La secessione è un dovere storico

Una notizia di cronaca da Napoli, aggiunta ai fatti di Rosarno in Calabria e ai ripetuti episodi di violenza sessuale verso minorati psichici in Puglia, riporta alla mente “il grave problema di quella parte del mondo che è l’Italia meridionale”, dove gli episodi di inciviltà e brutalità si succedono da sempre e non possono essere più scusati, né venire attribuiti a qualcuno sì e a qualcuno no. Non è più possibile fare dei distinguo, a questo punto.

L’episodio narra della scoperta dell’ennesima truffa ai danni dello Stato commessa da 400 persone assolutamente normali, sia fisicamente che psichicamente che socialmente (a parte il fatto di essere dei ladri). Cosa hanno fatto? Hanno percepito per anni la pensione come matti, come malati psichici. Pensione pagata da me, da te che leggi queste righe, da tutti quelli che lavorano e pagano le tasse a prezzo di grandi sacrifici, dato che quei soldi starebbero ben volentieri nelle mie tasche, nelle tue, in quelle di chi lavora, piuttosto che darli a uno Stato depredato in continuazione dal “grande problema che affligge quella parte di mondo che è l’Italia meridionale”.

Da 20 anni, in misura sempre crescente, la gente delle colonie dell’Italia, il Veneto e la Lombardia, si è stufata di avere la cittadinanza e vivere in condizioni di sottomissione rispetto al “grande problema che affligge quella parte di mondo che è l’Italia meridionale”.

La gente si sta compattando sempre più attorno a un movimento identitario, che mira alla secessione e all’indipendenza, la Lega Nord. La pretesa è sacrosanta, in linea con il diritto universale all’autodeterminazione dei popoli, ma la strada è lunga e tortuosa, ricca d’insidie, di trappole. Le accuse di razzismo rivolte agli “schiavi che si ribellano” sono sempre rinnovate, la cattiveria e il rancore montano in misura direttamente proporzionale con la presa di coscienza della sua diversa identità da parte del popolo della regione a Sud delle Alpi e a Nord dell’Italia.

Ma il ripetersi incessante, martellante, perpetuo di comportamenti vergognosi e turpi da parte di “quel grande problema che affligge quella parte di mondo che è l’Italia meridionale” non può che rafforzare i propositi di distacco. La convivenza tra il popolo civile, laborioso, tollerante, onesto, accogliente verso gli stranieri, produttivo, sano delle regioni dell’Europa subalpina e “il grande problema che affligge quella parte di mondo che è l’Italia meridionale” ormai è insopportabile; l’esperimento francese di formare uno stato chiamato Italia è fallito, come fallisce un matrimonio sbagliato. Bisogna solo sperare che la separazione avvenga in tempi brevi e in modi ragionevoli, non oltre la prossima generazione.

Solo allora lo standard della vita del popolo subalpino raggiungerà quello di Svizzera, Austria e Baviera, ma anche Slovenia e Alpi Francesi, cioè del popolo residente nel resto della regione geografica. Solo allora anche noi potremo assaporare il gusto di osservare perplessi, a metà tra il divertito e l’indignato, quello che accade laggiù, in Italia, come fanno nel resto dell’Europa civile. E penseremo allo strano disegno della Provvidenza, che ha messo una terra così bella come l’Italia meridionale a disposizione di “quel grande problema che la affligge”: la gente che la abita.

secessione nord italia

7 thoughts on “La secessione è un dovere storico

  1. ATTENZIONE !!!
    Non è possibile attendere un’altra generazione per cambiare…………sarebbe troppo tardi……………….troppo tardi……….per tutto !!!!!!!!!
    Diamoci questa legislatura e la prossima non di più…se andiamo ancora in là non vedremo nascere un’altro parlamento….perchè dico questo..perchè la crisi economica attuale e la globalizzazione non dà più scampo a paesi come l’Italia con un debito pubblico da paralisi nazionale e un’apparato statale alla frutta.
    E’ urgente cambiare la costituzione in senso federale…o sarà la fine di questo Stato nato male e che finirà peggio. L’Europa farà la stessa strada dell’Italia……27 paesi..27 culture, 25 lingue……un coacervo di popoli diversi…come l’ex URSS….e guardiamo come è andata a finire…….. insomma un panorama nero e questo solo perchè ci sono pochi interessi da salvaguardare a danno degli interessi generali.
    W SAN MARCO SEMPRE

  2. Se il regno delle due sicilie era la 5.a potenza mondiale nel 1800, la REPUBBLICA VENETA è stata per molti secoli il CENTRO DEL MONDO, FARO di CIVILTA’ E DI CULTURA, POLO DI DIFFUSIONE DELL’ARTE E DELLA LETTERATURA, PATRIA DELL’ONESTA, DEL RIGORE E DELLA SERIETA’.

    Ricordatevi che metà delle opere stampate nel 1500 provengono dagli editori di Venezia (veneti o toscani). Una buona parte delle opere artistiche sparse ai quattro angoli del mondo sono venete (nel museo di Londra ci sono due sale di uguale misura per la pittura italiana: la sala veneta e la sala italiana).

    Vi ricordo che prima della Repubblica Veneta 1800 anni fa ai giochi
    di Costantinopoli partecipavano quattro squadre, quella contraddistinta dal colore BLUE era VENETA, e VENETO era anche sinonimo del colore BLU.
    E 2000 anni fa la terza cittù dell’impero romano, per ricchezza (numero di principi) era PADOVA!

    Ancora verso la fine del 1700 La Repubblica Veneta era uno degli stati più illuminati e potenti del mondo dell’epoca. In molti politici sono veneti da noi a studiare le leggi repubblicane e le hanno copiate! Non ultimi gli STATI UNITI D’AMERICA.

    E’ solo perché gli avvoltoi di mezza europa ci hanno spolpato per due secoli e che da oltre un secolo lo stato italiano ci sta succhiando sangue e linfa vitale che stiamo ancora arrancando per risalire la china ma appena ci saremo liberati di sto ferrovecchio inutile e dannoso dello stato italiano, in breve tempo ritorneremo agli antichi splendori e fasti.

    Agli italiani razzisti che odiano i Veneti dico: “se vi diamo così fastidio lasciateci andare per la nostra strada ed arrangiatevi a vivere del vostro smettendola di rubare dalle nostre tasche: abbiamo il diritto alla nostra dignità e a mantenere prima di tutto i nostri figli”

  3. spero vivamente nella secessione. ma temo che non si verificherà mai, in italia la classe politica è ancora troppo attaccata al mito dell’unità. mi piacerebbe che fosse una cosa indolore, tipo repubblica ceca e slovacchia. tanto, parliamoci chiaro, l’italia-stato non è mai stata un’italia-nazione. di italie ne esistono tre, con strutture sociali ed economiche differente, e fingere che non sia così è retorica.
    purtroppo, al sud non esiste ancora un partito secessionista (c’è la lega sud, ma è in realtà un consesso di camorristi che si sono buttati in politica, tipo forza italia); al nord, purtroppo, l’unico partito che voleva la secessione è entrato in parlamento abbandonando l’idea, ed è giudato in ogni caso da quadri culturalmente molto deficitari, benché vicini al territorio. mi piacerebbe che esistesse un partito di sinistra pro-secessione, ma mi sa che è un’utopia. mi disgusta il pensiero di tutta la retorica che si farà l’anno prossimo sull’unità d’italia. che fare?

    roberto – napoli

  4. Daccordissimo !!!! facciamola questa seccessione cosi’ avete finito di dividere i soldi a roma rispetto alla densita’ di abitanti, di farvi infrastrutture militari e strade che a sud mancano, di aprire le fabbriche a sud chiuderle e portarvi soldi e attrezzature al nord dicendo che siamo noi a non saperci fare e soprattutto succhiarci il petrolio inventandovi il federalismo fiscale (ulteriore truffa per il sud)!!!!!!! Siamo pronti con la seccessione cosi’ evitiamo le scorie nucleari che avete deciso di mettere a sud!!!!!!!
    Adda arriva’ baffone!!!!!!

  5. l’inizio della nostra sventura, dopo che Garibaldi ha fatto versare sangue per un giusto ideale, e’ stato il primo governo Cavour: Marco Minghetti (ricco emiliano), Giovanni Battista Cassinis (potente giurista piemontese), Manfredi Fanti (generale emil…iano), Piero Bastongi (finanziere ligure), Giuseppe Natoli (nobile siciliano), Ubaldino Peruzzi (nobile toscano), Francesco De Sanctis (proprietario terriero campano). Da qui inizia la sventura del sud Italia ………… indovinate chi era ministro ai lavori pubblici? e dove si sono fatte le infrastrutture per lo sviluppo dell’Italia unita?? …………………..

  6. Il primo governo del 46 il cosiddetto governo de gasperi (trentino): 3 ministri piemontesi, 1 veneto, 3 emilia romagna, 1 veneto, 1 sardo, 1 lombardo, 1 marche, 1 sicilia, 1 molise, 1 calabria….sottosegretari piemontesi a cascette……..addetto all’africa de gasperi …………… mo ci inculano definitivamente con il federalismo “fiscale” !!!!!!!!

  7. io sono napoletano….lo stato duosiciliano (stato napoletano prima) era un grande regno con una grande storia ,grande cultura eilta’ noi vogliamo la secessione quanto quelli che scrivono su queste pagine…..noi siamo dec aduri economicamente grazie a garibaldi.i savoia e chi c’era alle spalle…….i poteri ci hanno rubato tutto e non solo inizialmente ma anche nei successinìvi 150 anni …voi pensate ai 400 (per me criminali comunque) pensionati falsi e non pensate perche forse non sapete dei 50 miliardi di euro rubati l sud dai poteri del nord,forse non sapete dei fondi fas rubati el sud solo nel 2010,forse non sapete dei 21 milirdi di lavori pubbliciti del 2010 (cipe) sbloccati ,tutti al nord ,fore non sapete che gli aiuti alle benche sono soldi che sono andati ad aziende al nord italia,fose non sapete che il sud è ricco di petrolio che lo sfrutta l0eni dando alle regioni proprietario dei pozzi solo il 7% mentre le royalty internazionali sono dal 30 al 85% e ch el’eni ruba a un popolo gia martoriato 700 miliardi di euro all’anno e forse non sapete tante altre cse…bhe io dico se ci uniamo noi avremo la nostra liberta’ e voi la vostra……un cordiale saluto a tutti i meridiolai che lavorano fuori la loro terra con un augurio di un felice e presto ritorno alfredo cafiero

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>