“Fini vuole arrivare a far votare gli immigrati. Cerca di ottenere quel bacino di circa un milione di voti, ma non ha capito che quelli votano dall’altra parte, a sinistra”. Massimo Bitonci e’ il deputato leghista che sta seguendo, per conto del Carroccio,
gli ultimi sviluppi del dibattito su immigrazione e cittadinanza.
Le ultime uscite del presidente della Camera (no alla “rozzezza” e a una “destra muscolare” sul tema immigrazione e “ragionare su cosa significa essere italiani oggi”) non gli sono piaciute, cosi’ come non sono gradite allo stato maggiore dei “lu’mbard”. E lui – interpellato dal VELINO – non nasconde il disappunto.
“A parte i sospetti sulle manovre che ho – dice Bitonci -, contesto a Fini una cosa: il problema della cittadinanza e’ legato al concetto di popolo, che e’ un insieme di persone, con gli stessi usi, gli stessi costumi e le stesse leggi da rispettare. È importante
identificarsi in un popolo. Allora io mi chiedo: un musulmano che e’ da cinque anni in Italia e’ parte del nostro popolo?
Non credo. Non penso che un musulmano, che considera la legge del Corano superiore a quella dello Stato in cui vive, accettera’ le nostre leggi: non si sottomettera’ mai al diritto italiano”. Per questo la legge attuale che abbiamo (10 anni per ottenere la cittadinanza) “va piu’ che bene. In tutti i paesi, tranne la Francia per ragioni derivanti dall’essere stata una potenza coloniale, c’e’ lo ‘ius sanguinis’. Ora – aggiunge Bitonci – Fini e quelli che la pensano come lui, puo’ portare tutti gli esempi che vuole, ma non ne trovera’ mai uno valido”.
Domani il deputato leghista incontrera’ – in radio per un confronto – Fabio Granata, deputato “finiano” del Pdl, firmatario di una proposta di legge che mira ad abbreviare i tempi per il rilascio della cittadinanza e introduce lo “ius soli”. Parte un confronto? “Non esiste assolutamente nessuna accordo, nel programma di governo non c’e’ scritto niente e noi siamo assolutamente lontani dalla linea centrista che molti stanno tentando di portare avanti”.
Anzi, “nel pacchetto sicurezza abbiamo inserito anche la norma che irrigidisce le regole per ottenere la cittadinanza dopo il matrimonio. Per noi devono passare almeno due anni e pensiamo anche a un test di lingua italiana e sulle tradizioni”. Ma la Lega e’ un partito “razzista” e “xenofobo”, come qualcuno dice? “Noi siamo semplicemente per la legalita’.
Abbiamo eletto un nostro sindaco di colore a Viggiu’, a Cittadella ho un iscritto albanese. E molti altri nostri tesserati sono extracomunitari”.