Ripristinata “Dialettologia” a Ca’ Foscari

Con un provvedimento varato già dalla giunta Galan, ma passato solo in questi giorni attraverso le necessarie autorizzazioni formali, la Regione del Veneto e l’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno siglato una convenzione che potrà portare, nei prossimi anni, all’istituzione permanente di una cattedra di Dialettologia italiana finanziata dalla Regione e istituita presso l’ateneo veneziano.

Lo studio dei dialetti italiani, e in particolare della ricca tradizione linguistica veneta, è da tempo oggetto di studi a Ca’ Foscari – in particolare presso il Centro interuniversitario di studi veneti, fondato da Giorgio Padoan – ma dai tempi del dialettologo Paolo Zolli nessun docente di ruolo a Venezia ha più ricoperto una cattedra di Dialettologia italiana.
Così, la Regione – con un’iniziativa dell’allora vicepresidente della giunta Galan, Franco Manzato, oggi assessore della giunta Zaia – ha deciso di avviare l’iter per l’istituzione di una cattedra di dialettologia italiana “sponsorizzata” da palazzo Balbi. In seguito alla convenzione firmata in questi giorni, Ca’ Foscari affiderà l’insegnamento a un suo professore di ruolo (si tratta del prof. Lorenzo Tomasin, esperto di dialettologia e di storia della lingua, già autore di vari volumi dedicati al veneziano e al padovano antico).
Nei prossimi anni, il rinnovo della convenzione dovrebbe consentire il bando di un concorso e l’istituzione di una cattedra permanente.
«C’è un’Europa che non ci piace: è quella – spiega in un comunicato il governatore Luca Zaia – che disdegna la lingua italiana e, con essa, culture e storie millenarie di cui la lingua è simbolo. Oggi però, proprio dal Veneto, parte la sfida all’Europa dei burocrati, vittima di una malintesa modernità che fa strame della nostra identità. Mentre a Bruxelles l’inglese mette all’angolo italiano, francese e tedesco, la Regione Veneto scrive, con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, un capitolo originale, se non del tutto nuovo, del rapporto fra cultura e istituzioni, inaugurando il corso di dialettologia».
«Tutto ciò – prosegue la nota diffusa dal presidente – non accade a caso. Quella stessa gestione burocratica, e asfittica, della lingua che porta in Italia a teorizzare la discriminazione del veneto come lingua madre, induce l’Europa delle burocrazie a discriminare la lingua italiana, quasi fosse un orpello inutile. Di qua, dobbiamo e dovremo misurarci con i sepolcri imbiancati che credono che cultura e lingua siano immutabili nei secoli dei secoli; di là, con gli ultras della comunicazione “facile” che discrimina tutto ciò che non è anglofono. Il Veneto si propone oggi come laboratorio per un’idea, quella della valorizzazione delle lingue materne, che è molto più che una provocazione. Perché la difesa dei diritti di uno Stato fondatore e membro dell’Europa a 27 passa dalla valorizzazione e tutela dei diritti delle singole entità che compongono quello Stato e che – è giunta l’ora – dovrebbero dar luogo a un nuovo patto fra pari».ca' foscari

One thought on “Ripristinata “Dialettologia” a Ca’ Foscari

  1. Chiunque di noi – e con ‘noi’ intendo naturalmente tutti gli studiosi ma anche tutti
    i veri lettori dei testi dialettologici e dialettali – si è trovato negli anni a giocare su più fronti, a parlare più lingue, certo anche a condividere punti di vista assai diversi
    tra loro. Forse questo non è il nostro punto di forza, ha un po’ indebolito l’organizzazione generale, i contatti. Ma è anche la qualità preminente in questa tradizione di studi, che non può acquisire forza teorica nel perdere, sfumandolo, l’oggetto originario….un’interessante vicenda edipica, direi! Chi di noi non annovera il dialetto tra i suoi progenitori , almeno a livello archetipale?

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