Bitonci al sindaco di Montecchio Maggiore: avanti così

“Mi complimento con Milena Cecchetto, sindaco di Montecchio Maggiore (VI), per la sua salda presa di posizione nell’applicazione delle norme igienico sanitarie per la concessione delle residenze. Non si spaventi per le reazioni scomposte di certa parte politica ma prosegua con serenità e fermezza sulla strada della legalità, per garantire ai suoi cittadini sicurezza e tranquillità”. Interviene così l’On. leghista Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella (PD), sulla vicenda che vede il primo di cittadino di Montecchio Milena Cecchetto al centro di vive polemiche per la mancata concessione della residenza ad una famiglia ghanese, a causa del mancato rispetto delle norme che regolano il sovraffollamento degli alloggi.

“E’ incredibile come venga ancora una volta criticata l’applicazione di una norma addirittura preesistente alle leggi che regolano attualmente la materia: la legge c’era da tempo, anche se non veniva mai utilizzata – dichiara Bitonci – Solo dopo la sensibilizzazione generale in materia di sicurezza pubblica e delle relative norme che la regolano e l’arrivo nel panorama legislativo dell’attesissimo Decreto Maroni, si è data completa applicazione anche alle norme sul sovraffollamento degli alloggi ed al rispetto dei requisiti igienico sanitari. E’ necessario che gli immigrati che giungono nel nostro Paese si mettano in testa che devono rispettare le nostre regole, visto che sono ospiti in casa nostra. Il signor Ousmane Condè, presidente dell’unione immigrati di Vicenza, che si vanta di “aver dichiarato guerra” all’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore, si adegui a questo principio oppure se ne torni “in pace” a casa propria. Il Sindaco Cecchetto esegue ottimamente il suo dovere di primo cittadino, garante della legalità e della corretta applicazione di tutte le normative che regolano la sicurezza. La recente normativa del Ministero dell’Interno, infatti, dà ampi poteri ai sindaci di negare la residenza a chi non è in regola con la legge; solo in questo modo si potranno evitare in futuro situazioni esplosive come quella di Rosarno. Il Sindaco di Montecchio ha dato un segnale chiaro non solo ai suoi concittadini, ma anche ai colleghi sindaci, siano essi di destra o di sinistra, di qual sia l’unica strada da percorrere per contrastare l’immigrazione clandestina e garantire sicurezza alla nostra gente.”.

L’Onorevole Bitonci sottolinea, dati alla mano, come nei comuni governati da formazioni politiche di centro destra il numero degli immigrati sia drasticamente sceso (Cittadella conta il 7,5% di immigrati sul totale della popolazione residente); amministrazioni vicine come ad esempio Camposampiero, governate fino a poco tempo fa da coalizioni di centro sinistra, ne contano il doppio, con grande preoccupazione della gente che ha drasticamente dirottato il proprio voto verso chi è in grado di assicurazione sicurezza e tranquillità.

“Esprimo grande apprezzamento dunque alla collega Milena Cecchetto – conclude Bitonci – e la esorto a continuare a prendersi cura dei suoi concittadini con la consueta fermezza, continuando ad applicare le leggi in vigore: c’è un’unica strada che porta alla sicurezza del territorio ed alla tutela dei cittadini, ed è proprio quella imboccata dal primo cittadino di Montecchio”.

La Lega in Parlamento tutela i prodotti nostrani

di Massimo Bitonci –
Quello del Made in Italy è un tema storico e molto caro alla Lega Nord che da sempre si batte per l’impiego di un sistema di etichettatura di origine dei prodotti, che tuteli imprese e consumatori dal dilagare dei fenomeni di contraffazione. La crisi che ha colpito alcuni settori strategici dell’economia italiana tra cui il manifatturiero, ed in particolare l’industria e l’artigianato tessile, ha riacceso il dibattito sull’opportunità di introdurre nel nostro ordinamento norme a tutela dei prodotti italiani di qualità; un dibattito che oggi, diversamente dal passato, ha tutti i presupposti per trasformarsi in una concreta azione di difesa e di valorizzazione dei prodotti Made in Italy

Un primo segnale è individuabile nella rapidità con cui la Commissione di merito ha lavorato per portare all’esame dell’Aula un testo sul quale vi è stata un’ampia convergenza di vedute da parte dei diversi schieramenti politici. Le mutate posizioni che l’Unione europea ha recentemente espresso sul tema rappresentano poi un altro, se non il più importante, segnale di cambiamento, che sarà determinante per l’esame e l’ approvazione della presente proposta di legge. Nonostante l’Unione europea nel passato abbia sempre osteggiato l’adozione di misure volte ad introdurre nell’ordinamento italiano un marchio di origine dei prodotti, giudicandole lesive della concorrenza e di ostacolo alla libera circolazione dei prodotti e delle merci tra gli Stati membri, proprio in questi giorni, con l’adozione da parte del Parlamento europeo della risoluzione per l’introduzione del marchio di origine, è stato raggiunto un grande risultato che fa ben sperare sulla possibilità di vedere concretamente realizzata la tutela dei prodotti italiani.

E’ in queste circostanze, dunque, che deve essere esaminata la presente proposta di legge a cui si riconosce il merito di aver creato un contesto normativo in grado di offrire alle imprese che producono in Italia adeguati strumenti per difendersi dalla concorrenza di chi senza scrupoli immette sul mercato prodotti di qualità estremamente bassa e dannosi per la salute umana, facendoli passare come Made in Italy anche se prodotti interamente all’estero.

Il provvedimento introduce, quindi, in linea con quanto avviene in altri Paesi, come USA, Giappone e India, un sistema di etichettatura obbligatoria per la valorizzazione dei prodotti del comparto tessile, pelletteria e calzaturiero che consente alle imprese di qualificare la propria produzione attraverso l’indicazione sull’origine e le fasi di lavorazione del prodotto e ai consumatori di avere maggiori informazioni sulla qualità e la sicurezza delle merci acquistate.

L’impiego della denominazione Made in Italy viene concesso solo per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione abbiano avuto prevalentemente luogo nel territorio italiano. La tutela del Made in Italy diventa, allora, fondamentale per restituire una maggiore competitività alle imprese, costituendo un punto di forza sui cui è necessario puntare per riagganciare la ripresa. Le produzioni italiane sono, infatti, la storia manifatturiera del Paese e rappresentano un motivo di vanto dell’economia italiana. Questa eccellenza, che ci rappresenta in tutto il mondo, passa nelle mani di oltre 450.000 mila artigiani e i piccoli imprenditori che, producendo in Italia, danno lavoro a 1.800.000 addetti e realizzano un valore aggiunto di 58 miliardi. Sono queste imprese il traino della nostra economia ed è quindi necessario che, proprio in questo momento di difficile congiuntura economica, le istituzioni forniscano loro risposte chiare e di maggiore garanzia per la tutela dei loro prodotti.

Esame in Commissione

In breve, l’articolo 1, introduce un sistema di etichettatura obbligatoria dei prodotti finiti ed intermedi nei settori del tessile, pelletteria e calzaturiero che evidenzi il luogo di origine di ciascuna delle fasi di lavorazione e fornisca in forma chiara e sintetica specifiche informazioni sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme internazionali vigenti in materia di lavoro. L’impiego della denominazione Made in Italy è, quindi, permesso esclusivamente per i prodotti finiti le cui fasi di lavorazione abbiano avuto luogo prevalentemente nel territorio italiano.

L’articolo 2, demanda ad un successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico la definizione delle caratteristiche del sistema di etichettatura obbligatoria e di impiego della denominazione Made in Italy, nonché le modalità per l’esecuzione dei relativi controlli, effettuati anche attraverso il sistema delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Prevede poi l’adozione di un regolamento del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali diretto garantire elevati livelli di qualità dei prodotti e dei tessuti in commercio, al fine di tutelare la salute umana e l’ambiente.

L’articolo 3, detta, infine, le misure sanzionatorie nel caso di violazioni delle disposizioni del provvedimento.

Rispetto al testo base della proposta di legge dell’On.Reguzzoni, quello approvato dalla Commissione ha subito alcune modifiche. la Commissione ha infatti ritenuto di dover eliminare quelle disposizioni che per motivi di carattere finanziario avrebbero ritardato il passaggio del provvedimento in Aula. Si tratta di misure importanti, come ad esempio le agevolazioni in favore delle imprese che investono in ricerca e sviluppo, sulle quale sarebbe opportuno riaprire un dialogo per un esame più dettagliato.

In Commissione l’esame del provvedimento è stato molto rapido trovando fin da subito un ampio consenso. Gli emendamenti presentati ed accolti sono stati tutti di merito e hanno dato un contributo importante alla stesura finale del testo. Ci si augura, pertanto, che anche in Aula il dibattito possa essere serio e costruttivo per procedere quanto prima all’approvazione del provvedimento nell’interesse non solo delle imprese ma anche di tutti i consumatori.

Esame in Aula

L’Aula ha approvato all’unanimità la proposta di legge per la tutela del Made in Italy . Sono state accolte alcune proposte dell’opposizione che, tuttavia, non hanno introdotto modifiche sostanziali al testo.

La Lega Nord ha presentato tre ordini del giorno. I primi due, accolti come raccomandazione, intendono ampliare gli ambiti di applicazione della legge al settore del mobile imbottito e alla lavorazione delle pellicce, mentre il terzo, approvato, impegna il Governo ad assumere le iniziative opportune presso le competenti istituzioni europee ai fini dell’adozione di adeguate misure legislative volte a recepire lo spirito e i contenuti della proposta di legge per la tutela della tracciabilità dei prodotti tessili Made in Italy.Bitonci

Bitonci: i difensori del Crocifisso siamo noi, altro che Galan

“Ricordo a tutti i cittadini della provincia di Padova che sabato 14 e domenica 15 novembre in quasi tutte le piazze sarà presente un gazebo della Lega Nord per raccogliere le firme contro la sentenza della Corte Europea. Per l’occasione saranno distribuiti migliaia di crocifissi”. Con questa “comunicazione di servizio” il Deputato del Carroccio e sindaco di Cittadella Massimo Bitonci sottolinea l’impegno politico del suo partito a salvaguardia delle tradizioni culturali, religiose e d’identità della gente veneta e, più in generale, del popolo italiano.

“Fa specie – ha commentato il parlamentare veneto – constatare come personaggi di particolare peso politico (almeno per ora e sicuramente – per fortuna – ancora per poco) non si siano espressi in merito alla sentenza della Corte europea, anche se dovremmo essere abituati a certi comportamenti visto che, già in passato, sia in tema di Islam che sulla delicata questione immigrazione, proprio certi personaggi hanno assunto posizioni decisamente discutibili e lontane anni luce dal sentire comune e dalla volontà del popolo veneto. D’altra parte comprendiamo bene quanto possa dare fastidio al “martin pescatore” una forza politica come la Lega Nord rimasta ormai l’unica e la sola in grado di tutelare realmente il Veneto e la sua gente. Non è la prima volta, purtroppo, che da certi personaggi giungono segnali poco rassicuranti: talvolta infatti gli interessi (altro che la coscienza!) riescono a prevalere sul buon senso e sull’amore per la propria terra e per la propria gente”.

Il Deputato Bitonci ha sottolineato come la stragrande maggioranza dei sindaci di ogni provincia veneta abbia intrapreso iniziative diverse a tutela del simbolo della cristianità e della tradizione del Paese: “La Lega Nord non sta strumentalizzando niente e nessuno; sta solo difendendo un simbolo che ci appartiene ed identifica come cattolici. E’ giunto il momento – ha concluso Bitonci – di far sentire chiara e forte la voce dei veneti, che sono disponibili a fare ogni sforzo per consentire l’integrazione e l’apertura verso tutti, a patto però di vedere rispettati gli ideali, i valori, le tradizioni tramandate di padre in figlio per centinaia di anni.”

Bitonci

Immigrati, Bitonci: “Fini non sa che quelli votano a sinistra?”

“Fini vuole arrivare a far votare gli immigrati. Cerca di ottenere quel bacino di circa un milione di voti, ma non ha capito che quelli votano dall’altra parte, a sinistra”. Massimo Bitonci e’ il deputato leghista che sta seguendo, per conto del Carroccio,
gli ultimi sviluppi del dibattito su immigrazione e cittadinanza.
Le ultime uscite del presidente della Camera (no alla “rozzezza” e a una “destra muscolare” sul tema immigrazione e “ragionare su cosa significa essere italiani oggi”) non gli sono piaciute, cosi’ come non sono gradite allo stato maggiore dei “lu’mbard”. E lui – interpellato dal VELINO – non nasconde il disappunto.

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Bitonci: trappola su Facebook per destabilizzare la Lega Nord

“Da mesi siamo sotto attacco mediatico perchè abbiamo una sola, grande
colpa, quella di far crescere il consenso della gente nei nostri confronti
giorno dopo giorno”. Ha le idee ben chiare il Deputato leghista Massimo
Bitonci in merito alle scritte razziste messe in rete da un utente facebook
la cui paternità era stata in un primo tempo attribuita alla Lega Nord di
Mirano (VE).

“Innanzitutto va spiegato, per chi non ha dimestichezza col social network
in questione, che una cosa è  “dare l’amicizia” a qualcuno (e cioè avere la
possibilità di interloquire con il contatto), altra cosa è aderire ad un
gruppo di discussione, dove si approfondisce un determinato tema. E’
arcinoto agli iscritti a facebook che l’amicizia si concede a tutti senza
riserve (nel mio caso ho oltre 4.000 “amicizie”). Ciò non significa però
essere responsabili di ciò che gli utenti mettono in rete, soprattutto
quando il presunto “amico” sta ingannevolmente mettendo in atto una trappola
mirata a destabilizzare il nostro partito. Un tentativo per la verità
maldestro ed infruttuoso, che svela tuttavia fin troppo bene la paternità
dei suoi autori: quella frangia di catto-comunisti che ben si sposa con
alcuni ex fascisti – alcuni dei quali collocati ancora in posizioni
strategicamente rilevanti – che pur di rifarsi una verginità
irrimediabilmente perduta, rilasciano dichiarazioni che non starebbero in
bocca nemmeno alla sinistra più estrema e radicale”.
“Infastidita dal crescente successo della Lega Nord – prosegue l’Onorevole
Bitonci – certa parte politica cerca in ogni modo – e l’attacco informatico
di ieri è solo l’ultimo episodio in ordine di tempo – di screditarci agli
occhi degli elettori, dimenticando che il nostro consenso si sviluppa
proprio nel territorio, tra operai, imprenditori, artigiani, lavoratori
dipendenti, pensionati e giovani; siamo attenti ai loro bisogni e per il
loro soddisfacimento lavoriamo e ci battiamo.>
La diminuzione dei reati, la politica severa in tema di immigrazione

clandestina che già sta dando riscontri positivi, grazie agli efficaci
provvedimenti del Ministro Maroni, la conquista del federalismo fiscale, la
semplificazione normativa, sono tutte battaglie che abbiamo combattuto e che
stiamo vincendo.  Ci rendiamo conto che tutto ciò crea problemi agli
avversari politici che, non riuscendo a partorire idee, cercano di
accalappiare consensi con mezzi e mezzucci vergognosi e miserabili”.
“Invito gli autori di questa ennesima fesseria – conclude Massimo Bitonci –
a creare un account intitolato “Circolo Comunista Emiliano”, recante una
bella foto avente a didascalia “Seviziamo i clandestini”. Vedranno quante
inconsapevoli, illustri, improbabili iscrizioni riceveranno! Ma questo – of
course – non fa notizia…”