Giustizia, problema irrisolvibile »

Giustizia, problema irrisolvibile

Suscita imbarazzo vedere come Parlamento e Magistratura continuino ad accapigliarsi cercando di invadere la rispettiva sfera di competenza. L’Italia da 20 anni vive una sorta di paralisi istituzionale a causa di questo conflitto dapprima sopito e nascosto, poi esploso quando l’azione politica della Magistratura è stata apertamente smascherata, consentendo di rileggere con occhi nuovi anche tutta la vergognosa pagina di Tangentopoli.

A voler essere imparziali, non c’è alcun motivo per fare il tifo. Chi rispetta i fondamenti della democrazia vorrebbe solo una cosa: che il Parlamento facesse le leggi, che il Governo provvedesse a renderle efficaci e che la Magistratura giudicasse sulla corretta applicazione e sulle violazioni. Si chiama “ripartizione dei tre poteri” e fin dai tempi della pubblicazione de “L’ésprit des lois” di Charles Louis de Montesquieu costituisce uno dei cardini della nostra civiltà.

Berlusconi: “Non prevalebunt” »

Berlusconi: “Non prevalebunt”

Il Premier Silvio Berlusconi si ripresenta in gran forma dopo la seduta del Consiglio dei Ministri e spiega alla stampa quanto discusso.

Innanzitutto chiarisce l’impossibilità di ridurre le tasse in un periodo in cui la crisi economica mondiale ha ridotto notevolmente il reddito imponibile e di conseguenza il gettito fiscale; lo Stato non riuscirebbe a garantire gli standards attuali si spesa se riducesse l’imposizione. Comunque il Governo si impegnerà a semplificare il sistema impositivo, riducendo il numero delle aliquote fiscali progressive. Certo non sarebbe male sentir parlare chiaramente anche di taglio degli sprechi, dato che la congiuntura economica sembrerebbe fatta apposta per giustificare anche dei generosi e salutari colpi di forbice.

Torna Berlusconi per fare leggi “ad libertatem” »

Torna Berlusconi per fare leggi “ad libertatem”

Berlusconi torna al lavoro dopo una lunga assenza da Roma, quasi un mese, per le conseguenze dell’aggressione in piazza Duomo a Milano il 13 dicembre. E riparte dalla giustizia. Davanti a Palazzo Grazioli, dove è stato accolto da alcuni sostenitori, ha parlato dei provvedimenti in agenda, leggi ad personam secondo l’opposizione: «Non voglio più parlare di queste cose, sono leggi ad libertatem e mi indigno soltanto quando sento queste cose, e io non voglio indignarmi».

Berlusconi: pronto a tornare per le riforme »

Berlusconi: pronto a tornare per le riforme

TERNI – “Seguendo il tuo esempio, io non mollerò e continuero nell’attività di governo che ha fatto molto bene. Ci dedicheremo alle riforme per modernizzare lo Stato in tutti i suoi comparti. Tantissimi italiani ci incoraggiano ad andare avanti: due italiani su tre sono con noi”. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che nel corso di un collegamento telefonico con la “Comunità incontro” di don Pierino Gelmini, ricordando che “la maggior parte degli italiani sostiene il Governo”.

Perché tanto odio nella nostra società? »

Perché tanto odio nella nostra società?

Berlusconi si chiede: “Ma perché mi odiano così tanto, se io cerco di lavorare per il bene di tutti?”. La domanda offre uno spunto di riflessione più profondo della sua apparente ingenuità.

Stanno tirando troppo la corda, lor signori… »

Stanno tirando troppo la corda, lor signori…

Il Governo Berlusconi sta perseguendo straordinari risultati nella lotta contro la criminalità organizzata ed è in procinto di attuare la riforma federale dello Stato, partendo dal federalismo fiscale.

Questo non è accettabile per lo “status quo” del Meridione d’Italia, abituato a considerare lo Stato come una diligenza da assaltare o come un Ente benefico che distribuisce stipendi, pensioni, finanziamenti, emolumenti, ammortizzatori sociali, eccetera. Le èlites meridionali, indipendentemente dalla libertà o dalla collusione con la malavita, non vogliono accettare che il Nord Italia si tolga il basto da soma che le fu imposto, né tantomeno possono accettare che il Parlamento, da sempre “cosa nostra” del Meridione (che spesso fece eleggere i suoi uomini perfino nei collegi del Nord Italia), oggi sia pesantemente influenzato da un partito nordista come la Lega Nord.

Tremonti e Berlusconi si sono chiariti »

Tremonti e Berlusconi si sono chiariti

MILANO – “Non abbiamo mai sottovalutato la portata della crisi. La politica del rigore è stata non solo quella di Tremonti, ma di tutto il governo. E’ stato chiarito un equivoco”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente da Arcore a Ballarò. Secondo il premier bisogna però dire “si alla politica del rigore coniugata con la politica dello sviluppo”. Berlusconi ha poi detto di essere “a casa ammalato per lavorare nonostante l’ora tarda”. Ha difeso lo scudo fiscale, sottolineando che “vengono ricavati importanti capitali per l’economia del paese”.

La Russia si apre al dialogo con la NATO »

La Russia si apre al dialogo con la NATO

Mosca, 21. La Russia è pronta ad armonizzare i rapporti con gli Stati Uniti e gli altri partner occidentali, compresa una collaborazione costruttiva con la Nato, per risolvere i problemi comuni. Lo ha detto ieri il presidente russo, Dmitri Medvedev.

Il Veneto alla Lega Nord, ormai è fatta! »

Il Veneto alla Lega Nord, ormai è fatta!

Pare certo che non sarà più Galan, attuale governatore, il candidato del centrodestra nelle elezioni regionali di marzo. Via il forzista della prima ora, addio al governatore super-berlusconiano (che d’ora in poi lo sarà assai meno). Prenderà il suo posto l’attuale ministro dell’Agricoltura, Zaia. E siccome la Lega non può avere tutto, sembra escluso che possa toccare al Carroccio la candidatura per il Piemonte.

Cota, capogruppo di Bossi alla Camera, viene dunque sopravanzato da Crosetto, sottosegretario alla Difesa targato Pdl. Un gioco di pesi e contrappesi che lascerebbe Formigoni dov’è (cioè alla guida della Regione Lombardia), lancerebbe Biasotti nell’impresa titanica di conquistare la Liguria al centrodestra, e regalerebbe alla Lega le due candidature di bandiera, perse in partenza, nelle ultime roccaforti «rosse» d’Italia, Emilia Romagna e Toscana.

L’ultimo scritto di Baget Bozzo: una vera profezia »

L’ultimo scritto di Baget Bozzo: una vera profezia

Fa impressione rileggere dopo un anno con quanta lucidità Baget Bozzo aveva analizzato la situazione italiana, poco prima di morire. Riteniamo utile proporre quell’articolo, davvero notevole.
«Con le elezioni del 14 aprile si è realizzata in Italia la seconda Repubblica. La prima Repubblica aveva come suo fondamento politico-costituzionale l’antifascismo come condizione preliminare della democrazia. I partiti antifascisti storici erano incorporati nella Costituzione materiale dello Stato come i soli politicamente legittimi. La fine della prima Repubblica avvenne quando, con i processi nel ’92 e nel ’93, i postcomunisti avallarono la cancellazione dalla politica italiana di tutti i partiti antifascisti, salvo il proprio.

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