo forte al &#8221;padroni in casa nostra&#8221;, Maroni parla degli attacchi a Berlusconi, che e&#8217; convinto abbiano in realta&#8217; come obiettivo il Carroccio, e torna sulla questione dell&#8217;alleanza: &#8221;Noi non molliamo e diciamo a Berlusconi di non spaventarsi, di tenere duro e tenere stretta l&#8217;alleanza con noi&#8221;.<br />
Sul palco davanti a una platea di militanti &#8211; fonti Lega dicono pari a 80mila presenti, circa 30mila secondo la Questura &#8211; si sono alternati per alcune ore i vari rappresentanti del Carroccio fino al rito dell&#8217;acqua del Po, del Piave e dell&#8217;Olona versata in Laguna. Ma l&#8217;ultima parola e&#8217; sempre di Bossi: &#8221;La Padania sara&#8217; libera con le buone o le meno buone. La liberta&#8217; e&#8217; un diritto ed e&#8217; un diritto ottenerla in tutti i modi&#8221;. (fonte: Ansa)</p>
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		<title>La Mafia dietro la vicenda delle Escort</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 07:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Pian del Re, sul Monviso, dove nasce il fiume Po, si è svolto il consueto unificante &#8220;rito dell&#8217;ampolla&#8221; che si concluderà domenica a Venezia, quando il leader della Lega Nord Umberto Bossi verserà nel mare ove il fiume sfocia l&#8217;acqua raccolta &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-mafia-dietro-la-vicenda-delle-escort/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Pian del Re, sul Monviso, dove nasce il fiume Po, si è svolto il consueto unificante &#8220;rito dell&#8217;ampolla&#8221; che si concluderà domenica a Venezia, quando il leader della Lega Nord Umberto Bossi verserà nel mare ove il fiume sfocia l&#8217;acqua raccolta alla sorgente.</p>
<p>A margine del rito, rispondendo ai giornalisti presenti, ha suscitato scalpore dichiarando che dietro la vicenda delle &#8220;escort&#8221; con il signor Berlusconi c&#8217;è la regia della mafia.</p>
<p>Come al solito molti si sono stracciate le vesti, perché il linguaggio di Bossi è privo degli arzigogoli pseudo-intellettuali di tanti cosiddetti politologi: è la sua forza presso il popolo di cui amplifica la voce più profonda e sincera, e il suo limite perché certa parte dell&#8217;opinione pubblica che aderirebbe alle sue idee non riesce a capirlo nel modo corretto. Per capire Bossi bisogna essere semplici come bambini, come sono tanti dei suoi seguaci onesti lavoratori oppure scafati ed esperti di cose politiche come poche persone possono essere. Ma allora, cosa avrà voluto dire con questa semplificazione?</p>
<p>Non è difficile: in un anno il Governo attuale ha bloccato il traffico di schiavi nel Mediterraneo che era uno dei canali più redditizi dell&#8217;attività mafiosa; ha compiuto un numero impressionante di sequestri di droga; ha arrestato moltissimi latitanti e va dato atto al Ministro dell&#8217;Interno Maroni di aver compiuto un lavoro fin qua eccezionale e impensabile; ha approvato il federalismo fiscale, che seccherà molti dei rivoli di denaro che dal Nord arrivavano a Roma e poi si perdevano in meandri occulti, anziché servire per aiutare lo sviluppo del Sud. Le prospettive dei prossimi 4 anni sono addirittura disastrose per i sistemi di contropotere dell&#8217;Antistato chiamato Mafia o, più significativamente in questo ragionamento, Cosa Nostra. Cosa Nostra che ha i suoi addentellati piazzati in molte stanze dei bottoni e che a questo punto vedrebbe di buon occhio l&#8217;uscita di scena del Premier e della Lega Nord sua alleata. Come si vede, quello di Bossi sembra un discorso banale, semplicistico da bar, ma molto spesso la verità non è da cercare nelle cose difficili o nei ragionamenti astrusi.</p>
<p>E in ogni caso, per soddisfare chi vuole un linguaggio più forbito basta porsi una semplice domanda, relativamente a chi possa voler delegittimare il Capo del Governo con una vicenda di donnine di malaffare: CUI PRODEST? A chi giova? Non serve attendere la sentenza dai posteri, perché non è affatto ardua&#8230;.</p>
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		<title>Bossi e Calderoli: positivo incontro con Bagnasco (CEI)</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 09:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direzione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La visita di Bossi e Calderoli in Vaticano ha finalmente dato la possibilità alla Lega Nord di chiarire la propria impostazione fondamentale e di comunicarla a tutti. La Lega Nord è un partito laico, come deve essere ogni partito secondo &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/bossi-e-calderoli-positivo-incontro-con-bagnasco-cei/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La visita di Bossi e Calderoli in Vaticano ha finalmente dato la possibilità alla Lega Nord di chiarire la propria impostazione fondamentale e di comunicarla a tutti. La Lega Nord è un partito laico, come deve essere ogni partito secondo la Costituzione, ma la sua matrice ideologica e sociale è scaturita dalla cultura cristiana che pervade e conforma l&#8217;essenza delle popolazioni padane.<br />
L&#8217;incontro è stato definito come &#8220;molto positivo&#8221; dal ministro Calderoli, che ha riferito come il card. Bagnasco abbia accolto con soddisfazione i chiarimenti sulle posizioni del movimento su argomenti quali immigrazione e sicurezza, con un particolare apprezzamento per l&#8217;idea di Bossi di introdurre nel sistema delle transazioni internazionali una detax, cioè una retrocessione fiscale da applicare in ogni singola operazione commerciale da destinare in favore dei Paesi in via di sviluppo per agevolare le condizioni di vita direttamente nei luoghi da cui parte l&#8217;immigrazione.<br />
Un tale provvedimento è in linea con l&#8217;idea di dare speranza e prospettive di una vita soddisfacente rimanendo in Patria, a chi altrimenti è incentivato a fuggire in cerca di fortuna in Paesi lontani e sconosciuti, cadendo spesso vittima di sfruttamento e malavita.</p>
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