La Lega Nord decapita Cosa Nostra

Altro, ennesimo successo nella lotta alla Mafia che da quando il ministero degli Interni è in mano alla Lega Nord, nella persona di Roberto Maroni, sta conoscendo una stagione di risultati senza precedenti. Si può ben dire che ha ottenuto di più, in termini di arresti e di lotta alle attività criminose, la Lega Nord in un anno che tutti i Governi della Repubblica messi assieme in 60 anni. Basti pensare allo stop all’immigrazione clandestina nel Canale di Sicilia con conseguente blocco della tratta degli schiavi gestito da Cosa Nostra, alle ripetute operazioni antidroga, alla lotta contro il racket, ai ripetuti numerosissimi arresti in tutta l’Italia Meridionale. L’arresto di Raccuglia è un colpo grosso, ma è solo la cima di un iceberg. Stupisce però come i media, per il solo fatto che il Ministro è un leghista, tacciano tutte le volte in cui non viene arrestato un boss di questa importanza: forse si teme di far sapere alla gente che la Lega Nord manda al Governo uomini eccellenti?

«L’arresto di Raccuglia è uno dei colpi più duri inferti alle organizzazioni mafiose negli ultimi anni perché era di fatto il numero due di Cosa Nostra» ha commentato il ministro dell’interno Roberto Maroni, che ha telefonato al capo della Polizia Antonio Manganelli per congratularsi dell’operazione. A Maroni sono arrivate invece le congratulazioni del presidenti del Senato Schifani e della Camera Fini. «L’arresto del boss Raccuglia – si legge in una nota di Palazzo Madama – rappresenta un evento importantissimo e un’ulteriore vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata». Fini parla di «un successo dello Stato e della democrazia che testimonia l’importanza di proseguire con determinazione nella lotta alla mafia e a ogni forma di criminalità organizzata».

Per il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso si tratta di un «successo investigativo importantissimo». «Ho fatto le mie congratulazioni al ministro Maroni, al questore di Palermo e ai ragazzi della sezione catturandi della mobile – ha detto -. Quando ho sentito il questore era insieme ad alcuni degli agenti della sezione catturandi, ragazzi che conosco bene e con cui ho lavorato quando ero procuratore a Palermo. Ho potuto complimentarmi anche con loro». «Raccuglia – spiega Grasso – è considerato il numero due, per peso criminale, nella lista dei ricercati di Cosa Nostra dopo Matteo Messina Denaro. In questi anni ha esteso il suo dominio da Altofonte fino al confine con la provincia di Trapani, come conferma il fatto che si nascondeva proprio nel Trapanese».

Anche il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia parla di un arresto di straordinaria importanza. «Abbiamo preso uno dei capi assoluti di Cosa Nostra ancora in circolazione in un momento di ascesa all’interno delle gerarchie mafiose – spiega -. È stata un’indagine molto difficile perché Raccuglia si è dimostrato attento e accorto nella gestione della sua latitanza e lo dimostra il fatto che l’arresto è avvenuto fuori dalla sua zona, in un’area più tranquilla». Secondo Ingroia, all’interno di Cosa Nostra «si crea adesso un ulteriore vuoto dove i latitanti di spicco sono sempre meno. Adesso assumono maggiore importanza Nicchi a Palermo e Messina Denaro a Trapani. Raccuglia era l’uomo cuscinetto che controllava i territori fra Palermo città e la provincia di Trapani».

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