Molgora: rivedere gli studi di settore

MILANO — Non solo Irap, Ires e Iva. C’è un altro fronte che agita le notti dei piccoli impren­ditori, si chiama studio di setto­re. Si tratta del sistema perverso utilizzato dall’Agenzia delle entrate per sta­bilire il giro d’affari minimo di ogni attività imprenditoriale, basato su calcoli astrusi e scollegati dalla realtà, figlio di una mentalità che vuole l’imprenditore “ladro ed evasore a prescindere”.

«Il punto è che il 2009 non è stato un anno normale — afferma Ivan Malavasi, presidente della Cna — e di questo bisognerà te­nerne conto. Potrebbero persino esserci le condizioni per una mo­ratoria di un anno degli studi di settore. O perlomeno che ci sia una moratoria degli accertamen­ti, una sospensione degli effetti di verifica fiscale. Insomma, vi­sto che verosimilmente saranno molte le imprese che risulteran­no non congrue agli studi di set­tore, evitiamo che questo faccia scattare le verifiche della Guar­dia di Finanza».

Se anche l’ultimo trimestre confermerà l’andamento negati­vo, nel 2009 il manifatturiero ita­liano dovrebbe presentare un ca­lo medio del 30% del fatturato, un dato che alimenta la preoccu­pazione delle associazioni di ca­tegoria. «Timori più che giustifi­cati — conferma Vincenzo Guer­rini, presidente di Confartigiana­to — considerato che il 2008 si è avvalso di un primo semestre positivo, mentre il 2009 sarà del tutto negativo. A tal proposito noi confermiamo la fiducia ne­gli studi di settore come strumento utile di valutazione, sicu­ramente più affidabile del vec­chio redditometro, ma chiedia­mo sensibilità e oculatezza nel suo utilizzo. E se poi accertiamo che in un’area disastrata, come quella del distretto tessile di Pra­to, si rischia di perdere ancora qualche migliaio di aziende, pen­siamo anche a una moratoria ter­ritoriale. Perché non si può pretendere che la gente paghi per ciò che non ha in casa».

Un ap­pello in piena regola. Anche se le richieste sono molteplici: se Confapi aderisce alla richiesta della moratoria, Confcommer­cio rilancia l’ipotesi di una revi­sione degli studi di settore così come è accaduto per il 2008. «L’intenzione è proprio quella di seguire il modello dello scorso anno — dice Daniele Molgora, sottosegretario all’Economia, leghista —. Faremo una revisione tenendo conto dell’eccezionalità del 2009, abbiamo rinviato alla pri­mavera gli studi, in modo da po­ter raccogliere i dati effettivi del­l’economia fino a fine anno. Si terrà conto che quest’anno sarà difficile avere un utile d’eserci­zio. Ma ritengo altamente improbabile che si possa attuare una sospensione degli studi di setto­re. Del resto, se avessimo i fondi per attuare una simile scelta, sa­rebbe più proficuo abbassare l’Iva alle Pmi». Molgora on.

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