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	<title>L&#039;altra Campana &#187; News</title>
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		<title>John Henry Newman al servizio della Chiesa e del’umanità.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 07:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Abbiamo oggi un’importante occasione di poter ricordare il venerabile John Henry Newman, cardinale di Santa Romana Chiesa e sacerdote dell’oratorio di San Filippo Neri, che ha dato e ancora oggi fornisce motivo di riflessione e soprattutto di pensare di là &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/john-henry-newman-al-servizio-della-chiesa-e-del%e2%80%99umanita/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo oggi un’importante occasione di poter ricordare il venerabile John Henry Newman, cardinale di Santa Romana Chiesa e sacerdote dell’oratorio di San Filippo Neri, che ha dato e ancora oggi  fornisce motivo di riflessione e soprattutto di pensare di là dalle mode e del puro apparire. Apparire che oggi sembra così importante rispetto ai contenuti fondamentali della vita dell’uomo e della sua ricerca intorno alla verità, che è tema della filosofia e della fede. Sono trascorsi poco più di duecento anni dalla sua nascita e il suo pensiero, nato da un profondo ripensamento della fede, alla luce delle domande della filosofia e della storia, dimostra tutta la sua attualità. E’un pensiero consapevole che nella ricerca, nell’humilitas, come sosteneva San Bonaventura da Bagnorea, della verità l’uomo possa raggiungere nel modo più completo la sua dignità: dignità che è soprattutto libertà d’essere ciò che Dio ha insito nella natura stessa dell’uomo e, nel frattempo, è coscienza di questa stessa libertà, intesa come consapevolezza di un servizio da compiere a favore dell’uomo. In questa prospettiva tutta la vita e tutte le opere del Venerabile John Henry Newman testimoniano un desiderio di approfondire e di ricercare quel fondamento che, solo, è in grado di dare all’uomo il suo più autentico significato. </p>
<p>     Allora come ora, il cardinale inglese c’indica la via, che non è fatta di “pensierini” sul presente, sulle attualità di mercato o di quanto inconsapevoli intellettuali al soldo di qualche parte, ambiziosi più di dominio e di protagonismo, che non di sincera ricerca di verità, affermano con pomposa sicumera che esiste solo la dimensione della politica, da loro fatta coincidere con la filosofia tout court. In realtà costoro rendono il piccolo, grande, il micro, mega, la parte, il tutto; finiscono con il ritenere che l’uomo sia solo ad una dimensione, quella che loro ritengono debba essere nel mondo di una prassi inconsapevole e priva di fondamenti. Proprio costoro ritengono che la storia sia il centro dell’uomo, ma la loro storia altro non è che un succedersi d’avvenimenti, dei quali non danno che la ragione strumentale e soprattutto temono che nel presente si neghi quella prospettiva futura che serve a loro come al condottiero dell’asino, la carota.  Infatti, dimenticano che Ex ipso, et per ipsum, et in ipso sunt omnia, come meditava proprio Newman (Meditazioni su Dio), dipende il significato che l’uomo può e deve dare alla propria esistenza, richiamandosi alla propria natura, a quell’interiorità che è fonte per ricercare autenticamente con tutto noi stessi proprio la verità. Infatti &#8221; o sei quello che sei o non sei nulla&#8221; affermava il pensatore. Parola non di moda, nemmeno il parlarne, perché se ne ha paura e soprattutto si cerca – disperatamente- di affermarne molte, in modo che nessuno possa discutere la propria, che è, in realtà, un’opinione, costruita con ragione forzata, e timorosa di confrontarsi, perché sa, seppur inconsapevolmente, d’essere costruzione fragile, fondata sul proprio parziale sentire, scambiato per intellettualità, dove l’intelligenza del fondamento è negata, perché negatrice proprio di quel parziale sentire.</p>
<p>Il cardinale J.H. Newman, ci dà la figura di un uomo di fede, non ristretto al puro momento storico. E’ questo il pregio di questo nuovo Beato, che ha il dono di parlare un lingua di là dal tempo in cui visse, perché il suo pensiero si propone costantemente, anche come sfida, alla ricerca della verità di cui l’uomo non può fare a meno, anche quando la nega o la riduce ad un solo suo aspetto.</p>
<p>                                         Italo Francesco Baldo<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/09/Newman.jpg"><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/09/Newman-150x150.jpg" alt="" title="Newman" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4525" /></a></p>
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		<title>Non tocca ai sindaci regolare i rapporti con l&#8217;Islam</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comuni e regione]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica e Società]]></category>

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		<description><![CDATA[A Vicenza il Sindaco Variati vorrebbe dare un&#8217;area del cimitero ai musulmani per consentire loro di seppellire i morti secondo le loro usanze. In tutta Italia ci sono sindaci o amministratori che discutono di come, quando e dove costruire moschee &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/non-tocca-ai-sindaci-regolare-i-rapporti-con-lislam/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Vicenza il Sindaco Variati vorrebbe dare un&#8217;area del cimitero ai musulmani per consentire loro di seppellire i morti secondo le loro usanze. In tutta Italia ci sono sindaci o amministratori che discutono di come, quando e dove costruire moschee per i musulmani. Tutti si fanno forti dell&#8217;ideale di apertura progressista, parlano di società multiculturale, non ammettono repliche e tacciano ogni voce discorde come xenofoba o razzista. Ma siamo sicuri che non si tratti invece di un vranco di ignoranti, nella migliore delle ipotesi? Cosa dice la Costituzione della repubblica Italiana in proposito, Costituzione di uno Stato laico (è bene ricordarlo proprio a codesti signori che spesso se ne riempirono la bocca, sempre a vanvera, in altre circostanze).</p>
<p>I rapporti dello Stato con le diverse confessioni religiose si svolgono o, meglio, si dovrebbero svolgere per legge, nel quadro dell&#8217;art. 8 che recita:<br />
&#8220;Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.<br />
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l&#8217;ordinamento giuridico italiano.<br />
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.&#8221;</p>
<p>E&#8217; evidente a ogni somaro, e qui c&#8217;è da chiedersi cosa siano questi signori invece, che in assenza di intese pattuite tra le rappresentanze religiose e lo Stato non esiste il riconoscimento della comunità religiosa. I singoli appartenenti alla tale confessione, qual che sia, avranno garantiti i diritti concernenti allo status di persona e, nel caso di possesso della cittadinanza, anche di quelli relativi allo status di cittadino. Persona e cittadino che, in uno Stato laico, sono sottoposti alla Legge che è uguale per tutti.<br />
Le comunità musulmane hanno sempre rifiutato di sottoscrivere intese con lo Stato per il semplice fatto che questo comporterebbe il riconoscimento da parte loro della superiorità della Legge Civile sul Corano per quanto attiene alla sfera temporale, lasciando all&#8217;ambito religioso solo la sfera spirituale. Del resto, la separazione delle due sfere è uno dei fondamentali cardini della democrazia, che infatti per l&#8217;Islam è un tabù. Dunque coerentemente con la loro confessione religiosa, i musulmani non accettano di sottoscrivere intese di questo tipo, poiché per essi la Shari&#8217;ia deve sempre prevalere su ogni altro ordinamento, giuridico o morale che sia.</p>
<p>Ed eccoci al punto: con quale diritto i sindaci, quasi sempre di area progressista, contrastano il sacrosanto principio della laicità dello Stato? Con quale diritto si sostituiscono allo Stato nei rapporti con le confessioni religiose, quando la Costituzione riserva appunto allo Stato centrale l&#8217;esclusiva competenza nel rapporto con le confessioni religiose? Ancora, con quale diritto pensano di destinare denaro pubblico in favore di gruppi religiosi non riconosciuti e recalcitranti di fronte ai fondamenti normativi della nostra civiltà, per favorire le loro attività ontologicamente antidemocratiche e dunque eversive? E poi&#8230; Non si rendono conto che per l&#8217;Islam tutto è religione? Anche le compravendite, le successioni ereditarie, i contratti matrimoniali, ogni negozio giuridico&#8230; Cosa facciamo: siccome siamo multiculturali e aperti, ognuno si fa la legge che vuole?</p>
<p>Sarebbe ora di spiegare a tutti che lo stato laico è una grande conquista, giacché si fonda sul riconoscimento dei diritti di ogni persona e sul rispetto del sentimento religioso di tutti, e proprio per questo prevede un atteggiamento neutro dello Stato in materia di fede; lo Stato multireligioso sarebbe invece una dannazione, perché si fonderebbe sull&#8217;idea che tutte le religioni sono uguali per il solo fatto di essere religioni, cioè su un atteggiamento non neutro ma sincretistico e sostanzialmente ipocrita, se non apertamente ottuso. Soprattutto, nel secondo malaugurato caso, la Legge verrebbe sottomessa ai capricci delle più disparate superstizioni esotiche di sparute minoranze, perdendo la sua stessa funzione.</p>
<p>Ma si riesce a far capire questo tipo di concetto alle teste sinistrate dei nostri progressisti?</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/08/islamici-in-preghiera.jpg"><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/08/islamici-in-preghiera-150x150.jpg" alt="" title="islamici in preghiera" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4407" /></a></p>
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		<title>Zaia: &#8220;Bisogna esporre la bandiera del Veneto nelle scuole&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 20:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando era ancora un ministro della Repubblica, portò in omaggio il vessillo di San Marco al neo nominato presidente del tribunale di Treviso, Giovanni Schiavon, affinché sventolasse sul palazzo di giustizia. Ne venne fuori una specie di caso di Stato, &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/zaia-bisogna-esporre-la-bandiera-del-veneto-nelle-scuole/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Quando era ancora un ministro della Repubblica, portò in omaggio il vessillo di San Marco al neo nominato presidente del tribunale di Treviso, Giovanni Schiavon, affinché sventolasse sul palazzo di giustizia. Ne venne fuori una specie di caso di Stato, con condimento di alte polemiche, ma alla fine persino il Csm &#8211; che, con straordinaria solerzia, aprì un procedimento disciplinare a carico del magistrato &#8211; se ne fece una ragione: quella esposta sulla facciata del tribunale era la bandiera della Regione Veneto, che perciò garriva al vento con piena legittimità. Ora che è governatore del Veneto, Luca Zaia vuole fare di quello stendardo l’emblema delle rivendicazioni autonomiste della Regione nei confronti dello Stato centrale. La Bandiera, con la B maiuscola. «Certo, mi rendo conto &#8211; mette le mani avanti Zaia &#8211; che in una fase come l’attuale ci sono problemi stringenti da affrontare e io non mi sottraggo. Ma quello dell’identità, anche se non verrà al primo posto, è un problema autentico».</p>
<p>Lo è a maggior ragione, secondo il governatore, nel passaggio cruciale che il Paese sta attraversando: «In un processo che porta al federalismo e all’autonomia regionale, anche i simboli diventano particolarmente importanti. E noi abbiamo un simbolo di identità, la bandiera del Veneto, che si deve vedere di più». Questo è il cruccio di Zaia: «Sentir dire dai cittadini che mi incontrano che sulla scuola del loro paese la bandiera veneta non c’è. Percepire che, in qualche caso, il gonfalone veneto viene volutamente occultato, magari perché qualcuno pensa &#8211; aggiunge il governatore &#8211; che la bandiera abbia un significato politico o, addirittura, possa fare pubblicità a un partito politico, la Lega. Ma quando mai? Il nostro gonfalone ha più di mille anni di storia &#8211; si infervora Zaia -, è descritto come il &#8220;triumphale vexillum&#8221; in una cronaca di Giovanni Diacono dell’anno Mille. E quella frase riportata nel libro aperto, &#8220;pax tibi marce evangelista meum&#8221;, rimanda alle radici cristiane della nostra gente. Trovo assolutamente disdicevole &#8211; sottolinea il presidente della Regione &#8211; che negli edifici pubblici ci sia chi si vergogna di esporre la bandiera del Veneto. Dirò di più: un veneto che si vergogna della sua bandiera non è un veneto e non merita di ottenere quel federalismo e quell’autonomia per i quali ci stiamo impegnando ». C’è una legge regionale, la 56 del 1975, a sancire ufficialmente la trasmigrazione del Leone alato dalla bandiera della Serenissima a quella della Regione Veneto.</p>
<p>E c’è un decreto del presidente della Repubblica che regola, per gli edifici pubblici, l’esposizione delle bandiere: nazionale, europea e locale. «Sì, la normativa esiste e non c’è bisogno di fare nuove leggi &#8211; argomenta Zaia -. Piuttosto, si tratta di spingere di più affinché venga rispettata l’esposizione del gonfalone veneto. In molte scuole io non lo vedo, a volte manca anche la bandiera dell’Unione Europea ma, nella grande maggioranza dei casi, se c’è un vuoto sui pennoni è quello lasciato dallo stendardo di San Marco. Lo ripeto: premesso che deve sempre essere esposta quella italiana, trovo deplorevole che qualcuno vada ad occultare, più o meno volontariamente, la nostra bandiera ». All’atto pratico, la Regione cosa potrebbe fare? «Se c’è un problema di fornitura o di reperimento delle bandiere &#8211; risponde il governatore &#8211; si rivolgano pure a noi: la Regione è pronta a distribuirle a chi le chiederà. Domandino e provvederemo. Non è nostalgia della Serenissima, è un fatto di identità. E il federalismo che avanza deve ancorarsi anche agli aspetti identitari».</p>
<p>Alessandro Zuin (Corriere del Veneto 8-8-2010)<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/08/Zaia-2-150x150.jpg" alt="Zaia 2" title="Zaia 2" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4364" /></p>
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		<title>Statua di Gandhi a Vicenza. Disse &#8220;Paròni a casa nostra&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 15:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un busto di Gandhi e uno “speaker’s corner” saranno da sabato prossimo 17 luglio presenza fissa a Campo Marzo. I due simboli della democrazia e della non violenza verranno inaugurati alle 17, a partire dal busto bronzeo del Mahatma Gandhi &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/statua-di-gandhi-a-vicenza-disse-paroni-a-casa-nostra/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un busto di Gandhi e uno “speaker’s corner” saranno da sabato prossimo 17 luglio presenza fissa a Campo Marzo. I due simboli della democrazia e della non violenza verranno inaugurati alle 17, a partire dal busto bronzeo del Mahatma Gandhi (1869-1948). Donato alla città di Vicenza dal Consiglio indiano per le relazioni culturali (Iccr) lo scorso 2 ottobre per celebrare il 140° anniversario della nascita del noto uomo politico e guida spirituale, fondatore della nonviolenza e padre dell’indipendenza indiana, il busto è alto 80 centimetri e pesa 80 chili ed è stato finora conservato a Palazzo Chiericati. </p>
<p>Gandhi è una straordinaria figura spirituale e non può venire preso in considerazione solo per la sua straordinaria azione politica, dapprima come avvocato immigrato in Sudafrica e poi come capo carismatico della secessione e indipendenza dell&#8217;India dall&#8217;Impero Britannico. Sicuramente l&#8217;amministrazione comunale di Vicenza crede di dire qualcosa di antileghista, quando proclama la cultura della pace e dell&#8217;accoglienza, ma sbaglia in pieno. Inoltre non considera che Gandhi fu un leghista ante litteram, perché di fatto creò i presupposti per l&#8217;emancipazione non violenta e democratica dell&#8217;India dal dominio straniero degli inglesi. Proprio ciò che i veneti vorrebbero fare con gli italiani&#8230;..</p>
<p>Nessuno si sognerebbe mai di definire Gandhi un becero razzista ignorante e xenofobo per aver detto che l&#8217;India doveva essere governata dagli indiani, e che gli inglesi avrebbero dovuto tornare in Inghilterra. Onore a Gandhi, dunque, e grazie al sindaco Variati per aver dato a Vicenza la statua del più elevato punto di riferimento per il sogno indipendentista veneto. Anche se non gli è nemmeno passato per la testa&#8230;.</p>
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		<title>“UN BUON PADRE DI FAMIGLIA PRIMA PENSA A SFAMARE I PROPRI FIGLI”</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 13:04:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Dare la priorità ai lavoratori Veneti e Italiani non è inutile né discriminatorio, ma rispecchia la volontà di agire con buon senso in un momento di crisi che ci impone di fare delle scelte politiche precise”. Così il capogruppo della &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/%e2%80%9cun-buon-padre-di-famiglia-prima-pensa-a-sfamare-i-propri-figli%e2%80%9d/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Dare la priorità ai lavoratori Veneti e Italiani non è inutile né discriminatorio, ma rispecchia la volontà di agire con buon senso in un momento di crisi che ci impone di fare delle scelte politiche precise”. Così il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Federico Caner, replica alle dichiarazioni del segretario generale della camera del lavoro di Treviso, Paolino Barbiero, che ritiene inutile la proposta di creare liste di collocamento differenziate avanzata sul palco di Pontida dal presidente del Veneto Luca Zaia.</p>
<p>“Dobbiamo ragionare come farebbe un buon padre di famiglia, che in un momento di crisi ha il dovere di pensare prima ai propri figli e poi a tutti gli altri. Zaia vuol essere un padre per i Veneti e sfamare prima degli altri i suoi concittadini &#8211; ha detto Caner, che annuncia l’impegno del Gruppo Lega Nord per presentare proposte legislative volte a favorire prima i Veneti -. Creare liste di collocamento differenziate non è un concetto razzista. Non siamo più in grado di offrire lavoro, perché non ce n’è: è quindi giusto e logico privilegiare i nostri lavoratori, senza per questo essere accusati di discriminare. Non dimentichiamo, infatti, che ci sono extracomunitari con cittadinanza italiana che hanno lo stesso diritto di precedenza rispetto ai loro connazionali arrivati da poco in Italia. Inoltre, &#8211; chiude l’esponente del Carroccio &#8211; questo principio rientra nella logica di favorire chi si è integrato nel nostro paese, accettando le nostre regole e rispettando il nostro stile di vita”.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/06/zaia_maifesto-150x150.jpg" alt="zaia_maifesto" title="zaia_maifesto" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-4196" /></p>
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		<title>La lingua veneta irrompe nelle istituzioni</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 17:11:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Bona sera, ben rivà al consilio comunae. Femo l&#8217;apelo par i siori consilieri&#8221;. Il presidente del consiglio comunale di Montecchio, Claudio Meggiolaro, potrebbe aprire in questa maniera la prossima seduta, cioè in lingua veneta. Montecchio quindi è il primo Comune &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/la-lingua-veneta-irrompe-nelle-istituzioni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Bona sera, ben rivà al consilio comunae. Femo l&#8217;apelo par i siori consilieri&#8221;. Il presidente del consiglio comunale di Montecchio, Claudio Meggiolaro, potrebbe aprire in questa maniera la prossima seduta, cioè in lingua veneta. Montecchio quindi è il primo Comune vicentino a poter usufruire di una discussione bilingue, dove i consiglieri potranno tranquillamente passare dall&#8217;italiano al veneto e viceversa senza esser invitati ad usare esclusivamente la lingua nazionale.<br />
Ma l&#8217;adozione dell&#8217;idioma veneto è giunta dopo un’aspra battaglia fra richieste della minoranza di emendamamenti soppressivi, all&#8217;introduzione dell&#8217;articolo 50 (rigettato dalla maggioranza), proteste e botta e risposta. L&#8217;approvazione è giunta con i voti della maggioranza e Giuseppe Ceccato.</p>
<p>L&#8217;adozione del veneto fa parte delle 12 modifiche del regolamento del Consiglio comunale, studiate dalla commissione statuto e regolamenti, alla cui redazione cui hanno partecipato tutte le forze politiche presenti fra maggioranza e minoranza. Proprio sulla questione della lingua la discussione è durata oltre due ore.</p>
<p>«Sono modifiche importanti per lo svolgimento delle sedute &#8211; ha evidenziato il presidente della commissione, Carlo Colalto di Lega Nord &#8211; in particolare chi vorrà potrà parlare in italiano o dialeto». Perplessità invece da parte del Pdl: «Siamo d&#8217;accordo sulla tutela e valorizzazione delle tradizioni &#8211; ha detto il capogruppo Emanuele Festival &#8211; vogliamo però precisare che è importante che in un momento istituzionale qual è una seduta del consiglio comunale sia utilizzata la lingua italiana». Festival ha spiegato che lo svolgimento del consiglio comunale deve essere «iImmune da critiche e possibili interpretazioni cavillose. E gli interventi devono essere interpretabili e fruibili da tutti i consiglieri e da chi ascolta».</p>
<p>La lingua è l&#8217;elemento fondamentale nell&#8217;identificazione di una comunità rispetto a un&#8217;altra e la battaglia per riappropriarsi dell&#8217;autonomia non può che passare anche per questa strada. Così è stato fatto in Galles, così in Catalogna e nei Paesi Baschi, così in Sudtirolo (o Alto Adige che dir si voglia). Così deve essere fatto anche in Veneto per ridare dignità a una nazione che da troppo tempo è chinata sotto il giogo dell&#8217;oppressione e dell&#8217;oblio delle proprie radici.</p>
<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/05/Villa-Cordellina-150x150.jpg" alt="Villa Cordellina" title="Villa Cordellina" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3932" /></p>
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		<title>Importante voto nel Regno Unito di Gran Bretagna</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 07:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sono aperti questa mattina alle 7 (8 ora italiana) i seggi in Gran Bretagna per le elezioni legislative. Le urne rimarranno aperte fino alle 22 ora locale. Al voto sono chiamati oltre 45 milioni di elettori: per avere un’indicazione &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/importante-voto-nel-regno-unito-di-gran-bretagna/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono aperti questa mattina alle 7 (8 ora italiana) i seggi in Gran Bretagna per le elezioni legislative. Le urne rimarranno aperte fino alle 22 ora locale. Al voto sono chiamati oltre 45 milioni di elettori: per avere un’indicazione sui vincitori dagli scrutini, occorrerà probabilmente aspettare le prime ore del mattino.</p>
<p>Secondo le ultime rilevazioni i Conservatori si accingono a tornare al potere dopo 13 anni, al termine di una delle campagne elettorali più equilibrate e combattute del secondo dopoguerra. Secondo quanto indica un sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico ICM pubblicato dal quotidiano britannico The Guardian, i Tories sono in testa sui Laburisti del premier uscente Gordon Brown di otto punti percentuali, ma ciò potrebbe non bastare per conquistare la maggioranza dei seggi.</p>
<p>I conservatori sono comunque avanti con il 36% dei consensi; seguono i Laburisti con il 28% e i Liberaldemocratici della rivelazione Nick Clegg &#8211; che ha trasformato la tradizionale competizione bipartitica tra Labour e Tories in una inattesa corsa a tre &#8211; con il 26%. Se i dati del sondaggio saranno confermati dall’esito del voto &#8211; osserva il quotidiano britannico &#8211; Cameron potrebbe comunque ottenere quasi la maggioranza assoluta, e assicurandosi l’appoggio dei partiti unionisti potrebbe anche riuscire a governare.</p>
<p>Anche secondo un sondaggio pubblicato oggi dal sito web del quotidiano The Times, David Cameron avrebbe in mano le chiavi di Downing Street. I Tories &#8211; indica il sondaggio realizzato da The Populus &#8211; sono in testa con il 37% dei consensi, con nove punti di vantaggio sui Laburisti (al 28%) e dieci sui Liberaldemocratici (al 27%), ma chi voterà per Cameron &#8211; scrive il Times &#8211; lo farà essenzialmente perché ha una percezione negativa del premier uscente Gordon Brown e del Partito laburista, e non perché ha un giudizio positivo del leader Tory.</p>
<p>I tre candidati si sono sfidati fino all’ultimo per cercare di convincere gli indecisi, che rappresentano in queste elezioni una fetta consistente dell’elettorato (ben il 40%). Cameron ha concluso ieri il suo ultimo tour de force di 36 ore nel paese attaccando i Laburisti per la loro campagna elettorale da lui definita «vergognosa e negativa». Cameron ha promesso che in caso di vittoria il suo governo aiuterà tutti i più bisognosi: «Porteremo tutti con noi, i deboli, gli anziani, i poveri, noi sappiamo che hanno bisogno di protezione». Quanto detto dai Laburisti &#8211; ha proseguito il leader Tory -, che i conservatori intendono aumentare i prelievi ai pensionati e alle famiglie è «semplicemente non vero».</p>
<p>Gordon Brown ha giocato invece le sue ultime chance di vittoria sul terreno dell’economia, dopo che l’Unione Europea ha avvertito ieri che il deficit pubblico della Gran Bretagna sarà del 12% del suo PIL, il più alto di tutto l’Ue. Brown ha così colto l’occasione per esortare gli elettori a non votare i conservatori, poiché a suo avviso non sarebbero in grado di gestire la difficile congiuntura. «Questo non è il momento dei conservatori», ha detto il premier uscente, parlando alla Bradford University. «Tutti sanno che i tagli sbagliati, nei posti sbagliati, al momento sbagliato, metteranno a repentaglio la nostra ripresa &#8211; tutti lo sanno meno i conservatori». Il leader dei Liberaldemocratici, Nick Clegg ha invece ricordato agli elettori che quella di oggi «è un’occasione che capita una sola volta in una generazione per fare le cose in modo diverso». Clegg ha detto che il suo partito è l’unico che può offrire garanzie per «un vero cambiamento». <img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/05/House-of-Parliament-150x150.jpg" alt="House of Parliament" title="House of Parliament" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3848" /></p>
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		<title>In Grecia &#8220;sventola bandiera bianca&#8221;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 13:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Grecia divampa la protesta e come sempre ci scappano i morti, in quella che è la solita guerra tra poveri. Battiato cantava &#8220;Quante stupide galline che si azzuffano per niente, &#8230; sul ponte sventola bandiera bianca!&#8221; La depressione che &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/in-grecia-sventola-bandiera-bianca/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Grecia divampa la protesta e come sempre ci scappano i morti, in quella che è la solita guerra tra poveri. Battiato cantava &#8220;Quante stupide galline che si azzuffano per niente, &#8230; sul ponte sventola bandiera bianca!&#8221;</p>
<p>La depressione che coglieva Battiato è tipica di chi ormai si è stufato di spiegare alla gente che il problema ha una soluzione completamente diversa da quella che credono: &#8220;Che si ammazzino, mi arrendo!&#8221; si potrebbe tradurre il pensiero espresso in quella frase sconfortata. Ma prima di imitare Battiato e cedere allo sconforto, viene almeno da sottoporre al lettore una duplice riflessione.</p>
<p>La crisi che divampa nella UE a chi serve? Cui prodest? Risposta: agli USA, che hanno una situazione debitoria verso l&#8217;interno e verso l&#8217;estero clamorosa e temono di perdere l&#8217;egemonia politica sull&#8217;Occidente.<br />
Così George Soros, filantropo ebreo americano di origine ungherese (dunque ebreo askhenazita il cui nome vero è Georgy schwartz), non più tardi di un mese fa concede un&#8217;intervista pubblicata dai principali quotidiani occidentali nella quale delinea quanto partorito al World Economic Forum di Davos, vero centro del potere mondiale alla faccia delle illusorie fragili democrazie in cui viviamo. Disse che la Grecia era pronta al &#8220;default&#8221; (pronuncia di fallimento) e che subito dopo sarebbe toccato a Portogallo e Spagna, mentre l&#8217;Italia aveva una situazione per ora sotto controllo (tradotto: è un partner politico fedele e sottomesso degli USA).</p>
<p>La gente crede che le cose funzionino in chissà quale modo, dà la colpa ai politici corrotti e all&#8217;ingiusta ripartizione della ricchezza e per questo motivo non sopporta di dover fare sacrifici e di rinunciare al benessere fittizio che aveva ricevuto in dono, grazie a una spesa pubblica e a un welfare state del tutto sproporzionati all&#8217;effettiva produttività reale pro-capite. Scoppiano sommosse, qualcuno muore, intanto i tedeschi cominciano a non sopportare più l&#8217;UE perché gli sembra diventata troppo stretta nel mondo globalizzato (mentre prima dell&#8217;unificazione ai tempi della contrapposizione dei blocchi era una riserva di caccia privilegiata). Il processo di integrazione si sgretola insieme alla moneta unica, i contatti con la Russia perdono ogni prospettiva politica e risospingono il Cremlino fuori dal concerto europeo, la Francia a sua volta è infastidita dall&#8217;eterno concorrente alemanno e la Gran Bretagna, da sempre euroscettica e atlantica, si prepara a una svolta conservatrice in funzione filoamericana.</p>
<p>Gli USA fanno politica con i soldi: comandano le banche, il FMI, hanno con Israele una special relationship che permette di unire la potente rete sionista mondiale. In funzione anti-cinese, poiché da tempo gli USA lavorano prefigurando lo scontro con la civiltà del &#8220;Celeste Impero&#8221;, gli USA non possono tollerare un terzo incomodo come l&#8217;Europa, che se si unisse alla Russia diverrebbe una enorme potenza energetica, politica, militare, culturale posta geograficamente a metà del planisfero centrato storicamente su Londra (le ore del giorno di tutto il mondo considerano il mezzogiorno londinese come riferimento, non è roba da poco). Dunque lavorano per bloccare l&#8217;unificazione dell&#8217;UE e per far emergere gli egoismi degli Stati membri fino alla dissoluzione del processo politico. Sono pronti a spingere ancora il gioco in avanti, un Paese alla volta.</p>
<p>Dunque potrebbe venire anche il turno dell&#8217;Italia, sebbene non sia imminente. Che fare? </p>
<p>Ogni volta che ci si pone questa domanda viene in mente Lenin e il disprezzo per le sue risposte tenta al silenzio. Ma lui era un pazzo sanguinario che volle imporre a tutti la sua personale visione del mondo, qui si pensa solamente a soluzioni pacifiche applicabili &#8211; se condivise &#8211; solo attorno a casa mia. Una bella differenza, pare.</p>
<p>Dunque che fare? L&#8217;Italia non può più permettersi di procrastinare la riforma federale dello Stato, mentre deve dare subito attuazione alla redistribuzione delle competenze in materia fiscale attuando quelle leggi passate sotto il nome improprio di &#8220;federalismo fiscale&#8221;. Non attuare tali riforme significa spingere il Paese nel medesimo baratro in cui è finita la povera Grecia, dove Portogallo-Spagna-Irlanda possono finire presto, e dove Italia e Gran Bretagna si stanno dirigendo.</p>
<p>Continuare a litigare per garantire lo stipendio ai disoccupati del Sud in mano alla mafia, in cambio di un pugno di voti a suggello del patto per spartire il territorio tra malavitosi e politici, è una scelta miope che non ha prospettiva. I soldi stanno finendo, il Nordest è spompato dal fisco e non ce la fa più. O si disfa l&#8217;Italia o si muore.</p>
<p>Poi si può anche rifarla, federale e completamente nuova. Ma prima bisogna rivoltare lo stivale e ripulirlo dal fetore pestilenziale che risale dal piede&#8230;.</p>
<p>Nel caso contrario, quando le sommosse del popolo in miseria arriveranno anche da noi potremo rispolverare Battiato e quel capolavoro del 1982: &#8220;La voce del Padrone&#8221;. E mangiando insalata e uva passa anziché ascoltare Beethoven, Sinatra e Vivaldi, canteremo da bravi veneti gli immortali versi di Arnaldo Fusinato: Il morbo infuria, il pan ci manca, &#8220;Sul ponte sventola bandiera bianca&#8221;&#8230;.<img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/05/bandiera-bianca-150x150.jpg" alt="CAGOL CATALOGUE 06.indd" title="CAGOL CATALOGUE 06.indd" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3839" /></p>
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		<title>Autobomba disinnescata a New York</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 07:16:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Paura a New York: nel cuore della città dell’11 settembre, Times Square è stata evacuata questa notte (tra 1 e 2 maggio) per un veicolo sospetto che aveva a bordo un ordigno esplosivo. Tutto è cominciato alle 18:30 (00:30 in &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/autobomba-disinnescata-a-new-york/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paura a New York: nel cuore della città dell’11 settembre, Times Square è stata evacuata questa notte (tra 1 e 2 maggio) per un veicolo sospetto che aveva a bordo un ordigno esplosivo. Tutto è cominciato alle 18:30 (00:30 in Italia), quando alla polizia e ai vigili del fuoco è arrivata la segnalazione che del fumo fuoriusciva da un’automobile parcheggiata sulla 45esima strada, poco lontano dal teatro dove va in scena Lion King. Sono arrivati gli artificieri e, all’interno di un pacco posto sul sedile posteriore. la polizia ha trovato benzina, tre bombole di propano e, secondo alcune indicazioni, polvere da sparo.</p>
<p>La macchina, con la targa del Connecticut, è stata isolata. Un uomo che si trovava a bordo sarebbe scappato, secondo quanto ha scritto il New York Times. Fonti federali hanno tuttavia escluso che si sia trattato di terrorismo, ma la polizia ha comunque setacciato la piazza per verificare che non ci fossero altri ordigni esplosivi. L’evacuazione ha interessato, oltre alla piazza, anche alcuni teatri. Gli spettacoli che non erano ancora cominciati sono stati posticipati. In un teatro, agli spettatori non è stato consentito di uscire. Broadway è stata chiusa dalla 43esima alla 46esima Strada con blocchi anche in parti di Eight Avenue. Attorno alle zone cordonate si è assiepata una folla, molti turisti con macchine fotografiche e cellulari pronti allo scatto. È stato il secondo allarme in pochi mesi a Times Square: in dicembre, poco prima dell’ultimo dell’anno, la polizia aveva chiuso la piazza per due ore mentre si svolgevano indagini su un furgone sospetto: alla fine si scoprì che all’interno non c’erano altro che abiti.</p>
<p><img src="http://www.laltracampana.com/wp-content/uploads/2010/05/times-square-150x150.jpg" alt="times square" title="times square" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3803" /></p>
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		<title>BITONCI: A PADOVA SPESE RECORD PER GIUNTA, CONSIGLIO E STAFF.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 15:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nell’edizione del quotidiano “Il Sole 24 Ore” di lunedì scorso sono stati pubblicati i dati riguardanti le spese sostenute dalle amministrazioni comunali per i costi della politica. Padova si è nettamente distinta tra tutte le città del Nord, con un &#8230; <a href="http://www.laltracampana.com/bitonci-a-padova-spese-record-per-giunta-consiglio-e-staff/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Nell’edizione del quotidiano “Il Sole 24 Ore” di lunedì scorso sono stati pubblicati i dati riguardanti le spese sostenute dalle amministrazioni comunali per i costi della politica. Padova si è nettamente distinta tra tutte le città del Nord, con un piazzamento “a sorpresa” all’undicesimo posto dietro realtà come Napoli, Reggio Calabria, Cosenza, Bari, Catania, Messina, Brindisi. Più volte i consiglieri della Lega Nord avevano denunciato le spese decisamente troppo elevate per la gestione della macchina comunale, senza ottenere alcun riscontro concreto: ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Il Deputato della Lega Nord Massimo Bitonci propone un’attenta disamina dei dati pubblicati dal quotidiano economico, ponendo l’attenzione su cifre particolarmente significative: “I costi per la gestione di sindaco, giunta, consiglio comunale, circoscrizioni e quant’altro ammontano a 52 euro per abitante, contro gli 11 di Treviso, gli 8 di Milano, i 24 di Verona. Interessante classifica, con una eloquente dimostrazione delle capacità di governare una città come Padova da parte di Zanonato, in tempi così difficili e delicati per l’economia delle pubbliche amministrazioni da consigliare una ben diversa gestione delle risorse economiche, con una drastica riduzione delle spese inutili (tagli di nastri, inaugurazioni, pubblicità varie, costosi affitti di capannoni per compiacere alleati politici e molto altro), in un’ottica di risparmio volta a portare una boccata d’ossigeno ai padovani, arrivando anche ad allentare la pressione fiscale a loro carico. Il sindaco Zanonato, d’altronde, non può nemmeno lamentarsi, dal momento che Padova spicca anche quanto a proventi da entrate tributarie (imposte, tasse, diritti e tributi speciali) compresa la compartecipazione IRPEF e l’addizionale comunale pari allo 0,6% (diversamente da altri comuni che non l’hanno prevista), con ben 391 euro per abitante contro i 288 di Belluno ed i 291 di Verona, oltre che per le entrate extratributarie che piazzano Padova al 46mo posto con ben 249 euro/abitante.</p>
<p>Non dimentichiamo infine il costo per il personale: anche in questo ambito Padova sa distinguersi con l’ottimo, si fa per dire, piazzamento al 26mo posto tra tutte le città d’Italia. C’è da riflettere a lungo e da meditare seriamente su certi numeri. Giovano forse ai padovani le quotidiane incursioni nei media locali, con tanto di passerella per Sindaco ed Assessori? Quanto costa lo staff e l’entourage che si muove intorno a Zanonato ed alla sua giunta? Una buona amministrazione – conclude Bitonci – prevede, soprattutto di questi tempi, un’attenzione particolare nell’evitare spese inutili di denaro pubblico, con la cura del “buon padre di famiglia” che non sperpera i soldi del cittadino per stare in vetrina a far bella mostra di sè”.</p>
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