Galan come Gollum?

Ormai non passa un giorno, macché un giorno? Non passano sei ore senza che il sig. Galan, o qualcuno della sua cerchia, non ribadisca la pretesa di vedere confermato il suo “diritto di sedere”. Potremmo proprio chiamarlo così, “diritto di sedere”, suona bene ed è anche adatto al suo partito, sebbene negli alti vertici sia interpretato con sfumature diverse. Per “diritto di sedere” riferito al sig. Galan noi intendiamo il preteso diritto divino a sedersi nella poltrona di Governatore del Veneto, per la quarta volta consecutiva tra l’altro, cosa che gli permetterebbe di realizzare una sorta di Ventennio in salsa regionale.

Per carità, niente di male se questa sarà la candidatura decisa dalle riunioni di vertice dei partiti interessati; ciò che lascia perplessi è l’atteggiamento, simile a quello di un bimbo capriccioso che reclama il suo giocattolo e si mette a strillare apposta, e strilla ancora, e ancora, e ancora…… Si rimane poi colpiti quando, esagerando davvero, il sig. Galan dichiara che si candiderà in ogni caso e a qualsiasi costo, anche fondando un partito nuovo. Qui la faccenda assume un contorno leggermente diverso, perché se la stessa maggioranza che lo ha candidato ed eletto in passato decidesse di proporre un nome diverso, un servitore fedele del popolo dovrebbe avere la magnanimità di ringraziare e di farsi da parte senza problemi di alcun tipo.

Invece il sig. Galan comincia a somigliare, non solo nel nome, a Gollum, quell’omiciattolo squallido e ambiguo inventato da Tolkien e divenuto famoso per la trasposizione cinematografica del romanzo “Il Signore degli anelli”. Ma sì, quel mostriciattolo che aveva messo le mani sull’Anello del Potere e, per averlo posseduto per un tempo innaturalmente lungo, ne era rimasto succube, diventandone dipendente e sottomettendo la propria volontà al solo desiderio di conservarlo nelle proprie mani, per sempre. Lo chiamava “il mio tesoro!” ed era pronto a qualsiasi azione, anche ripugnante, pur di averlo solo per sé.

Galan/Gollum, quindi? Farebbe sorridere, se non si stesse giocando sul filo del rasoio di equilibri politici che riguardano milioni di persone e che potrebbero aver ripercussioni gravi su tutta l’azione del Governo nazionale attuale.

Abbiamo detto poco sopra che, se la quarta candidatura di Galan fosse decisa di comune accordo tra PdL e Lega Nord, non ci sarebbe niente di male, fatta salva la delusione leghista per non vedersi mai riconosciuti come alleati aventi pari dignità: Lombardia no, Veneto no, se anche nelle altre Regioni arrivasse un Governatore, sarebbe in minoranza rispetto alla Giunta di colore PdL…. Però gli accordi vanno rispettati. Ma se invece la scelta ricadesse su un leghista, per la guida del Veneto? Galan/Gollum e il suo codazzo accetterebbero di buon grado questa soluzione, o si metterebbero a fare la guerra per consentire al pluri-Governatore uscente di conservare “il suo tesoro”?

Staremo a vedere, perché probabilmente ne vedremo delle belle!

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