Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.

“Eloì, Eloì, lemà sebactàni!”
(“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”)
- Frase attribuita a Gesù morente in croce dai Vangeli sinottici di Matteo (27,46) e Marco (15,34), ma anche inizio del Salmo 22 (22,2) da leggere completamente per capire il vero significato di quella frase, pronunciata proprio in quel momento da Gesù…

Nella settimana di Pasqua riflettiamo sulla seconda Persona Trinitaria che è il Figlio Eterno, incarnato per noi e per tutti in Gesù Cristo. Per farlo dobbiamo partire dal Dio in cui credono i Cristiani, spiegandolo per quanto è possibile.

Dio è Amore.

L’Amore vero è per sua natura fecondo e deve essere altruista; percui Dio Padre Eterno, prima di tutti i secoli, ha generato (non creato = “genitum, non factum”) il Figlio Eterno in cui si è compiaciuto.
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato e non creato della stessa sostanza del Padre.
Il Padre, eterno amante, è legato al Figlio, eterno amato, dall’Amore sovrabbondante che è lo Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio, e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Il Lògos divino, il Verbo Eterno che crea, si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi (Vangelo di Giovanni 1,14). Si è cioè spogliato dell’onnipotenza e dell’incommensurabilità per assumere la miseria e la finitezza della Sua creatura prediletta, l’uomo, allo scopo di darle la salvezza (“…per noi e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria…”). Assumendo la natura umana, ha dato all’uomo dignità divina. “Ha assunto la nostra morte per darci la Sua vita” (S. Agostino)

Torniamo a Gesù Cristo: secondo il concilio di Calcedonia (381 d.C.), che fissò definitivamente il dogma per contrastare le crescenti eresie, il Dio cristiano è Trinità, “una unica sostanza in tre persone eterne, Padre-Figlio-Spirito Santo”.
Il Figlio Eterno è diventato carne, cioè “una persona con due nature: divina e umana”.

Qui inizia la nostra riflessione. Gesù era vero Dio, ma nella natura umana era vero uomo. Pienamente uomo, con tutti i limiti e le debolezze degli uomini. La vita è stata anche per Lui una lenta e progressiva maturazione, anche nella consapevolezza della sua identità ed essenza. Non è pensabile che Egli sapesse fin dal principio di “essere Dio”; lo dimostrano mille episodi della sua missione, che indicano una progressiva acquisizione di coscienza da parte del Cristo che arriva a definirsi Figlio dell’Uomo, ad accettare da Pietro il riconoscimento di “Messia” e di “Figlio del Dio Vivente”, quindi a definirsi davanti al Sinedrio “Figlio di Dio” (Luca 22,70).
Ma non avrebbe senso la preghiera piena di sofferenza nell’orto degli Ulivi di Getsèmani, prima dell’arresto, se la Sua consapevolezza fosse stata piena. Ancora il dubbio della natura umana combatteva con la Sua incrollabile fede nel Padre.
La Passione, la Via Crucis al Calvario, la Croce, furono momenti successivi in cui il dubbio insinuato dal fallimento terreno, dalla sofferenza fisica e dal tradimento degli amici combatté con la ragione, che lo rendeva sempre più consapevole di cosa stesse accadendo.
Attanagliato dal dubbio, solo, morente in Croce, torturato, dileggiato e schernito, davanti al pianto della madre disperata, mentre sentiva la vita sfuggirgli, probabilmente solo in quel momento ebbe l’intuizione della piena consapevolezza di “Essere Dio”.
Si badi bene, l’intuizione e non la certezza, poiché fino alla morte fu pienamente “vero uomo”. Ecco perché, da dotto Rabbì quale era, tra i Salmi che conosceva a memoria citò proprio il Salmo 22, che invitiamo tutti a leggere per intero, per finalmente comprendere cosa significassero quelle ultime parole.
Morendo, consegnò lo Spirito al mondo, e si affidò al Padre per la Resurrezione. Morì ancora nella fede, che divenne subito certezza.

Tre persone, cioè tre modi di esprimersi dell’unico Dio.
Due nature, cioè due modi di compiersi dell’unica persona.
Vero Dio, nato dal Padre come essenza d’Amore prima che fosse creato il Tempo.
Vero uomo, nato da donna, cresciuto tra gli uomini, ucciso dagli uomini, morto come qualsiasi uomo.
Risorto ad opera del Padre e tornato al Padre, nel Padre e col Padre, tuttora vivente nella Storia nella persona dello Spirito Santo che guida la Chiesa, la quale è il Corpo Mistico del Cristo vivente. Spirito Santo che è nel Cristo e viene dal Cristo. Che viene dal Padre ed è nel Padre. Che è la Trinità di Dio, Padre-Figlio e Spirito Santo. Amen.

Buona Pasqua di Resurrezione a tutti.
passione di Cristo

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