Le bandiere regionali in Costituzione: proposta della Lega Nord

La Lega Nord ha proposto in Parlamento una modifica dell’art.12 della Costituzione, chiedendo di veder riconosciute anche le bandiere regionali come simbolo identitario riconosciuto fin dai principi fondamentali della Costituzione.
Le obiezioni e le proteste, spesso accompagnate dal solito incomprensibile tono di scherno verso tutto quanto proviene dalla Lega Nord, non sono naturalmente  mancate da parte di esponenti di altri partiti che, peraltro, non hanno proprio nessun motivo o titolo per assumere atteggiamenti di superiorità culturale verso alcuno.

Purtroppo, oltre a queste sterili polemiche, non è arrivato un solo commento di taglio costituzionalista o storico, forse perché in Parlamento, oggi come oggi, sono pochissimi a conoscere la Costituzione o la Storia.
Umilmente, ma fermamente, noi facciamo notare che non tutte le Regioni della Repubblica Italiana hanno alle spalle una Storia politica e istituzionale tali da poter rivendicare il riconoscimento della propria identità attraverso il simbolo di una bandiera, almeno nel senso in cui i padri costituenti avevano deciso di collocare l’art.12 ed il suo contenuto come sigillo della parte detta dei Diritti Fondamentali; pertanto la proposta della Lega Nord andrebbe riformulata, pur avendo il merito di evidenziare una esigenza sacrosanta.
Infatti, se non tutte le Regioni possono accampare pretese di nobiltà storica pari a quella dello Stato italiano, è altrettanto vero che Sardegna, Sicilia, Piemonte e Toscana qualche buon motivo, ben fondato, lo avrebbero pure. Ma c’è una Regione, che in realtà è l’unica ad essere ancora una nazione, che si chiama Veneto, per la quale la bandiera con il Leone di San Marco è un simbolo millenario sia politico che religioso; una Regione, che è una nazione, annessa all’Italia ben dopo l’unità del 1861 e mai veramente amalgamata allo Stato occupante, come dimostrano le statistiche sulla persistenza dell’uso prevalente degli idiomi locali oltre che da una lunga serie di indicatori demografici.
Per una Regione come il Veneto è quindi sicuramente vero quello che forse non può essere riconosciuto agli altri, e se non si approderà alla modifica del Testo Fondamentale sarebbe almeno auspicabile una Legge Costituzionale per sancire un principio sacrosanto e figlio della realtà storica, oltre che in piena sintonia con quanto stabilito dagli articoli 5 e 6 della stessa Costituzione.

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