L’Istat comunica i dati sulla produzione industriale: meno 19,4% annuo

Nonostante lo zelo di politici ed economisti che a tutte le ore di tutti i giorni si prodigano a ribadire che la crisi economica è scongiurata, che ormai si vede l’alba, che i problemi peggiori sono superati, che ormai la tempesta è passata, puntuali arrivano i dati congiunturali che testimoniano una realtà più simile a quella percepita da chi passa il tempo a lavorare, anziché a parlare del mondo del lavoro.
Beninteso che è assolutamente auspicabile un cambio di tendenza, magari pure repentino, purtroppo i segnali che noi cogliamo tra la gente del Veneto non sono rassicuranti: ricorso frequente alla cassa integrazione, sofferenze bancarie, disoccupazione in aumento, profitti in calo, settore edilizio alla paralisi, accesso al credito difficoltoso e costo della vita al limite della sostenibilità sono segnali preoccupanti che se dovessero perdurare potrebbero diventare forieri di tensioni sociali perfino gravi.
Capiamo il richiamo alla fiducia, doveroso per chi ha a cuore le sorti dell’economia e del bene comune, ma quest’ultimo forse potrebbe beneficiare maggiormente di un sano pragmatismo da parte dei politici e di economisti maggiormente dediti allo studio della realtà che alla partecipazione a inutili kermesse festivaliere ove si discute del nulla, per di più con approccio teorico.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>