
L’Italia è uno dei Paesi più vecchi del mondo e questo sta diventando un problema da molti punti di vista: economico, previdenziale, sociale, valoriale. Manca il ricambio nella classe dirigente, nella classe produttiva, nella società. D’altro canto, i vecchi si fanno da parte solo se vedono una marea montante! Altrimenti non mollano mai, perché tener duro è una espressione di sopravvivenza…
Senza entrare in discorsi lunghi sulle pensioni, sul lavoro e la manodopera, sulla mobilità sociale, sull’immigrazione, oggi vorremmo solo parlare di un dato che a leggerlo mette i brividi. E’ il dato sulle interruzioni volontarie di gravidanza avvenute in Italia dal 1978 ad oggi.
Dal 1978 ad oggi le interruzioni di gravidanza certificate e avvenute legalmente sono 4.985.715, dato ISTAT aggiornato a metà 2009. Praticamente sono stati sterminati un numero di cittadini pari alla somma delle popolazioni delle città di Roma, Milano, Napoli e Brescia.
Non vogliamo manipolare i numeri, nemmeno comportarci come certi integralisti che rifiutano ogni dialogo. Però, se è vero che ogni singolo caso va considerato a parte con tutti i suoi risvolti umani, è anche vero che il compito di uno Stato è quello di regolare la vita della società nel suo insieme, per il Bene Comune, non la vita di ogni singolo cittadino per il suo bene individuale.
Questo è il principio sul quale riflettere da un punto di vista politico.
La cattiva applicazione della legge 194 ha causato uno sterminio che ha tolto all’Italia 5 milioni di persone con meno di 30 anni: se almeno l’applicazione fosse piena, migliore e umana, anziché fredda e meccanica, molti di quei bambini mai nati oggi contribuirebbero al progresso della società, con la loro umanità e le loro capacità, col loro amore e con le loro qualità e difetti.
Fino a quando il senso dell’art.29 della Costituzione non verrà capito fino in fondo, fino a quando l’intera Prima Parte della Costituzione non verrà capita e applicata per i suoi principi giuridici di alto spessore, questo Paese sarà solo “La terra dei cachi”.
E’ la famiglia il punto da cui partire per rivoluzionare il Paese. La famiglia fatta di padri e madri, perché piena di figli. La famiglia che deve essere messa nella condizione di compiersi a costo di penalizzare economicamente le categorie socialmente improduttive.
Finiamo citando la EVANGELIUM VITAE di Giovanni Paolo II, enciclica di grande valore sociale e politico perché profondamente umana, come è sempre la voce della Chiesa.
“Ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene può arrivare a riconoscere il valore sacro della vita umana dal primo inizio al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l’umana convivenza e la stessa comunità politica.”