«Il soldato Galan ha frainteso: il posto fisso di cui parla Tremonti non è il suo». Il presidente del gruppo consiliare regionale delle Lega nord- Liga veneta, Roberto Ciambetti, ha spiegato, a margine di un incontro con un gruppo di artigiani veneti, perché teme «una campagna elettorale lacerante in cui il Pd cerca di inserirsi».
«E’ chiaro che a Cacciari va benissimo la battaglia sostenuta da Galan, – ha detto Ciambetti – perché in un momento in cui la sinistra veneta arranca, individuare un motivo forte con cui presentarsi agli elettori, magari con caratteri innovativi e provocatori, come appunto il sostenere la politica del posto fisso per il governatore Galan, è strategicamente interessante. La politica delle poltrone, serve a coprire il vuoto disperante della sinistra. Il piano – ha proseguito Ciambetti – non nasce oggi: l’Sos per Galan è stato lanciato da Costa nell’estate scorsa, ripreso da Giuliano Amato, rilanciato da Fassino e ora riproposto, in altra forma, da Cacciari».
Alla domanda di un artigiano veronese, che chiedeva cosa avrebbe da guadagnare il mondo imprenditoriale veneto dall’alleanza anomala tra PdL e Pd, Ciambetti ha risposto che «una alleanza per le poltrone, con la riconferma di Cacciari a sindaco e Galan a presidente è un affare per i due protagonisti, non certo per i veneziani o i veneti. Personalmente non scommetterei un euro su questa santa quanto strana alleanza – ha concluso l’esponente leghista – So invece che sostenere la battaglia della Lega significa fare un grande passo avanti verso il cambiamento, l’autonomia e il federalismo, il che significa più soldi a casa nostra, più servizi e più investimenti, per i nostri cittadini e le nostre imprese».