Intervista a Antonio Gesualdi, una testa pensante che vive a Padova. Una di quelle specie umane da sottoporre a tutela del WWF, visto il livello del dibattito politico in Italia.
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CIAO ANTONIO, SENTI UNA COSA… QUALE SENSAZIONE TI HA LASCIATO LA VICENDA DI GHEDDAFI CHE INCONTRA LE BELLE RAGAZZE A MARGINE DEL VERTICE DELLA FAO?
Credo che questa cosa sia, assolutamente, da combattere perché non ha niente di religione e niente di evolutivo. Non va bene per nessuno.
COSA INTENDI DIRE?
E’ solo un’operazione politica sulle donne. Tutto questo dibattere del ruolo della donna che nasconde le grandi paure dell’uomo è la vera rivoluzione in corso nelle aree a maggioranza islamica: non c’è rivoluzione dei maschi, altrimenti si ammazzerebbero e farebbero politica, ma rivoluzione della cultura, del sapere, dell’alfabetizzazione, appunto del ruolo della donna. Guarda bene cosa succede in Iran: Ahmadinejad ha fatto perfino fotografare la moglie!
QUESTO LO CAPISCO BENE. MA GHEDDAFI E LE NOSTRE RAGAZZE….?
Che le nostre ragazze si prestino, per 60 euro, a vestirsi da brave bambine per andare ad ascoltare un dittatore imbolsito che regala loro il Corano, in realtà è come aver partecipato ad un harem. Perché, altrimenti, Gheddafi dovrebbe preoccuparsi di far vedere che si impegna a coranizzare le ragazze sotto i 35 anni e non i maschietti che saprebbe, invece, di omosessuale?
SPIEGAMI MEGLIO…
E’ una fiction dove i protagonisti fanno finta di inscenare ciò che è nella loro testa, non nella realtà. Gheddafi fa finta di essere ancora un dittatore musulmano e le nostre ragazze fanno finta di essere state rapite, stuprate, godute dal sultano, ma in realtà sono solo delle ragazze che fanno finta di lavorare. Questo perchè, da noi, non vedo nessuna rivoluzione del femminile in corso. Oggi si lavora nel marketing, nella comunicazione, nelle relazioni, nell’immagine… tutta fuffa.
INTENDI DIRE CHE NEI PAESI ISLAMICI QUALCOSA SI MUOVE MENTRE DA NOI LE DONNE SONO DISORIENTATE?
Sotto sotto, io vedo l’esigenza del dittatore di farci credere ancora – e credere lui stesso – che nel suo mondo niente è cambiato e niente sta cambiando. E allo stesso tempo vedo le nostre ragazze che vorrebbero un mondo più “forte”, con valori più decisamente affermati: identità più marcate, ruoli più chiari, una vita più sana insomma. E non parlo di alimentazione o fitness, naturalmente. Se avessero padri, o fidanzati, o mariti più “cazzuti” e vivessero in una società più responsabile, più seria, non avrebbero l’alibi del lavoro precario che non consente di compiersi e la ricerca goduriosa di relazioni effimere e fugaci, compensate poi dal tremore e dall’attrazione verso il mostro, che è la trasposizione psicologica del maschio forte e protettivo di cui non trovano più traccia e che quindi combattono, pur avendone estremo bisogno.
MI FAI VENIRE IN MENTE IL LIBRO DELLA GENESI, CAPITOLO 3 VERSETTO 16(alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà».)
Davide, queste sono le tue solite puntature religiose… Che non sono mai banali, però, perché l’umanità, alla fine, è ancora nella propria infanzia. Duemila o tremila anni, in fondo, sono ben poco rispetto all’eternità.
MA COSA DOVREMMO FARE AFFINCHE’ LA GENTE SI FACCIA UN’IDEA SERIA E VERA SU QUESTE COSE?
Io aprirei un confronto, ma di quelli come tra me e te: dove ci sta anche il vaffa….
ABOLIRE L’IPOCRISIA E IL POLITICALLY CORRECT?
Ma che roba è?
(Intervista di Davide Lovat al politologo Antonio dr.Gesualdi)