Caso Boffo: libertà di stampa, non di calunnia!

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La vicenda che ha portato alle dimissioni il direttore di Avvenire, signor Boffo (il rispetto alle persone dovrebbe far premettere sempre il titolo al cognome, come si fa all’estero) è oggettivamente squallida, al di là del merito specifico e dei casi personali che lo riguardano. Tuttavia non è onesto omettere la persecuzione indegna a cui è stato sottoposto il signor Berlusconi, Presidente del Consiglio, da un anno a questa parte nei giornali di riferimento dell’opposizione al suo Governo.

La reazione de “Il Giornale” probabilmente è stata concertata e il nuovo direttore, signor Feltri, probabilmente ha esercitato in piena autonomia ciò che era condiviso e percepito come necessario anche dal suo editore; ma ogni reazione che dichiari tale operazione come “killeraggio mediatico” è equilibrata solo se riconosce la sua portata estremamente limitata rispetto alle calunnie indecenti, fino alla pura trivialità rilevata su “L’Unità”, che si sono scritte per mesi su “La Repubblica”, su “L’Espresso” e su tutta la stampa italiana cosiddetta “di sinistra”.

Come cattolici Marciani, cioè Veneti, non possiamo che richiamare tutti coloro che sono impegnati nel lavoro della divulgazione e della comunicazione ad ispirarsi ai principi etici e pratici contenuti nel documento del Concilio Vaticano II intitolato INTER MIRIFICA, di cui caldeggiamo la lettura e la meditazione. Esso contiene insegnamenti e indicazioni valide per tutti, credenti e non credenti, è breve abbastanza da essere letto in meno di due ore e offre spunti di riflessione che possono accompagnare per una vita intera. In aggiunta a questo consiglio ci permettiamo di ricondurre la riflessione sul principio enunciato dall’art.21 della Costituzione Italiana circa la libertà di stampa: esso è sacrosanto, ma non può prescindere dalla decenza e dal rispetto, e non può ledere la legittima libertà altrui. In sostanza, la libertà di stampa e di parola trova il suo limite nell’onestà, in quanto non può mai divenire libertà di calunnia, di mistificazione, di diffusione della menzogna. Su questo ciascuno è richiamato a un esame di coscienza.