Il lungo “parto” del nuovo PD

Dopo i 3 discorsi programmatici dei candidati alla segreteria – Bersani, Franceschini e Marini – finalmente si è capito qualcosa di più di cosa sarà il PD.
Se vincerà Bersani, che ha vinto i congressi degli iscritti militanti del partito, ci sarà una riedizione del vecchio Ulivo di Prodi. Praticamente un ritorno al passato motivato dall’idea che l’Ulivo fu in grado di vincere le elezioni, sebbene non sia riuscito a governare a causa delle sue contraddizioni e sia arrivato a impallinare il prof. Prodi in entrambe le esperienze di Governo. L’idea di Bersani è di riproporre le idee e i contenuti politici della proposta prodiana, magari riuscendo a chiarirli meglio anche al popolo che è rimasto con l’impressione di un gran numero di buoni propositi, ma troppo fumosi e generici per poter essere tradotti in azione politica di governo. Comunque Bersani va in questa direzione, in continuità con l’evoluzione compiuta da quell’elettorato che si è riconosciuto nelle trasformazioni da PCI a PDS, da PDS a DS, e da DS alla confluenza nell’Ulivo.
Se vincerà Franceschini prevarrà l’anima della Margherita con l’idea della vecchia sinistra DC, quella dei “cattolici maturi” che ascoltano la Chiesa solo quando conviene e che della Verità Cristiana credono solo a ciò che non costa fatica, quelli che si sono inventati un Concilio Vaticano II diverso nei contenuti da quello vero, avendolo scambiato per il 1968, quelli che vanno a messa tutte le domeniche, che fanno volontariato e attivismo di parrocchia, ma poi sono per il divorzio e per l’aborto, sono per il pacifismo politico ma anche per il conflitto sociale di classe e per certe forme di pauperismo comunistoide che nulla ha a che fare con il messaggio cristiano o con quello di san Francesco; quelli che trovano sempre un posto di lavoro grazie alla “pretagna”, per loro e per i loro parenti; quelli che si sentono migliori, che puntano il dito, che accusano gli altri di tutto, però sommessamente, perché “non sta a me giudicare”… Anche ai tempi di Gesù c’erano degli Ebrei con queste caratteristiche, quelli estremamente ligi alle regole esteriori e sempre pronti a criticare ed emarginare: erano i Farisei.
Siccome Franceschini perderà le primarie, è probabile che escano dal PD per dialogare con Casini circa l’edificazione di un nuovo soggetto di “Centro di area cristiana”, magari lo faranno anche, e poi si divideranno ancora. Tanti auguri…
Se vincesse Marini, ma è molto difficile, il PD aprirebbe le porte a buona parte dei dispersi della sinistra più radicale, quelli che ancora hanno voglia di stare dentro le istituzioni e non si propongono più di fare la rivoluzione permanente trotskysta antisistema; in pratica si parla dei Verdi, dei Socialisti, di alcuni Comunisti snob dell’alta borghesia (soprattutto centromeridionale). L’ipotesi è molto difficile, anche se è ipotizzabile un buon risultato di Marini alle primarie che inviterebbe Bersani ad aprire canali di dialogo utili soprattutto a livello locale.
In definitiva, pensiamo che il PD approderà alla riedizione ammodernata dell’Ulivo prodiano e non è nemmeno da escludere che Prodi possa venire riesumato al momento opportuno per qualche ruolo importante.
Concludiamo perciò con una considerazione: probabilmente il PD non ha la base elettorale sufficiente per vincere le elezioni e rimarrà all’opposizione, però ha dimostrato di saper essere chiaro verso l’elettorato che è nelle condizioni di sapere bene chi e che cosa vota, grazie alle modalità del Congresso.
Negli altri partiti italiani, oggi, non c’è la stessa chiarezza. A onor del vero, questo va detto!PD nasce

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