Cena ad Arcore: resoconto su “La Stampa” »

Cena ad Arcore: resoconto su “La Stampa”

Le cene di Arcore sono tutte uguali, chi le immagina come consigli di amministrazione è fuori pista. L’alta politica si alterna alle barzellette, un po’ si scherza un po’ si dice sul serio fino a notte fonda, quando su Bossi cala il sonno e quello che è rimasto in sospeso viene rinviato alla prossima volta, «tanto caro Umberto non c’è fretta, ogni lunedì ci si vede…». Anche ieri, identico copione. La Lega si è presentata in massa a Villa San Martino (c’era perfino Renzo, figlio del Senatùr) per mandare avanti le riforme e spingere Ghigo anziché Galan sulla poltrona di ministro all’Agricoltura, oggi occupata da Zaia. Clima ottimo, figurarsi, tanto più che le Regionali sono andate di lusso. Ma esito interlocutorio.

Lega Nord, storia del movimento che guiderà il Veneto »

Lega Nord, storia del movimento che guiderà il Veneto

IL PERSONAGGIO. Francesco Jori ha scritto la storia del movimento “popolano e fortunato” e ha rilasciato un intervista pubblicata dal Giornale di Vicenza dove descrive il suo punto di vista e il risultato dei suoi studi effettuati come docente universitario.

Tremonti e Berlusconi si sono chiariti »

Tremonti e Berlusconi si sono chiariti

MILANO – “Non abbiamo mai sottovalutato la portata della crisi. La politica del rigore è stata non solo quella di Tremonti, ma di tutto il governo. E’ stato chiarito un equivoco”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente da Arcore a Ballarò. Secondo il premier bisogna però dire “si alla politica del rigore coniugata con la politica dello sviluppo”. Berlusconi ha poi detto di essere “a casa ammalato per lavorare nonostante l’ora tarda”. Ha difeso lo scudo fiscale, sottolineando che “vengono ricavati importanti capitali per l’economia del paese”.

Bossi: “Tremonti non si tocca!” »

Bossi: “Tremonti non si tocca!”

ROMA – «C’è un tentativo di fare fuori Tremonti, ma io lo proteggo». Il leader della Lega Umberto Bossi torna a ribadire il suo sostegno al ministro dell’Economia, criticato negli ultimi giorni anche all’interno della stessa maggioranza di governo per le esternazioni sul posto fisso e colto di sorpresa dalle parole del premier sull’Irap. Tremonti non si è recato in mattinata a Palazzo Chigi dove alle 12 era convocato il Cdm – riunione poi annullata – ed è rimasto al ministero in attesa del ritorno di Berlusconi dalla Russia. La posizione del titolare di via XX Settembre non cambia e il ministro, dopo le perplessità espresse dal presidente della Camera e le parole del premier sull’Irap, non sembra disposto a cedere. «Sui conti pubblici resta ferma la linea del rigore» è la posizione di Tremonti, confermata dai suoi più stretti collaboratori. Fonti vicine al ministro garantiscono anche che Tremonti «non ha mai pensato di dimettersi e mai lo farà».

Il Veneto alla Lega Nord, ormai è fatta! »

Il Veneto alla Lega Nord, ormai è fatta!

Pare certo che non sarà più Galan, attuale governatore, il candidato del centrodestra nelle elezioni regionali di marzo. Via il forzista della prima ora, addio al governatore super-berlusconiano (che d’ora in poi lo sarà assai meno). Prenderà il suo posto l’attuale ministro dell’Agricoltura, Zaia. E siccome la Lega non può avere tutto, sembra escluso che possa toccare al Carroccio la candidatura per il Piemonte.

Cota, capogruppo di Bossi alla Camera, viene dunque sopravanzato da Crosetto, sottosegretario alla Difesa targato Pdl. Un gioco di pesi e contrappesi che lascerebbe Formigoni dov’è (cioè alla guida della Regione Lombardia), lancerebbe Biasotti nell’impresa titanica di conquistare la Liguria al centrodestra, e regalerebbe alla Lega le due candidature di bandiera, perse in partenza, nelle ultime roccaforti «rosse» d’Italia, Emilia Romagna e Toscana.

Festa a Venezia per i Popoli padani »

Festa a Venezia per i Popoli padani

L’alleanza con Silvio Berlusconi non e’ in discussione, ma lo sguardo politico della Lega va gia’ oltre il federalismo. Sul tavolo pesa il tema del nuovo rapporto tra salario e costo della vita e rispunta la questione dei diritti alla ”liberta’ della Padania”.
E’ un boato di ‘liberta” e ‘Padania libera”, urlato dalle migliaia di militanti assiepati sotto il palco in Riva degli Schiavoni per la festa dei popoli padani, quando Umberto Bossi arriva verso mezzogiorno. Tempo di un saluto e prende subito la parola. L’apertura e’ dedicata al progetto della catena umana sulle rive del Po nel maggio prossimo per ricordare che i popoli padani vogliono ”i loro diritti di liberta”’. Una questione su cui tornera’ Roberto Calderoli, dicendo che ”se qualcuno pensa a porte aperte per tutti trovera’ una catena umana sul Po”.
Ma Bossi spinge sull’acceleratore ed entra nel cuore della questione dei rapporti con il presidente del Consiglio e la maggioranza. ”Da soli – dice alle migliaia di persone che lo ascoltano urlando ‘Bossi, Bossi’ – si arriva prima, ma alleati,
in gruppo, si va piu’ lontano”. Tanto per far capire che il legame con il premier e’ un punto non in discussione porta l’esempio che se il gruppo e’ formato da Berlusconi e dalla Lega ”e’ come avere sulle spalle due giganti. Si va lontano”.
Poi, pero’, uno dei messaggi per il futuro: ”Noi vogliamo cambiamenti epocali, non ci accontentiamo del federalismo”. ”Siamo qui per ricordare – ha detto in un altro passaggio – che lo Stato da centralista e’ diventato federalista”, per allargare poi il discorso alle questioni salariali e ai diritti alla liberta’ del popoli padani. Perche’ il federalismo comporta anche l’affrontare il tema delle compensazioni tra salario e costo della vita: ”Federalismo e’ anche per gli operai e le loro famiglie che hanno il diritto di arrivare a fine mese”. ”La banca centrale – aggiunge – ha gia’ dichiarato che c’e’ una differenza tra Nord e Sud” e che al Nord la vita costa il 17% in piu”’. Il leader del Carroccio ricorda cosi’ che negli Stati Uniti c’e’ gia’ un rapporto tra questi due indici e ”adesso tocca a noi”.
I continui riferimenti all’unione dei popoli padani, anche attraverso il richiamo simbolico del film ”Barbarossa” di Renzo Martinelli – presente sul palco – aprono la strada a un altro leit motiv: ”Noi veniamo a Venezia perche’ sappiamo che un giorno la Padania sara’ uno Stato libero, indipendente sovrano”. Bossi ripete: non c’e nulla che ”ci spaventa, neanche il carcere”, perche’ adesso ”siamo un popolo ”che ha la piena coscienza di restare unito” e ”se qualcuno vuole sfidare la Padania sappia che e’ molti milioni di persone”.
Intanto, deve essere chiaro a tutti che ”la gente della Padania non e’ in vendita” e la Lega ”ci sara’ sempre finche’ i diritti alla liberta’ non saranno realizzati”.   Se Calderoli fa un richiamo forte al ”padroni in casa nostra”, Maroni parla degli attacchi a Berlusconi, che e’ convinto abbiano in realta’ come obiettivo il Carroccio, e torna sulla questione dell’alleanza: ”Noi non molliamo e diciamo a Berlusconi di non spaventarsi, di tenere duro e tenere stretta l’alleanza con noi”.
Sul palco davanti a una platea di militanti – fonti Lega dicono pari a 80mila presenti, circa 30mila secondo la Questura – si sono alternati per alcune ore i vari rappresentanti del Carroccio fino al rito dell’acqua del Po, del Piave e dell’Olona versata in Laguna. Ma l’ultima parola e’ sempre di Bossi: ”La Padania sara’ libera con le buone o le meno buone. La liberta’ e’ un diritto ed e’ un diritto ottenerla in tutti i modi”. (fonte: Ansa)

La Mafia dietro la vicenda delle Escort »

La Mafia dietro la vicenda delle Escort

A Pian del Re, sul Monviso, dove nasce il fiume Po, si è svolto il consueto unificante “rito dell’ampolla” che si concluderà domenica a Venezia, quando il leader della Lega Nord Umberto Bossi verserà nel mare ove il fiume sfocia l’acqua raccolta alla sorgente.

A margine del rito, rispondendo ai giornalisti presenti, ha suscitato scalpore dichiarando che dietro la vicenda delle “escort” con il signor Berlusconi c’è la regia della mafia.

Bossi e Calderoli: positivo incontro con Bagnasco (CEI) »

Bossi e Calderoli: positivo incontro con Bagnasco (CEI)

La visita di Bossi e Calderoli in Vaticano ha finalmente dato la possibilità alla Lega Nord di chiarire la propria impostazione fondamentale e di comunicarla a tutti. La Lega Nord è un partito laico, come deve essere ogni partito secondo la Costituzione, ma la sua matrice ideologica e sociale è scaturita dalla cultura cristiana che pervade e conforma l’essenza delle popolazioni padane.
L’incontro è stato definito come “molto positivo” dal ministro Calderoli, che ha riferito come il card. Bagnasco abbia accolto con soddisfazione i chiarimenti sulle posizioni del movimento su argomenti quali immigrazione e sicurezza, con un particolare apprezzamento per l’idea di Bossi di introdurre nel sistema delle transazioni internazionali una detax, cioè una retrocessione fiscale da applicare in ogni singola operazione commerciale da destinare in favore dei Paesi in via di sviluppo per agevolare le condizioni di vita direttamente nei luoghi da cui parte l’immigrazione.
Un tale provvedimento è in linea con l’idea di dare speranza e prospettive di una vita soddisfacente rimanendo in Patria, a chi altrimenti è incentivato a fuggire in cerca di fortuna in Paesi lontani e sconosciuti, cadendo spesso vittima di sfruttamento e malavita.

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