È di almeno 500 morti il bilancio degli scontri interreligiosi di ieri a Dogo Nahawa, in Nigeria. Lo annunciano un consigliere del governatore dello Stato di Plateau. «Almeno 500 persone sono state uccise in questo episodio abominevole», ha dichiarato il responsabile per la comunicazione dello Stato di Plateau, Dan Majang, precisando che 95 persone sono state arrestate in relazione al massacro.
L’ennesima strage nel tormentato stato nigeriano del Plateau è avvenuta nella notte tra sabato e domenica, in una zona già teatro di scontri e massacri interetnici e interreligiosi, crocevia obbligato tra il nord a maggioranza musulmano e il sud a maggioranza cristiano.
A gennaio a Jos, capitale dello Stato, i morti erano stati più di 400. Ieri sera, il capo di Stato nigeriano ad interim Goodluck Jonathan ha posto in stato d’allarme l’esercito del Plateau e degli stati confinanti, con l’ordine di «catturare i responsabili delle violenze e contrastarne il propagarsi oltre il confine dello stato».
Teatro della peggiore carneficina è stato il villaggio di Dogo Nahava a sud della capoluogo di Jos nello Stato centrale di Plateau dove è stato dichiarato lo stato di massima allerta. Il presidente ad interim, Goodluck Jonathan, ha dichiarato di aver «collocato tutte le forze di sicurezza a Plateau e nelle regioni vicine in stato di massima allerta in modo di evitare qualsiasi estensione del conflitto». Secondo quanto riportano testimoni locali intorno alle tre di del mattino i pastori islamici hanno attaccato Dogo Nahawa sparando in aria e colpendo la popolazione a colpi di macete.
La situazione nel Paese è sempre più tesa da quando il 9 febbraio scorso il vicepresidente Goodluck Jonathan è stato nominato presidente provvisorio in vista delle prossime elezioni presidenziali nel primo semestre 2011. Il rientro a sorpresa poi dell’ex presidente Umaru Yar’adua. Musulmano del sud, ha poi accentuato il clima di violenza, dal momento che Jonathan, cristiano, ha dichiarato di non voler lasciare la carica. 