Ecco che ci siamo! Cominciano anche da noi! Chi? I “musulmani moderati”, naturalmente! Spalleggiati dalla massoneria, che vede nella Lega Nord la minaccia alla sua egemonia politica.
A Vicenza accade che la Lega Nord riesca a far desistere, con una azione civile di pressione mediatica, gli organizzatori del “Festival Islamico” dal proposito di fare tappa a Vicenza il giorno domenica 6 Dicembre. La Lega aveva organizzato un presidio da tenersi vicino al capannone dove avrebbero dovuto presentarsi alcuni predicatori molto noti del mondo islamico jihadista europeo, un presidio al quale avrebbero partecipato molte migliaia di persone. Gli organizzatori hanno dovuto inventare una indisposizione del predicatore più atteso, noto per le sue posizioni in tutta Europa e in Medio Oriente, per giustificare la soppressione dell’evento. Uno smacco tremendo, tanto più perché inflitto con armi tipiche del civile scontro democratico: la pressione mediatica, la mobilitazione, la dialettica, il coinvolgimento della società civile.
Ma ecco che il signor Buffarini, massone dichiarato da anni, uno che ha sbandierato la sua adesione alla massoneria su tutti i giornali locali decine di volte e che da un anno ha dichiarato la sua conversione all’islam (anche questo è logico, come presto questo giornale dimostrerà), ecco – dicevamo – che il massone-islamico sporge denuncia contro Alessio Sandoli (segretario della sezione cittadina di Vicenza della Lega Nord) e contro il Senatore Paolo Franco, Segretario provinciale e leader politico del movimento leghista a Vicenza (nella foto). Il motivo? Istigazione all’odio e “islamofobia”.
“Islamofobia”: una parola con la quale dovremo imparare a convivere, perché nel resto d’Europa è diventata il grimaldello per dare il potere alla comunità musulmana. Grazie, naturalmente, a quei magistrati che ne spalleggiano l’avanzata perchè come il sig. Buffarini, diciamo così, hanno certe idee.
La vicenda giudiziaria va liquidata così: solo un giudice massone può accogliere questa denuncia infondata, distorcendo i più elementari diritti d’espressione della nostra democrazia. Ma giudici massoni ne esistono, dunque vedremo.
Più che altro va ricordato Gramsci: una cultura dominante tende a instaurare la sua “egemonia”, e questo ha fatto la cultura massonica negli ultimi 150 anni in Occidente. Tale egemonia perdura fin tanto che la classe dominante riesce ad esprimere una classe dirigente in grado di interpretare le istanze della società civile e trasformarle in azione politica. Per fare ciò, la classe dominante offre alla società civile i suoi modelli culturale e cerca di indirizzare il pensiero comune verso i propri obiettivi, dipingendo come blasfemo tutto quello che contrasta con la propaganda ufficiale.
Finché propaganda ufficiale e sentire comune non si discostano, il gioco riesce. Ma quando la classe dirigente espressa dalla classe dominante non riesce più a capire il popolo, ecco che l’egemonia vacilla e si creano i presupposti per il rovesciamento dei rapporti di forza.
Questo sta accadendo oggi in Italia: la Lega Nord è interprete di un nuovo modo di sentire della società civile, mentre il pensiero massonico-illuminista è giunto al capolinea. Naturalmente i comportamenti reazionari di chi tende alla conservazione dei propri privilegi saranno durissimi e si moltiplicheranno, ma il processo in atto è ineluttabile perché il sentimento del popolo è già cambiato e, per ora, solo la Lega Nord lo sta interpretando anche se non mancano le storture, le esagerazioni, le stupidaggini e gli errori.
La denuncia di Buffarini va letta dunque in quest’ottica: egli è un massone, convertito all’islam dove trova nuova linfa per le sue idee mondialiste, che combatte l’emergente forza politica comunitarista, anti-mondialista e laicamente cristiana che contrasta il suo modello di riferimento, fino a ieri egemone e oggi apertamente in crisi.
Nella piccola Vicenza si apre una partita ideologica che connoterà il futuro europeo nei prossimi 20 anni e che sarà decisa da due fattori: primo, il fattore demografico con le relative politiche a esso connesse, con la “vecchia Europa” che spinge per l’immigrazione e la “Nuova Europa” che spinge per incentivare la famiglia e la natalità dei cittadini indigeni; secondo, lo spazio che verrà dato agli intellettuali della politica per contrastare l’egemonia degli economisti, che più o meno inconsapevolmente sono la quinta colonna della conservazione dell’egemonia dell’attuale classe dominante. Se il pensiero mutato troverà i suoi esegeti, la Nuova Europa vincerà e si riprodurrà; se continueranno a parlare i guardiani della Vecchia Europa, beh… I vecchi muoiono e l’Europa cadrà in mano a chi se la prende. Lo scontro è sia generazionale che epocale, ma soprattutto è uno scontro eminentemente ideologico.
Se qualche giovane ha letto queste righe, le rilegga per capirle meglio e approfondisca i temi trattati. Un giovane che intenda combattere per cambiare le cose in meglio deve sapere da che parte si è rivoluzionari, e da che parte invece si crede di esserlo ma si è solo conservatori funzionali al sistema.
(articolo di Davide Lovat)
