Il Muro è caduto, ma non per caso e non da solo

Nel 1989 finì la Guerra Fredda, il periodo di tensione politica tra blocco occidentale e blocco comunista che caratterizzò la politica mondiale per 44 anni nel secondo dopoguerra. Finì per l’implosione del sistema economico e politico comunista, con il crollo in rapida successione di tutti i regimi filosovietici dell’Europa dell’Est. Fallì in conseguenza dei suoi errori di impostazione: errori filosofici, errori antropologici, errori d’interpretazione della natura e della realtà. Fallì perché DOVEVA fallire…

Il Muro di Berlino, che del blocco comunista simboleggiava il confine ideale, non crollò da solo. A distanza di 20 anni si sente celebrare “la caduta del Muro” e si avverte ancora talvolta un fastidioso puzzo di nostalgia, come se fosse stato la fine di un sogno causata da un evento fortuito.

Ma non è così: il Muro non è caduto per caso! Men che meno è caduto da solo! Il Muro è stato abbattuto dagli uomini che non potevano più tollerare l’errore del socialismo reale e ci sono riusciti quando questo errore ha prodotto talmente tanti effetti da minare la resistenza delle fondamenta del Muro, cioè quando il sistema economico produttivo giunse al collasso dopo aver distribuito infelicità e frustrazione, le sole cose che poteva distribuire a causa del suo vizio di fondo.

Nella Rerum Novarum del 1891 (di cui si raccomanda la breve lettura a chi vuol capire l’essenza della questione), papa Leone XIII descrisse quali fossero i vizi epistemologici del socialismo reale: visione materialista dell’uomo quasi fosse una semplice bestia, visione deterministica della storia, egalitarismo ideologico scollegato dall’osservazione della realtà evidente, visione meramente utilitaristica dell’economia e negazione del diritto naturale dell’uomo alla proprietà privata.

Proprio spiegando con parole di grande semplicità come la proprietà privata sia un diritto di natura, in quanto con essa l’uomo trasforma in beni stabili il salario ricavato dal proprio lavoro per potersi sottrarre alla schiavitù dell’impellenza e all’instabilità della ricchezza monetaria, il Santo Padre Leone XIII mise in evidenza le clamorose contraddizioni del pensiero marxista, soprattutto in ordine all’incapacità di capire come l’essere umano necessiti di autorealizzazione individuale prima, familiare poi, e solo successivamente sociale, giacché la società nasce solo per servire l’uomo e meglio soddisfare i suoi bisogni individuali e personali.

Purtroppo le encicliche dei Papi sono poco lette e ancor meno comprese. Lenin e i russi, inoltre, vivevano in un Paese non cattolico e probabilmente non lessero mai quelle parole profetiche, capaci di descrivere nel dettaglio tutti gli errori puntualmente emersi nel secolo che seguì la Rerum Novarum. A dare ascolto al Papa, il comunismo non sarebbe mai nato; l’Unione Sovietica con tutte le sue mostruosità nemmeno; Cina, Nord Corea e Cuba sarebbero oggi Paesi diversi; le stupidaggini del Sessantotto e gli anni di piombo ci sarebbero stati risparmiati.

Oggi non ci sarebbe in giro ancora tanta gente che crede alla “caduta accidentale del Muro”, altra gente alla ricerca di una “Terza Via” che non si trova e a fondar partiti insulsi, altra ancora intenta a distaccar crocifissi… Ma pretendere che l’uomo ascolti il magistero della Chiesa è altrettanto illusorio delle fandonie a cui invece è portato a credere di tanto in tanto. Adamo ascoltò forse il suo Creatore?

Quegli ebrei che scrissero il Libro della Genesi, 2.500 anni fa, conoscevano l’Uomo molto meglio di Marx, di Darwin, di Freud, di Lenin, di Trotsky e di Mao. Infatti quello che scrissero questi ultimi è già quasi passato, in poco più di un secolo, mentre il libro che apre la Bibbia è destinato ad accompagnare l’umanità fino alla sua fine.muro caduto

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