Si può ipotizzare che il Ministro Roberto Calderoli con la Riforma delle Autonomie locali non solo rivoluzionerà gli assetti politico-amministrativi degli Enti locali ma congiuntamente si può anche stimare che gli effetti della nuova normativa intaccheranno il sistema di rappresentanza dei Partiti.
Dirompente l’attività riformatrice della Lega Nord: nei fatti il Movimento del Nord sta dimostrando veramente di avere una presenza istituzionale di grande efficacia nel cambiamento: dove gli uomini della Lega operano, ciò che toccano cambia.
Ebbene sì, uno di questi uomini è Roberto Calderoli. Ricordato per la legge elettorale del 2005 (Porcellum), ora gli tocca la sorte nuovamente – in modo indiretto – di colpire il destino di tanti partiti. Perchè? Tentiamo un ragionamento: la diminuzione dei posti nelle Giunte e nei consigli siano essi dei comuni o delle province, non solo costringerà alla ricostruzione strategica del disegno delle deleghe connesse poi all’organizzazione degli apparati burocratici amministrativi, ma cosa estremamente importante avvierà un ridimensionamento delle candidature per le lezioni amministrative.
Questa è una sfida per il sistema dei partiti in Italia, pensandoci bene, una sfida che cambierà gli stessi partiti. Il che è tutto dire, in un Paese come il nostro in cui alcuni Partiti sono tuttora in “fase di allestimento”, vedi la fusione di Forza Italia con Alleanza Nazionale, o il Partito Democratico con la sua nuova stagione, da sempre per verità allo “stadio nascente”.
La rappresentanza, dunque, se va inserita in un ridimensionamento del numero degli amministratori, indurrà i Movimenti politici e i partiti a ragionare su una scelta ineluttabilmente più oculata delle persone. Quando parlo di rappresentanza, non mi interessano le dottrine giuridiche che la attribuiscono solo agli organi nazionali costituzionali e non ai rappresentanti degli enti locali. Mi interessa la connessione fra rappresentanza e scelta elettiva. Quindi esecutivi contingentati nei numeri, rapportati a consigli snelli, svilupperanno nuove dinamiche nei rapporti. Sappiamo che negli anni i Sindaci e gli esecutivi sono divenuti sempre più forti, smorzando l’azione delle assemblee, dopo la loro riduzione evidentemente dovranno ricostruire un nuovo equilibrio. Fondamentale sarà la dimensione e la valenza del candidato. Insomma pochi ma buoni. E questa sarà la sfida per tutti i Partiti. Questa è già stata colta da anni dalla Lega Nord, che tanto ha puntato sulla formazione degli amministratori locali. Se c’è un “vecchio” movimento politico che ha investito per vocazione naturale sugli enti locali: questa è la Lega. Forte attaccamento al territorio e solidità dell’organizzazione del Movimento sono stati tradotti in ancoraggio per la rappresentanza negli Enti locali. Contestualmente la vitalità dei partiti si consoliderà se le sue funzioni non coincideranno solo con il momento elettorale. E’ iniziato un percorso interessante che parte nel campo degli assetti istituzionali amministrativi degli Enti locali fino a toccare ambiti più vasti collegati all’elezione dei rappresentati locali, all’organizzazione della politica per corrispondere efficacemente a questa Riforma. Un evolversi della democrazia che apre situazioni decisamente innovative. Si tratterà di fare un passo alla volta con un unico obiettivo: la modernizzazione del Sistema – Paese dagli Enti locali nel contesto del Federalismo. La Lega Nord il motore delle riforme lo ha avviato.
Roberto Ciambetti –
Capogruppo Regionale
Liga Veneta- Lega Nord
