Il risultato delle elezioni tedesche ha premiato il centrodestra cristiano e liberale: la sig.ra Angela Merkel potrà formare il nuovo Governo senza più l’obbligo di coinvolgere in una Grande Coalizione i Socialdemocratici.
L’elemento di interesse politologico è proprio il tracollo della sinistra socialdemocratica, con il travaso di gran parte dei voti verso formazioni di sinistra più estreme come la Linke o i Verdi. Questo conferma un trend presente in tutta Europa: la socialdemocrazia non convince più, il pensiero socialista puro è morto da 20 anni e anche quello edulcorato sta facendo la stessa fine. D’altra parte, i presupposti sono ontologicamente errati e il destino è sempre stato segnato, come scrisse Papa Leone XIII nel 1891 nell’enciclica RERUM NOVARUM (a volte basterebbe studiare, per evitare milioni di morti).
Le sinistre neo o vetero comuniste attraggono per lo più dei disadattati o dei bastian contrari, polemici a prescindere, gente che è “contro” in ogni cosa della vita, a partire dai fatti personali. Sono formazioni che continueranno a sopravvivere con percentuali complessive oscillanti tra il 5 e il 10 percento, ma non potranno mai incidere poiché non sono portatrici di programmi di governo o di modelli alternativi di società: intercettano il disagio esistenziale e la frustrazione di una parte della popolazione, spesso indipendente, o solo parzialmente correlato, rispetto ai problemi della società.
Presto anche in Gran Bretagna i conservatori torneranno al potere e sembra questione di tempo anche in Spagna, vista la grave crisi occupazionale subentrata dopo la fine del miracoloso effetto Aznar, di cui ha beneficiato il primo governo Zapatero.
In Italia la situazione è già palesata da almeno un anno. La sinistra è quasi sparita, il centrosinistra si barcamena tra il giacobinismo forcaiolo dell’Italia dei Valori (ma quali valori? ancora non sappiamo…) e il melodramma precongressuale del PD, alla continua ricerca di una identità culturale e sociale, prima ancora che politica.
L’emblema della confusione e del buio cerebrale è il sig. Franceschini che, non sapendo più che pesci pigliare, non trova di meglio che rincorrere la Lega Nord andando a fare una piazzata domenicale sul Monviso, alla sorgente del fiume Po, per dire che quel fiume non è della Lega Nord ma di tutti.
Bella scoperta. Mica si parlava di sovranità o di giurisdizione, il Po è un simbolo e Franceschini può piantare tutte le bandiere che vuole senza ottenere alcunché.
A meno che ora non decida di andare a Pontida per far giurare i suoi su “qualcosa di sinistra”, stando però attento che il prato leghista non è suolo pubblico ma proprietà privata della Lega Nord. Poi potrebbe chiedere il federalismo fiscale “di sinistra”, un “pacchetto sicurezza di sinistra”, una legge contro l’immigrazione clandestina “di sinistra”; oppure una serietà “di sinistra”, una proposta alternativa per il Paese “di sinistra”, un modello di convivenza sociale “di sinistra”.
Ma per tutte queste cose serve un cervello che le abbia pensate: in Lega Nord ce ne sono tanti, nel PD ce ne sono troppi di “sinistrati” e non se ne vedono di funzionanti e questo è il motivo per cui alla sinistra non piace il “Va’ pensiero…”: il loro pensiero è fermo da 20 anni e sembra morto. In questo modo non se ne verrà fuori, e non è un bene nemmeno per il resto del Paese questa inettitudine della Sinistra.