A Pian del Re, sul Monviso, dove nasce il fiume Po, si è svolto il consueto unificante “rito dell’ampolla” che si concluderà domenica a Venezia, quando il leader della Lega Nord Umberto Bossi verserà nel mare ove il fiume sfocia l’acqua raccolta alla sorgente.
A margine del rito, rispondendo ai giornalisti presenti, ha suscitato scalpore dichiarando che dietro la vicenda delle “escort” con il signor Berlusconi c’è la regia della mafia.
Come al solito molti si sono stracciate le vesti, perché il linguaggio di Bossi è privo degli arzigogoli pseudo-intellettuali di tanti cosiddetti politologi: è la sua forza presso il popolo di cui amplifica la voce più profonda e sincera, e il suo limite perché certa parte dell’opinione pubblica che aderirebbe alle sue idee non riesce a capirlo nel modo corretto. Per capire Bossi bisogna essere semplici come bambini, come sono tanti dei suoi seguaci onesti lavoratori oppure scafati ed esperti di cose politiche come poche persone possono essere. Ma allora, cosa avrà voluto dire con questa semplificazione?
Non è difficile: in un anno il Governo attuale ha bloccato il traffico di schiavi nel Mediterraneo che era uno dei canali più redditizi dell’attività mafiosa; ha compiuto un numero impressionante di sequestri di droga; ha arrestato moltissimi latitanti e va dato atto al Ministro dell’Interno Maroni di aver compiuto un lavoro fin qua eccezionale e impensabile; ha approvato il federalismo fiscale, che seccherà molti dei rivoli di denaro che dal Nord arrivavano a Roma e poi si perdevano in meandri occulti, anziché servire per aiutare lo sviluppo del Sud. Le prospettive dei prossimi 4 anni sono addirittura disastrose per i sistemi di contropotere dell’Antistato chiamato Mafia o, più significativamente in questo ragionamento, Cosa Nostra. Cosa Nostra che ha i suoi addentellati piazzati in molte stanze dei bottoni e che a questo punto vedrebbe di buon occhio l’uscita di scena del Premier e della Lega Nord sua alleata. Come si vede, quello di Bossi sembra un discorso banale, semplicistico da bar, ma molto spesso la verità non è da cercare nelle cose difficili o nei ragionamenti astrusi.
E in ogni caso, per soddisfare chi vuole un linguaggio più forbito basta porsi una semplice domanda, relativamente a chi possa voler delegittimare il Capo del Governo con una vicenda di donnine di malaffare: CUI PRODEST? A chi giova? Non serve attendere la sentenza dai posteri, perché non è affatto ardua….