Si conclude oggi un decennio molto difficile. Iniziato con le futili preoccupazioni per il “Millennium Bug” in un periodo di opulenza fittizia generato dalle speculazioni finanziarie della cosiddetta disgraziatissima “New economy” benedetta dall’America di Bill Clinton, ben presto il mondo è entrato nel clima del terrore con l’attentato alle Twin Towers. Contemporaneamente crollava Wall Street, trascinando nel gorgo tutta l’economia mondiale, drogata dall’avidità e dalla stupidità delle cicale clintoniane diffuse su scala mondiale. Detto en passant, in Italia erano Rutelli e Veltroni che si riempivano la bocca con la new economy…
Dopo il crollo virtuale di Wall Street e quello materiale delle Torri Gemelle si è verificato un effetto domino devastante, con guerre ripetute e in continua moltiplicazione. L’indebolimento economico e strategico degli USA ha permesso a molti capi di Stato avventurieri di alzare la cresta, di gettare benzina sul fuoco, di provocare; tanto in Sudamerica, quanto in Asia o nella sempre dimenticata Africa. Per non parlare del Medioriente, ridotto ormai a un focolaio permanente di conflitti sempre pronti a divampare in incendio.
L’UE ci ha messo un decennio per darsi una Costituzione, allargandosi a 27 Stati membri, ma è stata a sua volta vittima di una pesante crisi economica aggravata dai sacrifici necessari all’introduzione della moneta unica, l’Euro, in circolazione dal 2002. Oggi l’Europa è in crisi d’identità, evidenziata dal confronto con le popolazioni immigrate e con il nuovo peso dei paesi emergenti che le fanno concorrenza sul mercato della produzione mondiale. Inoltre non ha ancora associato a sé la Russia, e un’Europa senza Russia è come un uomo senza un polmone.
In tutto l’Occidente si assiste a un’aumentata conflittualità nella politica, ma l’Italia in questo ambito è al primo posto tra le democrazie. L’odio viscerale contro Berlusconi paralizza il Paese e lo divide ogni ora di più; per contro, il “berlusconismo” che nasce come reazione all’odio irrazionale contro il Capo del Governo sta portando un grave degrado al senso del bene comune, che è poi il fine della politica. Troppi “peones” improvvisati si occupano della “res publica” e il danno alla collettività è sempre più evidente.
L’islam è entrato in una fase di guerra totale, come se fosse la religione di un’entità aliena nemica dell’umanità anziché la religione di una delle civiltà della Terra. Il fatto che ogni giovedì si tema un attentato nel mondo, secondo il precetto maomettano di preferire l’attacco agli infedeli di giovedì riportato negli “hadit coranici”, non solo fa passare un brutto S.Silvestro quest’oggi ma rende l’idea di dove si sia spinto il fanatismo soprattutto in ambiente sunnita.
Tuttavia, lo Spirito Santo veglia sulla Chiesa ed ha mandato a guidarla un Papa straordinario come Benedetto XVI, il quale con pazienza, carità, umiltà, sapienza, fermezza, fede e speranza sta conducendo una silenziosa quanto improcrastinabile riforma mirata a riordinare le fila e a ridare l’unità al Corpo Mistico di Cristo. Gli ultimi anni del pontificato precedente avevano visto un degrado dovuto alla malattia di Giovanni Paolo II, che non poteva più governare con mano ferma; la conseguenza fu una generale tendenza al “cristianesimo fai-da-te” e al dilagare di una mentalità secolarizzata che considera la vita cristiana quasi come una particolare forma di impegno civile di volontariato. Il grande Papa Benedetto XVI sta invece ricapitolando tutto in Cristo e, grazie alla sua sempre più evidente superiorità intellettuale come filosofo e pensatore, sta spazzando via anche le forme degenerate del pensiero occidentale, dal relativismo al pensiero debole, dal decostruzionismo al post-nichilismo. Dopo 5 anni di pontificato il mondo occidentale si accorge di non avere la capacità di dire nulla, senza aver almeno ascoltato il Papa.
Cosa attendersi dal futuro? In realtà, le solite cose. Il mondo evolve, ma l’uomo non cambia. La lettura dei libri biblici veterotestamentari è particolarmente istruttiva in questo senso. Infatti, attualizzando il linguaggio, sembra di leggere il quotidiano con le cronache di ieri e ieri l’altro, o di oggi, o di domani. “Nihil sub sole novi” diceva l’Ecclesiaste, e verrebbe da dargli eternamente ragione. Ma non è proprio così, e noi cristiani lo sappiamo benissimo. Quattro o cinque secoli dopo la redazione del libro di Qoelet (o Ecclesiaste, appunto) ci fu l’evento-Cristo, con la Resurrezione a vita nuova, primizia per noi battezzati. Egli fece nuove tutte le cose ed è ora vivente, alla destra del Padre, a prepararci un posto nell’Amore eterno.
La vita dei cristiani ha senso solo se si svolge in questa certezza, che ci consente di attraversare il mare della vita con fiducia e speranza anche quando è in tempesta perché sappiamo che Dio si è incarnato per noi e per la nostra salvezza, è morto e risorto per vincere la Tenebra e per offrirci cielo e terra nuovi, per l’eternità. Con un simile alleato, chi può aver paura?
Buon anno.
(Davide Lovat)