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	<title>L&#039;altra Campana &#187; bene comune</title>
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		<title>Chi governa deve perseguire il bene comune</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 08:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontrando gli amministratori della regione Lazio il pontefice Benedetto XVI ha pronunciato, tra le altre, le seguenti parole:</p>
<p>La crisi che ha investito l&#8217;economia mondiale – come è stato ricordato &#8211; ha avuto conseguenze anche per gli abitanti e le imprese di Roma e del Lazio. Allo stesso tempo, essa ha offerto la possibilità di ripensare il modello di crescita perseguito in questi ultimi anni. Nell’Enciclica &#8220;Caritas in veritate&#8221; ho ricordato che lo sviluppo umano per essere autentico deve riguardare l&#8217;uomo nella sua totalità e deve realizzarsi nella carità e nella verità. La persona umana, infatti, è al centro dell&#8217;azione politica e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono stati chiamati ad amministrare la comunità civile. È fondamentale che quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei cittadini l&#8217;alta responsabilità di governare le istituzioni avvertano come prioritaria l&#8217;esigenza di perseguire costantemente il bene comune, che &#8220;non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale e che solo in essa possono realmente e più efficacemente conseguire il loro bene&#8221;. Affinché ciò avvenga, è opportuno che nelle sedi istituzionali si cerchi di favorire una sana dialettica perché quanto più le decisioni e i provvedimenti saranno condivisi tanto più essi permetteranno un efficace sviluppo per gli abitanti dei territori amministrati.</p>
<p>Il concetto di &#8220;bene comune&#8221; è stato il cardine della riflessione politica della cultura cristiana per tutti i suoi 2000 anni di storia. Fino all&#8217;avvento delle ideologie materialiste era impensabile fare un ragionamento sulla politica prescindendo da questo punto di partenza e di arrivo, poi a qualcuno è venuto in mente che, forse, dietro al &#8220;bene comune&#8221; si poteva individuare un riflesso dell&#8217;etica cristiana e allora sono cominciati i distinguo e le prese di distanza. Il colmo dell&#8217;ipocrisia, dopo un secolo di discussioni tra liberali che ambiscono al bene di ciuascuno per se stesso e socialisti che ambiscono al bene dello Stato indipendentemente dai singoli, si è raggiunto quando si è preso coscienza dell&#8217;assurdità di certe distinzioni. Siccome si trattava di riconoscere la validità di un concetto, ma non si era disposti a riconoscere un errore e c&#8217;era (c&#8217;è ancora) il timore di riconoscere la validità della riflessione del cristianesimo sulla politica e sulla società, il solito genio ha inventato l&#8217;espressione &#8220;interesse generale&#8221;.</p>
<p>Sia chiaro, i termini non sono e non saranno mai equivalenti: c&#8217;è una differenza sostanziale, addirittura ontologica, tra &#8220;bene&#8221; e &#8220;interesse&#8221;. Il primo mira al perseguimento di ciò che è BUONO-GIUSTO-VERO, l&#8217;altro alla realizzazione di ciò che viene ritenuto UTILE-LEGALE-MIGLIORE. Il più grande limite della pur ottima Prima Parte della costituzione italiana consiste proprio nell&#8217;aver soggiaciuto su questo punto all&#8217;orgoglio di quelle forze culturalmente avverse alla definizione del &#8220;bene comune&#8221; (non solo nel senso della locuzione) e di aver sempre citato al suo posto il suddetto &#8220;interesse generale&#8221;. Le parole pesano come macigni e se la Repubblica Italiana ha preso la china e la deriva che conosciamo in parte lo si deve anche a questa impostazione.</p>
<p>Un ultima riflessione: è bellissimo avere un pontefice che stimola la riflessione su temi grandi e importanti ogni volta che apre bocca, ma è molto triste che questo debba accadere anche per le grandi questioni della politica, perché questo significa che chi se ne occupa è privo delle capacità e dello spessore necessari. Non era così, fino a 20 anni fa.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/01/benedetto-xvi2-150x150.jpg" alt="benedetto xvi" title="benedetto xvi" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2715" /></p>
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		<title>Ora di Corano a scuola? Urso non ha capito niente!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 11:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/10/madrassa-150x150.jpg" alt="madrassa" title="madrassa" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1247" />In occasione di un convegno tenutosi nella bellissima cittadina di Asolo (TV) il parlamentare Urso (PdL di provenienza AN) se ne è uscito con l&#8217;idea di introdurre nei programmi scolastici un&#8217;ora di religione islamica, in alternativa a quella di religione cattolica.<br />
Questa proposta dimostra la mancanza di istruzione della classe politica italiana, composta da persone che devono votare leggi e prendere decisioni per la guida del Paese senza sapere niente di niente, tranne che del modo di intrallazzare e di fare i lacché del potente di turno.<br />
Perché un giudizio tanto duro? Lo spieghiamo con semplicità.<br />
La questione dell&#8217;ora di religione cattolica, parimenti alla questione dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;esposizione del crocifisso negli uffici pubblici, non attiene alla sfera religiosa ma è, esattamente al contrario, l&#8217;espressione della più piena e consapevole laicità dello Stato.<br />
La religione cattolica è il fondamento culturale ed epistemologico (qualcuno spieghi a Urso cosa vuol dire) di tutti i valori che determinano la democrazia: libertà, uguaglianza, fraternità, sussidiarietà, solidarietà, proprietà, dignità della persona, il concetto stesso di persona&#8230;. Tutti frutti della religione cristiana e delle riflessioni scaturite dai pensatori cristiani che sempre meglio hanno compreso l&#8217;immutabile rivelazione di Gesù, anche se Urso non lo sa e, con lui, tutta la marmaglia che ciancia senza aver mai aperto un testo di filosofia del diritto, di filosofia politica, di scienza politica, di storia del pensiero politico, di antropologia culturale, di antropologia filosofica, di teologia fondamentale.<br />
Questa gente fa politica, ramazza preferenze alle elezioni promettendo favori a gruppi o associazioni, a centri d&#8217;interesse, ma non sa niente di tutto quello che dovrebbe essere il requisito minimo per occuparsi di politica.<br />
Torniamo però alla questione dell&#8217;ora di religione islamica. Se vogliamo che i musulmani presenti nel nostro territorio si assimilino alla nostra cultura, devono studiare le radici di questa cultura e capirne i valori, assumerli, farli propri. Sono valori , i nostri, totalmente contrapposti a quelli del Corano e per questo il Corano deve poter essere studiato solo all&#8217;interno di una Facoltà universitaria di Teologia, come ogni altra religione non cristiana.<br />
Far invece studiare il Corano senza una chiave critica che ne dimostri l&#8217;incompatibilità con la Costituzione Italiana è un modo straordinario per creare separazione e radicalismo delle seconde generazioni, come accaduto in Francia e Regno Unito, ma soprattutto un modo ulteriore per squalificare il valore della nostra Costituzione (non della religione cristiana, grandissima testa di Urso!) agli occhi dei futuri cittadini di provenienza straniera, che così saranno in perenne conflitto con noi e non potranno integrarsi.<br />
Una sola cosa trovo di positiva, in questa rara dimostrazione di inadeguatezza di un uomo al ruolo di politico: emerge l&#8217;equivoco di fondo sull&#8217;utilità e la modalità di insegnamento della religione cristiana a scuola. Equivoco che riguarda anche la Chiesa, bisogna dirlo chiaramente.<br />
L&#8217;ora di religione non dovrebbe mai essere un&#8217;ora di catechismo; nemmeno un&#8217;inutile ora di storia delle religioni; dovrebbe essere invece un&#8217;ora di teologia politica, quella materia tanto cara anche a Gianfranco Miglio (laico), all&#8217;esimio don Farina della Biblioteca Pontificia, al nostro pontefice Benedetto XVI quando era solo il prof. Ratzinger. Una materia che insegna a raccordare i principi etici e filosofici della religione con quelli derivati del pensiero laico, dai quali è scaturito il nostro ordine giuridico con tutti quelli che noi conosciamo essere &#8220;i diritti e i doveri del cittadino&#8221;. Una materia che fa capire il perché delle leggi, dei principi che le determinano, delle ragioni perché sono considerate giuste, cosa significhi Giustizia, cosa significhi Verità, cosa significhi Bene Comune, cosa significhi Politica.<br />
L&#8217;ora di catechismo si faccia pure in parrocchia, ma un&#8217;ora di religione impostata come ho appena detto toglierebbe tanta confusione dalla testa delle persone e, probabilmente, toglierebbe tanti Urso dalle aule parlamentari. Ce ne sono troppi con quella testa da Urso! In tutti i partiti&#8230;.</p>
<p>Davide Lovat</p>
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		<title>I politici siano credibili e dediti al bene comune</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 09:00:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[STARA BOLESLAV &#8211; Il Sommo Pontefice oggi ha dato un insegnamento che deve risuonare come monito per tutti coloro che si occupano di politica, a tutti i livelli e di qualsiasi formazione politica possano far parte. Parole su cui meditare, &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/i-politici-siano-credibili-e-dediti-al-bene-comune/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-757" title="ratzinger_2" src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2009/09/ratzinger_2-150x150.jpg" alt="ratzinger_2" width="150" height="150" />STARA BOLESLAV &#8211; Il Sommo Pontefice oggi ha dato un insegnamento che deve risuonare come monito per tutti coloro che si occupano di politica, a tutti i livelli e di qualsiasi formazione politica possano far parte. Parole su cui meditare, con un profondo esame di coscienza, anche in Lega Nord, perché &#8211; dice Benedetto XVI - oggi c&#8217;è bisogno di politici «credenti» e «credibili», dediti «non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune e pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione». Papa Benedetto XVI ha lanciato questo appello da Stara Boleslav, una trentina di chilometri da Praga, dove ha reso omaggio a San Venceslao, il re boemo ucciso nel 935 e divenuto patrono della Repubblica Ceca. la quale celebra oggi la festa nazionale.</p>
<p>GIOVANI &#8211; Davanti a 20-30 mila persone, molti i giovani non solo cechi, ma anche slovacchi, polacchi, ucraini, tedeschi e austriaci, accampati da domenica sera a Stara Boleslav, a una trentina di chilometri da Praga, il pontefice ha chiesto ai governanti di oggi di seguire l&#8217;esempio di San Venceslao. «È un modello di santità per tutti, specialmente per quanti guidano le sorti delle comunità e dei popoli, mentre nella società moderna si ricerca soprattutto il successo terreno e la gloria degli uomini».</p>
<p>CREDIBILITÀ &#8211; «Il secolo passato ha visto cadere non pochi potenti, che parevano giunti ad altezze quasi irraggiungibili», ha spiegato Joseph Ratzinger. «All&#8217;improvviso si sono ritrovati privi del loro potere». Solo apparentemente, ha ammonito, chi nega Dio e «di conseguenza non rispetta l&#8217;uomo, sembra avere vita facile e conseguire un successo materiale. Ma basta scrostare la superficie per constatare che, in queste persone, c&#8217;è tristezza e insoddisfazione. C&#8217;è oggi bisogno di persone», ha aggiunto il Papa, «che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione. Questa è la santità, che spinge a compiere il proprio dovere con fedeltà e coraggio, guardando non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune, e ricercando in ogni momento la volontà divina. Non basta infatti apparire buoni e onesti; occorre esserlo realmente».</p>
<p>Nella selezione della classe politica, soprattutto, è auspicabile che si scelga in base alle doti di competenza e dirittura morale, non a doti di servile obbedienza e di fedeltà canina&#8230; Con uomini retti e capaci si costruisce una classe politica virtuosa, con cani scodinzolanti dalla lingua bavosa, pronti ad abbaiare o a mordere un possibile rivale del padrone nella corsa alla &#8220;caréga&#8221;, in cambio di un biscottino, si finisce tutti a rotolarsi dove si rotolano i cani&#8230;</p>
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		<title>Il card. Bagnasco ci invita a riflettere</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 11:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il card. Bagnasco, presidente della CEI, durante una Lectio Magistralis tenuta per spiegare i contenuti dell&#8217;ultima enciclica del Papa, ha detto che di fronte al grave deterioramento dei comportamenti nella vita associata l&#8217;etica viene sostenuta dai comportamenti buoni degli individui. &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/il-card-bagnasco-ci-invita-a-riflettere/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il card. Bagnasco, presidente della CEI, durante una Lectio Magistralis tenuta per spiegare i contenuti dell&#8217;ultima enciclica del Papa, ha detto che di fronte al grave deterioramento dei comportamenti nella vita associata l&#8217;etica viene sostenuta dai comportamenti buoni degli individui. Di fatto, un richiamo alle persone perché acquisiscano consapevolezza della responsabilità di ciascuno nel condurre una vita individuale eticamente retta, in modo da fronteggiare il degrado della vita sociale.</p>
<p>Questo offre un&#8217;occasione per una breve riflessione sull&#8217;uomo e la sua duplice dimensione di essere individuale e di essere sociale. Gli antichi Greci, padri della filosofia occidentale, chiamavano &#8220;ES&#8221; quella dimensione dell&#8217;uomo che riguarda la sua sola interiorità e la sua esistenza in quanto individuo in rapporto con se stesso; e sul suffisso &#8220;ES&#8221; avevano costruito il termine da cui noi abbiamo derivato la parola &#8220;ETICA&#8221;, che sta a indicare quella dottrina filosofica che studia ciò che è bene e ciò che è giusto  fare, o non fare, per l&#8217;uomo inteso come &#8220;ES&#8221;.</p>
<p>Ma l&#8217;uomo è anche sociale e i Greci chiamarono &#8220;POLIS&#8221; la dimensione dell&#8217;uomo in relazione con gli altri uomini, e infatti per analogia le città &#8211; in Greco &#8211; si chiamarono Polis. Nella dimensione &#8220;POLIS&#8221; l&#8217;uomo si interroga su cosa sia giusto e cosa sia bene fare, o non fare, esattamente come per la dimensione &#8220;ES&#8221;; quella branca della filosofia pratica che si occupa di individuare i comportamenti virtuosi da tenere nella Polis, e quelli viziosi da evitare, fu chiamata POLITICA.</p>
<p>Fino al XVI secolo, quando arrivò il pensiero macchiavellico, la politica era considerata come l&#8217;arte per il perseguimento del &#8220;Bene comune&#8221;, da raggiungere attraverso azioni virtuose: per ottenere fini buoni si devono utilizzare mezzi buoni. Ma da quando venne introdotto il concetto che &#8220;il fine giustifica i mezzi&#8221;, cioè che solo l&#8217;obiettivo conta senza riguardo alla bontà delle azioni compiute per raggiungerlo, l&#8217;azione politica dei governanti è stata separata dal vincolo dell&#8217;etica individuale. Un buon Principe deve saper essere volpe o leone &#8211; diceva Macchiavelli &#8211; secondo l&#8217;opportunità e la convenienza.</p>
<p>Sommando a questa nuova concezione della filosofia politica la dottrina individualista che conseguì alla svolta antropologica cartesiana, diventa facile capire come dopo 5 secoli la politica sia diventata solo una lotta per la conquista del potere fatta da tutti contro tutti, ciascuno per soddisfare i propri scopi personali.</p>
<p>I cattolici, a cui il card. Bagnasco si rivolge principalmente, ma anche tutte le persone di retta coscienza, sono chiamati a riflettere su queste parole e ad agire pensando al futuro delle generazioni, del Paese in cui vivono, e financo al futuro della propria anima.</p>
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