Sale il tasso di disoccupazione in Europa: nella zona dell’euro, in dicembre, ha raggiunto il 10% contro il 9,9% di novembre e l’8,2% del dicembre 2008. Come rileva Eurostat, che ha diffuso le cifre, si tratta del dato peggiore dall’agosto 1998. Anche nell’Unione europea a 27 membri i disoccupati sono aumentati e il tasso è arrivato al 9,6% (9,5% in novembre, 7,6% un anno fa). Quanto all’ Italia, i disoccupati sono l’8,5%, in crescita rispetto a novembre (8,3%) e soprattutto rispetto al dicembre 2008 (7%).
In Italia, il tasso è particolarmente elevato fra i giovani sotto i 25 anni (26,2% didisoccupati) e fra le donne (10%) mentre gli uomini sopra i 25 anni senza lavoro sono il 7,5%. Nell’Unione europea, secondo le stime di Eurostat, a dicembre 23,012 millioni di uomini e di donne, di cui 15,763 milioni nell’eurozona, erano disoccupati. Rispetto a novembre, il numero dei senza lavoro è cresciuto di 163 mila nell’Ue a 27 e di 87 mila nell’area dell’euro.
Più drammatico il confronto anno su anno: rispetto a dicembre 2008, la disoccupazione è aumentata di 4,628 milioni nell’Europa a 27 e di 2,787 milioni nell’eurozona; in un anno, tutti gli Stati europei hanno registrato un aumento dei senza lavoro, raggiungendo il livello record dall’agosto del 1998. Fra gli stati membri, i tassi di disoccupazione più bassi sono stati registrati in Olanda (4% ) e Austria (5,4%), e i più alti in Lettonia (22,8% e Spagna (19,5%). Infine, l’Eurostat ricorda i dati di Stati Uniti e Giappone: in Usa, il tasso di disoccupazione in dicembre è stato pari al 10%, in Giappone del 5,2% in novembre.
Senza una riflessione profonda che metta in discussione i dogmi del capitalismo liberista non se ne uscirà. Lo abbiamo già detto, lo diciamo e lo diremo ancora: la parola tabù è “protezionismo” e finché non potrà essere pronunciata l’Occidente continuerà ad avvitarsi in una spirale di crisi senza via d’uscita. La globalizzazione senza limiti e paletti sta portando il mondo alla rovina.