Se l’insegnante è suora, il velo diventa offensivo

Vogliono mandare al confino le suore, estrometterle dalla vita pubblica, chiuderle in monastero. Sta accadendo a Roma in questi giorni, scuola elementare Jean Piaget, via Suvereto. Un gruppo di zelanti genitrici, guidate da una «cassintegrata dell’Alitalia» ha chiesto la testa di una maestra colpevole di essere suora. Costei è un tipo minuto. Non ha fatto propaganda di Gesù, quando mai. Insegna italiano, ha il curriculum giusto, i titoli di studio, sta in graduatoria. Ma per il fatto di essere suora, secondo la cassintegrata dell’Alitalia (un nome, un programma), non può essere una dipendente dello Stato laico. Deve sparire.
Scrive Fabrizio Caccia sul Corriere della Sera: «Un gruppo di mamme ieri mattina ha incontrato la preside, Maria Matilde Filippini. Il motivo? La nuova maestra d’italiano della II C, da venerdì scorso, è una suora. Suor Annalisa Falasco, padovana, 61 anni, della congregazione di Maria Consolatrice, è stata mandata dal provveditorato di Roma a sostituire l’insegnante di ruolo, che ha appena vinto una borsa di studio e se ne è andata altrove. Dice ora Patrizia Angari, trentasei anni, cassintegrata Alitalia, a nome pure delle altre mamme: «La nostra è una scuola pubblica, una scuola statale, perciò se serve faremo ricorso al Tar. Qui non è in discussione la persona, la suora sarà pure bravissima ma io contesto l’istituzione che rappresenta. Cioè la Chiesa. Voglio vedere cosa dirà la maestra a mio figlio quando Valerio le chiederà come è nato l’universo. Sono atea e credo che la scuola pubblica debba essere quantomeno laica. O no?».
Che Paese stiamo diventando? Dov’è che si era vista una scena così? La madre lavoratrice che organizza un comitato di mamme democratiche e smaschera il traditore che corrompe i fanciulli? Va be’, c’è stato il caso di Socrate, ma non esageriamo. Più vicino a noi: Unione Sovietica, ventesimo secolo. Arcipelago Gulag di Solgenitsin racconta vicende di questo genere. Sbugiardare il finto compagno, rivelare che è un prete, consegnarlo alla vergogna popolare. Sulla Pravda apparivano le lettere delle mungitrici di renne, da noi le più rappresentative sono le hostess Alitalia, ad alcune delle quali i privilegi devono aver dato alla testa. Anche da cassintegrate è più alto il loro mensile di quello complessivo di un esercito di suorine che puliscono il sedere a bambini e a vecchi.
C’è bisogno di spiegare perché tutto questo è razzismo, convinto per di più di essere progressista? I razzisti sono quelli che dividono gli esseri umani in due categorie: le persone degne di godere dei diritti umani, e quelle meno, molto meno. Qui si nega a una persona il diritto di meritarsi un posto di lavoro sulla base dell’appartenenza a una religione. Se ci fosse una magistratura seria interverrebbe aprendo un fascicolo sulla vicenda intestandolo alla Legge Mancino, là dove si punisce «… con la reclusione sino a tre anni chi (…) incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» (art. 1).
Una bella idea di laicità esprime la mamma citata. È in linea di navigazione con una deriva tutta occidentale. L’Europa si vuole annullare, si odia. Detesta le sue origini. In nome dell’illuminismo giacobino fa fuori l’illuminismo ragionevole, e con esso si uccide, lasciando spazio a una tranquilla invasione islamica.
Il principio di uguaglianza è per la cultura dominante come una pialla: implica omogeneizzarsi alla religione di Stato, che a quanto pare esige la riduzione della fede a fatto privato, con una ridicola confusione tra laicità e miscredenza violenta.
La cosa più incredibile non è che ci sia in giro qualcuno con le idee strane, ma che raduni intorno a sé gente normale pronta a darle ragione. E in Italia siamo ancora fortunati, perché questi casi appaiono isolati. Ma ci sono inchieste condotte specie nel Nord Europa dove si rivela che essere cristiani è un vero handicap sociale. Si chiama cristianofobia questa malattia europea, si è espressa nella sentenza contro i crocifissi sulle pareti delle scuole, e in Italia ha questi epigoni. Il risultato? È molto più difficile trovare comprensione se sei una suora che se sei un imam. O un propagandista dello yoga . Fare il presepio è intolleranza, invece introdurre, ad esempio, il buddismo è ritenuto molto laico, in perfetta armonia con la laicità della scuola. La preside Filippini, che è donna di buon senso, dichiara: «L’insegnante che c’era prima della suora impartiva ai bambini dei corsi di benessere yoga: li faceva sdraiare in cerchio, disegnava dei mandala e recitavano insieme dei mantra… ». Om, Om, Om. Quello andava benissimo alla signora dell’Alitalia. Invece nominare Gesù a Natale è un delitto.
Noi suggeriremmo alla suora, se non è troppo tardi, di dichiararsi sì suora, ma anche lesbica, o almeno suora incinta, e farsi fare un anatema dal vescovo, come nei film alla moda di Almodóvar. Diventerebbe un’eroina. Forse le perdonerebbero persino se facesse dire le preghiere ai bambini.

(articolo di Renato Farina de “Il Giornale”)

4 thoughts on “Se l’insegnante è suora, il velo diventa offensivo

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  2. 1) Se ci fosse una magistratura seria interverrebbe aprendo un fascicolo sulla vicenda intestandolo alla Legge Mancino, là dove si punisce «… con la reclusione sino a tre anni chi (…) incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» (art. 1). ——> se ci fosse una magistratura seria, x lo stesso principio, sarebbero da incriminare anche tantissimi ecclesiastici che se la incitano l’odio contro gente di religioni diverse o con gli atei (basta ascoltare padre livio fanzaga di radio maria).
    2) Anche da cassintegrate è più alto il loro mensile di quello complessivo di un esercito di suorine che puliscono il sedere a bambini e a vecchi(dici agli altri che sono offensivi e poi scrivi vecchi???sei un pò ipocrita, almeno scrivi persone anziane, vecchi è proprio brutto). —————> se queste suorine, come le chiama lei, lo fanno per vocazione non dovrebbero prendere niente perchè lo fanno per vocazione e non per i soldi, mentre questa povra cassaintegrata deve sbancancare il lunario per pagare affitto, bollette ma soprattutto per dare da mangiare ai suoi figli mentre le suorine se ne tornano in convento e si trovano la pappa pronta che è stata pagata con 8×1000, lasciti, donazioni, ecc ecc……
    3) «L’insegnante che c’era prima della suora impartiva ai bambini dei corsi di benessere yoga: li faceva sdraiare in cerchio, disegnava dei mandala e recitavano insieme dei mantra… ». ———> questo non va bene come non va bene che ci sia una suora come insegnate nella scuola pubblica.
    4) se questa suora ci tiene tanto a fare l’insegnante, benvenga, ci sono tante scuole cattoliche dove può insegnare……se voleva insegnare nella scuola pubblica avrebbe dovuto fare a meno di fare la suora.

  3. io avevo una prof di religione suora che era simpaticissima, ci faceva le lezioni di religione trattando preferibilmente argomenti di educazione e problemi sociali…abbiamo fatto la gita a Roma con lei, era di compagnia e ci lasciava liberi di divertirci (in modo sano, si intende)…perchè una suora non dovrebbe insegnare nelle scuole pubbliche????

  4. si,ma tu avevi una suora che ti insegnava religione……fin che insegnano religione va bene, è il resto che non vah…..

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