Non tocca ai sindaci regolare i rapporti con l’Islam

A Vicenza il Sindaco Variati vorrebbe dare un’area del cimitero ai musulmani per consentire loro di seppellire i morti secondo le loro usanze. In tutta Italia ci sono sindaci o amministratori che discutono di come, quando e dove costruire moschee per i musulmani. Tutti si fanno forti dell’ideale di apertura progressista, parlano di società multiculturale, non ammettono repliche e tacciano ogni voce discorde come xenofoba o razzista. Ma siamo sicuri che non si tratti invece di un vranco di ignoranti, nella migliore delle ipotesi? Cosa dice la Costituzione della repubblica Italiana in proposito, Costituzione di uno Stato laico (è bene ricordarlo proprio a codesti signori che spesso se ne riempirono la bocca, sempre a vanvera, in altre circostanze).

I rapporti dello Stato con le diverse confessioni religiose si svolgono o, meglio, si dovrebbero svolgere per legge, nel quadro dell’art. 8 che recita:
“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

E’ evidente a ogni somaro, e qui c’è da chiedersi cosa siano questi signori invece, che in assenza di intese pattuite tra le rappresentanze religiose e lo Stato non esiste il riconoscimento della comunità religiosa. I singoli appartenenti alla tale confessione, qual che sia, avranno garantiti i diritti concernenti allo status di persona e, nel caso di possesso della cittadinanza, anche di quelli relativi allo status di cittadino. Persona e cittadino che, in uno Stato laico, sono sottoposti alla Legge che è uguale per tutti.
Le comunità musulmane hanno sempre rifiutato di sottoscrivere intese con lo Stato per il semplice fatto che questo comporterebbe il riconoscimento da parte loro della superiorità della Legge Civile sul Corano per quanto attiene alla sfera temporale, lasciando all’ambito religioso solo la sfera spirituale. Del resto, la separazione delle due sfere è uno dei fondamentali cardini della democrazia, che infatti per l’Islam è un tabù. Dunque coerentemente con la loro confessione religiosa, i musulmani non accettano di sottoscrivere intese di questo tipo, poiché per essi la Shari’ia deve sempre prevalere su ogni altro ordinamento, giuridico o morale che sia.

Ed eccoci al punto: con quale diritto i sindaci, quasi sempre di area progressista, contrastano il sacrosanto principio della laicità dello Stato? Con quale diritto si sostituiscono allo Stato nei rapporti con le confessioni religiose, quando la Costituzione riserva appunto allo Stato centrale l’esclusiva competenza nel rapporto con le confessioni religiose? Ancora, con quale diritto pensano di destinare denaro pubblico in favore di gruppi religiosi non riconosciuti e recalcitranti di fronte ai fondamenti normativi della nostra civiltà, per favorire le loro attività ontologicamente antidemocratiche e dunque eversive? E poi… Non si rendono conto che per l’Islam tutto è religione? Anche le compravendite, le successioni ereditarie, i contratti matrimoniali, ogni negozio giuridico… Cosa facciamo: siccome siamo multiculturali e aperti, ognuno si fa la legge che vuole?

Sarebbe ora di spiegare a tutti che lo stato laico è una grande conquista, giacché si fonda sul riconoscimento dei diritti di ogni persona e sul rispetto del sentimento religioso di tutti, e proprio per questo prevede un atteggiamento neutro dello Stato in materia di fede; lo Stato multireligioso sarebbe invece una dannazione, perché si fonderebbe sull’idea che tutte le religioni sono uguali per il solo fatto di essere religioni, cioè su un atteggiamento non neutro ma sincretistico e sostanzialmente ipocrita, se non apertamente ottuso. Soprattutto, nel secondo malaugurato caso, la Legge verrebbe sottomessa ai capricci delle più disparate superstizioni esotiche di sparute minoranze, perdendo la sua stessa funzione.

Ma si riesce a far capire questo tipo di concetto alle teste sinistrate dei nostri progressisti?

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