L’ultima scemenza viene dalla Gran Bretagna, dove la locale unione degli atei ha richiesto l’arresto di Benedetto XVI attribuendogli la responsabilità di crimini contro l’umanità. Benedetto XVI come Pinochet… Siamo alla follia, ma l’attacco che la Chiesa Cattolica sta subendo in queste ultime settimane è furioso, fino a giungere ad apici di irrazionale follia.
Contro il Papa convergono interessi su tre livelli: uno interno alla Chiesa che non condivide il pontificato di Benedetto XVI, uno mediatico-economico che vede avvocati pronti a tutto per guadagnare, uno delle lobby che vogliono limitare il potere vaticano.
Al di là dei casi specifici, c’è davvero l’impressione che in queste settimane si sia di fronte a una sorta di regolamento di conti con il pontificato ratzingeriano. Un pontificato al quale non si perdonano il motu proprio che ha riabilitato la messa antica, la revoca della scomunica ai lefebvriani e il decreto sulle virtù eroiche di Pio XII, firmato lo scorso dicembre. Ma anche, forse più nascostamente, c’è chi non sopporta parole di un certo tipo sulla globalizzazione, sullo sfruttamento delle risorse naturali, sulla dignità del lavoro. Sembra che ogni atto del Papa «irriti» certi ambienti e «uno si deve chiedere il perché», ha osservato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, intervistato dalla Cnn, mentre nei giorni scorsi l’ex Segretario di Stato Angelo Sodano aveva messo direttamente in rapporto gli attacchi a Ratzinger con il messaggio della Chiesa su vita e famiglia.
La riflessione profonda di ogni sano venetista deve far ricordare che l’anima della gente veneta è informata dal cristianesimo e che i valori su cui è stata forgiata la nostra essenza sono i valori della Chiesa Cattolica. Una guerra contro il Papa è una guerra contro ogni singolo veneto, anche se fosse un uomo freddo nella fede. Non esiste il popolo veneto senza la Chiesa Cattolica, ma solo gente che abita in Veneto. Il Leone alato, simbolo apocalittico riferito all’evangelista San Marco, da solo spiega tutto; il Redentore, Gesù Cristo, che affianca il leone alato nell’altra delle due colonne di molte piazze venete, da sempre è il nostro Signore. L’attacco alla nostra identità più profonda ci chiama a prepararci a combattere, a tutti i livelli e con ogni mezzo, giacché la vita stessa perde ogni significato se privata del suo fondamento ontologico.
Non è solo una questione di Chiesa, di messe, di religione. Come si capisce, se si riflette bene, è una questione di vita o di morte. Vigiliamo e preghiamo, tenendo presente che all’occorrenza anche Gesù impugnò la frusta per cacciare i profanatori del Tempio…