Monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, 63 anni, è stato ucciso oggi a Iskenderun, in Turchia. Lo ha confermato il nunzio apostolico in Turchia mons. Antonio Lucibello. Mons. Padovese è stato assassinato a colpi di coltello nella sua abitazione. Era stato nominato Vicario Apostolico dell’Anatolia l’11 ottobre 2004 e consacrato a Iskenderun il 7 novembre dello stesso anno. I primi sospetti sull’autore dell’assassinio cadono sul suo autista e collaboratore, un musulmano che collaborava da tempo con il prelato, che lo avrebbe accoltellato. Secondo testimoni in questi giorni l’autista sembrava «depresso e violento».
Che fare? Pregare per la vittima e per il suo uccisore, al quale offrire il cristiano perdono? Certo, religiosamente parlando…
Ma politicamente, cosa ne facciamo di questa Turchia violenta, sempre meno laica e sempre più fondamentalista? Di questa Turchia che torna alle origini anticristiane, che torna a minacciare l’Occidente con la violenza connotata dalla religione coranica? La facciamo entrare nella UE? Concittadini nostri, con l’immediata possibilità di riversare un miliardo di musulmani in Europa per loro tramite?
Intanto loro finanziano i terroristi di Hamas, spalleggiano l’Iran, mirano a ritagliarsi un ruolo politico di primordine nello scacchiere mediorientale e giocano la partita sul tavolo dei gasdotti con la Russia e delle basi militari con gli USA.
Non c’è altro da aggiungere, salvo il monito a ricordare San Marco d’Aviano a Vienna nel 1683. I Turchi sono sempre Turchi, noi siamo ancora liberi perché non abbiamo ancora smesso di essere Cristiani e perché il Leone di san Marco evangelista rimane un simbolo al quale prestare devozione e fedeltà. Un simbolo da innalzare per tutto l’Occidente, come fece Venezia nel tempo della prova contro i musumani, eterni nemici politici giurati. Pensare che la Storia non abbia nulla da insegnare significa essere stupidi, o volerlo essere a ogni costo compreso quello di non riconoscere nella Turchia un Paese nemico.
Turchia in Europa? Sarebbe meglio pensare di riconquistarla e ribattezzarla come un tempo Anatolia, Cappadocia, Licia, Bitinia, Galazia, Frigia, Licaonia, eccetera, svuotandola dal male spirituale che la affligge dal 1453.