Rivendicate le stragi in Russia dai musulmani. Te pareva…

La si volti come si vuole, ma il terrorismo internazionale del giorno d’oggi è compiuto sempre da persone di religione musulmana. Si potrà discutere sull’uso strumentale della religione, e sarebbe davvero interessante farlo per vedere se gli assassini sbagliano o se sono invece fedeli al Profeta, si potranno fare mille ragionamenti sulle condizioni sociopolitiche, sulla povertà, sull’ignoranza, sull’imperialismo, su quel che si vuole: ma i fatti sono fatti, e sono inoppugnabili.

L’autoproclamato Emiro del Caucaso del Nord, Doku Umarov, leader dei “ribelli” della regione, ha rivendicato il duplice attentato alla metro di Mosca con un video postato nel sito Kakvakcenter, ritenuto vicino alla guerriglia.

Nel suo messaggio Umarov sostiene di aver ordinato personalmente gli attacchi e minaccia che gli attentati continueranno in Russia. Una minaccia che aveva già lanciato il 14 febbraio scorso dallo stesso sito, quando aveva promesso di portare la guerra «nelle case dei russi».

Negli ultimi dieci anni la capitale russa è stata spesso nel mirino terrorismo islamico indipendentista, ispirato dal conflitto ceceno o dall’instabilità delle repubbliche del Caucaso contro il potere di Mosca, ma nell’ultimo periodo la situazione si era calmata. Gli attacchi del 29 marzo sono i primi attentati al metro di Mosca dal 2004, quando un estremista islamico proveniente dal Caucaso aveva causato più di 40 morti.

Il leader del Cremlino Dmitri Medvedev ha detto che gli attentati alla metro di Mosca di tre giorni fa e quelli di oggi in Daghestan sono «anelli della stessa catena».«Sono manifestazioni dell’attività terroristica che negli ultimi tempi si fa sentire nel Caucaso», ha dichiarato il presidente durante una riunione del consiglio per la sicurezza nazionale in corso nella sua residenza a Gorki, alle porte di Mosca. «L’obiettivo dei terroristi – ha proseguito – è quello di destabilizzare la situazione nel paese, distruggere la società civile, seminare la paura e il panico tra la popolazione. Noi non lo permetteremo», ha assicurato, promettendo che «tutti i banditi saranno rintracciati ed eliminati».

Tanto ce ne saranno altri, e altri ancora, e poi ancora… Il problema è radicale e fondamentale, non accidentale o circostanziale. Un problema che l’umanità ha dal VII secolo dopo Cristo.islamici in preghiera

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